venerdì 10 luglio 2026

A ERCOLANO TORNA ALLA LUCE, DOPO QUASI TRENT’ANNI DI SILENZIO, LA CASA DEL MOBILIO CARBONIZZATO

C’è una casa, a Ercolano, che per quasi trent’anni ha custodito in silenzio i suoi segreti, chiusa agli occhi dei visitatori ma viva nella memoria di chi lavora ogni giorno alla tutela di questo straordinario sito UNESCO. Da giovedì 9 luglio 2026 quel silenzio si interrompe: la Casa del Mobilio Carbonizzato riapre al pubblico, restituendo a Ercolano uno dei suoi ambienti più intimi e toccanti. Ma il racconto è appena all’inizio: questa riapertura è solo il primo capitolo di una nuova stagione di scoperte. Il countdown per l’autunno 2026 è già partito, quando altre straordinarie domus del Parco Archeologico torneranno a raccontarsi al pubblico, in un susseguirsi di riaperture che promette di riscrivere ancora una volta la mappa dell’antica Ercolano.

Il nome di questa domus racconta già una storia che emoziona: deve la sua identità al ritrovamento di un tavolino e di un letto con alta spalliera, che conservavano ancora tracce di tessuto e i resti della rete di corda a cui erano agganciate le doghe in legno. Oggetti di vita quotidiana, sorpresi dall’eruzione e custoditi dal tempo, riportati alla luce tra il 1932 e il 1933 durante la grande stagione di scavi condotta da Amedeo Maiuri, il grande archeologo che più di ogni altro ha restituito al mondo il volto dell’antica Ercolano.

Varcare la soglia di questa casa, costruita in età repubblicana, significa attraversare un impianto domestico che si è conservato con straordinaria coerenza: gli ambienti si dispongono intorno all’atrio e al giardino sul fondo, dove un piccolo larario a forma di tempietto accoglieva le devozioni della famiglia. Al piano superiore, un loggiato con colonne si affacciava sull’atrio già dalla prima fase costruttiva della casa, mentre le pareti, decorate in IV Stile, raccontano i segni di più fasi di vita e di rinnovamento dell’abitazione.

Tra gli ambienti più preziosi, il triclinio a destra dell’ingresso conserva un pavimento a mosaico con un raffinato emblema marmoreo e decorazioni con nature morte; il tablino custodisce a sua volta un mosaico con inserto marmoreo e tracce dell’antico soffitto affrescato. E proprio sul fondo della casa, nel cosiddetto oecus Cyzicenus, aperto da una grande finestra sul giardino, vennero ritrovati gli arredi carbonizzati che hanno dato il nome a questa domus: un tavolino e un letto, testimoni silenziosi di una vita interrotta in un attimo, quasi duemila anni fa.

«Riportare alla luce e restituire alla città la Casa del Mobilio Carbonizzato, dopo quasi trent’anni di chiusura, è un traguardo che ci riguarda nel profondo. Non parliamo soltanto del recupero di uno spazio architettonico, ma della restituzione di una storia umana fatta di gesti quotidiani – un letto, un tavolino – che l’eruzione ha congelato nel tempo e che oggi, grazie a un lungo e paziente lavoro di restauro, possiamo finalmente raccontare di nuovo. È il segno tangibile di una strategia di tutela che guarda lontano, fondata sulla cura quotidiana e sulla pianificazione a lungo termine del nostro patrimonio.» Federica Colaiacomo, Direttrice del Parco Archeologico di Ercolano

Un restauro lungo e paziente

La riapertura della Casa del Mobilio Carbonizzato è il frutto di un percorso di restauro avviato più di 10 anni fa, quando furono eseguite le prime opere urgenti di ricostruzione delle coperture e di messa in sicurezza delle superfici decorate, nell’ambito del partenariato pubblico-privato tra il Parco Archeologico di Ercolano e il Packard Humanities Institute (PHI), che opera attraverso l’Istituto Packard per i Beni Culturali (IPBC), attivo a Ercolano da venticinque anni.

L’architetto PHI-IPBC Rossella Di Lauro racconta “Gli interventi più recenti rappresentano la prosecuzione naturale delle prime opere. In questa fase, abbiamo dato priorità a criticità rimaste irrisolte, come la ricostruzione di alcuni solai lignei, la sostituzione di architravi compromessi, il consolidamento e restauro completo delle colonne che affacciano nell’atrio collocate al primo piano sopra la copertura del tablino. Quest’ultimo intervento, in particolare, è stato realizzato grazie ad accurati rilievi tridimensionali e a delicate operazioni di smontaggio e rimontaggio controllato, in stretta sinergia con i conservatori-restauratori. Gli architravi-teche in ferro, che presentano eccezionali porzioni di legno carbonizzato, sono stati sostituiti da nuove strutture in legno opportunamente lavorate con soluzioni innovative, in modo da continuare a svolgere la funzione di teche protettive; infatti, all’interno di queste sono stati ricollocati i frammenti carbonizzati accuratamente restaurati; questa specifica tipologia di intervento è stata pensata per facilitare il monitoraggio e la manutenzione futura dei preziosi reperti lignei.”

L’intervento si inserisce nel più ampio progetto “Restauro conservativo delle strutture e delle superfici decorate delle domus più importanti di Ercolano”, che prevede la riapertura di sei tra le più importanti domus del sito, frutto della programmazione congiunta tra il Parco Archeologico di Ercolano e le fondazioni Packard, sviluppato dal partner privato e attuato sotto il coordinamento scientifico e tecnico del Parco. Un approccio fondato sulla manutenzione programmata e sulla conservazione a scala urbana, che ha già permesso, nel marzo 2025, la riapertura della Casa del Colonnato Tuscanico e della Casa del Sacello di Legno.

Oggi la domus restituisce piena leggibilità ai propri apparati decorativi: dipinti murali, soffitti decorati e pavimentazioni a lungo compromessi dalla vegetazione infestante sono stati messi in sicurezza, stabilizzati e, dove possibile, sottoposti a interventi di pulitura e ritocco pittorico. Un traguardo importante per Ercolano, dove per anni le priorità sono state concentrate sulla riduzione del rischio: oggi, raggiunta una maggiore stabilità conservativa, è stato possibile dedicarsi anche al recupero estetico di diverse decorazioni, restituendo al pubblico qualità artistica e valore storico.

La riapertura dell’atrio e degli ambienti che lo circondano è un primo, fondamentale passo verso la piena fruizione della domus: i prossimi interventi riguarderanno il giardino-hortus e il restauro del larario, in continuità con una gestione del patrimonio che punta sulla pianificazione per fasi e sulla cura quotidiana di uno dei siti archeologici più straordinari al mondo.

La storia della Casa del Mobilio Carbonizzato non si esaurisce tra le sue mura: i legni carbonizzati che hanno dato il nome alla domus sono oggi esposti al pubblico al piano ammezzato dell’Antiquarium di Ercolano, insieme ad altri reperti che custodiscono, ciascuno, una storia e un vissuto propri. Tra questi, anche un tavolino proveniente proprio da questa casa. I visitatori sono dunque invitati a proseguire il proprio percorso in Antiquarium, per completare la conoscenza della domus e chiudere il cerchio di un’esperienza di visita che attraversa l’intero Parco Archeologico di Ercolano.

Campagna AIB 2026: il Parco Nazionale del Vesuvio sperimenta un sistema GIS mobile per la tutela del Vesuvio

 Il Parco Nazionale del Vesuvio continua a investire nell'innovazione tecnologica per rafforzare le attività di prevenzione e contrasto agli incendi boschivi. Nell'ambito della Campagna Antincendio Boschivo (AIB) 2026, l'Ente Parco ha infatti sviluppato, attraverso il proprio personale tecnico, un avanzato sistema GIS mobile destinato a supportare le attività di vigilanza, sorveglianza e controllo del territorio svolte dal Reparto Carabinieri Parco Nazionale del Vesuvio e dai Reparti Carabinieri Forestali.

Il progetto si basa sull'applicazione QField, sviluppata sulla piattaforma open source QGIS, e integrata con un geodatabase territoriale realizzato appositamente per il Parco. Grazie a questo sistema, gli operatori possono consultare direttamente sul campo informazioni geografiche e ambientali strategiche, migliorando le attività di prevenzione, monitoraggio e gestione delle emergenze.

Attraverso dispositivi mobili è possibile geolocalizzare la propria posizione, raccogliere osservazioni georeferenziate, aggiornare le informazioni durante le attività operative e sincronizzare i dati in tempo reale oppure successivamente, garantendo una gestione più efficiente delle informazioni e una maggiore conoscenza del contesto territoriale.

La piattaforma consente inoltre di consultare numerosi livelli informativi, tra cui la perimetrazione del Parco Nazionale del Vesuvio, le aree di tutela e la zonizzazione, i principali vincoli ambientali, le Zone Speciali di Conservazione (ZSC), le Zone di Protezione Speciale (ZPS), i tematismi geologici e le informazioni relative al rischio idraulico e da frana.

Particolarmente importante è l'integrazione della Carta Topografica d'Italia dell'Istituto Geografico Militare in scala 1:25.000, arricchita dalla cartografia OpenStreetMap, da un layer dedicato alla toponomastica e da immagini satellitari, strumenti che consentono agli operatori una lettura dettagliata del territorio, della viabilità, delle infrastrutture e delle aree boscate, facilitando la pianificazione e la gestione degli interventi.

Il sistema è attualmente in fase di sperimentazione operativa da parte del personale tecnico dell'Ente Parco e degli operatori del Reparto Carabinieri Parco, che ne stanno verificando sul campo funzionalità, affidabilità ed efficacia.

La piattaforma è stata progettata per essere scalabile e interoperabile e sarà progressivamente estesa anche ai Vigili del Fuoco, in particolare alle squadre impegnate nei presìdi AIB di Ercolano e Terzigno, contribuendo a rafforzare il coordinamento tra tutte le istituzioni coinvolte nelle attività di prevenzione e lotta agli incendi boschivi.

L'integrazione tra tecnologie GIS, sistemi mobili e operatività sul territorio rappresenta un ulteriore passo avanti verso una gestione sempre più moderna, condivisa e orientata all'utilizzo dei dati, confermando l'impegno del Parco Nazionale del Vesuvio nel promuovere soluzioni innovative al servizio della tutela ambientale.

Il Presidente dell'Ente Parco Nazionale del Vesuvio, Raffaele De Luca, ha dichiarato: «La prevenzione rappresenta la prima e più efficace forma di tutela del nostro patrimonio naturale. Investire in tecnologie innovative significa mettere gli operatori nelle condizioni di conoscere il territorio in maniera sempre più puntuale, migliorare il coordinamento tra le istituzioni e rendere più tempestivi ed efficaci gli interventi. Questo progetto testimonia la capacità dell'Ente Parco di sviluppare soluzioni concrete attraverso le competenze del proprio personale tecnico e di metterle a disposizione di tutti i soggetti impegnati quotidianamente nella difesa del Vesuvio. La salvaguardia del Parco passa anche dall'innovazione, dalla condivisione delle informazioni e dal lavoro di squadra tra tutte le amministrazioni coinvolte.»

Questa iniziativa conferma la volontà del Parco Nazionale del Vesuvio di investire in strumenti tecnologici evoluti e nella collaborazione tra istituzioni, con l'obiettivo di rendere sempre più efficaci le attività di prevenzione, tutela e gestione del territorio, a beneficio dell'ambiente e della sicurezza dell'intera area protetta

giovedì 9 luglio 2026

“Damme nu vento ca pozza navigare”, un omaggio al grande Roberto De Simone | Villa delle Ginestre -Torre del Greco

Dopo un avvio salutato da un entusiasmo straordinario e dagli applausi riservati ai protagonisti delle prime serate, da Peppe Servillo con gli Avion Travel e la Nuova Orchestra Scarlatti a Patrizia Cirulli, fino al coinvolgente concerto di Serena Rossi il Festival delle Ville Vesuviane, diretto artisticamente da Bruno Tabacchini e promosso dalla Fondazione Ente Ville Vesuviane, si prepara a vivere uno degli appuntamenti più intensi e carichi di significato dell’edizione 2026.

Venerdì 10 luglio, alle ore 21, Villa delle Ginestre di Torre del Greco accoglierà “Damme nu vento ca pozza navigare”, un omaggio al grande Roberto De Simone che assume un valore ancora più profondo nell’anno in cui la sua immortale “Gatta Cenerentola” celebra il cinquantesimo anniversario. Sarà molto più di un concerto: un viaggio nella memoria artistica di uno dei più grandi protagonisti della cultura napoletana contemporanea, capace di restituire al pubblico la forza di un patrimonio che continua a parlare al presente.

A raccogliere il testimone del Maestro saranno Renata Fusco, Lello Giulivo, Gianni Lamagna, Antonella Morea, Anna Spagnuolo e Patrizia Spinosi, accompagnati dai musicisti Michele Bonè (chitarra), Gianluca Falasca (violino), Fabio Soriano (flauti), Leonardo Massa (violoncello) e Paolo Propoli (chitarre). Insieme ripercorreranno le rotte tracciate da De Simone, lasciandosi guidare da quelle antiche “carte di navigazione” che ancora oggi continuano a indicare nuovi orizzonti artistici.

«Riportare la sua lezione in giro per il mondo come un tempo – raccontano gli artisti, rivolgendo un pensiero di gratitudine al maestro Alessandro De Simone – significa rivivere gli anni trascorsi al suo fianco, dalla fine degli anni Settanta ai primi Duemila, tra studio, ricerca, prove interminabili e centinaia di repliche. Un’esperienza umana e professionale che non si dimentica. La sua scomparsa ci ha ricompattati, restituendoci il piacere di ritrovare quelle musiche, l’intreccio delle voci, la forza del “discanto” e la sorprendente attualità dei suoi testi. Riprendere oggi quei repertori, dopo quasi trent’anni, è una tempesta di emozioni».

Un appuntamento destinato a trasformarsi in un intenso abbraccio collettivo alla memoria di Roberto De Simone, artista che ha saputo restituire dignità e respiro universale alla tradizione musicale e teatrale partenopea. Nella cornice dell’affascinante Villa delle Ginestre, il Festival delle Ville Vesuviane conferma così la propria vocazione: custodire la memoria, celebrarne i protagonisti e far sì che il loro lascito continui a vivere attraverso la forza senza tempo della musica e del teatro. Comunicato Stampa

“Purgatorio ai piedi del Vesuvio”. Dramma in prosa e musica, firmato da Giovanni D’Angelo | Chiostro di Santa Maria del Pozzo

Per il sostegno alla nuova edizione del Palio cittadino, il progetto “Cultura e Culturae” presenta “Purgatorio ai piedi del Vesuvio”: il capolavoro di Federico De Roberto rivive in prosa e musica al Chiostro di Santa Maria del Pozzo.

Nella suggestiva cornice del Chiostro di Santa Maria del Pozzo, sabato 11 luglio prossimo, a partire dalle ore 20:00, andrà in scena lo spettacolo teatrale “Purgatorio ai piedi del Vesuvio”. Il dramma in prosa e musica, firmato da Giovanni D’Angelo, vanta la direzione artistica della prof.ssa Josi Auriemma per la sezione teatro.

L’opera è liberamente tratta e ispirata alla celebre novella verista “Il Rosario” di Federico De Roberto. L’originale autore catanese, figlio di un ufficiale borbonico e di una nobildonna di origini napoletane, riversò nel testo la complessa ombra possessiva della figura materna — una vera e propria madre padrona —, che rivive fedelmente nel personaggio della Baronessa.

La vicenda si svolge nei primi anni del XX secolo e ricalca essenzialmente la trama originale: una madre-patriarcale e vedova, legata a una nobiltà in decadenza, respinge tutto ciò che può minacciare la compattezza del suo potere aristocratico. Vestita rigorosamente di nero e con le chiavi appese alla cintura, incarna una vera “madre ferale”, trasformando l’habitat del dramma in una prigione di morte. Il riflesso della sua autorità è devastante per la famiglia: tre figlie segregate in attesa di un matrimonio di nobile lignaggio, un’altra adottata esclusivamente per convenienza e non per amore ed infine una figlia rinnegata e considerata rea di tradimento verso la casata per aver sposato un ragioniere di umili origini.

Vivendo ai piedi del Vesuvio, la famiglia subisce un retaggio culturale che la Baronessa piega rigidamente alle esigenze della propria casata, strumentalizzando persino la recita del Santo Rosario.

Il Cast e i Musicisti:

Cast artistico: Peppe Parisi, Paola Matafora, Simonetta D’Angelo, Chiara Cozzolino, Valeria Cozzolino.

Musiche dal vivo: Franco Paolo Perreca al clarinetto e Giovanni D’Angelo alla chitarra.

Un evento nell’evento: la visita alla Chiesa Ipogea

Al termine della rappresentazione, la serata proseguirà all’insegna della scoperta del patrimonio storico locale. Alle ore 21:30 si terrà infatti un’esclusiva visita guidata alla suggestiva Chiesa Ipogea del complesso, condotta dal prof. Emanuele Coppola, che accompagnerà i presenti in un viaggio a ritroso nel tempo tra i segreti e la memoria del territorio.

La serata sarà presieduta dalla Sindaca di Somma Vesuviana Silva Svanera con i saluti iniziali e un messaggio e per la XXXIV edizione del Palio.

Il titolo scelto per guidare la XXXIV edizione della kermesse, “Apriti cielo: riti, giochi e meraviglie”, costituisce – come affermato da Giuseppe Auriemma Presidente e fondatore del Palio nel 1991, un manifesto concettuale che orienta la produzione artistica, la ricerca storica e la programmazione delle attività laboratoriali.

Il brand culturale Culture&Culturae rappresenta la sintesi teorica e operativa della missione evolutiva del Palio. La struttura semantica del brand si articola su una precisa polarità concettuale:la Cultura (al singolare): esprime l’ancoraggio irriducibile alle specificità storiche, monumentali e performative di Somma Vesuviana, quali l’architettura aragonese del Casamale, la tradizione enogastronomica del vino Catalanesca e i repertori dei canti sul tamburo. Le Culturae (al plurale): incarnano l’apertura all’alterità, la cooperazione interculturale e l’aspirazione a un mondo unito e pacificato, traducendo la particolarità locale in un codice universale di fratellanza.

Comitato Palio di Somma Vesuviana - Presidente Dott. Giuseppe Auriemma - Il Palio di Somma Vesuviana - Josi Auriemma - 

mercoledì 8 luglio 2026

Torre del Greco | Cineforum 3.0 all’auditorium della Santissima Trinità

Dieci film, ingresso gratuito e appuntamenti mensili (ad eccezione di agosto) per i ragazzi di Torre del Greco. 
  • Prenderà il via giovedì 9 luglio, con la prima proiezione fissata alle ore 20.30, nell’auditorium del complesso della Santissima Trinità di via Circumvallazione, il Cineforum 3.0, nuovo momento di promozione culturale proposto dall’amministrazione comunale guidata dal sindaco Luigi Mennella, grazie al lavoro portato avanti in sinergia tra l’assessore alle politiche giovanili ed il Forum dei Giovani. L’ingresso è libero ma è necessaria la prenotazione attraverso la piattaforma EventBrite, il cui link è disponibile sui canali social del Forum.
L’iniziativa promuove momenti di aggregazione e partecipazione per la comunità giovanile: un invito a vivere la magia del cinema in un luogo pubblico. Attraverso il linguaggio del cinema, il Cineforum 3.0 punta a offrire ai ragazzi un’occasione di incontro, con momenti dedicati alla discussione ed alla riflessione. 
  1. Il primo appuntamento è con “I cento passi”, film che racconta la storia di Peppino Impastato, giovane giornalista e attivista siciliano che ha dedicato la propria vita alla lotta contro la mafia. 
  2. A seguire, sempre alle ore 20.30, il 24 luglio sarà la volta di Encanto; 
  3. il 4 settembre “Pokemon-Detective Pikachu”;
  4. il 18 settembre “La forma dell’acqua”; 
  5. il 9 ottobre “Patch Adams”; 
  6. il 23 ottobre Elvis; 
  7. il 6 novembre Hitchcock; 
  8. il 20 novembre Blade Runner; 
  9. l’11 dicembre Bohemian Raphsody; 
  10. il 18 dicembre “Nightmare-Before Christmas”.
“Con questa iniziativa - afferma l’assessora alle politiche giovanili, Anna Fiore - promuoviamo, in un luogo pubblico come l’auditorium della Santissima. Trinità, momenti di aggregazione sociale, di dialogo e di partecipazione dei giovani alla vita della città. Attraverso il cinema vogliamo offrire ai ragazzi di Torre del Greco un’occasione non solo di incontro, ma anche di confronto, capace anche di stimolare riflessioni su temi importanti, come quello affrontato dal primo film, I cento passi. Ringrazio il Forum dei Giovani e l’ufficio politiche giovanili del Comune per il lavoro svolto”.
“Il Cineforum – afferma il presidente del Forum dei Giovani, Alfredo Izzo – rappresenta per noi molto più di una semplice rassegna. Il progetto, infatti, intende offrire gratuitamente momenti di cultura e condivisione, contribuendo concretamente alla crescita della nostra comunità. Attraverso una selezione di titoli, condivisa con l’assessore Anna Fiore, che spaziano tra generi e tematiche, il Cineforum si propone di valorizzare il cinema come linguaggio universale e occasione di confronto sociale. L’iniziativa nasce con l’obiettivo di promuovere la cultura cinematografica come strumento di crescita, aggregazione e riflessione, offrendo una programmazione ampia e diversificata, capace di coinvolgere diverse fasce d’età”.  Comune di Torre del Greco

martedì 7 luglio 2026

Pompei | Il sindaco Giuseppe Tortora ha ufficializzato le deleghe

Ho firmato i decreti di nomina dei componenti della Giunta comunale, conferendo le deleghe assessoriali e individuando nel consigliere Michele Troianello il ruolo di Vice Sindaco.
Con questo atto prende forma l’assetto politico-amministrativo chiamato ad accompagnare l’attuazione del programma elettorale e a tradurre in azioni concrete la visione di città proposta alla comunità: una Pompei più efficiente, più ordinata, più vicina ai cittadini, capace di ricucire centro e quartieri, rafforzare i servizi, valorizzare la propria identità e guardare con responsabilità al futuro.
Una Pompei unica: nel senso più alto del termine.
Unica perché chiamata a superare divisioni, frammentazioni e distanze interne. Unica perché deve tornare a riconoscersi come una sola comunità, senza periferie amministrative, sociali o territoriali. Ma unica anche perché Pompei lo è davvero nel mondo: per la sua storia, per il suo patrimonio, per il valore universale che rappresenta e per la responsabilità che questo comporta.
La nuova Giunta è composta da:
- 𝗠𝗶𝗰𝗵𝗲𝗹𝗲 𝗧𝗿𝗼𝗶𝗮𝗻𝗲𝗹𝗹𝗼, nominato Vice Sindaco, al quale sono state conferite le deleghe a Turismo, Politiche giovanili, Formazione, Informatizzazione, Ambiente ed ecologia e Patrimonio;
- 𝗚𝗲𝗿𝗮𝗿𝗱𝗼 𝗖𝗼𝗻𝗳𝗼𝗿𝘁𝗶, al quale sono state conferite le deleghe a Lavori pubblici e Branding – Promozione del Brand Urbano;
- 𝗣𝗮𝗼𝗹𝗮 𝗠𝗮𝗿𝘇𝘂𝗹𝗹𝗼, alla quale sono state conferite le deleghe a Urbanistica, Promozione e valorizzazione del territorio e Attuazione del programma;
- 𝗗𝗼𝗺𝗲𝗻𝗶𝗰𝗼 𝗗𝗶 𝗖𝗮𝘀𝗼𝗹𝗮, al quale sono state conferite le deleghe a Cultura, Contenzioso, Legalità e trasparenza e Fondi regionali ed europei;
- 𝗔𝗻𝗻𝘂𝗻𝘇𝗶𝗮𝘁𝗮 𝗗𝗶 𝗟𝗮𝗹𝗹𝗼, alla quale sono state conferite le deleghe ad Attività produttive e sviluppo commerciale, Promozione sport, Protezione civile, Edilizia scolastica e Cimitero.
Abbiamo scelto profili adeguati, competenti e coerenti con il percorso amministrativo che intendiamo portare avanti. Non una somma di nomi, ma una squadra chiamata a lavorare con metodo, responsabilità e visione.
La composizione della Giunta risponde a un criterio preciso: mettere ogni delega nelle condizioni di incidere realmente sull’attuazione del programma. Lavori pubblici, urbanistica, turismo, cultura, attività produttive, ambiente, scuola, sport, legalità, trasparenza, fondi europei, politiche giovanili e digitalizzazione non sono compartimenti separati, ma parti di un’unica idea di città. Pompei ha bisogno di una macchina amministrativa che funzioni, che programmi, che sappia decidere e che renda conto ai cittadini.
Voglio sottolineare inoltre il valore politico e amministrativo della delega all’Attuazione del programma, affidata all’architetto Paola Marzullo, quale presidio di coerenza tra gli impegni assunti in campagna elettorale e l’azione concreta dell’Amministrazione.
Il programma elettorale non è un documento da archiviare dopo il voto. È il patto che abbiamo sottoscritto con Pompei. Per questo abbiamo voluto che la sua attuazione fosse seguita in modo diretto e strutturato, con attenzione ai tempi, alle priorità e ai risultati.
Particolare rilievo viene attribuito anche alle deleghe connesse alla legalità e alla trasparenza, ai fondi regionali ed europei, alla valorizzazione del territorio, al turismo, all’ambiente e alla digitalizzazione, ambiti considerati strategici per costruire una Pompei moderna, credibile e pienamente all’altezza del suo ruolo nazionale e internazionale.
Pompei è una città unica al mondo, ma deve essere prima di tutto una città unita, capace di funzionare per chi la vive ogni giorno. La nostra responsabilità è tenere insieme queste due dimensioni: la Pompei dei cittadini e la Pompei nel mondo. La Pompei dei quartieri, dei servizi, delle scuole, delle imprese, delle famiglie. E la Pompei riconosciuta ovunque come luogo di storia, cultura, spiritualità e bellezza.
Questa Giunta nasce per questo: amministrare con serietà, dare risposte, costruire soluzioni, superare frammentazioni e restituire ordine, fiducia e prospettiva alla città. Pompei deve essere unica non solo perché irripetibile agli occhi del mondo, ma perché capace di ritrovarsi come comunità coesa, riconoscibile, solidale e orientata a un progetto comune.
Con la nomina degli assessori, l’Amministrazione comunale avvia dunque una nuova fase operativa, fondata su competenza, responsabilità, collaborazione istituzionale e centralità del programma votato dai cittadini.
Da oggi il lavoro entra in una fase ancora più concreta. Ai cittadini non interessano le formule, ma i risultati. Noi partiamo da qui: presenza, metodo, trasparenza e attuazione del programma.
Pompei deve tornare a essere una sola città. Ricucita nei suoi luoghi, nei suoi servizi, nelle sue relazioni. Forte della sua identità e consapevole della sua unicità.
Una città ordinata, viva, accogliente, sicura.
Una città capace di guardare avanti senza smarrire ciò che rappresenta.
Una Pompei unica.
Pompei, come deve essere

lunedì 6 luglio 2026

TorRidendo, due serate all’insegna della comicità a piazza Santa Croce

Dodici distinte esibizioni di altrettanti artisti comici, due serate all’insegna del divertimento con ingresso libero, tre volti noti al grande pubblico chiamati a coordinare le diverse performance: sono alcuni dei numeri di TorRidendo, la rassegna legata alla comicità che l’amministrazione comunale guidata dal sindaco Luigi Mennella ha deciso di proporre domenica 12 e lunedì 13 luglio, in una location dal grande fascino come piazza Santa Croce.

Il programma predisposto dall’ufficio Cultura dell’ente è ricco e di sicuro impatto, grazie anche al coordinamento artistico di Antonio D’Ausilio, conosciuto per le sue indiscusse capacità artistiche e che nell’occasione avrà il ruolo di conduttore delle due serate (in entrambi i casi l’inizio è fissato per le ore 21, con ingresso libero e, per quanto riguarda le sedute, fino ad esaurimento dei posti disponibili). Con lui, a presentare i vari artisti che si alterneranno sul palcoscenico allestito di fronte alla basilica di Torre del Greco, ci saranno Imma Pirone e Antonio Colursi, la prima attrice della fiction Rai “Un posto al sole”, il secondo comico molto apprezzato per le sue gag.

La vera parte del leone la faranno gli artisti chiamati a far divertire il pubblico, sei per ognuna delle due serate in programma. 

  • Si parte domenica 12 luglio con Lello Musella, Nando Varriale, Pasquale Palma, Gabriele Cirilli, gli Arteteca e Ciro Ceruti; 
  • lunedì 13 sarà invece la volta di Gino Fastidio, Enzo e Sal, Giovanni Esposito, Giobbe Covatta, Francesco Paolantoni e Simone Schettino. 
“TorRidendo – afferma il sindaco Luigi Mennella – si inserisce a pieno titolo nel calendario di eventi che l’amministrazione comunale ha deciso di proporre per valorizzare la città di Torre del Greco e la sua indubbia capacità ricettivo-turistica. Dopo la festa dei quattro altari, sulla scorta di quanto era stato stabilito attraverso un’apposita delibera di indirizzo, proseguiremo con altre rassegne che ci porteranno, fino alle festività natalizie, ad accendere i riflettori sulle bellezze della nostra città attraverso manifestazioni in grado di fare giungere dalle nostre parti cittadini da altre città. Nella certezza che, attraverso questo lavoro, è possibile contribuire alla promozione delle prerogative locali e delle potenzialità in termini di accoglienza”. Cultura Comune di Torre del Greco

𝐆𝐢𝐮𝐬𝐞𝐩𝐩𝐞 𝐌𝐚𝐧𝐳𝐨 𝐩𝐫𝐞𝐬𝐞𝐧𝐭𝐚 𝐚 𝐕𝐢𝐥𝐥𝐚 𝐁𝐫𝐮𝐧𝐨: “𝐋’𝐢𝐧𝐜𝐚𝐧𝐭𝐞𝐬𝐢𝐦𝐨 𝐝𝐞𝐢 𝐠𝐚𝐭𝐭𝐢”

𝑈𝑛 𝑑𝑖𝑏𝑎𝑡𝑡𝑖𝑡𝑜 𝑡𝑟𝑎 𝑙𝑒𝑡𝑡𝑒𝑟𝑎𝑡𝑢𝑟𝑎, 𝑔𝑖𝑢𝑠𝑡𝑖𝑧𝑖𝑎 𝑒 𝑖𝑛𝑓𝑜𝑟𝑚𝑎𝑧𝑖𝑜𝑛𝑒 𝑐𝑜𝑛 𝑚𝑎𝑔𝑖𝑠𝑡𝑟𝑎𝑡𝑢𝑟𝑎 𝑒 𝑠𝑡𝑎𝑚𝑝𝑎

“L’incantesimo dei gatti”, il nuovo avvincente romanzo del giornalista Giuseppe Manzo, pubblicato dalla Giannini Editore nella collana Romanzi dai Cinque Continenti, sarà presentato venerdì 10 luglio alle ore 18,30, presso la Biblioteca Sacerdote Giovanni Alagi di Villa Bruno, via Cavalli di Bronzo nr 20, San Giorgio a Cremano. 

  • Dopo i saluti del sindaco Michele Carbone, 
  • dialogheranno con l’autore: 
  • il sostituto procuratore della DDA Giuseppe Visone e 
  • la giornalista Mary Liguori. 
  • Modera Giorgio Carcatella, già consigliere provinciale di Napoli. 

“L’incantesimo dei gatti” è un romanzo che rappresenta il primo volume di una trilogia narrativa che mescola suspense, introspezione e rinascita. Ermanno, giornalista idealista e direttore del quotidiano Il Sole del Mezzogiorno, scopre improvvisamente che la sua vita è una trappola. Tradito da chi gli è più vicino e braccato da poteri criminali e politici, è costretto a fuggire da Napoli e rifugiarsi in una baita tra le montagne dell’Abruzzo. In un vortice di agguati, menzogne e vendette, Ermanno intraprende una fuga che diventa una discesa dentro se stesso: scopre che i veri nemici non sono solo fuori, ma anche nella rete invisibile delle relazioni quotidiane. Sarà in mezzo alla natura, tra pastori senza tempo e due gattini che diventeranno simbolo di libertà e rinascita, che troverà una nuova visione della vita e per la prima volta, l’amore. Un romanzo intenso, che parla di paura e riscatto, di coraggio e consapevolezza, in un’Italia contemporanea dove il potere corrompe e la verità può costare la vita.

Giuseppe Manzo (Napoli, 1979) è giornalista professionista e autore di sette libri. Communication Manager di Legacoopsociali, conduce e scrive per il Giornale Radio Sociale ed è docente di comunicazione al Master Sociocom dell’Università di Roma Tor Vergata. Ha collaborato con Corriere della Sera, Rainews e Rsi Radiotelevisione Svizzera; ha partecipato al Festival Internazionale del Giornalismo di Perugia e ha curato documentari con le voci di Erri De Luca e Fiorella Mannoia. Ha pubblica- to, tra gli altri: Scripta – Diario clandestino di un cronista precario (Cento Autori, 2011), Chi comanda Napoli (Castelvecchi, 2012), Le mani nella città (Round Robin, 2013), Senza traccia (Castelvecchi, 2013), L’invisibile (Round Robin, 2015), Parole di una nuova alba (2021), La settimana santa (Giammarino, 2023). Vincitore del Premio Marco Rossi (2014) e del Premio Calcata 4.0 (2019).

domenica 5 luglio 2026

𝗣𝗼𝗺𝗽𝗲𝗶𝗶 𝗧𝗵𝗲𝗮𝘁𝗿𝘂𝗺 𝗠𝘂𝗻𝗱𝗶, Nona edizione.

𝗣𝗼𝗺𝗽𝗲𝗶𝗶 𝗧𝗵𝗲𝗮𝘁𝗿𝘂𝗺 𝗠𝘂𝗻𝗱𝗶, Nona edizione: dal 18 giugno al 12 luglio 2026, il Teatro Grande del 𝗣𝗮𝗿𝗰𝗼 𝗔𝗿𝗰𝗵𝗲𝗼𝗹𝗼𝗴𝗶𝗰𝗼 𝗱𝗶 𝗣𝗼𝗺𝗽𝗲𝗶 accoglie il festival che il 𝗧𝗲𝗮𝘁𝗿𝗼 𝗱𝗶 𝗡𝗮𝗽𝗼𝗹𝗶 – 𝗧𝗲𝗮𝘁𝗿𝗼 𝗡𝗮𝘇𝗶𝗼𝗻𝗮𝗹𝗲 realizza ogni anno in collaborazione con il @pompeii_parco_archeologico in un confronto senza tempo tra i classici della cultura greca e i grandi temi della contemporaneità. Quest'anno più che mai! 

  • 𝗧𝗵𝗲𝗼𝗱𝗼𝗿𝗼𝘀 𝗧𝗲𝗿𝘇𝗼𝗽𝗼𝘂𝗹𝗼𝘀 dirige 𝙇𝙚 𝘽𝙖𝙘𝙘𝙖𝙣𝙩𝙞: il viaggio di Dioniso come destino dell'arte e dell'esilio — un archetipo del rifugiato che, partito tremila anni fa, approda oggi sulle coste di Creta o di Lampedusa.
  • 𝗔̀𝗹𝗲𝘅 𝗢𝗹𝗹𝗲̀ mette in scena 𝙄 𝙋𝙚𝙧𝙨𝙞𝙖𝙣𝙞 di 𝗘𝘀𝗰𝗵𝗶𝗹𝗼 — guerre, potere, dolore collettivo. La dignità dei popoli che imparano a portare il peso della sconfitta. 

    I Persiani di Eschilo - Teatro Grande del Parco Archeologico di Pompei

  • 𝗙𝗶𝗹𝗶𝗽𝗽𝗼 𝗗𝗶𝗻𝗶 firma la regia di 𝘼𝙡𝙘𝙚𝙨𝙩𝙞 di 𝗘𝘂𝗿𝗶𝗽𝗶𝗱𝗲. Un viaggio della donna nella Storia — la sua capacità di tornare indietro dall'orrore per affrontare l'oggetto del suo infinito amore.
  • 𝗘𝗺𝗶𝗼 𝗚𝗿𝗲𝗰𝗼, 𝗣𝗶𝗲𝘁𝗲𝗿 𝗖. 𝗦𝗰𝗵𝗼𝗹𝘁𝗲𝗻 𝗲 𝗥𝗼𝗯𝗲𝗿𝘁𝗼 𝗭𝗮𝗽𝗽𝗮𝗹𝗮̀ portano 𝙇.𝘼.𝙑.𝘼. — una coproduzione internazionale in cui la metafora della lava diventa magma potente di tensioni, fratture e movimenti di corpi spettacolari.

In un tempo in cui si espande l'orrore della guerra e il potere mostra il volto osceno dei tiranni, tornare a sedere sulle pietre di Pompei significa delegare all'arte del teatro il suo mandato più essenziale: circoscrivere uno spazio e un tempo in cui restare umani.

Pompeii Theatrum Mundi · IX edizione

📅 18 giugno > 12 luglio 2026

Teatro Grande, Parco Archeologico di Pompei

Biglietti https://teatrodinapoli.it/pompei  - Pompeii Theatrum Mundi

I Persiani di Eschilo - Teatro Grande del Parco Archeologico di Pompei

I Persiani di Eschilo la tragedia del 472 a.C. sul primo conflitto tra Oriente (Persia) e Occidente (Grecia) secondo il regista spagnolo de La Fura dels Baus ÀLEX OLLÉ

in scena il 10, 11 e 12 luglio alle 20.00 al Teatro Grande del Parco Archeologico di Pompei

con protagonisti

Anna Bonaiuto, Giuseppe Sartori, Alessio Boni, Massimo Nicolini

Lo spettacolo chiude la nona edizione della rassegna estiva del Teatro di Napoli-Teatro Nazionale

POMPEII THEATRUM MUNDI diretta da Roberto Andò

Si chiude con il più antico dei “classici del teatro” l’edizione 2026 della rassegna POMPEII THEATRUM MUNDI al Teatro Grande del Parco Archeologico di Pompei.

Si tratta della tragedia I PERSIANI di Eschilo (rappresentata per la prima volta nel 472 a.C. ad Atene), con la regia del catalano Àlex Ollé, nome di punta della scena spagnola a partire dagli anni ’70 del secolo scorso, tra i fondatori della storica compagnia La Fura dels Baus.

Nella traduzione di Walter Lapini lo spettacolo arriva al Teatro Grande del Sito di Pompei il 10, 11 e 12 luglio alle 20.00, forte del successo riscosso al Teatro Greco di Siracusa alla 61ma stagione dell’INDA.

Interpreti della vicenda uno straordinario cast di attori quali Anna Bonaiuto (nel ruolo della regina Atossa), Giuseppe Sartori (in quello del Messaggero), Alessio Boni (lo Spettro di Dario), Massimo Nicolini (Serse), Marco Maria Casazza (il Capo coro).

Il numeroso Coro è composto, tra gli altri, da Francesco Biscione, Fabrizio Bordignon, Nicola Bortolotti, Rosario Campisi, Antonello Cossia, Michele Cipriani, Francesco Migliaccio, Giovanni Nardoni, Stefano Quatrosi, Elena Polic Greco, Simonetta Cartia.

La scena è firmata da Alfons Flores; le musiche sono di Josep Sanou; il disegno luci è di Marco Filibeck; collaborazione alla regia Ramon Simó Viñes. Produzione Inda – Istituto Nazionale del Dramma Antico.

A Susa, capitale dell’Impero persiano, i vecchi dignitari rimasti a guidare il regno sono abitati dall’angoscia: il gran re, Serse, è partito ormai da tempo a capo di un’enorme spedizione contro Atene e non ha ancora fatto ritorno. L’ansia per l’esito della guerra cresce quando Atossa, la madre del re, riferisce di un sogno profetico, che le ha mostrato il figlio caduto nella polvere per mano di una puledra di origine greca. Presto l’angoscia si tramuta in realtà: uno dei pochi superstiti arriva a Susa e riferisce della rotta dell’esercito persiano al largo di Salamina. La flotta di Serse, troppo numerosa, si è fatta accerchiare dalle navi di Atene, e l’esercito persiano è stato massacrato. In preda al terrore, Atossa e il Coro richiamano dall’Ade l’anima del padre defunto di Serse, Dario. Infine, a Susa arriva lo stesso Serse: umiliato, le vesti stracciate, il gran re intona il lamento funebre per i giovani persiani caduti.

«Mettere in scena oggi I Persiani – dichiara il regista – vuol dire far vivere un testo antico che parla ancora al nostro presente: guerre, politica, potere e dolore collettivo. Non vogliamo cambiare il senso del dramma, ma avvicinarlo allo sguardo del pubblico di oggi. I Persiani racconta lo smarrimento di un popolo e dei suoi governanti di fronte a una sconfitta brutale e inaspettata. È la tragedia di chi deve fare i conti con il presente e immaginare una sopravvivenza futura dopo aver commesso l’errore fatale di credersi invincibile. Il cuore della nostra lettura è l’illusione della perpetuità del potere. In Atossa e in Serse emerge il desiderio di prolungare l’egemonia costruita da Dario, garantire continuità dinastica e mantenere un dominio che sembra immutabile.

Eschilo è stato spesso lodato per la sua empatia, e la sua tragedia è stata interpretata come un atto di grande umanità nel mostrare solidarietà con il dolore dei vinti. Senza negare la solidarietà verso il dolore persiano, I Persiani diventa anche un atto politico: la democrazia greca si contrappone alla dittatura persiana, mostrando la propria superiorità persino nel momento della sconfitta». (Àlex Ollé)

I Persiani di Eschilo

regia Àlex Ollé, traduzione Walter Lapini

con Anna Bonaiuto (Atossa), Giuseppe Sartori (Messaggero)

Alessio Boni (Spettro di Dario), Massimo Nicolini (Serse)

Marco Maria Casazza (Capo coro)

coro (oppositori): Fabrizio Bordignon, Michele Cipriani

Antonello Cossia, Elena Polic Greco, Francesco Migliaccio

(sostenitori): Francesco Biscione, Nicola Bortolotti, Rosario Campisi

Giovanni Nardoni, Stefano Quatrosi, Rosario Tedesco

(assistenti messaggero): Lorenzo Patella, Tommaso Quadrella

(coro donne): Carla Bongiovanni, Francesca Totti, Giulia Maroni

(coro uomini): Riccardo Massone, Salvo Mancuso, Daniele Sardelli

Simonetta Cartia (Testimone – Madre), Virginia Giannone (Testimone – Giovane Donna)

Gabriele Antonio Esposito (Testimone – Soldato)

Pietro Bernetti, Giovanni Ragusa (Cameramen)

collaborazione alla regia Ramon Simó Viñes

responsabile del coro Elena Polic Greco, responsabile dei cori cantati Simonetta Cartia

scena Alfons Flores, assistente Sarah Bernardy

costumi Lluc Castells, assistente Aleix Garcia Valle

musiche Josep Sanou; disegno luci Marco Filibeck; video Joan Rodon

produzione Inda – Istituto Nazionale del Dramma Antico

inizio rappresentazioni ore 20.00; durata spettacolo 1h e 45’ [atto unico]

Info teatrodinapoli.it > Pompei > I PERSIANI