domenica 9 agosto 2026

GLI OZI DI ERCOLE Edizione 2026 · Amore e guerra, tra mito, poesia e filosofia BIGLIETTI GIÀ IN VENDITA

Edizione 2026 · Amore e guerra, tra mito, poesia e filosofia

Parco Archeologico di Ercolano ·  10, 11 e 12 settembre 2026  ·  ore 20:00

Torna al Parco Archeologico di Ercolano “Gli Ozi di Ercole”, la rassegna estiva di lezioni-spettacolo, reading teatrali e concerti che per tre serate trasforma l’Antica Spiaggia in un palcoscenico a cielo aperto, tra le rovine restituite dall’eruzione del 79 d.C.

L’edizione 2026 — in programma il 10, l’11 e il 12 settembre — ha per titolo e filo conduttore il binomio amore e guerra: un legame che attraversa tutta la cultura classica, da Platone a Tucidide, da Lucrezio a Freud, e che richiama nel titolo anche il celebre film di Woody Allen. Un viaggio tra poesia e filosofia, in un continuo dialogo fra antico e moderno, in cui ogni conversazione trova il proprio contrappunto in una lettura scenica e ogni serata si chiude in musica, tra sonorità popolari, colte, rock e jazz, senza gerarchie.

IL PROGRAMMA

  • 10 SETTEMBRE

Nella mischia. Tra amore e guerra

Lucia Mascino / Laura Pepe

Canti d’amore e di guerra

Ambrogio Sparagna / Raffaello Simeoni in concerto

  • 11 SETTEMBRE

Furiose. Sulla follia d’amore

Carmen Gallo / Isabella Ragonese / Silvia Romani

Il panettiere e l’astronomo. Le due vite di Johann Sebastian Bach

Conversazione con Carlo Boccadoro

  • 12 SETTEMBRE

Baci e morsi. Se l’amore ti fa a pezzi

Gennaro Carillo / Federica Fracassi

Acqua santa

Francesco Di Bella in concerto

INFORMAZIONI PRATICHE

Date e orari

Tre aperture serali, il 10, l’11 e il 12 settembre 2026. Il Parco Archeologico sarà accessibile al pubblico dalle ore 20:00 alle ore 24:00, con ingresso da Corso Resina 187 e da Via dei Papiri Ercolanesi 19. L’accesso a ciascuna serata è consentito a un massimo di 400 persone.

Biglietti disponibili su Gli Ozi di Ercole | Amore e guerra | CoopCulture

  • Intero: € 10,00
  • Ridotto 18-25 anni non compiuti compresi i cittadini UE: € 5,00
  • Abbonamento nominativo all’intera rassegna: € 15,00 (valido per l’ingresso alle serate dal 10 al 12 settembre)
  • Gratuito per i minorenni, per i disabili e un loro accompagnatore, per i possessori di abbonamento al Parco Archeologico di Ercolano (acquistabile sia on line sul sito ercolano.coopculture.it, sia presso la biglietteria del Parco), previa prenotazione sul sito ercolano.coopculture.it

La biglietteria è attiva online e in loco fino all’orario di inizio dell’evento e fino a esaurimento dei posti disponibili.

Consigli utili

  • Si raccomanda l’uso di scarpe basse e comode.
  • Si consiglia di proteggere la pelle con repellenti per insetti, per un maggiore comfort durante gli spettacoli serali.

Parcheggi

  • Parcheggio gratuito, fino a esaurimento posti, presso l’Istituto Comprensivo 1 “Giulio Rodinò” (Via IV Novembre, 43) e presso l’Istituto Comprensivo “Iovino Scotellaro” (Traversa I Via IV Novembre, 28).
  • Parcheggio a pagamento presso il Parcheggio Comunale “Herculaneum Parking”, in Via dei Papiri Ercolanesi - Ercolano - Parco Archeologico

venerdì 7 agosto 2026

Pompei, nuove ricerche sulle vittime di Oplontis rivelano una dieta prevalentemente composta da prodotti della terra

Un nuovo studio multidisciplinare sui resti umani rinvenuti a Oplontis offre dati inediti sull’alimentazione e sulle condizioni di vita della popolazione vesuviana al momento dell’eruzione del 79 d.C.

La ricerca, frutto della collaborazione tra il Laboratorio di Ricerche Applicate del Parco Archeologico di Pompei e il DiSTABiF - Università della Campania “Luigi Vanvitelli”, è stata pubblicata sulla rivista internazionale Journal of Archaeological Science: Reports.

L’articolo A multidisciplinary bioarchaeological approach to diet at Oplontis (Pompeii): evidence for predominantly terrestrial resources, espone i risultati dello studio che ha riguardato i resti umani delle vittime rinvenute a Oplontis e che ha applicato un approccio bioarcheologico multidisciplinare per ricostruire alcuni aspetti della loro alimentazione.

L’indagine ha preso avvio da una revisione critica del contesto rinvenuto nell’ambiente 10 della cosiddetta “Villa B” di Oplontis, dove furono recuperati i resti di persone che cercavano di sfuggire all’eruzione del 79 d.C. e trovarono la morte in un ambiente antistante il porto.

La nuova lettura del contesto, condotta attraverso analisi bioarcheologiche, ha permesso di stabilire che il numero delle vittime era maggiore rispetto a quanto identificato finora e ha rappresentato un primo passo verso uno studio complessivo dell’alimentazione della popolazione vesuviana in età romana.

Le analisi isotopiche dei resti scheletrici hanno evidenziato differenze tra gli individui, ma anche una dieta tendenzialmente basata su risorse terrestri, in particolare alimenti vegetali integrati da una componente proteica di origine animale, e non su risorse marine, come invece ci si sarebbe potuti aspettare data la vicinanza al mare.

In sintesi è emerso che nella dieta quotidiana rientravano soprattutto cereali, come grano e orzo, legumi e altri prodotti agricoli locali. A questi alimenti si aggiungeva una quantità moderata di proteine animali, probabilmente attraverso il consumo di carne e latticini. Il pesce era presente tra le possibili risorse alimentari, ma i dati hanno indicato un peso marginale nella dieta.

«Ciò conferma – ha commentato il direttore del Parco Archeologico, Gabriel Zuchtriegel – che quando il Vangelo dice “dacci oggi il nostro pane quotidiano”, non si trattava tanto di una metafora, nel senso di cibo e più in generale di sostentamento, quanto della realtà della maggioranza della popolazione, che mangiava principalmente pane e cereali».

Lo studio ha inoltre rilevato che le differenze alimentari tra uomini e donne non erano particolarmente marcate, mentre alcuni animali venivano probabilmente nutriti in modo diverso rispetto ad altre specie.

Oplontis si configura, quindi, come un caso di studio fondamentale per comprendere l’alimentazione e le modalità di vita degli abitanti dell’area vesuviana, in un percorso di ricerca che in futuro includerà anche le vittime degli altri siti della Grande Pompei.

L’articolo, a cura di Valentina Giacometti, Simona Altieri, Noemi Mantile, Maria Rosa di Cicco, Chiara Comegna, Valeria Amoretti, Gabriel Zuchtriegel e Carmine Lubrito, è disponibile in open access al seguente link:

https://www.sciencedirect.com/science/article/pii/S2352409X26004219

Per approfondire questi temi e i lavori scientifici in corso, l’ultimo numero di National Geographic (volume 02/August 2026) dedica un articolo alle ricerche sull’alimentazione e sulle modalità di vita delle popolazioni vesuviane 

“Estate a Somma Vesuviana”,

L’Assessorato agli Eventi del Comune di Somma Vesuviana presenta “Estate a Somma Vesuviana”, il calendario di appuntamenti che accompagnerà cittadini e visitatori durante il mese di agosto con iniziative culturali, spettacoli, musica, tradizioni, momenti di aggregazione e attività dedicate anche ai più giovani.

Un programma diffuso sul territorio, nato con l’obiettivo di offrire occasioni di incontro e socialità anche a quanti trascorreranno il periodo estivo in città.

Elemento particolarmente significativo dell’iniziativa è che la realizzazione del calendario non comporta costi a carico delle casse comunali. Gli appuntamenti sono stati resi possibili grazie alla disponibilità, all’impegno e alla collaborazione delle tante associazioni, realtà del territorio e comunità parrocchiali che hanno scelto di mettere a disposizione energie, competenze e iniziative per la città.

«Abbiamo voluto costruire un calendario dedicato soprattutto a chi nel mese di agosto resta a Somma Vesuviana. Siamo riusciti a farlo attraverso un grande lavoro di collaborazione con le associazioni e le parrocchie, senza utilizzare risorse economiche dell’Ente per l’organizzazione degli eventi. Credo sia un risultato importante, perché dimostra quanto il nostro territorio sia ricco di persone e realtà disponibili a collaborare per offrire occasioni di cultura, divertimento e aggregazione alla comunità».

Il calendario attraverserà l’intero mese di agosto e coinvolgerà diversi luoghi della città, dal Borgo Casamale al Santuario di Santa Maria a Castello, fino agli spazi sportivi e alle altre sedi che ospiteranno i diversi appuntamenti. Il programma comprende, tra gli altri, la Festa delle Lucerne, incontri culturali, spettacoli, cineforum, musica, iniziative dedicate alle tradizioni popolari, attività inclusive e appuntamenti legati al Palio.

«Il mio ringraziamento va a tutte le associazioni, alle parrocchie, alle comunità e ai cittadini che hanno collaborato. “Estate a Somma Vesuviana” è il risultato di un lavoro di squadra: l’Amministrazione mette insieme e valorizza le energie presenti sul territorio, mentre la città risponde con partecipazione e spirito di comunità».

  • Giuseppe Ciampa
  • Assessorato agli Eventi
  • Comune di Somma Vesuviana


Il Comune di Pompei ha aderito alla 𝗥𝗼𝘁𝘁𝗮𝗺𝗮𝘇𝗶𝗼𝗻𝗲 𝗾𝘂𝗶𝗻𝗾𝘂𝗶𝗲𝘀

Chi vuole mettersi in regola deve essere messo nelle condizioni di farlo.
Il Comune di Pompei ha aderito alla 𝗥𝗼𝘁𝘁𝗮𝗺𝗮𝘇𝗶𝗼𝗻𝗲 𝗾𝘂𝗶𝗻𝗾𝘂𝗶𝗲𝘀, approvata all’unanimità dal Consiglio comunale.
𝗨𝗻𝗮 𝘀𝗰𝗲𝗹𝘁𝗮 𝗽𝗼𝗹𝗶𝘁𝗶𝗰𝗮 𝗰𝗵𝗶𝗮𝗿𝗮: chiedere il pagamento di quanto dovuto, ma senza lasciare che sanzioni, interessi e maggiorazioni rendano il debito insostenibile.

La misura riguarda i carichi comunali affidati all’𝗔𝗴𝗲𝗻𝘇𝗶𝗮 𝗱𝗲𝗹𝗹𝗲 𝗘𝗻𝘁𝗿𝗮𝘁𝗲-𝗥𝗶𝘀𝗰𝗼𝘀𝘀𝗶𝗼𝗻𝗲 dal 2000 al 2023, compresi quelli decaduti da precedenti rottamazioni. Per le multe, l’agevolazione riguarderà interessi, maggiorazioni e aggio.
Diamo ai cittadini una 𝗽𝗼𝘀𝘀𝗶𝗯𝗶𝗹𝗶𝘁𝗮̀ 𝗰𝗼𝗻𝗰𝗿𝗲𝘁𝗮 𝗽𝗲𝗿 𝗿𝗲𝗴𝗼𝗹𝗮𝗿𝗶𝘇𝘇𝗮𝗿𝗲 𝗹𝗮 𝗽𝗿𝗼𝗽𝗿𝗶𝗮 𝗽𝗼𝘀𝗶𝘇𝗶𝗼𝗻𝗲. Allo stesso tempo, recuperiamo risorse ferme da anni e le rimettiamo a disposizione della città.
𝗦𝗲𝗿𝗶𝗲𝘁𝗮̀ 𝗻𝗲𝗶 𝗰𝗼𝗻𝘁𝗶. 𝗘𝗾𝘂𝗶𝘁𝗮̀ 𝘃𝗲𝗿𝘀𝗼 𝗶 𝗰𝗶𝘁𝘁𝗮𝗱𝗶𝗻𝗶.
È così che si governa una comunità.
Le 𝗱𝗼𝗺𝗮𝗻𝗱𝗲 potranno essere presentate telematicamente all’Agenzia delle Entrate-Riscossione 𝗱𝗮𝗹 𝟭𝟲 𝗼𝘁𝘁𝗼𝗯𝗿𝗲 𝗮𝗹 𝟭𝟱 𝗱𝗶𝗰𝗲𝗺𝗯𝗿𝗲 𝟮𝟬𝟮𝟲. Comunicheremo tutte le indicazioni operative.
𝗣𝗼𝗺𝗽𝗲𝗶, 𝗰𝗼𝗺𝗲 𝗱𝗲𝘃𝗲 𝗲𝘀𝘀𝗲𝗿𝗲. 𝗨𝗻𝗶𝗰𝗮.

giovedì 6 agosto 2026

Ercolano | Tre serate per vivere insieme la nostra città, tra musica, tradizione ed emozioni.

In occasione dei festeggiamenti civili in onore di Santa Maria a Pugliano, Ercolano si prepara ad accogliere cittadini e visitatori con un programma pensato per unire generazioni diverse nel segno della condivisione e dell'identità della nostra comunità.

  • 13 agosto | ore 21:30 

 SUPER HIT 80's

Un grande spettacolo multimediale con la Flashdance Live Band, DJ set, videoclip e le canzoni che hanno fatto la storia degli anni '80. Un viaggio nel tempo che farà cantare e divertire grandi e piccoli.

  • 14 agosto | ore 21:30 

Gigi Finizio in concerto

Una delle voci più amate della musica napoletana sarà protagonista di una serata ricca di emozioni, interpretando i grandi successi che hanno accompagnato intere generazioni.

"𝘓'𝘦𝘷𝘦𝘯𝘵𝘰 𝘧𝘢 𝘱𝘢𝘳𝘵𝘦 𝘥𝘦𝘭𝘭𝘢 𝘳𝘢𝘴𝘴𝘦𝘨𝘯𝘢 "𝘌𝘳𝘤𝘰𝘭𝘢𝘯𝘰 = 𝘓𝘦𝘨𝘢𝘭𝘪𝘵à + 𝘛𝘶𝘳𝘪𝘴𝘮𝘰 𝘐𝘝 𝘦𝘥𝘪𝘻𝘪𝘰𝘯𝘦" – 𝘗𝘳𝘰𝘨𝘦𝘵𝘵𝘰 𝘪𝘯𝘤𝘭𝘶𝘴𝘰 𝘯𝘦𝘭 𝘊𝘢𝘳𝘵𝘦𝘭𝘭𝘰𝘯𝘦 𝘥𝘦𝘨𝘭𝘪 𝘌𝘷𝘦𝘯𝘵𝘪 𝘔𝘦𝘵𝘳𝘰𝘱𝘰𝘭𝘪𝘵𝘢𝘯𝘪 𝟤𝟢𝟤𝟧-𝟤𝟢𝟤𝟨, 𝘧𝘪𝘯𝘢𝘯𝘻𝘪𝘢𝘵𝘰 𝘥𝘢𝘭𝘭𝘢 𝘊𝘪𝘵𝘵à 𝘔𝘦𝘵𝘳𝘰𝘱𝘰𝘭𝘪𝘵𝘢𝘯𝘢 𝘥𝘪 𝘕𝘢𝘱𝘰𝘭𝘪."

  •  15 agosto | ore 23:00

🎆 Spettacolo pirotecnico

Il tradizionale spettacolo di fuochi d'artificio concluderà i festeggiamenti civili, regalando un momento di grande suggestione e celebrando una delle ricorrenze più sentite dalla comunità ercolanese.

Vi aspettiamo per condividere insieme tre serate di festa, musica e partecipazione, nel segno delle nostre tradizioni e dell'orgoglio di essere comunità. Antonietta Garzia Sindaca

mercoledì 5 agosto 2026

VENERDÌ 7 AGOSTO, ULTIMO APPUNTAMENTO PRIMA DELLA PAUSA ESTIVA PER I VENERDÌ DI ERCOLANO

Dopo cinque serate da record (4.852  biglietti venduti, già oltre il record dell’intera stagione 2025) la rassegna si ferma per l’estate, per tornare con una serata speciale sabato 26 settembre in occasione delle Giornate Europee del Patrimonio

Parco Archeologico di Ercolano  ·  venerdì 7 agosto (ore 20:00–24:00)  ·  ultimo appuntamento prima della pausa estiva

Le sere d’estate a Ercolano continuano ad accendersi di luce, musica e parole antiche, e venerdì 7 agosto arriva l’ultimo appuntamento con “I Venerdì di Ercolano” prima della pausa estiva della rassegna, giunta alla sua nona edizione e che quest’anno sta riscuotendo un apprezzamento particolarmente caloroso da parte del pubblico. Per l’ultima volta prima dello stop estivo, il Parco Archeologico tornerà a trasformarsi in un palcoscenico a cielo aperto tra le rovine dell’antica città, sito Patrimonio dell’Umanità UNESCO.

La fascia serale scelta per la rassegna — dalle 20:00 a mezzanotte — regala ai visitatori il momento più piacevole della giornata per una passeggiata all’aperto: la luce calda del tramonto e le atmosfere sospese delle domus di Ercolano, illuminate ad arte per l’occasione, compongono uno scenario che più che una visita è un’esperienza da vivere con tutti i sensi.

Il filo conduttore dell’edizione 2026, Amore e Guerra, ha attraversato sette performance site-specific distribuite nei diversi ambienti del sito archeologico. Anche in questa serata il pubblico potrà muoversi liberamente lungo un percorso illuminato, incontrando di volta in volta gli spettacoli, ciascuno ripetuto ciclicamente durante la serata: un’esperienza libera e immersiva, adatta a chi desidera scoprire l’archeologia in una veste inedita.

«Ci fermiamo per la pausa estiva con numeri che raccontano una crescita costante negli anni e un pubblico sempre più numeroso e affezionato. Anche quest’anno, come segno dell’importanza che attribuiamo alla valorizzazione del Parco, la scelta di rinnovare questa rassegna si è confermata giusta, venendo incontro a una forte aspettativa da parte del pubblico, e diamo appuntamento a settembre per un’ultima, speciale serata in occasione delle Giornate Europee del Patrimonio. Con questa rassegna il Parco rinnova il proprio impegno nel rendere il patrimonio archeologico uno spazio vivo, aperto al dialogo con i linguaggi del presente. L’antica città diventa luogo di incontro tra memoria e creatività.»

— Federica Colaiacomo, Direttrice del Parco Archeologico di Ercolano

Quattro anni di crescita

I numeri delle passate edizioni raccontano una crescita costante: nel 2023 si sono registrati 2.509 visitatori, nel 2024, con un percorso che aveva valorizzato in particolare l’Antica Spiaggia, i visitatori erano stati 2.487, il 2025 aveva segnato un record con 4.404 visitatori, quasi il doppio rispetto all’anno precedente.

Il 2026 si sta confermando un’edizione da record: nelle prime cinque serate (3, 10, 17, 24 e 31 luglio) sono già 4.852 i visitatori che hanno preso parte alla rassegna — più dell’intera stagione 2023, di quella 2024 e già dell’intera stagione 2025 (4.404 visitatori, il precedente record). Il dato è destinato a crescere ulteriormente: i biglietti per l’ultima serata di venerdì 7 agosto sono già in parte venduti, in attesa delle prenotazioni delle prossime ore, e a questi si aggiungerà la serata speciale del 26 settembre.

Il 26 settembre, l’ultimo appuntamento della rassegna

Dopo la serata del 7 agosto la rassegna si ferma per la pausa estiva, per tornare con un’ultima data speciale sabato 26 settembre 2026, in occasione delle Giornate Europee del Patrimonio.

Informazioni pratiche e biglietti

OrariDalle 20:00 alle 24:00, in due turni (20:00–21:30 e 22:00–23:30)
IngressiCorso Resina 187 e Via dei Papiri Ercolanesi 19
Biglietto intero€ 10,00
Biglietto ridotto€ 5,00 (18-25 anni non compiuti, cittadini UE)
GratuitoMinorenni, disabili e accompagnatori (prenotazione obbligatoria)
AcquistoOnline su ercolano.coopculture.it o al call center +39 081 0106490 (lun–sab 9:00–17:00, festivi esclusi)
ConsigliScarpe basse e comode, repellente per insetti: per godersi al meglio la serata all’aperto

Un’ultima occasione, prima della pausa estiva, per vivere Ercolano tra le luci soffuse delle antiche domus e le note della musica dal vivo. I biglietti per la serata del 7 agosto sono disponibili online: si consiglia di prenotare con anticipo, vista la disponibilità limitata di posti per ciascun turno.

Le foto sono di ANNA ABET

Boscoreale - Museo del Parco Nazionale del Vesuvio.

Il Museo del Parco Nazionale del Vesuvio è aperto al pubblico dal venerdì alla domenica dalle ore 10,00 alle ore 16,00 Siamo a 5 minuti di auto dal Pompeii - Parco Archeologico a pochi passi da Villa Regina e l'Antiquarium di Boscoreale
Un'opera attesa 25 anni e che finalmente è a disposizione di tutti, anche dei bambini. Si tratta del Museo del Parco Nazionale del Vesuvio a Boscoreale: un tassello importante si aggiunge al grande mosaico artistico e culturale del territorio. Il Museo prende vita nel quartiere Piano Napoli di Boscoreale, non molto distante da Villa Regina e adiacente all'Antiquarium di Pompei. 
Un progetto attesissimo, fortemente voluto e appoggiato dalla Regione Campania. E' da un complesso di edifici: un Polo Espositivo, un Auditorium e un'Arena all'aperto. Il Polo Espositivo ospita il Museo del Parco Nazionale del Vesuvio e un Centro Multimediale, oltre ad un bookshop e alla sede operativa del Reparto Carabinieri Parco di Boscoreale.
II Museo del Parco, composto da tre grandi sale collegate da due brevi corridoi, è allestito con pannelli illustrativi, apparecchiature multimediali, teche espositive, diorami, video e giochi interattivi, secondo un filo conduttore che è la descrizione del suolo vesuviano a partire dalla roccia madre, generata dagli eventi vulcanici; degli eventi che ne generano la trasformazione in humus, del suo legame con l'ambiente vegetale, animale, e con l'uomo. Fanno parte di questo allestimento anche quattro aiuole, che rappresentano alcuni tra i principali sistemi ambientali vesuviani.
Il Centro Multimediale comprende quattro ambienti, entro i quali si snoda un percorso fatto di pannelli ed installazioni multimediali, in parte interattive, che descrivono alcuni aspetti della vita ed dell'alimentazione nell'area vesuviana prima del 79 d.C. L'Auditorium ha una superficie complessiva di circa 1.300 mq, con una platea capace di ospitare 324 spettatori. Il Comune, nell'ambito dell'allestimento del Centro Multimediale, ha previsto nell'Auditorium la proiezione di un filmato della durata di circa 25 minuti, dal titolo "Pompei Storie nella Storia" in cui, sullo sfondo di una ricostruzione virtuale della Pompei antica, alcuni personaggi raccontano gli ultimi attimi di vita prima dell'eruzione del 79 d.C.
L'Arena Scoperta, posta tra l'Auditorium e il Polo Espositivo, può ospitare fino a 350 spettatori, ed è anche attrezzata con un proiettore e uno schermo motorizzato per proiezioni serali.
Vesuvio AIRAV

martedì 4 agosto 2026

Nasce il Comitato Festa San Gennarello: una comunità che cresce nella corresponsabilità e presenta il San Gennarello Festival

La Parrocchia San Gennaro in San Gennarello annuncia con gioia la costituzione del Comitato Festa San Gennarello, un gruppo di volontari che nasce all’interno della comunità parrocchiale con il desiderio di collaborare all’organizzazione della festa e di promuovere occasioni di incontro, partecipazione e fraternità. La nascita del Comitato non rappresenta semplicemente l’avvio di un percorso organizzativo, ma è il segno concreto di una comunità che cresce nella corresponsabilità e nella consapevolezza che la vita della Chiesa si costruisce insieme.

L’iniziativa è nata spontaneamente da alcuni giovani e adulti della parrocchia che hanno espresso al parroco il desiderio di mettersi a servizio della comunità, non come semplici partecipanti alla festa, ma come persone disponibili a condividere responsabilità, tempo e competenze per realizzare un progetto comune.

Accogliendo questa proposta, il parroco, don Raffaele Rianna, ha riconosciuto in essa un segno di maturità ecclesiale: quando una comunità genera disponibilità al servizio, significa che il Vangelo continua a produrre frutti di comunione. Da questo dialogo è maturata la decisione di costituire ufficialmente il Comitato, con il pieno sostegno della parrocchia.

Il Comitato opererà nel rispetto degli orientamenti della Conferenza Episcopale Campana e della Chiesa italiana, dotandosi di un regolamento che non avrà soltanto una funzione organizzativa, ma sarà l’espressione di uno stile condiviso fondato sulla comunione, sulla trasparenza, sulla corresponsabilità e sul servizio.

La festa della comunità parrocchiale in onore di San Gennaro resta anzitutto un evento di fede, attraverso il quale la comunità rinnova il proprio legame con il Santo. Accanto alle celebrazioni liturgiche, la festa sarà anche un’occasione per vivere la piazza come luogo di incontro, valorizzare le tradizioni popolari, promuovere iniziative culturali e ricreative e coinvolgere tutte le generazioni, offrendo ai più giovani un’esperienza concreta di collaborazione e impegno per il bene comune.

L’edizione del 18, 19 e 20 settembre 2026 segnerà anche il debutto del San Gennarello Festival, il nome scelto per identificare la kermesse che accompagnerà ogni anno i giorni della festa patronale. Il San Gennarello Festival, promosso e organizzato dal Comitato Festa San Gennarello, riunirà il programma religioso e le iniziative culturali, artistiche, musicali e aggregative in un unico grande evento, con l’obiettivo di valorizzare la comunità, il territorio e le sue tradizioni.

L’edizione 2026 rappresenta il primo passo di un cammino che guarda al futuro. L’obiettivo non è semplicemente organizzare una bella festa, ma costruire negli anni un appuntamento capace di diventare un punto di riferimento per il territorio, mantenendo sempre al centro la sua identità religiosa e comunitaria.

Comitato Festa San Gennarello

Parrocchia San Gennaro in San Gennarello di Ottaviano

Festa delle Lucerne, il Parco accende la prima luce nel Borgo Casamale di Somma Vesuviana

La Festa delle Lucerne ha preso ufficialmente il via nel cuore del Borgo Casamale di Somma Vesuviana. Durante la serata inaugurale, il Presidente dell’Ente Parco Nazionale del Vesuvio, Raffaele De Luca, ha acceso la prima lucerna insieme al Sindaco di Somma Vesuviana, Silvia Svanera, dando inizio a una delle manifestazioni più suggestive e rappresentative della cultura vesuviana.

Un gesto simbolico che racchiude il significato più profondo della Festa: custodire la memoria, tramandare le tradizioni e rinnovare il legame tra la comunità e il proprio territorio.

Migliaia di lucerne tornano a illuminare vicoli, cortili e antiche architetture del Casamale, unico borgo storico dei tredici Comuni del Parco Nazionale del Vesuvio. La luce diventa così un racconto collettivo, capace di attraversare le generazioni e restituire valore a un patrimonio culturale profondamente radicato nell’identità locale.

La partecipazione del Presidente dell’Ente Parco alla cerimonia inaugurale conferma l’impegno dell’Istituzione nella tutela e nella valorizzazione non soltanto dell’ambiente naturale, ma anche delle tradizioni, dei saperi e delle testimonianze storiche che rendono unico il territorio vesuviano.

Sostenere la Festa delle Lucerne significa riconoscere il valore di una comunità che continua a custodire e condividere la propria storia. Significa, inoltre, promuovere una visione del Parco nella quale natura, cultura e identità sono parti inseparabili dello stesso patrimonio.

Il Parco Nazionale del Vesuvio invita cittadini e visitatori a vivere la manifestazione con rispetto e consapevolezza, avendo cura del borgo, degli spazi comuni e dell’ambiente. Ogni comportamento responsabile contribuisce a proteggere la bellezza e l’autenticità di un luogo che appartiene all’intera comunità vesuviana.

Con l’accensione della prima lucerna, il Borgo Casamale torna a risplendere: una luce antica che custodisce la memoria del territorio e continua a illuminare il suo futuro. Ente Parco Nazionale del Vesuvio 

lunedì 3 agosto 2026

A Pompei rinasce il Canone di Policleto: il Parco Archeologico rilancia le storiche matrici della Fonderia Chiurazzi

Presentata la ricostruzione scientifica in bronzo del celebre capolavoro della scultura classica alla presenza del Ministro della Cultura, Alessandro Giuli

Torna a vivere a Pompei il Canone di Policleto, uno dei più celebri capolavori della scultura greca antica e simbolo universale dell’ideale classico di armonia e proporzione. È stata presentata oggi, presso il Parco Archeologico di Pompei, la ricostruzione scientifica in bronzo dell’opera, realizzata a partire dagli storici calchi matrice della ex Fonderia Chiurazzi, testimonianza d’eccellenza della tradizione artistica e artigianale italiana.

Alla presentazione sono intervenuti il Ministro della Cultura, Alessandro Giuli, e il Direttore del Parco Archeologico di Pompei, Gabriel Zuchtriegel. Ha preso parte all’incontro anche il Procuratore della Repubblica presso il Tribunale di Torre Annunziata, Nunzio Fragliasso, con un intervento dedicato al tema della tutela e della valorizzazione del patrimonio culturale.

Il Parco Archeologico di Pompei riporta in vita un’antica pratica che nel mondo romano contribuì alla diffusione dei grandi capolavori dell’arte greca: la realizzazione di copie attraverso matrici in grado di conservarne e tramandarne le forme. Prende così avvio il progetto di valorizzazione delle storiche matrici della ex Fonderia Chiurazzi, acquisite dal Parco per sottrarle al rischio di dispersione all’estero e restituirle alla fruizione pubblica.

A inaugurare il percorso è uno dei simboli assoluti della scultura classica, il Canone di Policleto, oggi presentato in una nuova ricostruzione scientifica realizzata in bronzo. L’opera rappresenta il primo risultato concreto di un’iniziativa che unisce tutela, ricerca e valorizzazione, restituendo attualità a un patrimonio unico di modelli e calchi che per oltre un secolo hanno contribuito alla diffusione dell’arte antica nel mondo.

«Siamo di fronte alla ricostruzione scientifica di una delle più celebri opere d’arte di tutti i tempi, il cui significato supera la dimensione estetica e racchiude un valore filologico, artistico e culturale. L’arte di Policleto è fondata sulla lingua universale dell’armonia. È questo l’insegnamento che ci hanno consegnato i nostri antenati, la scuola pitagorica e Policleto, il cui Canone viene oggi restituito al pubblico», ha dichiarato il Ministro della Cultura, Alessandro Giuli, che ha aggiunto: «Sostenendo progetti come questo il Ministero della Cultura continuerà a svolgere il proprio dovere. La cultura è diplomazia, ricerca, formazione, identità plurale, dialogo e forza creatrice di armonie, esattamente come il Canone di Policleto».

ll Canone di Policleto, realizzato intorno al 440 a.C. in Grecia, è forse l’opera più iconica dell’arte classica.  Ma l’opera originale non è conservata, come accade per gran parte dei capolavori greci del periodo classico, vale a dire dei secoli V e IV a.C. I grandi capolavori dei maestri greci, come Policleto e Fidia, sono conosciuti oggi soprattutto attraverso le copie di età romana. Molte delle copie romane provengono dall’Italia, con una concentrazione nel Lazio e in Campania, tra Baia e l’area vesuviana.

Proprio dallo studio comparato di queste copie nacque quella disciplina che sarebbe stata definita “critica delle copie”. E non è un caso che uno dei momenti fondativi di questo metodo risalga all’intuizione dello studioso Karl Friedrichs, che nel 1863 identificò l’opera più iconica di Policleto in una copia romana rinvenuta nella Palestra Sannitica di Pompei.

Su queste basi, tra il 1910 e il 1912, in Germania venne realizzata la prima ricostruzione filologica in bronzo dell’originale greco, assemblando elementi provenienti da diverse copie antiche e utilizzando la stessa tecnica della fusione a cera persa impiegata oltre 2.500 anni fa dagli scultori greci.

Oggi, a più di un secolo da quella pionieristica operazione, il Parco Archeologico di Pompei presenta una nuova ricostruzione del Canone, frutto di oltre cento anni di studi e di una collaborazione internazionale che ha coinvolto istituzioni e studiosi in Italia, Grecia e Germania. Un progetto che conferma Pompei non solo come luogo di conservazione della propria storia, ma come centro di ricerca capace di contribuire alla comprensione dell’intera eredità del mondo classico.

La nuova ricostruzione si distingue da quella dei primi del Novecento per due aspetti fondamentali. Il primo riguarda la policromia: le statue classiche non erano infatti bianche come siamo abituati a immaginarle, ma presentavano colori destinati a riprodurre fedelmente la natura, dalla capigliatura alle labbra, fino agli incarnati.

Il secondo elemento innovativo riguarda l’attributo impugnato dalla figura. L’indagine archeologica suggerisce che il personaggio reggesse un giavellotto (akontion in greco) piuttosto che una lancia (dory). Questa interpretazione, fondata sullo studio delle riproduzioni antiche della statua, induce a riconsiderare la tradizionale identificazione del Canone con il Doriforo (doryphoros), il celebre “portatore di lancia” di Policleto. Le fonti antiche e le evidenze iconografiche sembrano infatti suggerire che si trattasse di due opere distinte, e non di una sola, come è stato a lungo sostenuto e come si legge, inoltre, in molti libri di scuola.

Per la nuova ricostruzione del Canone sono stati usati due calchi diversi: mentre per il corpo è stato usato come modello la statua di marmo trovata nel 1793 nella Palestra Sannitica di Pompei – la più completa delle oltre cinquanta copie romane note finora –, per la testa è stato usato un busto bronzeo dalla villa dei Papiri a Ercolano, considerato di eccellente qualità e più vicino all’originale. Il giavellotto tenuto in mano dalla statua è stato realizzato in legno, cuoio e metallo.

Questo importante risultato è stato reso possibile anche grazie all’acquisizione, attraverso l’esercizio del diritto di prelazione, della collezione dell’ex Fonderia Chiurazzi, storica fonderia napoletana, un patrimonio straordinario che il Parco sta progressivamente valorizzando. La storia di questa ricostruzione si intreccia così con quella della rinascita produttiva della collezione stessa, primo passo di un percorso che oggi punta alla riattivazione delle attività di fusione e commercializzazione dei manufatti.

«Ho chiesto se una ripresa della produzione, in misura limitata e controllata ovviamente, potesse danneggiare le matrici in gesso, considerando che rappresentano un bene culturale tutelato - racconta il direttore del Parco, Gabriel Zuchtriegel - ma è al contrario: si danneggiano non utilizzandole, poiché il gesso si polverizza. Questa la trovo una bellissima metafora del nostro patrimonio classico, che si distrugge se non lo utilizziamo, nelle scuole, nei musei e nella nostra vita culturale. C'è chi considera il mondo classico un bagaglio morto che può tranquillamente essere abbandonato. Noi invece siamo convinti che il classico è vivo e può generare crescita, non solo culturale, ma anche economica e sociale».

L’obiettivo è duplice: da un lato ampliare le attività di valorizzazione del Parco, dall’altro sostenere una tradizione artigianale unica, creando nuove opportunità di sviluppo e occupazione. A Napoli, infatti, sopravvivono ancora fonderie che utilizzano la medesima tecnica della fusione a cera persa praticata ai tempi di Policleto nel V secolo a.C., mantenendo vivo un sapere che unisce arte, archeologia e manifattura. La riproduzione della statua antica, così, è stata anche occasione di un progetto di archeologia sperimentale per comprendere meglio i processi artistici e produttivi alla base dell’arte classica.

«Il motivo per cui abbiamo scelto di iniziare la valorizzazione della Chiurazzi con questa statua è semplice – ha detto il direttore Zuchtriegel – Volevamo dimostrare come la conoscenza dell’arte greca del periodo classico non possa prescindere dall’archeologia romana, dallo studio dei contesti come quelli vesuviani che hanno restituito diverse copie del Canone, tra cui una ritrovata negli anni ‘70 a Castellammare di Stabia e oggi al museo di Minneapolis. Al di là di ogni considerazione giuridica, che è competenza del Procuratore Fragliasso che ha ripreso il dossier del cosiddetto Doriforo di Stabia, si tratta di un dato scientifico: senza i contesti, vale a dire le case e gli spazi pubblici che ospitavano le statue, non comprendiamo il fenomeno delle copie».

Tutti gli approfondimenti sul tema sono contenuti nell’e-journal degli scavi di Pompei: https://pompeiisites.org/e-journal-degli-scavi-di-pompei/il-canone-di-policleto-dalla-scoperta-del-doriforo-di-pompei-a-una-nuova-ricostruzione-delloriginale-greco-di-v-sec-a-c/

Domenica 9 agosto alle 21:25 su Rai1, infine, nel corso della puntata di "Noos - L’avventura della conoscenza" con Alberto Angela, la serie di Rai Cultura dedicata alla divulgazione scientifica e alle novità dai vari campi della conoscenza, è previsto un approfondimento sul Doriforo di Policleto con un intervento del direttore del Parco Archeologico di Pompei Gabriel Zuchtriegel.

 Progetto scientifico: Maria Rispoli, Alessandro Russo, Maria Chiara Scappaticcio, Giuseppe Scarpati, Gabriel Zuchtriegel
Progetto espositivo: Silvia Bertesago, Tiziana Rocco
Acquisizione, tutela e valorizzazione della ex fonderia Chiurazzi: Anna Onesti, Andrea Foti, Stefania Giudice
Fonderia Ruocco: Giuseppe Ruocco, Maurizio Pinto, Maria Rosaria Ruocco
Realizzazione del giavellotto: Anna Civale, Ettore Pizzuti, Angelo De Marzo
Ricostruzione digitale dell’Efebo Westmacott come “Doriforo”: Francesco Colace, Angelo Lorusso, Michele Pellegrino (Università di Salerno)
Si ringrazia inoltre: Olimpia Vikatou (Direttrice Generale delle Antichità e dei Beni Culturali, Grecia), Demetrios Athansoulis (Eforia delle Cicladi), Eleni Kalavria (Museo Archeologico Nazionale di Atene), Carmela Capaldi (Università di Napoli “Federico II”), Angelo Meriani (Università di Salerno), Martin Maischberger e Agnes Schwarzmaier (Musei di Berlino) Pompeii - Parco Archeologico