mercoledì 5 agosto 2026

VENERDÌ 7 AGOSTO, ULTIMO APPUNTAMENTO PRIMA DELLA PAUSA ESTIVA PER I VENERDÌ DI ERCOLANO

Dopo cinque serate da record (4.852  biglietti venduti, già oltre il record dell’intera stagione 2025) la rassegna si ferma per l’estate, per tornare con una serata speciale sabato 26 settembre in occasione delle Giornate Europee del Patrimonio

Parco Archeologico di Ercolano  ·  venerdì 7 agosto (ore 20:00–24:00)  ·  ultimo appuntamento prima della pausa estiva

Le sere d’estate a Ercolano continuano ad accendersi di luce, musica e parole antiche, e venerdì 7 agosto arriva l’ultimo appuntamento con “I Venerdì di Ercolano” prima della pausa estiva della rassegna, giunta alla sua nona edizione e che quest’anno sta riscuotendo un apprezzamento particolarmente caloroso da parte del pubblico. Per l’ultima volta prima dello stop estivo, il Parco Archeologico tornerà a trasformarsi in un palcoscenico a cielo aperto tra le rovine dell’antica città, sito Patrimonio dell’Umanità UNESCO.

La fascia serale scelta per la rassegna — dalle 20:00 a mezzanotte — regala ai visitatori il momento più piacevole della giornata per una passeggiata all’aperto: la luce calda del tramonto e le atmosfere sospese delle domus di Ercolano, illuminate ad arte per l’occasione, compongono uno scenario che più che una visita è un’esperienza da vivere con tutti i sensi.

Il filo conduttore dell’edizione 2026, Amore e Guerra, ha attraversato sette performance site-specific distribuite nei diversi ambienti del sito archeologico. Anche in questa serata il pubblico potrà muoversi liberamente lungo un percorso illuminato, incontrando di volta in volta gli spettacoli, ciascuno ripetuto ciclicamente durante la serata: un’esperienza libera e immersiva, adatta a chi desidera scoprire l’archeologia in una veste inedita.

«Ci fermiamo per la pausa estiva con numeri che raccontano una crescita costante negli anni e un pubblico sempre più numeroso e affezionato. Anche quest’anno, come segno dell’importanza che attribuiamo alla valorizzazione del Parco, la scelta di rinnovare questa rassegna si è confermata giusta, venendo incontro a una forte aspettativa da parte del pubblico, e diamo appuntamento a settembre per un’ultima, speciale serata in occasione delle Giornate Europee del Patrimonio. Con questa rassegna il Parco rinnova il proprio impegno nel rendere il patrimonio archeologico uno spazio vivo, aperto al dialogo con i linguaggi del presente. L’antica città diventa luogo di incontro tra memoria e creatività.»

— Federica Colaiacomo, Direttrice del Parco Archeologico di Ercolano

Quattro anni di crescita

I numeri delle passate edizioni raccontano una crescita costante: nel 2023 si sono registrati 2.509 visitatori, nel 2024, con un percorso che aveva valorizzato in particolare l’Antica Spiaggia, i visitatori erano stati 2.487, il 2025 aveva segnato un record con 4.404 visitatori, quasi il doppio rispetto all’anno precedente.

Il 2026 si sta confermando un’edizione da record: nelle prime cinque serate (3, 10, 17, 24 e 31 luglio) sono già 4.852 i visitatori che hanno preso parte alla rassegna — più dell’intera stagione 2023, di quella 2024 e già dell’intera stagione 2025 (4.404 visitatori, il precedente record). Il dato è destinato a crescere ulteriormente: i biglietti per l’ultima serata di venerdì 7 agosto sono già in parte venduti, in attesa delle prenotazioni delle prossime ore, e a questi si aggiungerà la serata speciale del 26 settembre.

Il 26 settembre, l’ultimo appuntamento della rassegna

Dopo la serata del 7 agosto la rassegna si ferma per la pausa estiva, per tornare con un’ultima data speciale sabato 26 settembre 2026, in occasione delle Giornate Europee del Patrimonio.

Informazioni pratiche e biglietti

OrariDalle 20:00 alle 24:00, in due turni (20:00–21:30 e 22:00–23:30)
IngressiCorso Resina 187 e Via dei Papiri Ercolanesi 19
Biglietto intero€ 10,00
Biglietto ridotto€ 5,00 (18-25 anni non compiuti, cittadini UE)
GratuitoMinorenni, disabili e accompagnatori (prenotazione obbligatoria)
AcquistoOnline su ercolano.coopculture.it o al call center +39 081 0106490 (lun–sab 9:00–17:00, festivi esclusi)
ConsigliScarpe basse e comode, repellente per insetti: per godersi al meglio la serata all’aperto

Un’ultima occasione, prima della pausa estiva, per vivere Ercolano tra le luci soffuse delle antiche domus e le note della musica dal vivo. I biglietti per la serata del 7 agosto sono disponibili online: si consiglia di prenotare con anticipo, vista la disponibilità limitata di posti per ciascun turno.

Le foto sono di ANNA ABET

Boscoreale - Museo del Parco Nazionale del Vesuvio.

Il Museo del Parco Nazionale del Vesuvio è aperto al pubblico dal venerdì alla domenica dalle ore 10,00 alle ore 16,00 Siamo a 5 minuti di auto dal Pompeii - Parco Archeologico a pochi passi da Villa Regina e l'Antiquarium di Boscoreale
Un'opera attesa 25 anni e che finalmente è a disposizione di tutti, anche dei bambini. Si tratta del Museo del Parco Nazionale del Vesuvio a Boscoreale: un tassello importante si aggiunge al grande mosaico artistico e culturale del territorio. Il Museo prende vita nel quartiere Piano Napoli di Boscoreale, non molto distante da Villa Regina e adiacente all'Antiquarium di Pompei. 
Un progetto attesissimo, fortemente voluto e appoggiato dalla Regione Campania. E' da un complesso di edifici: un Polo Espositivo, un Auditorium e un'Arena all'aperto. Il Polo Espositivo ospita il Museo del Parco Nazionale del Vesuvio e un Centro Multimediale, oltre ad un bookshop e alla sede operativa del Reparto Carabinieri Parco di Boscoreale.
II Museo del Parco, composto da tre grandi sale collegate da due brevi corridoi, è allestito con pannelli illustrativi, apparecchiature multimediali, teche espositive, diorami, video e giochi interattivi, secondo un filo conduttore che è la descrizione del suolo vesuviano a partire dalla roccia madre, generata dagli eventi vulcanici; degli eventi che ne generano la trasformazione in humus, del suo legame con l'ambiente vegetale, animale, e con l'uomo. Fanno parte di questo allestimento anche quattro aiuole, che rappresentano alcuni tra i principali sistemi ambientali vesuviani.
Il Centro Multimediale comprende quattro ambienti, entro i quali si snoda un percorso fatto di pannelli ed installazioni multimediali, in parte interattive, che descrivono alcuni aspetti della vita ed dell'alimentazione nell'area vesuviana prima del 79 d.C. L'Auditorium ha una superficie complessiva di circa 1.300 mq, con una platea capace di ospitare 324 spettatori. Il Comune, nell'ambito dell'allestimento del Centro Multimediale, ha previsto nell'Auditorium la proiezione di un filmato della durata di circa 25 minuti, dal titolo "Pompei Storie nella Storia" in cui, sullo sfondo di una ricostruzione virtuale della Pompei antica, alcuni personaggi raccontano gli ultimi attimi di vita prima dell'eruzione del 79 d.C.
L'Arena Scoperta, posta tra l'Auditorium e il Polo Espositivo, può ospitare fino a 350 spettatori, ed è anche attrezzata con un proiettore e uno schermo motorizzato per proiezioni serali.
Vesuvio AIRAV

martedì 4 agosto 2026

Nasce il Comitato Festa San Gennarello: una comunità che cresce nella corresponsabilità e presenta il San Gennarello Festival

La Parrocchia San Gennaro in San Gennarello annuncia con gioia la costituzione del Comitato Festa San Gennarello, un gruppo di volontari che nasce all’interno della comunità parrocchiale con il desiderio di collaborare all’organizzazione della festa e di promuovere occasioni di incontro, partecipazione e fraternità. La nascita del Comitato non rappresenta semplicemente l’avvio di un percorso organizzativo, ma è il segno concreto di una comunità che cresce nella corresponsabilità e nella consapevolezza che la vita della Chiesa si costruisce insieme.

L’iniziativa è nata spontaneamente da alcuni giovani e adulti della parrocchia che hanno espresso al parroco il desiderio di mettersi a servizio della comunità, non come semplici partecipanti alla festa, ma come persone disponibili a condividere responsabilità, tempo e competenze per realizzare un progetto comune.

Accogliendo questa proposta, il parroco, don Raffaele Rianna, ha riconosciuto in essa un segno di maturità ecclesiale: quando una comunità genera disponibilità al servizio, significa che il Vangelo continua a produrre frutti di comunione. Da questo dialogo è maturata la decisione di costituire ufficialmente il Comitato, con il pieno sostegno della parrocchia.

Il Comitato opererà nel rispetto degli orientamenti della Conferenza Episcopale Campana e della Chiesa italiana, dotandosi di un regolamento che non avrà soltanto una funzione organizzativa, ma sarà l’espressione di uno stile condiviso fondato sulla comunione, sulla trasparenza, sulla corresponsabilità e sul servizio.

La festa della comunità parrocchiale in onore di San Gennaro resta anzitutto un evento di fede, attraverso il quale la comunità rinnova il proprio legame con il Santo. Accanto alle celebrazioni liturgiche, la festa sarà anche un’occasione per vivere la piazza come luogo di incontro, valorizzare le tradizioni popolari, promuovere iniziative culturali e ricreative e coinvolgere tutte le generazioni, offrendo ai più giovani un’esperienza concreta di collaborazione e impegno per il bene comune.

L’edizione del 18, 19 e 20 settembre 2026 segnerà anche il debutto del San Gennarello Festival, il nome scelto per identificare la kermesse che accompagnerà ogni anno i giorni della festa patronale. Il San Gennarello Festival, promosso e organizzato dal Comitato Festa San Gennarello, riunirà il programma religioso e le iniziative culturali, artistiche, musicali e aggregative in un unico grande evento, con l’obiettivo di valorizzare la comunità, il territorio e le sue tradizioni.

L’edizione 2026 rappresenta il primo passo di un cammino che guarda al futuro. L’obiettivo non è semplicemente organizzare una bella festa, ma costruire negli anni un appuntamento capace di diventare un punto di riferimento per il territorio, mantenendo sempre al centro la sua identità religiosa e comunitaria.

Comitato Festa San Gennarello

Parrocchia San Gennaro in San Gennarello di Ottaviano

Festa delle Lucerne, il Parco accende la prima luce nel Borgo Casamale di Somma Vesuviana

La Festa delle Lucerne ha preso ufficialmente il via nel cuore del Borgo Casamale di Somma Vesuviana. Durante la serata inaugurale, il Presidente dell’Ente Parco Nazionale del Vesuvio, Raffaele De Luca, ha acceso la prima lucerna insieme al Sindaco di Somma Vesuviana, Silvia Svanera, dando inizio a una delle manifestazioni più suggestive e rappresentative della cultura vesuviana.

Un gesto simbolico che racchiude il significato più profondo della Festa: custodire la memoria, tramandare le tradizioni e rinnovare il legame tra la comunità e il proprio territorio.

Migliaia di lucerne tornano a illuminare vicoli, cortili e antiche architetture del Casamale, unico borgo storico dei tredici Comuni del Parco Nazionale del Vesuvio. La luce diventa così un racconto collettivo, capace di attraversare le generazioni e restituire valore a un patrimonio culturale profondamente radicato nell’identità locale.

La partecipazione del Presidente dell’Ente Parco alla cerimonia inaugurale conferma l’impegno dell’Istituzione nella tutela e nella valorizzazione non soltanto dell’ambiente naturale, ma anche delle tradizioni, dei saperi e delle testimonianze storiche che rendono unico il territorio vesuviano.

Sostenere la Festa delle Lucerne significa riconoscere il valore di una comunità che continua a custodire e condividere la propria storia. Significa, inoltre, promuovere una visione del Parco nella quale natura, cultura e identità sono parti inseparabili dello stesso patrimonio.

Il Parco Nazionale del Vesuvio invita cittadini e visitatori a vivere la manifestazione con rispetto e consapevolezza, avendo cura del borgo, degli spazi comuni e dell’ambiente. Ogni comportamento responsabile contribuisce a proteggere la bellezza e l’autenticità di un luogo che appartiene all’intera comunità vesuviana.

Con l’accensione della prima lucerna, il Borgo Casamale torna a risplendere: una luce antica che custodisce la memoria del territorio e continua a illuminare il suo futuro. Ente Parco Nazionale del Vesuvio 

lunedì 3 agosto 2026

A Pompei rinasce il Canone di Policleto: il Parco Archeologico rilancia le storiche matrici della Fonderia Chiurazzi

Presentata la ricostruzione scientifica in bronzo del celebre capolavoro della scultura classica alla presenza del Ministro della Cultura, Alessandro Giuli

Torna a vivere a Pompei il Canone di Policleto, uno dei più celebri capolavori della scultura greca antica e simbolo universale dell’ideale classico di armonia e proporzione. È stata presentata oggi, presso il Parco Archeologico di Pompei, la ricostruzione scientifica in bronzo dell’opera, realizzata a partire dagli storici calchi matrice della ex Fonderia Chiurazzi, testimonianza d’eccellenza della tradizione artistica e artigianale italiana.

Alla presentazione sono intervenuti il Ministro della Cultura, Alessandro Giuli, e il Direttore del Parco Archeologico di Pompei, Gabriel Zuchtriegel. Ha preso parte all’incontro anche il Procuratore della Repubblica presso il Tribunale di Torre Annunziata, Nunzio Fragliasso, con un intervento dedicato al tema della tutela e della valorizzazione del patrimonio culturale.

Il Parco Archeologico di Pompei riporta in vita un’antica pratica che nel mondo romano contribuì alla diffusione dei grandi capolavori dell’arte greca: la realizzazione di copie attraverso matrici in grado di conservarne e tramandarne le forme. Prende così avvio il progetto di valorizzazione delle storiche matrici della ex Fonderia Chiurazzi, acquisite dal Parco per sottrarle al rischio di dispersione all’estero e restituirle alla fruizione pubblica.

A inaugurare il percorso è uno dei simboli assoluti della scultura classica, il Canone di Policleto, oggi presentato in una nuova ricostruzione scientifica realizzata in bronzo. L’opera rappresenta il primo risultato concreto di un’iniziativa che unisce tutela, ricerca e valorizzazione, restituendo attualità a un patrimonio unico di modelli e calchi che per oltre un secolo hanno contribuito alla diffusione dell’arte antica nel mondo.

«Siamo di fronte alla ricostruzione scientifica di una delle più celebri opere d’arte di tutti i tempi, il cui significato supera la dimensione estetica e racchiude un valore filologico, artistico e culturale. L’arte di Policleto è fondata sulla lingua universale dell’armonia. È questo l’insegnamento che ci hanno consegnato i nostri antenati, la scuola pitagorica e Policleto, il cui Canone viene oggi restituito al pubblico», ha dichiarato il Ministro della Cultura, Alessandro Giuli, che ha aggiunto: «Sostenendo progetti come questo il Ministero della Cultura continuerà a svolgere il proprio dovere. La cultura è diplomazia, ricerca, formazione, identità plurale, dialogo e forza creatrice di armonie, esattamente come il Canone di Policleto».

ll Canone di Policleto, realizzato intorno al 440 a.C. in Grecia, è forse l’opera più iconica dell’arte classica.  Ma l’opera originale non è conservata, come accade per gran parte dei capolavori greci del periodo classico, vale a dire dei secoli V e IV a.C. I grandi capolavori dei maestri greci, come Policleto e Fidia, sono conosciuti oggi soprattutto attraverso le copie di età romana. Molte delle copie romane provengono dall’Italia, con una concentrazione nel Lazio e in Campania, tra Baia e l’area vesuviana.

Proprio dallo studio comparato di queste copie nacque quella disciplina che sarebbe stata definita “critica delle copie”. E non è un caso che uno dei momenti fondativi di questo metodo risalga all’intuizione dello studioso Karl Friedrichs, che nel 1863 identificò l’opera più iconica di Policleto in una copia romana rinvenuta nella Palestra Sannitica di Pompei.

Su queste basi, tra il 1910 e il 1912, in Germania venne realizzata la prima ricostruzione filologica in bronzo dell’originale greco, assemblando elementi provenienti da diverse copie antiche e utilizzando la stessa tecnica della fusione a cera persa impiegata oltre 2.500 anni fa dagli scultori greci.

Oggi, a più di un secolo da quella pionieristica operazione, il Parco Archeologico di Pompei presenta una nuova ricostruzione del Canone, frutto di oltre cento anni di studi e di una collaborazione internazionale che ha coinvolto istituzioni e studiosi in Italia, Grecia e Germania. Un progetto che conferma Pompei non solo come luogo di conservazione della propria storia, ma come centro di ricerca capace di contribuire alla comprensione dell’intera eredità del mondo classico.

La nuova ricostruzione si distingue da quella dei primi del Novecento per due aspetti fondamentali. Il primo riguarda la policromia: le statue classiche non erano infatti bianche come siamo abituati a immaginarle, ma presentavano colori destinati a riprodurre fedelmente la natura, dalla capigliatura alle labbra, fino agli incarnati.

Il secondo elemento innovativo riguarda l’attributo impugnato dalla figura. L’indagine archeologica suggerisce che il personaggio reggesse un giavellotto (akontion in greco) piuttosto che una lancia (dory). Questa interpretazione, fondata sullo studio delle riproduzioni antiche della statua, induce a riconsiderare la tradizionale identificazione del Canone con il Doriforo (doryphoros), il celebre “portatore di lancia” di Policleto. Le fonti antiche e le evidenze iconografiche sembrano infatti suggerire che si trattasse di due opere distinte, e non di una sola, come è stato a lungo sostenuto e come si legge, inoltre, in molti libri di scuola.

Per la nuova ricostruzione del Canone sono stati usati due calchi diversi: mentre per il corpo è stato usato come modello la statua di marmo trovata nel 1793 nella Palestra Sannitica di Pompei – la più completa delle oltre cinquanta copie romane note finora –, per la testa è stato usato un busto bronzeo dalla villa dei Papiri a Ercolano, considerato di eccellente qualità e più vicino all’originale. Il giavellotto tenuto in mano dalla statua è stato realizzato in legno, cuoio e metallo.

Questo importante risultato è stato reso possibile anche grazie all’acquisizione, attraverso l’esercizio del diritto di prelazione, della collezione dell’ex Fonderia Chiurazzi, storica fonderia napoletana, un patrimonio straordinario che il Parco sta progressivamente valorizzando. La storia di questa ricostruzione si intreccia così con quella della rinascita produttiva della collezione stessa, primo passo di un percorso che oggi punta alla riattivazione delle attività di fusione e commercializzazione dei manufatti.

«Ho chiesto se una ripresa della produzione, in misura limitata e controllata ovviamente, potesse danneggiare le matrici in gesso, considerando che rappresentano un bene culturale tutelato - racconta il direttore del Parco, Gabriel Zuchtriegel - ma è al contrario: si danneggiano non utilizzandole, poiché il gesso si polverizza. Questa la trovo una bellissima metafora del nostro patrimonio classico, che si distrugge se non lo utilizziamo, nelle scuole, nei musei e nella nostra vita culturale. C'è chi considera il mondo classico un bagaglio morto che può tranquillamente essere abbandonato. Noi invece siamo convinti che il classico è vivo e può generare crescita, non solo culturale, ma anche economica e sociale».

L’obiettivo è duplice: da un lato ampliare le attività di valorizzazione del Parco, dall’altro sostenere una tradizione artigianale unica, creando nuove opportunità di sviluppo e occupazione. A Napoli, infatti, sopravvivono ancora fonderie che utilizzano la medesima tecnica della fusione a cera persa praticata ai tempi di Policleto nel V secolo a.C., mantenendo vivo un sapere che unisce arte, archeologia e manifattura. La riproduzione della statua antica, così, è stata anche occasione di un progetto di archeologia sperimentale per comprendere meglio i processi artistici e produttivi alla base dell’arte classica.

«Il motivo per cui abbiamo scelto di iniziare la valorizzazione della Chiurazzi con questa statua è semplice – ha detto il direttore Zuchtriegel – Volevamo dimostrare come la conoscenza dell’arte greca del periodo classico non possa prescindere dall’archeologia romana, dallo studio dei contesti come quelli vesuviani che hanno restituito diverse copie del Canone, tra cui una ritrovata negli anni ‘70 a Castellammare di Stabia e oggi al museo di Minneapolis. Al di là di ogni considerazione giuridica, che è competenza del Procuratore Fragliasso che ha ripreso il dossier del cosiddetto Doriforo di Stabia, si tratta di un dato scientifico: senza i contesti, vale a dire le case e gli spazi pubblici che ospitavano le statue, non comprendiamo il fenomeno delle copie».

Tutti gli approfondimenti sul tema sono contenuti nell’e-journal degli scavi di Pompei: https://pompeiisites.org/e-journal-degli-scavi-di-pompei/il-canone-di-policleto-dalla-scoperta-del-doriforo-di-pompei-a-una-nuova-ricostruzione-delloriginale-greco-di-v-sec-a-c/

Domenica 9 agosto alle 21:25 su Rai1, infine, nel corso della puntata di "Noos - L’avventura della conoscenza" con Alberto Angela, la serie di Rai Cultura dedicata alla divulgazione scientifica e alle novità dai vari campi della conoscenza, è previsto un approfondimento sul Doriforo di Policleto con un intervento del direttore del Parco Archeologico di Pompei Gabriel Zuchtriegel.

 Progetto scientifico: Maria Rispoli, Alessandro Russo, Maria Chiara Scappaticcio, Giuseppe Scarpati, Gabriel Zuchtriegel
Progetto espositivo: Silvia Bertesago, Tiziana Rocco
Acquisizione, tutela e valorizzazione della ex fonderia Chiurazzi: Anna Onesti, Andrea Foti, Stefania Giudice
Fonderia Ruocco: Giuseppe Ruocco, Maurizio Pinto, Maria Rosaria Ruocco
Realizzazione del giavellotto: Anna Civale, Ettore Pizzuti, Angelo De Marzo
Ricostruzione digitale dell’Efebo Westmacott come “Doriforo”: Francesco Colace, Angelo Lorusso, Michele Pellegrino (Università di Salerno)
Si ringrazia inoltre: Olimpia Vikatou (Direttrice Generale delle Antichità e dei Beni Culturali, Grecia), Demetrios Athansoulis (Eforia delle Cicladi), Eleni Kalavria (Museo Archeologico Nazionale di Atene), Carmela Capaldi (Università di Napoli “Federico II”), Angelo Meriani (Università di Salerno), Martin Maischberger e Agnes Schwarzmaier (Musei di Berlino) Pompeii - Parco Archeologico

B.O.P. – Beats Of Pompeii 2026: musica, archeologia e turismo, un tris vincente per la terza edizione

Record con 45 mila presenze e pubblico internazionale per la rassegna che unisce grandi concerti e patrimonio culturale. Appuntamento al 2027.

Si è conclusa la terza edizione di B.O.P. – Beats of Pompeii, la rassegna che trasforma l'Anfiteatro del Parco Archeologico di Pompei in un palcoscenico unico al mondo, dove la musica live si fonde con la storia antica. Un'edizione che ha superato ogni aspettativa: dal 24 giugno al 27 luglio, 15 concerti in cartellone più 3 eventi fuori programma, hanno richiamato complessivamente circa 45.000 spettatori, con il 53% di pubblico straniero (proveniente da circa 20 Paesi diversi) e del 31% di presenze extra-regione, generando un indotto e una ricaduta economica eccellente che ha coinvolto non solo Pompei, ma l'intero triangolo Napoli – Sorrento – Costiera Amalfitana, con un incremento significativo dei servizi di accoglienza turistica.

Il successo di B.O.P. risiede nella sua anima cross-genere, una scelta che la distingue nel panorama affollato dei festival estivi italiani. Sull’iconico palco dell'Anfiteatro si sono alternati artisti di fama internazionale in molte serate sold out: gli islandesi Of Monsters and Men, l'americano Pat Metheny, il supergruppo BEAT (con Steve Vai, Adrian Belew e Tony Levin, tutti provenienti dagli Stati Uniti), il metal degli statunitensi Blood Incantation, come i rocker americani Savatage in data esclusiva con orchestra tutta campana, la popstar americana Charlie Puth, il jazz evoluto di Marcus Miller con i connazionali Bill Evans e Mike Stern in una super band che ha omaggiato i 100 anni di Miles Davis, gli inglesi Marillion che in due date in esclusiva mondiale hanno registrato un nuovo live album e un film documentario di prossima pubblicazione, gli svedesi Opeth, il Maestro italiano Riccardo Muti con l'orchestra Cherubini e tanti musicisti dei Conservatori campani, il cantautore italiano Riccardo Cocciante che ha festeggiato i suoi ottant'anni, il cantautore italiano Coez e il cantautore italiano Tropico.

B.O.P. 2026 è il prosieguo delle precedenti edizioni che hanno visto tra i protagonisti: Ludovico Einaudi, Nick Cave, Bryan Adams, Jean-Michel Jarre, John Legend, Dream Theater, Russel Crowe, Carmen Consoli, Ben Harper, Wardruna, Stefano Bollani, Antonello Venditti, Serena Rossi, Il Volo, Andrea Bocelli, Nino D’Angelo, Morricone dirige Morricone, Biagio Antonacci, Pooh, Gianna Nannini, Jimmy Sax.

Ma B.O.P. 2026 non è stato solo musica. Ogni spettatore ha avuto la possibilità di accedere alla straordinaria mostra permanente dei calchi, ospitata nella Palestra Grande e dedicata alle vittime dell'eruzione del 79 d.C.

B.O.P. quindi non è solo un appuntamento musicale di rilievo nel panorama estivo internazionale, ma un modello virtuoso di integrazione tra cultura, arte e territorio. La capacità di attrarre un pubblico cosmopolita e di distribuire i flussi turistici sull'intera area metropolitana napoletana ne fa un volano economico strategico per il comparto della ristorazione e in generale per tutti i servizi legati al turismo, dimostrando che investire in eventi di qualità significa generare valore concreto per le comunità locali, oltre che promuovere l'immagine della Campania nel mondo.

L'evento, organizzato dalle società Blackstar Entertainment e Fast Forward con la direzione artistica di Peppe Gomez, ha goduto del patrocinio e del sostegno di Ministero della Cultura, Regione Campania, Comune di Pompei e Parco Archeologico di Pompei. Fondamentale è stata la media partnership di Rai Radio2, che ha seguito l'intero festival con collegamenti e servizi dedicati, contribuendo a un rilancio mediatico senza precedenti: oltre 600 articoli su testate italiane e internazionali hanno raccontato B.O.P., consacrandolo come uno degli eventi culturali più attesi dell'estate europea.

Dichiarazione di Gabriel Zuchtriegel, Direttore del Parco Archeologico di Pompei:
«I numeri di Beats of Pompeii confermano il successo di una visione che unisce archeologia e musica in un’unica esperienza culturale: oltre 45mila biglietti venduti per i concerti nell’Anfiteatro, con il 53% di spettatori internazionali, e più di 2mila ingressi aggiuntivi alla mostra sui calchi delle vittime. Sono risultati che dimostrano come la cultura, quando dialoga attraverso linguaggi diversi, riesca ad ampliare il pubblico e a creare nuove opportunità di conoscenza e partecipazione».

Dichiarazione di Onofrio Cutaia, Assessore alla Cultura della Regione Campania:
«Beats of Pompeii dimostra che il nostro patrimonio archeologico e artistico può essere spazio vivo di produzione e partecipazione. Eventi di questo tipo sono fondamentali per avvicinare pubblici differenti e mostrare la vitalità della nostra storia, come confermano i grandi numeri e il successo di pubblico registrati. La bellezza non va soltanto tutelata e osservata: deve essere vissuta, partecipata e goduta appieno ogni giorno. Come Regione, continueremo a investire in operazioni capaci di trasformare la cultura in un’esperienza condivisa e contemporanea».

Dichiarazione di Giuseppe Tortora, Sindaco di Pompei:
«A Pompei ogni evento assume un significato particolare, perché entra in dialogo con una storia millenaria che appartiene all’umanità. B.O.P. ha avuto il merito di portare la musica contemporanea dentro questa dimensione, senza forzature, restituendo l’immagine di una città capace di custodire la propria memoria e, allo stesso tempo, di vivere pienamente il presente. Il Comune ha accompagnato questa esperienza artistica con una presenza attenta e una piena collaborazione istituzionale. Il lavoro condiviso con il Parco Archeologico e con tutti i partner coinvolti ha consentito a Pompei di accogliere migliaia di persone con la cura e la responsabilità che un luogo così importante richiede. Il risultato di questa edizione ci conferma che la grande eredità di Pompei può continuare a generare cultura, incontro e nuove opportunità per la città contemporanea. È questa la direzione nella quale vogliamo proseguire: costruire un rapporto sempre più forte tra un patrimonio conosciuto in tutto il mondo e la città che vive, lavora e cresce intorno ad esso».

Dichiarazione di Peppe Gomez, Direttore Artistico di B.O.P.:
«La nostra forza è stata fin dall'inizio la trasversalità: mettere sullo stesso palco il metal estremo, il jazz raffinato, la canzone d'autore e la grande orchestra significa parlare a un pubblico senza confini di età e nazionalità. Il 31% del pubblico proveniente da fuori regione e il 53% di presenze internazionali ci dicono che abbiamo centrato l'obiettivo: offrire esclusive mondiali e produzioni irripetibili che non si trovano in nessun altro festival italiano. Questa è la chiave per competere a livello globale. E se quest'anno abbiamo alzato l'asticella, vi assicuro che il 2027 sarà una sorpresa ancora più grande».

Maggiori informazioni su B.O.P.
Ufficio Stampa Beats of Pompeii 2026
Giulio Di Donna/Hungry Promotion

domenica 2 agosto 2026

Pompei, SmartLand@Pompei si rinnova: a settembre il primo rilascio della nuova versione

 È stato presentato alla Reggia di Quisisana di Castellammare di Stabia, il percorso di evoluzione di “SmartLand@Pompei – Open data per il Sistema Turistico Culturale Integrato”. Il primo rilascio della nuova versione della piattaforma digitale è previsto per settembre 2026.

Le novità sono state illustrate dal Direttore generale per il supporto all’attuazione dei programmi del Ministero della Cultura, Gen. Giovanni Capasso, nel corso di un workshop che ha riunito le istituzioni dei territori compresi nella Buffer Zone UNESCO, gli enti partecipanti al Comitato di Gestione dell’Unità Grande Pompei, gli operatori economici privati già accreditati alla piattaforma e gli altri soggetti interessati.

Già pienamente operativa nelle componenti previste dal progetto originario, SmartLand@Pompei offre servizi dedicati alla conoscenza, alla fruizione e alla valorizzazione delle testimonianze archeologiche e culturali dell’area vesuviana (cultura.gov.it/comunicato/27271).

Il progetto di evoluzione prevede il rinnovamento della veste grafica e l’introduzione di componenti di intelligenza artificiale e di un modulo di gamification. L’obiettivo è ampliare il coinvolgimento delle comunità scolastiche e universitarie e dei soggetti attivi nel territorio vesuviano, chiamati a contribuire anche alla co-progettazione dello sviluppo della piattaforma e delle azioni immateriali previste dal Piano Strategico dell’Unità Grande Pompei.

Tra le principali innovazioni in fase di sviluppo figurano l’assistente virtuale “Plinio”, in grado di dialogare con i visitatori tramite chat e voce e di suggerire itinerari personalizzati; i “Luoghi narrati”, con audioguide intelligenti e contenuti dinamici; un nuovo sistema di gamification, che incentiverà la scoperta del territorio attraverso premi e riconoscimenti; la sezione Eventi, concepita come calendario unico delle manifestazioni culturali dell’area; gli strumenti di sicurezza partecipata, attraverso i quali i cittadini potranno segnalare eventuali criticità; l’Osservatorio AI, destinato a elaborare dati e analizzare i flussi turistici a supporto delle decisioni delle amministrazioni.

Completano il nuovo assetto le funzionalità dedicate all’accessibilità, ai servizi multilingua, alla gestione degli itinerari e alla condivisione dei dati aperti.

Per rafforzare la diffusione della piattaforma e il coinvolgimento dei soggetti presenti nell’area vesuviana, l’Unità Grande Pompei ha inoltre pubblicato due avvisi pubblici esplorativi:

• il primo è rivolto ai soggetti privati operanti nella Buffer Zone interessati al recupero e al riuso del patrimonio edilizio esistente, compresi complessi dismessi o in via di dismissione ed edifici di proprietà privata in stato di degrado. L’obiettivo è riattivare questi beni attraverso iniziative di evidente interesse pubblico, capaci di innescare processi virtuosi di sviluppo culturale, sociale ed economico mediante gli strumenti della programmazione negoziata previsti dall’articolo 2, comma 203, della legge n. 662/1996. Le proposte, previa approvazione del Comitato di Gestione, potranno essere inserite nel Piano Strategico;

• il secondo è finalizzato a verificare l’interesse di soggetti privati, enti del Terzo settore, fondazioni, università ed enti di ricerca a concorrere all’attuazione della linea strategica del Piano relativa alla promozione di erogazioni liberali, sponsorizzazioni e forme di partenariato pubblico-privato. Gli apporti potranno essere finanziari, strumentali, professionali o di personale e saranno destinati alla valorizzazione, alla promozione e all’animazione di SmartLand@Pompei e alle ulteriori azioni immateriali previste dal Piano. Gli interventi, previa approvazione del Comitato di Gestione, potranno confluire nel documento di aggiornamento del Piano Strategico in corso di redazione.

Roma, 31 luglio 2026 Ufficio Stampa e Comunicazione MiC

sabato 1 agosto 2026

Somma Vesuviana, riapre il parcheggio “Dietro le Torri”:

Somma Vesuviana, riapre il parcheggio “Dietro le Torri”: da oggi a disposizione della comunità

Da sabato 1 agosto, il parcheggio “Dietro le Torri”, al Casamale, torna nella piena disponibilità della cittadinanza.

La sindaca Silvia Svanera ha effettuato questa mattina un sopralluogo finale nell’area, in vista della riconsegna ufficiale della struttura.

Il parcheggio, negli ultimi anni penalizzato da incuria e ripetuti atti di vandalismo, era già stato oggetto di una riapertura nel 2018, poi vanificata dal progressivo degrado dell’area.

Appena insediata l’amministrazione comunale ha impresso un’accelerazione sull’ultimazione del progetto, già avviato nel 2024 dal precedente governo locale ed oggi finalmente concluso con il rilascio del certificato di regolare esecuzione. Si restituisce così alla città un’infrastruttura utile alla viabilità del quartiere, adottando misure pensate per prevenirne un nuovo abbandono, tra cui sorveglianza notturna, controlli diurni e un sistema di videosorveglianza collegato alle autorità competenti.

«Restituiamo a Somma Vesuviana un bene che deve restare della città», dichiara la sindaca Silvia Svanera.

«È un atto di responsabilità nei confronti dei cittadini, ai quali chiediamo collaborazione, rispetto e cura per uno spazio destinato all’uso pubblico. Questa riapertura – aggiunge – segna anche l’avvio di un percorso di razionalizzazione del traffico nell’area dietro le torri».

Il risultato nasce dal lavoro sinergico della coalizione che sostiene l’amministrazione e dalla volontà di migliorare vivibilità e servizi ai cittadini. “Giunta e gruppi consiliari di maggioranza – prosegue Silvia Svanera – hanno condiviso, fin dai primi giorni di mandato, l’obiettivo di intervenire su un’area da tempo segnata dal degrado, coordinando gli aspetti tecnici dell’intervento con l’indirizzo politico dell’esecutivo comunale”.

Per la durata della Festa delle Lucerne, il parcheggio sarà gratuito e riservato ai residenti del Borgo, che potranno allestire strade e vicoli senza la presenza di auto e motoveicoli.

La tariffa di accesso sarà definita in una fase successiva. L’ingresso, solo per il periodo dell’evento, sarà da via Circumvallazione; poi l’accesso tornerà a essere garantito anche da via Torre.

giovedì 30 luglio 2026

Premio Massimo Troisi 2026 - Avviso e relativi allegati per ricerca sponsor

Si rende noto che, giusta Determinazione Dirigenziale RCG 1497/2026, è stato approvato l'Avviso ed i relativi allegati per il reperimento di sponsor per gli eventi organizzati per il premio Massimo Troisi 2026, ai sensi del vigente Regolamento comunale sulle sponsorizzazioni (approvato dal Consiglio Comunale con atto n. 45 del 28/04/2016).

Si allega Avviso Pubblico con relativi allegati. 

Allegati

Torre del Greco - Concessione dell’impianto sportivo comunale “Amerigo Liguori”.

“Avviso pubblico per la manifestazione di interesse finalizzata all’individuazione di associazioni o società sportive dilettantistiche, senza fini di lucro, interessate alla gestione dell’impianto sportivo comunale, denominato “Amerigo Liguori”.

Concessione dell'impianto sportivo "A. Liguori" - Avviso, Computo metrico, Modello istanza, Modello DGUE, Dichiarazione integrità, Proforma convenzione e Dichiarazione ai fini dell'Offerta che deve pervenire, pena l'esclusione, tramite PEC: patrimonio.torredelgreco@asmepec.it, entro il termine perentorio del 13 Agosto 2026 alle ore 10:00.
Allegati