Un percorso che anche quest’anno ha portato la musica nel Parco Nazionale del Vesuvio attraverso due appuntamenti costruiti intorno a luoghi, paesaggi ed esperienze differenti.
Il 30 agosto Raiz e il Solis String Quartet, con Chi tene ’o mare, hanno accompagnato il tramonto sul Gran Cono in un intenso omaggio alla musica di Pino Daniele. Il 6 settembre, invece, Maurizio de Giovanni e Marco Zurzolo hanno chiuso la rassegna lungo l’antica Strada Matrone, con uno spettacolo nel quale musica e racconto hanno incontrato uno degli itinerari storici e naturalistici del Parco.
Ma Vesuvius Jazz non è stato soltanto un programma di concerti.
La collaborazione tra Ente Parco Nazionale del Vesuvio e Pomigliano Jazz nasce dalla volontà di sperimentare una modalità diversa di vivere un’area protetta: raggiungere i luoghi lentamente, attraversarli, conoscerne il patrimonio naturale e culturale e soltanto dopo incontrare la musica.
Visite guidate, percorsi a piedi, mobilità elettrica e valorizzazione delle produzioni del territorio hanno accompagnato gli spettacoli, diventando parte dell’esperienza proposta al pubblico.
È questa la direzione che l’Ente Parco intende sostenere: il Vesuvio non come semplice scenario di un evento, ma il Parco come protagonista dell’esperienza.
Un’area protetta ha come missione prioritaria la conservazione della biodiversità, degli ecosistemi e del paesaggio. La fruizione turistica e le iniziative culturali possono trovare spazio all’interno di questa missione quando sono capaci di generare conoscenza, consapevolezza e rispetto dei luoghi.
«La collaborazione con Pomigliano Jazz – sottolinea il presidente dell’Ente Parco Nazionale del Vesuvio, Raffaele De Luca – ci permette di raccontare concretamente un modello di fruizione che mette al centro il valore dell’area protetta. Chi partecipa a questi appuntamenti non viene semplicemente ad assistere a uno spettacolo: percorre un sentiero, incontra un paesaggio, conosce la storia e la biodiversità del territorio. È questa la forma di turismo che vogliamo promuovere: attenta, consapevole e compatibile con la tutela del nostro patrimonio naturale».
Si chiude così Vesuvius Jazz 2026, ma resta il significato di un’esperienza costruita negli anni: utilizzare la cultura per avvicinare le persone alla natura e trasformare una visita al Parco in un’occasione di conoscenza.


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