domenica 25 dicembre 2022

Museo del Parco Vesuvio. In viaggio sul Vesuvio docufilm di Enzo Franco. Martedì 20 dicembre 2022

In viaggio sul Vesuvio. Martedì 20 dicembre alle 18,30 presenteremo il docufilm sul Vesuvio di Enzo Franco prodotto dall’ Ente Parco Nazionale del Vesuvio
Un racconto straordinario per conoscere il Vulcano più famoso del mondo.
La rinascita del Monte Vesuvio dopo il disastro del 2017, la ricchezza della storia del territorio vesuviano, la spettacolare presenza di uccelli migratori, le antiche tradizioni artigianali.
Un viaggio affascinante e coinvolgente.
La realizzazione del documentario rientra tra le attività di promozione programmate dall’Ente Parco al fine di diffondere, anche attraverso strumenti multimediali, ad un pubblico quanto più vasto possibile, informazioni sul patrimonio naturalistico, geologico, archeologico e enogastronomico racchiuso nell’area protetta. 
Prenotazioni a prenotazioni@museoparcovesuvio.it
Ingresso libero.
Nel corso della serata sarà possibile visitare gratuitamente il Museo del Parco Vesuvio e la Mostra fotografica “Il Fomidabil Monte. Il Vesuvio nelle fotografie dell’Archivio Alinari”

Dal 02 Dicembre 2022 al 06 Gennaio 2023 BOSCOREALE | NAPOLI

MUSEO DEL PARCO NAZIONALE DEL VESUVIO Via le Corbusier 9

ORARI: venerdì, sabato e domenica 10-16

CURATORI: Rita Scartoni e Vittorio Ragone

TELEFONO PER INFORMAZIONI: +39 081 7776843

E-MAIL INFO: info@museomav.it

SITO UFFICIALE: museodelparcovesuvio.it 
Il Museo Parco Nazionale del Vesuvio effettuerà i seguenti orari nelle festività natalizie:
- Il 25 dicembre  e 1 gennaio 2023 il museo è chiuso. 
-Il 24 e 31 resterà aperto dalle 10. 00 - 14. 00
-Il 26 dicembre aperto regolarmente dalle 10.00-  16.00.

sabato 24 dicembre 2022

Aeroporto di Napoli e il nuovo spazio espositivo Art Gate. – Mostra Salvatore Emblema. La materia del Cielo (23 dicembre 2022 – 30 marzo 2023)

E’ stata inaugurata, nella sala imbarchi dell’Aeroporto di Napoli, la mostra Salvatore Emblema. La materia del Cielo (23 dicembre 2022-30 marzo 2023), alla presenza dell’amministratore delegato di Gesac Roberto Barbieri e del direttore del Museo e Real Bosco di Capodimonte Sylvain Bellenger. Presenti anche la moglie dell’artista Raffaela Auricchio, i figli e gli altri componenti della famiglia Emblema che a Terzigno, nel Vesuviano, portano avanti il Museo Emblema in cui rivive la ricerca condotta tra gli anni Sessanta e Settanta da un artista che seppe coniugare, nelle sue opere, gli elementi essenziali e identitari della sua terra con il linguaggio astratto di matrice americana.

La mostra Salvatore Emblema. La materia del Cielo suggella una più stretta collaborazione tra l’Aeroporto Internazionale di Napoli e il Museo e Real Bosco di Capodimonte, due importanti attori dello sviluppo in chiave turistica della città di Napoli, ed inaugura il nuovo spazio espositivo “ART GATE” nella zona imbarchi. Uno spazio interamente dedicato alla scena artistica campana, in cui si alterneranno periodicamente mostre capaci di mettere in risalto la vivacità culturale di una città stratificata di storia e di arte, sempre protesa verso la sperimentazione di nuovi linguaggi e l’accoglimento delle più svariate istanze culturali.

La mostra – La mostra Salvatore Emblema. La materia del Cielo, a cura di Sylvain Bellenger, con il supporto storico-scientifico del Museo Emblema si compone di cinque grandi opere pittoriche risalenti alla prima metà degli anni Sessanta, quando Salvatore Emblema declinava la sua formazione di matrice informale in una ricerca di tipo spiccatamente materico e gestuale. Ricorrenti le forme dell’ovale e del quadrato che da un lato hanno memoria della pittura pompeiana e dall’altro sembrano aprire finestre ipotetiche all’interno dello spazio del quadro. “Autoritratti”, li chiamava l’artista scherzando. Ammiccando così alla possibilità di una pittura, sempre più libera da schemi compositivi complessi, capace di poter diventare quasi una superficie riflettente, come uno specchio. Superficie che l’artista carica di materia, inserendo cenere e sabbie vulcaniche all’interno dell’impasto coloristico.
Anche il gesto è protagonista di queste opere: movimenti a volte ampi e distesi, altri più nervosi e aggressivi operati spesso senza pennello, ma con utensili in legno e metallo costruiti all’occorrenza. Si coglie qui il tentativo – ancora non preordinato – di sondare il quadro nel senso della profondità, di scoprirne per tappe la materia tessile sottostante. Sono gli anni che precedono il progressivo “raffreddamento” dell’approccio pittorico e del “ripensamento” della tela di juta non come supporto della materia cromatica, ma come materia essa stessa. Materia altra, trasparente.

La Materia del Cielo è una mostra su Emblema non priva di una calibrata valenza di studio su un periodo breve ma intenso di ricerca. Sono i primi anni Sessanta e l’artista va selezionando progressivamente gli elementi distintivi del proprio lavoro. Si riconoscono già le fasce quadrangolari degli anni successivi. L’interesse verso la trama e l’ordito della tela che in alcuni punti è già portata alla luce tra le masse di colore. E’ già rintracciabile quel ragionare per moduli compositivi minimi che accompagneranno la produzione di Emblema per tutti i successivi anni Settanta. Una mostra sul cielo in cui l’aria si traduce in massa fisica ed il riflesso luminoso è quasi scavato nella materia pittorica. D’altronde il cielo, nella storia dell’arte, non ha mai nascosto una sua certa ambiguità: è una massa indivisa di spazio che si può rappresentare solo per frammenti. Ed è proprio nel tentativo di restituire l’emozione del cielo, della luce cangiante di un tramonto e del gioco delle nuvole che la pittura ha iniziato a diventare movimento.
Il passeggero che arriva in aeroporto sarà condotto verso la mostra La Materia del Cielo attraverso una serie di frasi-aforisma di Salvatore Emblema che, di fatto, lo condurranno, passo dopo passo, nell’intento di completare la narrazione, progressivamente verso la nuova zona “ART GATE”, presso l’area d’imbarchi C20, per visitare le opere in esposizione.
Eccole in sequenza:
  • Oggi ti regalo il Cielo…dentro una scatola di Nuvole
  • Lo sai che faccio il Pittore solo perché non ho imparato a Volare
  • Il Cielo sopra casa mia l’ho camminato tutto, a piccoli passi
  • Nel Cielo non ci sono Muri… ma ci sono i quadri, dovunque guardi
  • Da ragazzo avevo un Aereo fatto di Pietra e di Luce, me l’avevano regalato
  • L’unica architettura che capisco è quella del Respiro, del Vento e degli occhi tuoi
  • Da piccoli tutti coloriamo il Cielo, io poi, ho provato a dipingerci sopra
  • Di cos’è fatto il Cielo? Pare nulla eppure d’azzurro ti sostiene le nuvole


E poi c’è la frase La Pittura ti leviga gli Occhi ma ti affila l’Orizzonte che accompagna un’installazione artistica volta ad incorniciare il paesaggio aeroportuale dalle vetrate che si affacciano sulla della pista di atterraggio e decollo, come fosse parte dell’opera stessa di Salvatore Emblema, artista da sempre affascinato dal paesaggio e dall’interazione del visitatore proprio attraverso le sue opere che diventano così “mezzo”, strumento di connessione dell’uomo con l’ambiente esterno in cui è immerso e vive.

Infine, l’Emblema-pensiero, che accoglie i passeggeri in arrivo a Napoli invitandoli a scoprire la complessità e la meraviglia della città, si può riassumere così:
Qui dove abito io, i cieli quando sono dipinti,
sono così belli che sembrano veri.
E quelli veri invece, sono azzurri
proprio come quelli che noi pittori inseguiamo nei quadri.
Dove abito io ci sono questi cieli qua.
E poi c’è il Mare che non si sta mai fermo.
E una Terra che può diventare
nero forte, giallo luce o rosso timido.
Qui da noi si dice di tutto,
e lo vedrai con i tuoi occhi,
che com’è in cielo così è pure in terra.
(Salvatore Emblema)

I protagonisti “E’ un privilegio per noi essere partner di chi, come Sylvain Bellenger e la sua struttura, ha dimostrato che nella nostra città si può lavorare con qualità ed efficacia. L’accordo pluriennale con Capodimonte ci permette di offrire ai nostri passeggeri un’esperienza culturale unica che crea una forte connessione con il territorio. Il progetto di partenariato, che unisce due grandi attrattori turistici come Capodimonte e Capodichino, prevede altre installazioni artistiche in aeroporto ed il sostegno alla mostra in programma l’anno prossimo al Louvre, dove saranno esposti vari capolavori del Museo di Capodimonte”, commenta Roberto Barbieri, Amministratore Delegato di GESAC. “Capodimonte, Capodichino. La toponomastica ci rimanda a legami antichissimi, molto prima che l’uomo pensasse di volare nel cielo, ma cercava nel cielo e nella terra i segni del suo destino che provava ad intuire. Le antiche civiltà come Napoli sono costituite da una memoria antichissima che hanno dimenticato con il passare del tempo, ma che ne costituisce l’essenza, a loro insaputa. Sono gli artisti, con la loro sensibilità e la loro inquietudine, a ricordarcelo. La mostra La Materia del Cielo, organizzata in un aeroporto – chi l’avrebbe mai detto – celebra molto più di una collaborazione, celebra l’unione di visioni e forze che uniscono il passato e il futuro. Quale migliore messaggio di accoglienza e di ospitalità può dare una città se non quello di un artista come Salvatore Emblema che ha fatto della ricerca della sua terra il segno della modernità? Ringrazio Roberto Barbieri per la sua apertura e la sua visione vivace, che spinge i limiti della cultura e dell’economia sempre più in là, perché sappiamo tutti che non ci può essere una grande società senza una grande economia e non c’è una grande arte senza una grande società. La mostra La Materia del Cielo, inoltre, introduce i viaggiatori alla più ampia monografica che abbiamo dedicato all’artista a Capodimonte nella Reggia e nel Cellaio del Real Bosco, visitabile fino alla tarda primavera del 2023” afferma il direttore del Museo e Real Bosco di Capodimonte, Sylvain Bellenger e curatore della mostra.

“Come famiglia Emblema e come nascente Fondazione, siamo onorati di partecipare a questo progetto. Credo che Salvatore ne sarebbe stato entusiasta, come un bambino. Il cielo, il volo, l’idea stessa dell’oggetto aereo sono radicate nella sua giovinezza. Quand’era ragazzo aveva un aereo per giocattolo, un bombardiere americano lasciato nel ’44, vicino casa sua. Fantasticava di volare sicuramente, come tutti i ragazzi. Ma probabilmente stava già prendendo le misure al cielo. Recitava la parte del pilota, ma secondo me era già pittore” così spiega la scelta del tema della mostra la moglie dell’artista e presidente del Museo Emblema Raffaela Auricchio.

  • Informazioni utili
  • Titolo: Salvatore Emblema. La Materia del Cielo
  • A cura di Sylvain Bellenger, con il supporto storico scientifico del Museo Emblema
  • Date: 23 dicembre 2022-30 marzo 2023
  • Dove: Aeroporto di Napoli (area imbarchi, C20)
  • Ingresso libero dopo i controlli di sicurezza

Biografia – Salvatore Emblema (Terzigno, 1929 – 2006). Dopo aver frequentato l’istituto d’arte e la Scuola del Corallo di Torre del Greco, la sua ricerca prende avvio a Roma, dove si trasferisce nel 1948, portando con sé i primi lavori: collages di foglie disseccate (“fullografie”) il cui successo gli aprirà le porte dei circoli artistici di via del Babuino. Nel corso degli anni Cinquanta sperimenta nuovi materiali, passando dalle foglie alle pietre e alle terre vulcaniche, che compariranno nelle opere esposte nelle prime personali, a cominciare da quella del 1956 presso la Galleria San Marco. Nello stesso anno si reca negli Stati Uniti dove intraprende un percorso di studio e di comprensione profonda delle proprie esigenze creative. Conosce gli artisti della School rimanendo colpito, soprattutto, dalla ricerca di Mark Rothko. Agli inizi degli anni Sessanta vive tra Roma e Napoli. Lavora come scenografo a Cinecittà realizzando interni per numerosi film, tra i quali La strada di Federico Fellini. Nasce in quegli anni una serie di opere caratterizzate da una profonda istanza materica. Nella seconda metà del decennio vedono la luce le prime “tele nude”, incorniciate da fasce di colore. Lo spazio reale e quello pittorico coesistono in una matrice unica e si esaltano l’un l’altro. È un ulteriore passo verso quella che sarà la sua conquista più personale: la “Trasparenza”, canonizzata da Giulio Carlo Argan nel 1979. Le tele “detessute”, come le definisce Palma Bucarelli, sono l’oggetto di numerose esposizioni durante tutto il corso degli anni Settanta. Quel grande fermento creativo culmina nel 1979 con due importanti esposizioni: a Ferrara, al Palazzo dei Diamanti, e a Napoli alla Villa Pignatelli. Nel 1980 e nel 1982 partecipa alla Biennale di Venezia. Gli anni Ottanta segnano altre importanti tappe. Un suo autoritratto sul tema della trasparenza è scelto da Argan per la collezione degli Uffizi di Firenze, tiene personali alla galleria comunale di Cesena (1981) e al Palazzo Reale di Napoli (1985). Nel 1982 tiene una mostra al Museo Bojmans di Rotterdam, dedicata al suo lavoro ambientale. Negli anni la pittura di Emblema è andata acquistando in scioltezza, agilità compositiva e urgenza di esecuzione: il rapporto tra la luce, la materia e gli elementi fondanti della pittura si è sviluppato per semplificazioni successive, secondo le regole di una “matematica emotiva”, definizione proposta dal critico israeliano Amnon Barzel. capodimonte.cultura.gov.it

giovedì 22 dicembre 2022

20 dicembre 2022 - Ente Parco Nazionale del Vesuvio - Inaugurato il sentiero N° 6 “Lungo la Strada Matrone”

20 dicembre 2022 ore 10,30: è stato inaugurato sentiero n° 6 del Parco Nazionale del Vesuvio, denominato “Lungo la Strada Matrone” porta d’accesso al Cratere del Vesuvio dal versante dei Comuni di Boscotrecase e Trecase (clicca qui per la posizione).

Il tracciato, recuperato, ripristinato e arricchito dopo i danni inferti dagli incendi del 2017, rientra negli interventi realizzati nell’ambito del Masterplan del “Grande progetto Vesuvio”, piano pluriennale di investimenti dell’Ente Parco Nazionale del Vesuvio, finalizzato al rilancio complessivo dell’area protetta.

Il sentiero ripercorre l'antica strada tracciata dai fratelli Matrone per risalire al Gran Cono dal versante di Boscotrecase; dopo quasi trent’anni di lavori, diverse distruzioni operate da improvvise colate laviche e successive ricostruzioni, la carrozzabile fu inaugurata il 4 gennaio del 1927.

Il sentiero, lungo circa 8 km, parte con un primo tratto asfaltato per poi diventare una pista sterrata e permette di arrivare al piazzale di quota 1050, da cui è possibile raggiungere a piedi il Gran Cono del Vesuvio, attraversando in gran parte la Riserva Statale “Tirone Alto Vesuvio”, gestita dal Reparto Carabinieri Forestali per la Biodiversità, in convenzione con l’Ente Parco per la realizzazione di attività di gestione comuni.

Il percorso, che è stato oggetto di lavori di riqualificazione finanziati interamente dall’Ente Parco, dopo essere stato severamente danneggiato in seguito all’incendio del 2017, permetterà ai turisti e agli escursionisti di raggiungere nuovamente il Gran Cono del Vesuvio, in modo sostenibile, anche dal versante boschese del Parco Nazionale del Vesuvio, oltre che dal versante ercolanese attualmente operativo. Offrendo, durante la risalita, un percorso esperienziale molto suggestivo svelando alla vista dei visitatori le bellezze del golfo di Napoli, della costa vesuviana, della penisola sorrentina e dell’Isola di Capri. Tutto ciò permetterà una diluizione dei flussi turistici e una riduzione dell’impatto antropico sul territorio, oltre che offrire una modalità di fruizione ciclopedonale, maggiormente sostenibile e green.

“La realizzazione di questo importantissimo progetto, è il risultato di un grande impegno e di grandi sinergie messe in campo, e un piccolo momento storico. La soddisfazione è enorme - ha dichiarato Agostino Casillo, commissario straordinario dell’Ente Parco Nazionale del Vesuvio - è stato un lavoro lungo e difficoltoso ma grazie al quale rendiamo nuovamente fruibile una dorsale fondamentale della rete sentieristica del nostro Parco, porta d’accesso al Cratere da Boscotrecase e Trecase.Grazie al Grande Progetto Vesuvio – ha aggiunto Agostino Casillo - in pochi anni abbiamo riqualificato gran parte dei sentieri: ad oggi sono ben 8 i sentieri nuovamente fruibili sugli 11 sentieri ufficiali. Un risultato straordinario, a cui molti non credevano e per cui mi sento di ringraziare tutti coloro che insieme a me hanno lavorato a questo importantissimo progetto.

“Questo importante ulteriore progetto - conclude Casillo - si inserisce in una strategia di lungo periodo di rilancio complessivo dell’area protetta, che mette al centro la tutela del nostro patrimonio di biodiversità, coniugandola con uno sviluppo sostenibile delle comunità locali”.

“Abbiamo ripristinato la Strada Matrone secondo la sua conformazione originaria – spiega il direttore del Parco Nazionale del Vesuvio, Stefano Donati –, con un’attenzione alla ecosostenibilità. Per il fondo stradale, nella parte inferiore, è stato impiegato uno speciale cemento ecocompatibile, drenante. Il progetto ha mirato a regolare il ruscellamento superficiale e evitare, come in passato, che durante le piogge la strada si trasformi in un fiume e subisca fenomeni di erosione. Nella parte alta – continua Donati – abbiamo lasciato il terreno battuto e i cubetti lavici nei tornanti e nei tratti di maggiore pendenza. Sarà così possibile, prima, consentire una comoda fruizione a escursionisti e ciclisti, poi, nei periodi di picco delle presenze, il transito di pulmini elettrici gestiti dall’Ente parco: un turismo veramente sostenibile. Ma soprattutto, – conclude Donati - il cratere del Vesuvio sarà accessibile da due lati e sarà possibile, oltre che circoscrivere il Cratere con il percorso ad anello ripristinato del Sentiero 5, salire da un versante e scendere dall’altro. In questo modo, mitigando gli impatti e diversificando l’offerta turistica.”

martedì 20 dicembre 2022

Comune di Napoli e Fiere associate: insieme per il rilancio delle fiere

Si è svolto ieri a Palazzo San Giacomo di Napoli, fortemente voluto dall’Assessore alle Attività Produttive e Turismo Teresa Armato, un incontro tra il Sindaco di Napoli Gaetano Manfredi e una folta delegazione di Fiere Associate, l’associazione che raggruppa gran parte degli organizzatori fieristici professionali di Napoli e della Campania.

All’incontro ha partecipato anche Luigi Carbone, Presidente della Commissione Cultura, Turismo e Attività Produttive. 

Grande attenzione c’è stata da parte del Sindaco Manfredi, che ha ascoltato le istanze di Fiere Associate di cui erano presenti Luciano Paulillo, Augusto La Cala, Emilio Marzoli, Lino Ferrara, Carlo Cigliano, Claudio Curcio, Raffaele Biglietto in rappresentanza delle altre fiere e dell’intero comparto che opera sia alla Mostra d’Oltremare che in altre location, come il Castel dell’Ovo. Il Sindaco ha sottolineato il suo personale impegno ad affrontare urgentemente le numerose problematiche del settore, a partire da quelle che affliggono la Mostra d’Oltremare, e a tal fine ha già aperto un tavolo di confronto con la Regione Campania e la Camera di Commercio di Napoli. “Mi impegno in prima persona, – ha detto Manfredi – con al mio fianco l’Assessore Armato, a risolvere a breve le molte questioni aperte, anche in un generale riassetto delle partecipate comunali. Il sistema fieristico è strategico per le attività produttive, per il turismo ma anche per la cultura e quindi non lasceremo che nessuno dei nostri eventi lasci Napoli. Lavoreremo già dalle prossime ore per rafforzarli, definire un calendario fieristico per il prossimo triennio, promuovere e sostenere le nostre manifestazioni a livello nazionale e internazionale”.

L’Assessore Armato, che ha coordinato i lavori, ha ribadito la forte volontà dell’Amministrazione Comunale di proteggere e rilanciare la vocazione fieristica della Mostra d’Oltremare: “Siamo convinti – ha affermato – che il rilancio della Mostra passi obbligatoriamente dalle fiere di qualità e vocazione nazionale e internazionale. Alcuni eventi del nostro calendario fieristico sono ai vertici del sistema nazionale e faremo ogni sforzo per valorizzarli in una competizione sempre più aperta con le fiere del centro-nord Italia. E’ un indotto straordinario che porta effetti benefici all’economia, al commercio e al lavoro di tutto il nostro territorio. Ciò varrà sia che si svolgano alla Mostra sia al Castel dell’Ovo”.

“La Commissione Attività Produttive che ho l’onore di presiedere –  commenta il Consigliere Carbone – è compatta nel sottolineare l’urgenza di un forte intervento, come richiesto da Fiere Associate, a valore del comparto e in prima istanza per il rilancio della principale sede fieristica napoletana. Solleciteremo l’adozione di regolamenti attuativi per la legge regionale e di ogni altra misura utile come suggeriti dai delegati della Fiere Associate”.

Grande apprezzamento da parte di Fiere Associate e dei partecipanti all’incontro “Finalmente un nuovo corso da parte del Comune di Napoli. Dopo anni di indifferenza e ostracismo verso le fiere, ascoltiamo da parte del Sindaco Manfredi e dell’Assessore Armato parole concrete di attenzione a un settore strategico che, a Napoli ed in Campania, resta la frontiera meridionale di prodotti fieristici di qualità, anche a vantaggio delle nostre eccellenze territoriali. Abbiamo concordato col Sindaco Manfredi, l’assessore Armato e il consigliere Carbone un nuovo appuntamento ad inizio gennaio 2023, per ulteriori approfondimenti e aggiornamenti, convinti che questa volta siamo sulla strada giusta per la ripresa dell’intero settore delle fiere”.

La FIERE ASSOCIATE è un’associazione che unisce la maggior parte dei principali organizzatori fieristici di Napoli e della Campania con alcuni dei brand di maggior prestigio internazionale e nazionale (tra i quali Aestetica, Fiera del Baratto e dell’Usato, Comicon, EnergyMed, TuttoPizza, Lsdm, VitignoItalia, Antiquari in Mostra, Siferr, TuttoHotel, VideoGameShow, 442 La fiera del calcio, Sebs Fiera dello Sport, 50TopPizza, Vebo, Tutto Sposi, Christmas Village ed altre ancora). Alla FIERE ASSOCIATE hanno aderito anche molte aziende dei servizi e delle attività complementari (tra le quali: ItalStage, D’Angelo Allestimenti, Planet Stand Creation, Azzurro Service, Go2 ed altri ancora).

Attiviamo ogni anno centinaia di lavoratori in forma diretta e migliaia di collaboratori e personale nell’indotto (circa 3.500 addetti, quindi famiglie). Attiriamo migliaia di espositori, diverse centinaia di migliaia di visitatori e migliaia di ospiti dall’Italia e dal mondo, recando al nostro territorio straordinari benefici economici, ritorni di immagine e un fortissimo volano turistico molto spesso caratterizzato dalla lontananza dall’alta stagione, così apportando un ulteriore maggior valore a Napoli ed alla Campania. Le nostre stime segnalano, solo per la nostra organizzazione, circa 150 milioni di euro annui di impatto economico su Napoli e dintorni.

Fiere, Manfredi: "Non lasceremo che nessuno dei nostri eventi lasci Napoli" - Un grande apprezzamento per l'incontro è stato manifestato da tutti i partecipanti “Finalmente un nuovo corso da parte del Comune di Napoli. Dopo anni di indifferenza e ostracismo verso le fiere- hanno ribadito i rappresentanti di Fiere Associate- ascoltiamo da parte del Sindaco Manfredi e dell’Assessore Armato parole concrete di attenzione ad un settore strategico che, a Napoli ed in Campania, resta la frontiera meridionale di prodotti fieristici di qualità anche a vantaggio delle nostre eccellenze territoriali. Abbiamo concordato col Sindaco Manfredi, Assessore Armato e Consigliere Carbone- un nuovo appuntamento ad inizio Gennaio 2023, per ulteriori approfondimenti e aggiornamenti, convinti che questa volta siamo sulla strada giusta per la ripresa dell’intero settore delle fiere”.

venerdì 16 dicembre 2022

“Una notte al Museo” - ’Istituto Superiore Francesco Degni di Torre del Greco - 16/12/2022

 Istituto F.Degni: una notte al museo, l’evento della scuola aperto al territorio

L’Istituto Superiore Francesco Degni di Torre del Greco è lieto di invitare la cittadinanza torrese all’evento “Una notte al Museo” che si svolgerà venerdì 16/12/2022, dalle ore 18:00 alle ore 21:00, nella sede storica del Liceo Artistico, ex Istituto d’Arte, in piazza Palomba, 6.

L’evento nasce con un duplice intento: orientare gli studenti in ingresso alla secondaria superiore facendo conoscere in maniera approfondita i quattro indirizzi di studio della scuola (Liceo Artistico, Liceo delle Scienze Umane, Tecnico Turistico e Professionale Moda e Made in Italy), informando e offrendo una dimostrazione pratica delle attività caratterizzanti, e condividere con il territorio i propri “tesori”, il Museo del Corallo e del Cammeo, i laboratori, i “saperi e il know how”, la storia e le tradizioni che la scuola continua a ricercare, valorizzare e restituire al territorio seguendo un’idea di scuola sempre aperta, vissuta dalla cittadinanza come un bene comune, un centro di interessee di interessi, mai come un’isola avulsa dal contesto circostante.

Per questo motivo sono state progettate attività che permettano alla cittadinanza di vivere gli spazi della scuola in maniera creativa ed appagante, con momenti dedicati alla musica, alla lettura, alla grafica ed al disegno, in una struttura antica, di particolare suggestione.

Sarà presente uno spazio dedicato alla presentazione del progetto “La lavorazione artigianale del corallo e del cammeo di Torre del Greco, patrimonio immateriale dell’Unesco”, per consentire al presidente del Comitato Unesco, dott. Tommaso Mazza unitamente al presidente di Assocoral dott. Vincenzo Aucella, di promuovere la
condivisione dell’ambizioso progetto, dall’importante ricaduta sulla città e le sue attività produttive.

mercoledì 14 dicembre 2022

"I Am Hymns of the New Temples" - Consegnata al Parco Archeologico di Pompei la nuova opera filmica dell’artista egiziano Wael Shawky 

Pompei, 13 dicembre 2022. A conclusione della produzione avviata nell’inverno 2020-2021, è stata inviata e consegnata al Parco Archeologico di Pompei la nuova opera filmica dell’artista egiziano Wael Shawky (Alessandria d’Egitto, 1971) I Am Hymns of the New Temples insieme a due opere inedite su carta e a un’opera scultorea dalla forma e funzione di un’antica maschera teatrale, utilizzata fra gli elementi scenografici e coreografici del film.

L’opera sarà presentata in anteprima internazionale al Parco Archeologico di Pompei all’inizio del 2023.

La produzione dell’opera – vincitrice del bando PAC – Piano per l’Arte Contemporanea 2020 promosso e sostenuto dalla Direzione Generale Creatività Contemporanea – è il risultato della collaborazione fra il Ministero della Cultura e il Parco Archeologico di Pompei nel contesto di Pompeii Commitment. Materie archeologiche, il primo progetto a lungo termine dedicato dal Parco alle arti e culture contemporanee co-ideato da Massimo Osanna e Andrea Viliani, co-curato da quest’ultimo con Stella Bottai, Laura Mariano e Caterina Avataneo, con Responsabile Unico di Progetto Silvia Martina Bertesago, Funzionario archeologo del Parco Archeologico di Pompei, e il supporto scientifico e organizzativo di Anna Civale.

Girata nell’estate del 2022 fra le rovine dell’antica città di Pompei colpita dall’eruzione del vulcano Vesuvio nel 79 DC, la nuova opera filmica di Shawky mostra ciò che affiora alle soglie fra le diverse culture, sia antiche che contemporanee, che rendono il Mediterraneo un vero e proprio teatro in cui si sovrappongono fra loro narrazioni e miti differenti. Basando la sua ampia narrazione su una rigorosa ricerca d’archivio, Shawky rimette in scena le stratificazioni anche contraddittorie della storia, rappresentando la genesi di una pluralità di antichi racconti leggendari attraverso le molteplici e ulteriori versioni che, dello stesso racconto, è possibile rintracciare sulle coste del Mar Mediterraneo.

Già fonte di meraviglia per il moderno Grand Tour occidentale e oggetto di continue scoperte tra XVIII e XIX secolo, i resti archeologici pompeiani testimoniano del resto l’articolato intreccio e la complessa configurazione delle culture/nature mediterranee. La Pompei antica, sede di intensi scambi commerciali, ospitava infatti non solo templi connessi alla religione greco-romana ma anche ai culti egizi (il Tempio di Iside fu dissepolto all’inizio del Grand Tour con i suoi stucchi, statue, affreschi e suppellettili) e ai riti misterici di Mitra, Cibele, Attis, recando innumerevoli tracce di iconografie di per sé sincretiche, testimoniate dalle aree archeologiche utilizzate come set, fra cui Praedia di Giulia Felice, Casa del Frutteto, Odeion, tempio di Vespasiano (Genius Augusti), Tempio di Iside, Necropoli di Porta Nocera, Basilica«continua»

Il nuovo film I Am Hymns of the New Temples rappresenta il culmine della ricerca fra arte e cinema dellartista, avviata con le precedenti trilogie filmiche Cabaret Crusades (2010-2015) e Al Arab Al Madfuna(2012-2016). In esse Shawky aveva già rimesso in rapporto eventi e personaggi della tradizione egiziana e medio-orientale con una contemporaneità scossa da apparentemente irresolubili contrasti, riraccontando le vicende delle Crociate dalla prospettiva storiografica araba, e utilizzando marionette al posto dei personaggi storici, o affidando a bambini travestiti da adulti il racconto delle antiche tradizioni del villaggio Al Araba Al Madfuna nei pressi di Abydos (antica capitale di un regno faraonico dell’Alto Egitto). In questo modo Shawky rimodella gli eventi storici facendone emergere dinamiche spirituali ancestrali, scrivendo quella Storia che solo la favola può, forse, restituirci nella sua contraddittoria verità e irredimibile umanità: come afferma l’artista stesso, il suo desiderio nel realizzare le sue opere filmiche è quello che esse siano “sufficientemente precise nei dettagli da poter sembrare che esse esistano realmente, da qualche parte”.

I Am Hymns of the New Temples rappresenta la prima opera prodotta nel contesto del progetto Pompeii Commitment. Materie archeologiche, piattaforma dedicata alla formazione della collezione d’arte contemporanea del Parco Archeologico di Pompei, primo sito archeologico al mondo a dotarsi di un programma di lungo termine e di una collezione dedicati a valorizzare e divulgare la contemporaneità dei temi e dei valori espressi dal patrimonio archeologico italiano e internazionale, a partire da quello mediterraneo che oggi corrisponde ai confini moderni fra Egitto, Giordania, Libano, Siria, Turchia, Grecia, Italia, Francia e Spagna.

Come ricorda Gabriel Zuchtriegel, Direttore del Parco Archeologico di Pompei: “la vera archeologia è guardare con occhi sempre nuovi l’antico che già pensiamo di conoscere. Per questo il Parco Archeologico di Pompei crede così fortemente nel valore del dialogo fra archeologia ed arte contemporanea, dialogo capace di ascoltare le storie comuni, avvicinando fra loro i termini geografici e cronologici di una storia, in cui raccontare l’antico vuol semplicemente dire raccontare il contemporaneo a noi”.

𝐍𝐚𝐭𝐚𝐥𝐞 𝐕𝐢𝐥𝐥𝐚𝐠𝐞 Dal 7 all’11 e dal 16 al 18 dicembre 2022 - Polo Fieristico A1Expò

Prima edizione di Natale Village al Polo Fieristico A1Expò, Viale delle Industrie 10, Caserta Sud, dal 7 all’11 e dal 16 al 18 dicembre.

Una manifestazione voluta fortemente dai visitatori del Polo Fieristico, dagli operatori e dalla comunità e che finalmente diventa realtà.

“Sì, effettivamente in tantissimi ci chiedevano dei mercatini di Natale e del Villaggio di Babbo Natale e quest’anno abbiamo deciso di intraprendere questa nuova sfida e inserire questo evento nel programma del Polo Fieristico – commenta il Dott. Antimo Caturano, Presidente dell’A1Expò – Insieme a tutto lo staff stiamo stilando un calendario ricco di sorprese e di tradizioni. Sarà una manifestazione dedicata esclusivamente alle famiglie, ideata su misura di bambino.”

Un luogo dove il divertimento e la magia del Natale si unisce all’utilità dei mercatini e all’intrattenimento per i più piccoli ma che colpirà anche l’attenzione degli adulti.

All’interno dell’area fieristica, al coperto, sarà collocato un villaggio di 5mila mq di giochi gonfiabili. Un’area monotematica e dalle vastissime dimensioni composta da percorsi ad ostacoli che metteranno alla prova le abilità dei bambini ma anche dei più grandi.

L’area food, rigorosamente a tema natalizio, proporrà i piatti della Campania, Regione con un’importante tradizione culinaria molto antica ed altrettanto sentita. Ma l’attrazione principale è il Villaggio di Babbo Natale dove i visitatori, accompagnati dall’elfo cicerone, faranno una capatina in posta per scrivere la letterina per chiedere il regalo desiderato; dalla posta si passa all’ufficio di Babbo Natale per la foto di rito e dunque in Lapponia, all’aperto. Dal freddo glaciale della città di Rovaniemi, si torna all’interno, alla fermata del treno per un viaggio immaginario che condurrà alla fabbrica dei giocattoli dove gli aiutanti di Babbo Natale saranno impegnati con l’incartamento dei regali.

I luoghi saranno illuminati in maniera delicata da luci, in un percorso surreale, magico e fatato.

Ci saranno laboratori di disegno, di trucco, cantastorie, artigiani e tanti spettacoli live dove si esibiranno animatori, musicisti ed artisti di strada. Natale sta arrivando ed all’A1Expò fervono i preparativi.

Comunicato Stampa a cura di A1Expò