giovedì 8 ottobre 2026

Somma Vesuviana - Villa Augustea | "Le parole che si intrecciano tra i ricordi i ricordi che si intrecciano tra le parole"

Nella Villa Augustea di Somma Vesuviana la ricerca dell’artista Roberto Maria Lino si confronta con un luogo in cui la memoria è ancora materia di ricerca, interpretazione e confronto. A partire da domenica 11 ottobre, dalle ore 9:00, il sito archeologico accoglierà Le parole che si intrecciano tra i ricordi i ricordi che si intrecciano tra le parole, un progetto nato durante la residenza Art Summit – Vesuvio Contemporary Experience and Residency e concepito per svilupparsi progressivamente all’interno dell’area archeologica, fino al 15 dicembre.
L’opening si terrà l’11 ottobre alle ore 9:00.
Alle ore 11:00 seguirà la visita guidata alla Villa Augustea condotta dall’artista insieme ai curatori del progetto, offrendo al pubblico un primo momento di incontro con l’opera e con il percorso di ricerca che ne ha accompagnato la realizzazione.
Il lavoro prende le mosse dalla trasmissione orale del racconto della Villa Augustea: nel passaggio da una persona all’altra, infatti, una storia può mantenere una struttura comune e, allo stesso tempo, perdere alcuni dettagli, acquisirne di nuovi, modificarne altri. La memoria non è una registrazione immobile del passato: è un processo che si trasforma ogni volta che viene raccontato e ascoltato.
È proprio questa condizione a interessare Lino, che individua nella Villa Augustea un contesto particolarmente significativo per riflettere sulla natura della memoria. Il sito porta con sé stratificazioni, scavi e interpretazioni, ma anche interrogativi ancora aperti sulla sua origine, sulle sue funzioni e sul rapporto con la tradizione che lo identifica come possibile luogo legato alla morte dell’imperatore Augusto.
La presenza di Dioniso nell’apparato figurativo della Villa introduce inoltre un richiamo al mondo dei culti misterici, nei quali la conoscenza passava attraverso un’esperienza iniziatica e non tutto poteva essere rivelato. Nella lettura dell’opera, questo riferimento risuona nella tensione tra ciò che affiora e ciò che rimane nascosto, tra il frammento visibile e un significato ancora da ricercare.
L’opera nasce da questa zona di incertezza, senza cercare di risolverla. Al contrario, la assume come principio compositivo. L’installazione è costituita da una serie di fasce tessili rettangolari, realizzate dall’artista attraverso materiali recuperati nel territorio campano. Alcune riportano le lettere che compongono il titolo dell’opera, mentre altre ne sono prive. Le lettere sono distribuite nello spazio senza seguire un ordine immediatamente riconoscibile. Il visitatore si trova così davanti a una sorta di paesaggio di frammenti: le singole lettere sono presenti, ma la frase non si offre subito alla lettura. Per comprenderla occorre cercare, collegare, ricomporre. Esattamente come accade davanti a un reperto frammentario, nel quale un elemento isolato acquista significato soltanto quando viene messo in relazione con gli altri.
La confusione visiva non è quindi un effetto secondario, ma costituisce il dispositivo attraverso cui l’opera prende forma. Le parole sono state scomposte come possono esserlo i frammenti di una memoria o i cocci restituiti da uno scavo. Occorre riconoscerli, documentarli, studiarli, verificarne le relazioni e tentare una ricomposizione, sapendo che ogni ricostruzione è anche un’interpretazione.
Le fasce sono collocate sulle impalcature presenti nell’area dello scavo, stabilendo una relazione diretta con la struttura fisica del sito senza sovrapporsi ai resti archeologici. Il tessuto introduce una presenza contemporanea all’interno di uno spazio già profondamente stratificato, ma lo fa attraverso una materia fragile, mobile e quotidiana, lontana dalla monumentalità della pietra.
Anche la scelta dei materiali è legata al territorio. I tessuti sono stati recuperati attraverso mercatini, donazioni e passaparola e successivamente sottoposti a differenti processi di tintura naturale, utilizzando elementi come curcuma, vino e terra. La materia dell’opera porta così con sé una traccia concreta dei luoghi e delle relazioni attraverso cui il progetto si è sviluppato.
Il titolo stesso descrive il movimento alla base dell’intero lavoro: le parole si intrecciano ai ricordi e i ricordi alle parole. Non esiste una memoria separata dal linguaggio attraverso cui viene trasmessa, così come non esiste un racconto indipendente da chi lo pronuncia, lo ascolta e lo restituisce.
«Il titolo nasce proprio dalla residenza a Somma Vesuviana e da quello che ho incontrato lavorando intorno alla Villa Augustea», racconta Roberto Maria Lino. «La storia viene tramandata e conserva una struttura comune, ma nel passaggio da una persona all’altra può perdere dei particolari, aggiungerne altri, modificarli. È un po’ quello che succede anche con i frammenti archeologici: bisogna raccoglierli, studiarli, verificarli e provare a ricomporli.»
L’installazione è concepita come un processo in divenire. La configurazione iniziale rappresenta il primo livello del progetto: nel corso dei mesi l’opera potrà accogliere ulteriori elementi, tra cui una componente sonora, costruendo progressivamente una nuova stratificazione della ricerca.
Il tempo, in questo caso, non è soltanto la durata della mostra, ma diventa una componente dell’opera. Ogni nuovo passaggio aggiunge un livello di lettura e modifica la percezione di ciò che era già presente, proprio come un nuovo frammento può modificare l’interpretazione di quelli precedentemente raccolti.
La progressione dell’installazione stabilisce così un rapporto particolarmente stretto con il carattere del sito archeologico. Scavare significa procedere per strati; ricordare significa procedere per frammenti. In entrambi i casi, il passato viene recuperato e ricostruito attraverso ciò che rimane, ciò che viene trasmesso e ciò che può essere interpretato.
La Villa Augustea diventa il luogo stesso in cui il lavoro trova la propria ragione. L’opera si inserisce in uno spazio ancora attraversato dalla ricerca e ne assume il metodo: osservare, raccogliere, mettere in relazione, formulare ipotesi e lasciare aperta la possibilità che una nuova traccia possa modificare ciò che si credeva già acquisito.
Le parole che si intrecciano tra i ricordi i ricordi che si intrecciano tra le parole riflette sui meccanismi attraverso cui le narrazioni si costruiscono. Le lettere disperse sulle fasce chiedono al visitatore di ricomporre una frase; i frammenti archeologici chiedono di essere ricondotti a una storia; i racconti delle persone chiedono di essere ascoltati e messi in relazione.
L’opera di Lino avvicina così due forme di trasmissione apparentemente distanti – quella materiale dell’archeologia e quella orale del racconto – mostrando quanto entrambe siano fondate sulla stessa condizione: la necessità di ricomporre ciò che il tempo ha separato.
E proprio nella distanza fra il frammento e la sua possibile ricostruzione si apre lo spazio dell’interpretazione, quello spazio nel quale una memoria può continuare a essere raccontata, modificata e nuovamente intrecciata alle parole.
ROBERTO MARIA LINO (Napoli, 1996)
Vive e lavora a Roma. Frequenta la cattedra di pittura all’Accademia di Belle Arti di Roma dove consegue il diploma triennale nel 2018 e biennale nel 2020.
I tessuti impregnati di storia assumono un ruolo centrale nei suoi lavori e le sue installazioni ambiscono a cambiare la forma mantenendo l’identità. I gesti lenti e ossessivi e i temi della memoria sono una costante della ricerca di Roberto Maria Lino.
Nel 2026 partecipa alla residenza “Genius Loci” a Cortina d’Ampezzo, in collaborazione con la galleria NM Contemporary. Nello stesso anno partecipa alla mostra collettiva “F-LUX Art’s Fluid Space” a Singapore, promossa dalla Fondazione Dino Zoli, in collaborazione con l’Ambasciata d’Italia, la Camera di Commercio Italiana a Singapore e DZ Engineering.
Nel 2025 ha presentato due mostre personali: “Memoir of a Needle” presso Palo Gallery, New York, e “Trames émotionnelles” presso NM Contemporary, Monte-Carlo.
Nel 2024 ha partecipato a due residenze artistiche, tra cui una in collaborazione con il Dipartimento degli Affari Culturali di Monaco, della durata di otto mesi nel Principato, durante la quale ha realizzato la mostra personale “Di mare e il suo orlo” a Villa Lysis, Capri, e “Art Summit – Vesuvio Contemporary Experience and Residency”, realizzata da Tramandars in collaborazione con Collettivo Zero.
Tra il 2022 e il 2023 ha partecipato a residenze artistiche in Italia e Germania e ha esposto in mostre personali e collettive, tra cui “Prometheus Erbe”, Culterim Gallery, Berlino; “Clarity is close to the sun”, Fondazione Bevilacqua La Masa, Venezia; “Navigating the city”, Sparc – Spazio arte contemporanea, Venezia; “Vuoto”, Struttura, Roma; “Il tempo scortese”, Vacunalia, Vacone; “Ri-Abitare”, Fondazione Amleto Bertoni, Saluzzo; “Performa24”, Mare Culturale Urbano, Milano; “Cura di Sé e Cura dell’Altro”, Fondazione Pistoletto – Cittadellarte, Biella; e alla mostra personale “Fili di Memoria”, Galleria Ulisse, Roma.
Nel 2021 ha partecipato alle mostre collettive “Legami”, Palazzo Strozzi, Firenze; “Artefici del nostro tempo”, Fondazione Bevilacqua La Masa, Venezia; e alla mostra personale “Sutura”, Fondazione107, Torino.
SCHEDA INFORMATIVA
Le parole che si intrecciano tra i ricordi i ricordi che si intrecciano tra le parole
Roberto Maria Lino
11 ottobre – 15 dicembre 2026
Scavi della cosiddetta Villa Augustea di Somma Vesuviana
Via Starza della Regina, 2 – Somma Vesuviana (NA)
Opening:
11 ottobre 2026, ore 9:00
11 ottobre 2026, ore 11:00 visita guidata alla Villa Augustea con l’artista Roberto Maria Lino e i curatori del progetto
Un progetto di:
Tramandars
Amici del Casamale
Collettivo Zero
In collaborazione con:
Soprintendenza Archeologia, Belle Arti e Paesaggio per l’Area Metropolitana di Napoli
Con il patrocinio morale del:
Comune di Somma Vesuviana
Partner:
Pro Loco Somma Vesuviana
The University of Tokyo
Si ringraziano in particolare:
La Soprintendente Arch. Paola Ricciardi, Dott.ssa Roberta Scielzo, Dott. Daniele De Simone, Prof. Antonio De Simone, Franco Mosca, Dott. Satoshi Matsuyama e Stefano Prisco per aver reso possibile questo progetto

mercoledì 7 ottobre 2026

𝗙𝗲𝘀𝘁𝗶𝘃𝗮𝗹 𝗘𝘁𝗵𝗻𝗼𝘀 - 𝗫𝗫𝗫𝗜 𝗘𝗱𝗶𝘇𝗶𝗼𝗻𝗲 | 𝟭𝟮 𝘀𝗲𝘁𝘁𝗲𝗺𝗯𝗿𝗲 - 𝟭𝟬 𝗼𝘁𝘁𝗼𝗯𝗿𝗲

La world music all'ombra del Vesuvio. Torna anche quest'anno, per la XXXI edizione, Ethnos il festival internazionale della musica etnica ideato e diretto da Gigi Di Luca. Nell'arco di un mese,  dal 12 settembre al 10 ottobre 2026, si alterneranno in 6 comuni – da Napoli a San Giorgio a Cremano, da Portici a Torre del Greco, Boscotrecase e Castellammare di Stabia – numerosi artisti provenienti da 14 paesi, con un cartellone di eventi trasversale che mette in dialogo musiche, culture, lingue, tradizioni e visioni dai vari continenti. Dalla Spagna alla Macedonia, dalla Francia all'Algeria, dall'Irlanda al Senegal, dal Guatemala a Cuba, dalla Corea all'Iran, dalla Serbia alla Tunisia e alla Romania, passando per le diverse regioni italiane.
Organizzata da La Bazzarra, l'edizione 2026 di Ethnos è promossa e finanziata dalla Regione Campania attraverso Scabec, con Fondi di Coesione Italia 21–27, nell'ambito delle azioni di valorizzazione del patrimonio Unesco e Itinerari Culturali della Campania, è sostenuta dal Ministero della Cultura, Nuovo Imaie, con il contributo dei comuni coinvolti nel progetto, della Banca di Credito Popolare, il patrocinio della Città Metropolitana di Napoli e la collaborazione dell'Institut Ramon Llull.
  • Ad inaugurare la trentunesima edizione di Ethnos, sabato 12 settembre sarà la coinvolgente fanfara macedone Dzambo Agusevi Orkestar, in scena a San Giorgio a Cremano alle ore 21, anticipata sul palco allestito a Villa Bruno dal dj set di Sangennarobar, al secolo Dario Cervo, alle ore 20.
  • Domenica 13 settembre, invece, il festival fa tappa nello spazio all'aperto del Museo Mac3 di Torre del Greco con l'esibizione (ore 20.30) della cantante spagnola Alba Carmona che dialoga con la raffinata chitarra di Jesus Guerrero in un repertorio che attraversa flamenco, tango argentino e melodie popolari. A seguire, alle ore 21.30, tocca a Soleil d'Hiver, la performance solista dell'artista franco/algerino Grégory Dargent per oud, elettronica, nastri magnetici e proiezioni.
Tra gli artisti attesi sul palco itinerante della rassegna, grandi nomi e nuove realtà della world music: Eliades Ochoa, stella dei leggendari Buena Vista Social Club®,  il produttore e musicista catalano Raül Refree e la cantante galiziana Aida Tarrío, il virtuoso iraniano del setar Kiya Tabassian con Ensemble Constantinople e la songwriter tunisina Ghalia Benali, la cantautrice originaria della Casamance Mariaa Siga, le coreane Dal:um (Ha Suyean e Hwang Hyeyoung), il duo catalano  Magali Sare e Manel Fortià, la compositrice irlandese Bronagh Slevin, i multietnici Nubras Ensemble (vincitori del Premio Ethnos Generazioni 2025) e la cantautrice  guatemalteca di origine Kaqchikel, Sara Curruchich.
Tra gli ospiti italiani, lo storico gruppo siciliano Agricantus, la cantante leccese Maria Mazzotta (già nel Canzoniere Grecanico Salentino), i piacentini Ensemble Enerbia, le campane Assurd Duo, il trio sperimentale italo/serbo Underoof e Zero Folk Duo, vincitori del Premio Alberto Cesa 2025 (concorso festival Folkest).
«La XXXI edizione di Ethnos resta fedele alla visione poetica e politica di festival che non si limita a proporre spettacoli ma che vuole offrire al suo pubblico un attento lavoro di ricerca, di ascolto e di selezione, portato avanti negli anni, seguendo artisti, musiche e linguaggi capaci di raccontare la complessità del nostro tempo. La sua forza è stata, ed è, quella di aver saputo preservare la sua identità senza rinunciare al confronto con un  mondo in rapida e continua trasformazione nelle abitudini sociali» dichiara Gigi Di Luca, direttore artistico di Ethnos.
«Da oltre tre decenni Ethnos ha saputo evolversi restando fedele alla propria vocazione: utilizzare la musica come strumento di conoscenza, incontro e dialogo tra culture. La capacità di creare relazioni, superare confini geografici e sociali e favorire il confronto rappresenta uno dei pilastri su cui basiamo le politiche culturali della Regione Campania, con l'obiettivo di strutturare comunità aperte e consapevoli, pronte a integrarsi e a sviluppare un confronto democratico. È questo uno dei motivi per cui la Regione Campania sostiene da anni Ethnos: una rassegna che unisce una proposta artistica di livello internazionale a una capillare diffusione sul territorio. Mettendo in rete i diversi luoghi dell'area vesuviana e la città di Napoli, il festival si trasforma, grazie alla sua forte identità, in un'occasione — riconoscibile e attesa — di partecipazione diffusa» spiega Onofrio Cutaia, assessore alla Cultura, agli Eventi e al Personale della Regione Campania.
Ethnos 2026 propone un ampio programma  artistico con 20 appuntamenti musicali, 10 dei quali in esclusiva nazionale, 5 incontri e dialoghi con gli artisti, un workshop di danza, un itinerario naturalistico e 3 giornate dedicate al cinema etnomusicale, distribuiti in 9 location, tra ville vesuviane, chiese, anfiteatri, nuovi spazi museali e i sentieri del Parco Nazionale del Vesuvio.
  • A chiudere questa XXXI edizione, il 10 ottobre, sarà il Premio Ethnos Generazioni, la finale del contest dedicato alla world music, che vedrà protagonisti 5 gruppi selezionati tra oltre 150 candidature. Un modo per guardare al futuro, dando spazio a quella creatività emergente che continua ad alimentare il viaggio del festival.
Nato nel 1995 con l'intento di recuperare le tradizioni popolari dell'area vesuviana, Ethnos è una manifestazione artistico-culturale ideata per promuovere la conoscenza delle culture e arti del mondo. Nel corso degli anni ha allargato il suo raggio di azione, diventando uno dei maggiori osservatori di musica etnica e world music d'Italia. Grazie alla programmazione di numerose attività tese all'incontro e alla comunione tra i popoli e i diversi linguaggi, il festival Ethnos ha creato in oltre 30 anni un ponte tra la memoria del passato e la visione del futuro, tra la tradizione e la contemporaneità.
I biglietti per assistere agli appuntamenti della XXXI edizione di Ethnos sono disponibili sul circuito Azzurro Service e presso il botteghino allestito nelle varie location che ospiteranno i concerti. Info prevendita: www.azzurroservice.net.
𝐿𝑎 𝑋𝑋𝑋𝐼 𝑒𝑑𝑖𝑧𝑖𝑜𝑛𝑒 𝑑𝑒𝑙 𝐹𝑒𝑠𝑡𝑖𝑣𝑎𝑙 𝐸𝑡ℎ𝑛𝑜𝑠 𝑒̀ 𝑜𝑟𝑔𝑎𝑛𝑖𝑧𝑧𝑎𝑡𝑎 𝑑𝑎 𝐿𝑎 𝐵𝑎𝑧𝑧𝑎𝑟𝑟𝑎, 𝑐𝑜𝑛 𝑙𝑎 𝑑𝑖𝑟𝑒𝑧𝑖𝑜𝑛𝑒 𝑎𝑟𝑡𝑖𝑠𝑡𝑖𝑐𝑎 𝑑𝑖 𝐺𝑖𝑔𝑖 𝐷𝑖 𝐿𝑢𝑐𝑎, 𝑝𝑟𝑜𝑚𝑜𝑠𝑠𝑎 𝑒 𝑓𝑖𝑛𝑎𝑛𝑧𝑖𝑎𝑡𝑎 𝑑𝑎𝑙𝑙𝑎 𝑅𝑒𝑔𝑖𝑜𝑛𝑒 𝐶𝑎𝑚𝑝𝑎𝑛𝑖𝑎 𝑎𝑡𝑡𝑟𝑎𝑣𝑒𝑟𝑠𝑜 𝑆𝑐𝑎𝑏𝑒𝑐, 𝑐𝑜𝑛 𝑖𝑙 𝑐𝑜𝑛𝑡𝑟𝑖𝑏𝑢𝑡𝑜 𝑑𝑒𝑙 𝑀𝑖𝑛𝑖𝑠𝑡𝑒𝑟𝑜 𝑑𝑒𝑙𝑙𝑎 𝐶𝑢𝑙𝑡𝑢𝑟𝑎, 𝑐𝑜𝑛 𝑖𝑙 𝑝𝑎𝑡𝑟𝑜𝑐𝑖𝑛𝑖𝑜 𝑑𝑒𝑙𝑙𝑎 𝐶𝑖𝑡𝑡𝑎̀ 𝑀𝑒𝑡𝑟𝑜𝑝𝑜𝑙𝑖𝑡𝑎𝑛𝑎 𝑑𝑖 𝑁𝑎𝑝𝑜𝑙𝑖, 𝑐𝑜𝑛 𝑖𝑙 𝑐𝑜𝑓𝑖𝑛𝑎𝑛𝑧𝑖𝑎𝑚𝑒𝑛𝑡𝑜 𝑑𝑒𝑙 𝐶𝑜𝑚𝑢𝑛𝑒 𝑑𝑖 𝑁𝑎𝑝𝑜𝑙𝑖, 𝑆𝑎𝑛 𝐺𝑖𝑜𝑟𝑔𝑖𝑜 𝑎 𝐶𝑟𝑒𝑚𝑎𝑛𝑜, 𝑇𝑜𝑟𝑟𝑒 𝑑𝑒𝑙 𝐺𝑟𝑒𝑐𝑜, 𝑃𝑜𝑟𝑡𝑖𝑐𝑖, 𝐵𝑜𝑠𝑐𝑜𝑡𝑟𝑒𝑐𝑎𝑠𝑒 𝑒 𝑐𝑜𝑛 𝑖𝑙 𝑠𝑜𝑠𝑡𝑒𝑔𝑛𝑜 𝑑𝑖 𝑁𝑢𝑜𝑣𝑜 𝐼𝑚𝑎𝑖𝑒, 𝐼𝑛𝑠𝑡𝑖𝑡𝑢𝑡 𝑅𝑎𝑚𝑜𝑛 𝐿𝑙𝑢𝑙𝑙 𝑒 𝐵𝑎𝑛𝑐𝑎 𝑑𝑖 𝐶𝑟𝑒𝑑𝑖𝑡𝑜 𝑃𝑜𝑝𝑜𝑙𝑎𝑟𝑒.

Boscotrecase | La Parrocchia SS. Addolorata

La Parrocchia SS. Addolorata si trova in via Cardinale Prisco a Boscotrecase, un tranquillo paese in provincia di Napoli.

La Parrocchia rappresenta un punto di riferimento per tutta la comunità locale grazie alle numerose iniziative che coinvolgono diversi gruppi parrocchiali, costituiti e rivolti a persone di ogni età. Ci si occupa prevalentemente dell′evangelizzazione e si organizzano numerose attività collaterali, nate con l′obiettivo di far vivere l′esperienza di Dio.

Giuseppe Maresca

Tutti i gruppi che fanno capo alla Parrocchia sono formati da persone di ogni età, dotate di forte senso di accoglienza e desiderosi di conoscere nuovi fedeli, per un incontro con Dio sempre più vivo e vero.

Gennaro Scala

LA STORIA E L′ARTE DELLA PARROCCHIA

La Parrocchia nacque in via Nazionale, nella località "Torretta", dove la famiglia Gentile volle far dono della propria cappella privata al cardinal arcivescovo di Napoli, affinché sorgesse un luogo di culto anche in quella zona periferica del paese.

Nell′anno 1937 tale cappella fu eretta a parrocchia col titolo di "SS. Addolorata e San Giuseppe".

Nel 1941 ebbe il riconoscimento civile e fu nominato parroco, dall′agosto 1941 all′aprile 1956, don Michele Squame.

Dal 1937 al 30 settembre 1968 la Parrocchia rimase ubicata in via Nazionale 15. Il 29 dicembre 1966 per volontà dell′arcivescovo Corrado Ursi, sul progetto dell′architetto Mario Russo, fu posta la prima pietra dell′attuale chiesa parrocchiale, alla via Cardinal Giuseppe Prisco, che fu inaugurata il 30 settembre 1968.

Con l′attuazione del nuovo concordato tra Chiesa e Stato italiano, il titolo dell′attuale parrocchia divenne soltanto "SS. Addolorata" (popolarmente denominata la "Torretta"). Ne curò la costruzione il parroco don Aniello Noto, che venne nominato dall′aprile 1956 fino al 12 dicembre 1975, ultimo giorno della sua vita terrena.

Dal 14 dicembre 1975 al giugno 2016 fu parroco don Giovanni Bosco Caraviello, coadiuvato dal 2003 al 2010 da don Valerio Piro e dal 2010 al 2016, con la nomina di vice parroco, da don Pietro Amoroso. Quest′ultimo ha ricevuto la nomina di amministratore dal 1 settembre 2016 e il 5 settembre 2017 è stato nominato parroco, prendendo il possesso canonico nella suddetta parrocchia.

La chiesa è in stile moderno. L′affresco del presbiterio, raffigurante "L′Addolorata tra gli angeli", e il crocifisso, in bronzo, sono opera del pittore Rosario Mazzella. La cappellina, sul lato destro del corridoio laterale, è dedicata all′Immacolata Concezione e a San Giuseppe. La scultura del Cristo dell′altare è del Pirozzi, mentre quella della copertura del Battistero è di Luigi Mazzella.

Nel 2021 le porta d′ingresso sono state completamente rivestite con eleganti pannelli in rame per garantirne la corretta conservazione, essendo state soggette ad usura nel tempo.

Parrocchia SS. Addolorata - Parrocchia SS. Addolorata Boscotrecase
Via Cardinale Prisco 137
80042 BOSCOTRECASE (NA)
Tel: 0818581533
Email: addolorata.bosco@libero.it

Festival Ethnos | Boscotrecase - A piedi tra i vigneti del Vesuvio.


Ethnos vi porta a Boscotrecase, lungo Via Fruscio, per una passeggiata alla scoperta del paesaggio vesuviano e delle sue aziende vinicole.
Un percorso tra natura, storia, produzioni locali e sonorità del territorio, con inserti musicali lungo il cammino e alle 12:00 una performance musicale finale degli 𝗔𝘀𝘀’𝘂𝗿𝗱 𝗗𝘂𝗼, con Lorella Monti e Cristina Vetrone.
𝗜𝘁𝗶𝗻𝗲𝗿𝗮𝗿𝗶𝗼 𝗻𝗮𝘁𝘂𝗿𝗮𝗹𝗶𝘀𝘁𝗶𝗰𝗼 𝗲 𝗺𝘂𝘀𝗶𝗰𝗮𝗹𝗲
📆 Sabato 10 Ottobre - ritrovo ore 08:15, partenza ore 08:30
📍 Boscotrecase, parte alta di Via Fruscio (NA)
🎟️ Partecipazione gratuita con prenotazione obbligatoria tramite mail a info@labazzarra.com

𝐿𝑎 𝑋𝑋𝑋𝐼 𝑒𝑑𝑖𝑧𝑖𝑜𝑛𝑒 𝑑𝑒𝑙 𝐹𝑒𝑠𝑡𝑖𝑣𝑎𝑙 𝐸𝑡ℎ𝑛𝑜𝑠 𝑒̀ 𝑜𝑟𝑔𝑎𝑛𝑖𝑧𝑧𝑎𝑡𝑎 𝑑𝑎 𝐿𝑎 𝐵𝑎𝑧𝑧𝑎𝑟𝑟𝑎, 𝑐𝑜𝑛 𝑙𝑎 𝑑𝑖𝑟𝑒𝑧𝑖𝑜𝑛𝑒 𝑎𝑟𝑡𝑖𝑠𝑡𝑖𝑐𝑎 𝑑𝑖 𝐺𝑖𝑔𝑖 𝐷𝑖 𝐿𝑢𝑐𝑎, 𝑝𝑟𝑜𝑚𝑜𝑠𝑠𝑎 𝑒 𝑓𝑖𝑛𝑎𝑛𝑧𝑖𝑎𝑡𝑎 𝑑𝑎𝑙𝑙𝑎 𝑅𝑒𝑔𝑖𝑜𝑛𝑒 𝐶𝑎𝑚𝑝𝑎𝑛𝑖𝑎 𝑎𝑡𝑡𝑟𝑎𝑣𝑒𝑟𝑠𝑜 𝑆𝑐𝑎𝑏𝑒𝑐, 𝑐𝑜𝑛 𝑖𝑙 𝑐𝑜𝑛𝑡𝑟𝑖𝑏𝑢𝑡𝑜 𝑑𝑒𝑙 𝑀𝑖𝑛𝑖𝑠𝑡𝑒𝑟𝑜 𝑑𝑒𝑙𝑙𝑎 𝐶𝑢𝑙𝑡𝑢𝑟𝑎, 𝑐𝑜𝑛 𝑖𝑙 𝑝𝑎𝑡𝑟𝑜𝑐𝑖𝑛𝑖𝑜 𝑑𝑒𝑙𝑙𝑎 𝐶𝑖𝑡𝑡𝑎̀ 𝑀𝑒𝑡𝑟𝑜𝑝𝑜𝑙𝑖𝑡𝑎𝑛𝑎 𝑑𝑖 𝑁𝑎𝑝𝑜𝑙𝑖, 𝑐𝑜𝑛 𝑖𝑙 𝑐𝑜𝑓𝑖𝑛𝑎𝑛𝑧𝑖𝑎𝑚𝑒𝑛𝑡𝑜 𝑑𝑒𝑙 𝐶𝑜𝑚𝑢𝑛𝑒 𝑑𝑖 𝑁𝑎𝑝𝑜𝑙𝑖, 𝑆𝑎𝑛 𝐺𝑖𝑜𝑟𝑔𝑖𝑜 𝑎 𝐶𝑟𝑒𝑚𝑎𝑛𝑜, 𝑇𝑜𝑟𝑟𝑒 𝑑𝑒𝑙 𝐺𝑟𝑒𝑐𝑜, 𝑃𝑜𝑟𝑡𝑖𝑐𝑖, 𝐵𝑜𝑠𝑐𝑜𝑡𝑟𝑒𝑐𝑎𝑠𝑒 𝑒 𝑐𝑜𝑛 𝑖𝑙 𝑠𝑜𝑠𝑡𝑒𝑔𝑛𝑜 𝑑𝑖 𝑁𝑢𝑜𝑣𝑜 𝐼𝑚𝑎𝑖𝑒, 𝐼𝑛𝑠𝑡𝑖𝑡𝑢𝑡 𝑅𝑎𝑚𝑜𝑛 𝐿𝑙𝑢𝑙𝑙 𝑒 𝐵𝑎𝑛𝑐𝑎 𝑑𝑖 𝐶𝑟𝑒𝑑𝑖𝑡𝑜 𝑃𝑜𝑝𝑜𝑙𝑎𝑟𝑒.   -  La Bazzarra

martedì 6 ottobre 2026

“Sulle orme della Fenice”: nel Parco Nazionale del Vesuvio quattro giornate tra prevenzione e conoscenza del territorio

Dall’8 all’11 ottobre il territorio del Parco Nazionale del Vesuvio, sul versante di Terzigno, accoglierà “Sulle orme della Fenice: dalle fiamme del 2025 alla rinascita del bosco”, quattro giornate dedicate alla prevenzione degli incendi boschivi, alla conoscenza degli ambienti naturali e alla cultura della tutela.

L’iniziativa rientra nella Settimana della Protezione Civile in Campania, in programma dall’8 al 19 ottobre 2026 con un articolato calendario di attività dedicate alla conoscenza dei rischi, alla prevenzione e alla diffusione della cultura di Protezione Civile.

Per il Parco Nazionale del Vesuvio è particolarmente significativo accogliere sul proprio territorio un’iniziativa che mette al centro proprio la conoscenza e la cura dei luoghi. Le attività si svolgeranno infatti nelle aree interessate dal grande incendio boschivo dell’agosto 2025, offrendo a studenti e cittadini l’opportunità di osservare direttamente i segni lasciati dal fuoco, ma anche i processi di resilienza e rinascita del bosco vesuviano.

“Sulle orme della Fenice” nasce proprio da questa esperienza: tornare nei luoghi colpiti per ricordare quanto accaduto e, soprattutto, comprendere quanto la prevenzione, la collaborazione tra istituzioni e la partecipazione dei cittadini siano fondamentali per la salvaguardia del patrimonio naturale.

Camminare in questi luoghi diventa così un modo per conoscerli più profondamente. Lungo i percorsi sarà possibile scoprire gli ambienti naturali del Parco, osservare le aree percorse dall’incendio e conoscere le attività di prevenzione e contrasto agli incendi boschivi. Un’esperienza che unisce memoria e divulgazione, nella consapevolezza che conoscere un territorio, comprese le sue fragilità, rappresenta il primo passo per imparare a proteggerlo.

  • Giovedì 8 e venerdì 9 ottobre le attività saranno rivolte alle scuole. Le escursioni didattiche seguiranno il Percorso Alfa, dal Campo Base di Terzigno al Vallone del Fico e ritorno: un itinerario di circa 3,5 km, di bassa difficoltà, attraverso il quale gli studenti potranno approfondire la conoscenza delle aree percorse dall’incendio del 2025, delle fasce tagliafuoco, delle attività delle squadre A.I.B. e del patrimonio naturalistico e geologico del Parco.
  • Sabato 10 e domenica 11 ottobre le attività saranno invece aperte ai cittadini, con escursioni naturalistico-divulgative gratuite, previa prenotazione. Accanto al Percorso Alfa sarà disponibile il Percorso Beta, un itinerario di circa 9 km che, partendo dal Rifugio Imbò, attraverserà la suggestiva Valle dell’Inferno fino al Campo Base di Terzigno. Un percorso nel cuore del Parco tra querceti, antiche pinete, testimonianze geologiche e lave “a corda”, durante il quale saranno approfonditi anche i temi della prevenzione e della tutela del patrimonio forestale.

Nella giornata di domenica 11 ottobre, inoltre, sarà proposto il Percorso Gamma sul Sentiero n. 11, riservato alle persone con disabilità e ai rispettivi accompagnatori, previa prenotazione. Un itinerario senza barriere nel quale natura, inclusione e accessibilità si incontrano per offrire a tutti la possibilità di conoscere e vivere il territorio vesuviano.

Durante tutte e quattro le giornate sarà inoltre presente la Croce Rossa Italiana, con attività dimostrative dedicate al primo soccorso e momenti di approfondimento sulle manovre da adottare in caso di ostruzione delle vie aeree. Un ulteriore spazio di informazione e sensibilizzazione volto a diffondere conoscenze e comportamenti utili nella gestione delle situazioni di emergenza.

Il Parco Nazionale del Vesuvio contribuirà attivamente alle giornate attraverso sette Guide Esclusive e Ufficiali, che accompagneranno scuole e cittadini lungo gli itinerari previsti, favorendo una conoscenza diretta degli ambienti naturali interessati dall’iniziativa.

L’Ente sarà inoltre presente presso il Campo Base della Protezione Civile con un proprio corner informativo, dove sarà possibile approfondire la conoscenza del territorio protetto, delle attività istituzionali e delle azioni portate avanti per la tutela e la valorizzazione del patrimonio naturale. Il Campo Base rappresenterà uno dei punti centrali dell’iniziativa e permetterà ai partecipanti di conoscere più da vicino anche il ruolo delle istituzioni e delle strutture operative nella gestione delle emergenze.

All’iniziativa prenderà parte il Presidente dell’Ente Parco Nazionale del Vesuvio, Avv. Raffaele De Luca, insieme ai funzionari dell’Ente.

«La prevenzione nasce dalla conoscenza e dalla cura del territorio. Questa iniziativa è un’occasione importante per avvicinare cittadini e giovani al Parco e rafforzare insieme la cultura della tutela», dichiara il Presidente Raffaele De Luca.

Accogliere queste giornate nel Parco Nazionale del Vesuvio significa fare del territorio stesso uno strumento di conoscenza. I luoghi segnati dall’incendio diventano così occasione per raccontare non soltanto ciò che è accaduto, ma anche la capacità della natura di reagire e, soprattutto, l’importanza del lavoro quotidiano di prevenzione.

Un’opportunità per conoscere il Vesuvio, comprenderne le fragilità e imparare a prendersene cura, rafforzando quel legame tra territorio, istituzioni e comunità che rappresenta un elemento fondamentale per la sua tutela.

La Settimana della Protezione Civile in Campania proseguirà fino al 19 ottobre con attività divulgative ed esercitazioni in diversi territori della regione.
Per le modalità di partecipazione e le prenotazioni alle attività dall’8 all’11 ottobre si rimanda ai canali istituzionali della Protezione Civile della Regione Campania.

lunedì 5 ottobre 2026

Boscoreale | “Festa del Vino, dei Sapori e dei Saperi Vesuviani 2026”

Ufficializzate le date della 26esima edizione della “Festa del Vino, dei Sapori e dei Saperi Vesuviani”, in programma sabato 17 e domenica 18 ottobre 2026 nel centro storico di Boscoreale.

Una festa che quest’anno cambia formula: non più soltanto un appuntamento concentrato nel weekend e nel centro storico, ma un percorso che comincerà nei giorni precedenti e toccherà diversi luoghi della cittadina vesuviana, consolidando anche partnership già avviate negli anni scorsi.

Tra queste, quella con la Maratonina della Città di Boscoreale, giunta alla sua settima edizione, che attraverserà le strade cittadine domenica 11 ottobre. Anche quest’anno non mancherà una speciale premiazione targata Associazione Culturale Il Nuovo Vesuvio, che da oltre cinque lustri organizza la Festa dedicata al nettare tanto caro a Bacco e che nel territorio boschese viene prodotto da oltre 2mila anni.

Si rinnova inoltre l’appuntamento con la serata dedicata alle scuole di ballo del territorio, che si esibiranno in Piazza Pace nella serata di venerdì 16 ottobre.

Una festa diffusa, dunque, ma con peculiarità ben precise che negli anni hanno conquistato il favore di un pubblico sempre più numeroso. Nel weekend del 17 e 18 ottobre, il centro storico sarà liberato dal traffico quotidiano e si trasformerà nel cuore di un percorso enogastronomico e sensoriale che tornerà ad animare strade e piazze, tra piatti della tradizione vesuviana e vini d’eccellenza del Vesuvio, masterclass, showcooking, mostre d’arte, visite guidate, artigianato locale e giochi antichi.

Ad arricchire il programma del sabato e della domenica sarà anche la tammorra, grazie alla partnership con una delle realtà più rappresentative della tradizione popolare campana. Un appuntamento che rafforza il legame della Festa con la cultura e le tradizioni del territorio, attraverso la musica e le sonorità della nostra terra.

La manifestazione, organizzata come sempre dall’Associazione Culturale “Il Nuovo Vesuvio”, presieduta da Angelo Cesarano, si conferma un appuntamento ormai imperdibile, cresciuto negli anni fino a diventare un punto di riferimento per la promozione del territorio e delle sue eccellenze. - Associazione Culturale Il Nuovo Vesuvio

Ma si balla alla Festa del Vino?
Eccome se si balla!
𝐒𝐚𝐛𝐚𝐭𝐨 𝟏𝟕 𝐞 𝐝𝐨𝐦𝐞𝐧𝐢𝐜𝐚 𝟏𝟖 𝐨𝐭𝐭𝐨𝐛𝐫𝐞, il centro storico di Boscoreale diventa un grande percorso a cielo aperto dove vino, sapori e tradizione incontrano il ritmo della musica popolare.
Alla 𝐗𝐗𝐕𝐈 𝐅𝐞𝐬𝐭𝐚 𝐝𝐞𝐥 𝐕𝐢𝐧𝐨 𝐝𝐞𝐢 𝐒𝐚𝐩𝐨𝐫𝐢 𝐞 𝐝𝐞𝐢 𝐒𝐚𝐩𝐞𝐫𝐢 𝐕𝐞𝐬𝐮𝐯𝐢𝐚𝐧𝐢 la musica sarà sinonimo di tammurriate, tarantelle e canti della tradizione che accompagneranno il pubblico tra Piazza Pace, il sagrato della Parrocchia Immacolata Concezione, Largo Piscinale e le strade del centro.
Alla Festa del Vino la musica si ascolta, si canta e soprattutto si balla.
📍 𝗕𝗼𝘀𝗰𝗼𝗿𝗲𝗮𝗹𝗲 – 𝗰𝗲𝗻𝘁𝗿𝗼 𝘀𝘁𝗼𝗿𝗶𝗰𝗼
📅 𝟭𝟳 𝗲 𝟭𝟴 𝗼𝘁𝘁𝗼𝗯𝗿𝗲 𝟮𝟬𝟮𝟲

giovedì 1 ottobre 2026

Torre del Greco - Villa Macrina | Torre in Fiaba

Per tre domeniche Villa Macrina diventa un parco incantato per coinvolgere i bambini ma anche i loro genitori. Il merito è di Torre in Fiaba, rassegna promossa dall’amministrazione comunale guidata dal sindaco Luigi Mennella e dall’ufficio Cultura dell’ente e che rientra nel progetto “Le s

tagioni della Campania dal mare al Vesuvio” (che vede il Comune di Torre del Greco capofila, con la partecipazione anche di Ercolano e Trecase, nell’ambito dell’avviso regionale finanziato con il fondo di rotazione ex leve 183/87, rimpinguato con le risorse Fsc 2021-2027).

L’obiettivo, infatti, è quello di coinvolgere i partecipanti (tutte le iniziative sono gratuite, fino ad esaurimento de’ posti disponibili, che sono 25 per ognuno dei tre laboratori e circa 200 per lo spettacolo finale previsti in ogni singola data) in un percorso che spazia dalla musica al teatro toccando tanti altri aspetti artistici, consentendo loro in questo modo di vivere il fascino delle favole e del racconto attraverso diverse esperienze creative e integrate.

  • Si parte il 4 ottobre, quando la giornata sarà dedicata al tema “Di maschere e racconti”. 
  • Alle 10.30 sono programmati i tre laboratori a cura de La fabbrica del divertimento: “Mezza faccia-Il silent book una storia di linee e forme”, laboratorio artistico con Carmela Caldara e Saverio Francesco Galdo (consigliato dai 4 anni in su); “Il gigante sputafuoco e la dolce sirena-Viaggio di suoni, danze, miti e leggende”, concerto interattivo nato da un’idea di Paolo Del Giudice (consigliato dai 3 anni in su); “Giù la maschera! Tanto so chi sei-Letture sonore interattive”, che vede la partecipazione anche de ‘A Sunagliera (consigliato dai 3 anni in su). 
  • A seguire, dalle 11.30, sarà la volta di “Uno, roie, roie e ‘mmiezo, tre… pulicine- Un teatro di guarattelle a dimensione umana”, spettacolo de Il teatro del baule con la regia di Simona Di Maio e Sebastiano Coticelli (consigliato dai tre anni in su).

Le età consigliate sono ovviamente da ritenersi indicative: come spiegano gli stessi promotori della rassegna, “Le fiabe, l’arte, la musica e il teatro non hanno età”. 

Detto dell’ingresso libero fino ad esaurimento posti, va infine sottolineato che, per venire incontro alle esigenze dell’utenza, nelle tre domeniche della rassegna (le altre due sono programmate per l’11 e per il 18 ottobre) sarà disponibile in forma gratuita l’area parcheggio presente presso l’istituto comprensivo Angioletti di via Giovanni XXIII.

Somma Vesuviana - FestAmbiente Natura Vesuvio 2026

Il 2 e 3 ottobre a Somma Vesuviana la quinta edizione della manifestazione promossa da Legambiente Campania e dal Circolo Legambiente di Somma Vesuviana, con il patrocinio dell’Ente Parco Nazionale del Vesuvio e del Comune di Somma Vesuviana.

Mobilità sostenibile e accessibilità, cambiamenti climatici, biodiversità, cura del territorio, sentieri, agricoltura e produzioni di qualità. Sono i temi al centro della quinta edizione di FestAmbiente Natura Vesuvio, in programma venerdì 2 e sabato 3 ottobre, promossa da Legambiente Campania e organizzata con il Circolo Legambiente di Somma Vesuviana, con il patrocinio e il contributo dell’Ente Parco Nazionale del Vesuvio e con il patrocinio del Comune di Somma Vesuviana.

Due giornate di incontri e iniziative che vedranno insieme istituzioni, associazioni, cittadini, scuole e realtà produttive, con l’obiettivo di rafforzare la collaborazione tra i diversi soggetti che vivono e operano nel territorio del Parco.

Per l’Ente Parco, FestAmbiente rappresenta un’occasione di confronto sui temi che interessano il presente e il futuro dell’area protetta: dalla tutela della biodiversità alla fruizione sostenibile, dalla mobilità all’agricoltura, dalla rete dei sentieri alla valorizzazione delle produzioni e delle comunità locali.

“Il Parco Nazionale del Vesuvio on è un territorio complesso e straordinario, fatto di tredici Comuni, di comunità, paesaggi, sentieri, aree agricole, beni culturali e attività produttive», dichiara il Presidente dell’Ente Parco Nazionale del Vesuvio, Raffaele De Luca. «La nostra sfida è fare in modo che questo patrimonio venga conosciuto e vissuto nella sua interezza, costruendo sempre più comunità e rafforzando il rapporto tra il Parco, le istituzioni e i territori. In questa prospettiva la mobilità assume un valore centrale: non riguarda soltanto la fruizione dell’area protetta, ma la vita quotidiana delle persone, i collegamenti per il lavoro, lo studio, i servizi, la cultura e le relazioni tra i Comuni dell’area vesuviana. FestAmbiente è un’occasione importante per confrontarci su questi temi e costruire alleanze concrete per la tutela e lo sviluppo sostenibile del Parco Nazionale del Vesuvio e del territorio vesuviano.”

“FestAmbiente rappresenta per Somma Vesuviana un’occasione importante per affermare con forza che il Parco Nazionale del Vesuvio è anche Monte Somma, con il suo patrimonio naturalistico, storico, religioso e culturale”, dichiara la Sindaca di Somma Vesuviana, Silvia Svanera.

“Vogliamo che Somma sia sempre più parte attiva delle politiche di tutela e valorizzazione del Parco. Questo significa migliorare i collegamenti, rendere il territorio più accessibile e investire sulla conoscenza e sulla fruizione sostenibile della montagna. Il percorso da Santa Maria a Castello verso Punta Nasone rappresenta bene questa prospettiva: è un luogo che appartiene alla storia e all’identità della nostra comunità e che merita attenzione e valorizzazione. La collaborazione con l’Ente Parco, con Legambiente, con le associazioni e con i cittadini può trasformare questo patrimonio in una grande opportunità di tutela, conoscenza e sviluppo sostenibile per Somma Vesuviana e per l’intero territorio vesuviano.”

“FestAmbiente Natura Vesuvio rappresenta un momento fondamentale di confronto e partecipazione per mettere al centro del dibattito regionale la tutela e il rilancio di un patrimonio unico come quello vesuviano,” dichiara Francesca Ferro, direttora di Legambiente Campania. “Lavorare per la sostenibilità di questo territorio significa prima di tutto garantire diritti essenziali alle comunità locali, a partire da una mobilità pulita ed efficiente, fino alla salvaguardia della biodiversità e dei paesaggi. Solo attraverso un’alleanza concreta tra cittadini, scuole, produttori e istituzioni possiamo trasformare il Parco in un vero laboratorio di transizione ecologica e sviluppo sostenibile.”

IL PROGRAMMA

  • La manifestazione prenderà il via venerdì 2 ottobre, presso il Castello d’Alagno di Somma Vesuviana, con il Forum “Il Vesuvio da vivere”, dedicato alla mobilità nell’area vesuviana.

Il confronto partirà dalla vita quotidiana di un territorio densamente abitato e dalla necessità di migliorare i collegamenti tra i tredici Comuni del Parco, Napoli, le stazioni ferroviarie, le scuole, i luoghi di lavoro e di cura, i siti culturali, i sentieri e le realtà produttive.

Al centro del Forum saranno il ruolo del trasporto ferroviario, l’intermodalità, i collegamenti tra le stazioni e il territorio e il tema dell’ultimo miglio, nella prospettiva di una mobilità capace di ridurre la dipendenza dall’automobile privata e rendere più accessibile il patrimonio ambientale e culturale dell’area vesuviana.

  • Dopo il benvenuto di Giovanni Romano, Presidente del Circolo Legambiente di Somma Vesuviana, 
  • interverranno Silvia Svanera, Sindaca di Somma Vesuviana; 
  • Mariateresa Imparato, Presidente di Legambiente Campania; 
  • Antonio Gallozzi, responsabile del dossier Pendolaria di Legambiente Campania; 
  • Mario Casillo, Vicepresidente della Regione Campania con delega a Trasporti, Mobilità e Mare; 
  • Raffaele De Luca, Presidente dell’Ente Parco Nazionale del Vesuvio; 
  • Gioacchino Madonna, Presidente della Comunità del Parco; 
  • Gabriel Zuchtriegel, Direttore Generale del Parco Archeologico di Pompei; 
  • Stefano Ciafani, Presidente nazionale di Legambiente.

Alle ore 18.00 FestAmbiente incontrerà lo scrittore Bruno Arpaia, originario di Ottaviano, per la presentazione del romanzo Un mondo senza inverno, occasione per affrontare attraverso la letteratura il tema della crisi climatica e delle trasformazioni che essa determina nella società e nei territori.

  • Sabato 3 ottobre, a Santa Maria a Castello, la giornata inizierà alle ore 9.00 con Puliamo il Mondo e l’iniziativa “Il sentiero che non c’è”.

La mattinata sarà dedicata alla cura dell’area e alla conoscenza del percorso che da Santa Maria a Castello sale verso Punta Nasone, la cima più alta del Monte Somma. Un itinerario di particolare valore naturalistico, paesaggistico, storico e religioso che consentirà di approfondire anche il tema della fruizione e della valorizzazione della rete sentieristica del versante sommese del Parco.

L’iniziativa coinvolgerà associazioni, cittadini, volontari, studenti e docenti, coniugando la cura concreta dei luoghi con la conoscenza del patrimonio ambientale.

Alle ore 12.00 è prevista la visita alla Tenuta Augustea, dedicata alla conoscenza di una realtà produttiva locale e al rapporto tra agricoltura, paesaggio e area protetta.

Link form per prenotare la degustazione:

https://forms.gle/dHXV7ZV66dQ5GfrA7. È prevista una quota di partecipazione.

FestAmbiente Natura Vesuvio si concluderà nel pomeriggio con “Parchi a Tavola – Storie di terra, persone e sapori”, ospitato dall’azienda Le Prelibatezze di Nonno Luigi a San Giuseppe Vesuviano.

Produttori provenienti dai territori del Parco Nazionale del Vesuvio e del Parco Nazionale del Cilento, Vallo di Diano e Alburni racconteranno le proprie esperienze attraverso il rapporto con la terra, le tradizioni familiari, le scelte produttive e il significato di fare impresa in un’area protetta.

Un momento dedicato al valore dell’agricoltura e delle produzioni di qualità come strumenti di tutela del paesaggio, conservazione della biodiversità e sviluppo delle economie locali.

Due giorni per conoscere, discutere, camminare, prendersi cura dei luoghi e costruire alleanze.

FestAmbiente Natura Vesuvio – V edizione

2–3 ottobre 2026 – Somma Vesuviana

Terra, comunità, futuro. - Legambiente Somma Vesuviana

mercoledì 30 settembre 2026

Il Parco Archeologico di Ercolano aderisce alla campagna Komen Italia. Domenica 4 ottobre torna l’appuntamento con #domenicalmuseo

In occasione del “Mese Internazionale della Prevenzione” promosso da Komen Italia, il Parco Archeologico di Ercolano rinnova la propria adesione all’Atto d’Intesa tra il Ministero della Cultura e Susan G. Komen Italia, confermando il proprio sostegno alla campagna 2026 “La prevenzione è il nostro capolavoro”, dedicata alla sensibilizzazione sui tumori del seno.

Per tutto il mese di ottobre 2026 il Parco Archeologico di Ercolano offrirà l’ingresso gratuito, un accesso per ciascun donatore, a tutti i donatori Komen muniti di adeguato titolo di accreditamento. L’iniziativa si inserisce nel più ampio programma della Carovana della Prevenzione di Komen Italia, che nel corso dell’autunno 2026 toccherà numerose città italiane con attività di prevenzione primaria e secondaria, iniziative educative, eventi di sensibilizzazione e raccolta fondi.

L’ingresso gratuito al Parco sarà inoltre riservato, nelle giornate di venerdì 9, sabato 10 e domenica 11 ottobre 2026, ai partecipanti alla Race for the Cure, la manifestazione di sensibilizzazione che si svolgerà a Napoli in quel fine settimana, tra le tappe del tour nazionale che coinvolge anche Bologna, Brescia, Matera, Milano, Parma, L’Aquila, Pescara, Salerno, Taranto, Reggio Calabria e Roma.

Un’opportunità che, per un giorno, si allarga a tutti: se i donatori Komen hanno l’ingresso gratuito per l’intero mese di ottobre, domenica 4 ottobre torna infatti #domenicalmuseo, l’iniziativa del Ministero della Cultura che apre gratuitamente al pubblico i luoghi della cultura statali di tutta Italia — Parco Archeologico di Ercolano compreso — offrendo così a qualsiasi visitatore la stessa possibilità di ingresso libero.

Con questa adesione, il Parco Archeologico di Ercolano si unisce alla rete degli istituti e luoghi della cultura statali coinvolti nell’iniziativa su tutto il territorio nazionale, confermando l’impegno del Ministero della Cultura al fianco di Komen Italia nella promozione della prevenzione e della salute femminile.

Informazioni utili

  1. Mese della Prevenzione (1-31 ottobre 2026): ingresso gratuito per i donatori Komen, un accesso per sito, previa esibizione di idoneo titolo di accreditamento.
  2. Race for the Cure Napoli (9-11 ottobre 2026): ingresso gratuito riservato ai partecipanti all’iniziativa nelle tre giornate dell’evento.
  3. #domenicalmuseo (domenica 4 ottobre 2026): ingresso gratuito per tutti i visitatori del Parco Archeologico di Ercolano, nell’ambito dell’iniziativa nazionale del Ministero della Cultura.

martedì 29 settembre 2026

Incendi boschivi, la Regione Campania proroga al 15 ottobre lo stato di grave pericolosità

 La Regione Campania ha prorogato al 15 ottobre prossimo lo stato di grave pericolosità per gli incendi boschivi, inizialmente previsto fino al 30 settembre.

La decisione, in linea con le indicazioni della pianificazione nazionale sui tempi di svolgimento delle attività antincendio boschivo, è legata alle attuali condizioni meteoclimatiche che continuano a favorire l’innesco e la propagazione degli incendi, e al persistere dei roghi sul territorio regionale. Il numero degli incendi supera ancora i dieci al giorno: ieri in Sala operativa sono pervenute 26 segnalazioni con richiesta di intervento.
Fino al 15 ottobre restano dunque in vigore i divieti e gli obblighi previsti durante il periodo di grave pericolosità, tra cui il divieto di accendere fuochi nei boschi e nei pascoli.
La proroga permette inoltre di assicurare la continuità dell’azione degli enti delegati e degli interventi della flotta aerea regionale.
"I roghi continuano e le condizioni meteoclimatiche ci impongono di mantenere alta l’attenzione”, dichiara l’assessora regionale alla Protezione civile, Fiorella Zabatta. “Con questa proroga restano operative le misure di prevenzione e contrasto agli incendi per tutelare il patrimonio verde della Campania. La Regione - prosegue l’assessora Zabatta - è in prima linea ma è fondamentale che tutti rispettino i divieti e adottino comportamenti responsabili. Per il comparto castanicolo, il provvedimento dà continuità all’intesa già raggiunta con i rappresentanti dei produttori attraverso il confronto seguito dall’assessora all’Agricoltura Maria Carmela Serluca. Nei Comuni individuati dal decreto, i sindaci potranno autorizzare, con apposita ordinanza in deroga al provvedimento di proroga, la pulizia dei castagneti da frutto mediante abbruciamento, per preparare il terreno alla raccolta delle castagne, nel rispetto delle rigorose prescrizioni di sicurezza previste dal provvedimento”.