Si è conclusa la prima parte della XXVI edizione di Doppio Sogno, la rassegna estiva curata dal Teatro Stabile d'Innovazione Galleria Toledo che, dal 1° al 17 luglio, ha animato gli spazi del Centro Don Orione con One Way Out, un percorso dedicato al cinema come esercizio del pensiero critico. Attraverso le opere di grandi autori e una riflessione ispirata al pensiero di Edgar Morin, il pubblico ha attraversato temi legati alla libertà, alla complessità del presente e alla capacità del cinema di interrogare il nostro tempo.
Da martedì 22 a giovedì 30 luglio, la rassegna si trasferisce alla Reggia di Portici – Area della Pallacorda dell'Orto Botanico, dove prende il via la seconda parte del progetto: Doppio Sogno XXVI – Realmente bambini.
Se One Way Out ha esplorato il rapporto tra cinema e pensiero critico, Realmente bambini guarda invece alle origini del racconto e alla forza educativa dell'immaginazione. Al centro del percorso vi è Giambattista Basile, autore de Lo cunto de li cunti e riconosciuto padre della fiaba moderna europea. Le sue storie, capaci di attraversare i secoli e di ispirare Charles Perrault, i fratelli Grimm, Hans Christian Andersen e, più tardi, Walt Disney, diventano la chiave per rileggere il cinema come luogo in cui il racconto continua a formare lo sguardo e a interpretare il mondo.
Come per la prima parte della rassegna, anche gli appuntamenti di Realmente bambini saranno introdotti dalle letture del ciclo LESSICO NAPOLETANO – LO CUNTO DE LI CUNTI, interpretate dagli attori della compagnia del Teatro Galleria Toledo. Prima dell'imbrunire, parola e immagine si incontrano in un momento di narrazione che mette in dialogo la tradizione orale con il linguaggio cinematografico, offrendo al pubblico un'esperienza che precede e accompagna ogni proiezione. L'accesso del pubblico è previsto dalle ore 20.15; I film avranno inizio al termine delle letture, con l'arrivo del buio, indicativamente intorno alle ore 21.00.
Il programma attraversa autori molto diversi tra loro – da Edward Dmytryk a Peter Bogdanovich, da Hal Ashby a Pier Paolo Pasolini, fino ai Fratelli Marx – accomunati dalla capacità di restituire, attraverso registri differenti, gli archetipi della fiaba, del viaggio, della crescita e della scoperta.
Il 23, il 27 e il 29 luglio la rassegna sarà arricchita da tre serate speciali dedicate alla scoperta della straordinaria cornice della Reggia di Portici. Il pubblico potrà partecipare a itinerari guidati nell'Orto Botanico, accompagnati da approfondimenti storico-scientifici, e a un aperitivo tematico nell'area della Pallacorda, ispirato all'immaginario di Giambattista Basile. Un'esperienza che intreccia divulgazione scientifica, valorizzazione del patrimonio culturale e promozione delle eccellenze enogastronomiche del territorio. La formula integrata comprende visita guidata, aperitivo tematico e ingresso alla proiezione cinematografica, con un contributo e prenotazione obbligatoria fino a esaurimento dei posti.
Con la seconda parte della sua ventiseiesima edizione, Doppio Sogno conferma la propria vocazione a essere molto più di una rassegna cinematografica: un laboratorio culturale che mette in relazione cinema, letteratura, filosofia e memoria, costruendo occasioni di incontro tra opere, spettatori e luoghi.
Dopo aver indagato il cinema come strumento di pensiero, Realmente bambini invita il pubblico a riscoprire la forza della fiaba, dell'affabulazione e dell'immaginazione, ricordando come ogni grande racconto continui, ancora oggi, a insegnarci un modo diverso di guardare il mondo.
Gli appuntamenti di questa settimana
mercoledì 22 luglio
ingresso ore 20.15
anticipa la proiezione
LESSICO NAPOLETANO LO CUNTO DE LI CUNTI
letture da Giambattista Basile
Alessandra D’Elia - LA VECCHIA SCORTECATA
film
BLUEBEARD (Barbablù)
Edward Dmytryk, 1972, Francia, Italia, Germania Ovest, 125 min
V.O. inglese sottotitoli italiano
Adattamento firmato Edward Dmytryk e Luciano Sacripanti, su sceneggiatura di Ennio De Concini, con Richard Burton interprete del più cattivo di tutti i consorti, l'infame Barbablù, affiancato da un cast stellare che vede nei ruoli delle sette mogli alcune tra le più affascinanti attrici degli anni '70, in una trasposizione temporale che ambienta la trama in Austria, durante i primi anni del regime nazista, e con le musiche di Ennio Morricone, ed effetti speciali di Carlo Rambaldi.
Il film rilegge liberamente la storia del Barbe Bleue di Charles Perrault, a sua volta basata su un fatto vero, che vede il potente barone Gilles de Rais (1404-1440), compagno d'armi di Giovanna d'Arco e Grande di Francia, essere giudicato -in un processo considerato oggi giuridicamente controverso- e giustiziato dall'Inquisizione con l'accusa di aver torturato e ucciso centinaia di bambini. In questa prospettiva, anche la precoce morte delle prime, giovanissime, promesse spose di de Rais, potrebbe aver suggerito a Perrault - evidentemente impressionato dalle leggende attorno a tanta ferocia - la formula delle sette mogli dell'orco dalla barba blu, che verrà infine fermato dalla settima consorte; nel costruire il racconto, oltre al monito morale, riesce a realizzare assieme una critica probabilmente non consapevole della società patriarcale del suo tempo, che mette in evidenza quello che, ancora in questi tempi nostri, attualmente tragici, è la morte violenta di una donna.
giovedì 23 luglio
ingresso ore 20.15
anticipa la proiezione
LESSICO NAPOLETANO LO CUNTO DE LI CUNTI
letture da Giambattista Basile
Paolo Aguzzi, Agostino Chiummariello - CAGLIUSO
film
CINDERFELLA (Il Cenerentolo)
Frank Tashlin, 1960, Stati Uniti, 91 min
V.O. inglese sottotitoli italiano
C'era una volta un giovanotto di nome Jerry Lewis, che decise di interpretare a suo modo, invertendo i ruoli di genere, la fiaba di Cenerentola. L'attore americano, re della physical comedy, regista e filantropo, che fu per il cinema molto più che un semplice comedian, si cuce addosso il personaggio e ammoderna l'ambiente all'estetica degli anni '50, importando in questo film di Natale, le sapienti sgrammaticature mimiche da "picchiatello", senza avvalersi della spalla, Dean Martin, con cui aveva costituito fino ad allora la coppia artistica perfetta. Ma è proprio il potere della maschera del grande comico, in questa rilettura jazz affidata a Count Basie, che rende il film irresistibile. Con pesci rossi a sostituire i topolini e una bici al posto della zucca, il film, che resta tuttavia molto aderente all'impianto narrativo tradizionale, racconta del giovane Fella (in inglese fellow significa tipo, compagno) che è angariato dalla matrigna e dai fratellastri, i quali aspirano a mettere le mani su un'introvabile fortuna lasciatagli dal padre. Fella comunica regolarmente in sogno con il genitore, che qui prende il ruolo della fata madrina, e, al canonico arrivo in zona della splendida Principessa - interpretata dalla soprano italiana, naturalizzata statunitense, Anna Maria Alberghetti -, parteciperà al ballo dove perderà la scarpa; da questo punto in poi la storia va modificandosi rispetto alla versione classica.
Per quanto riguarda la favola, in pochi sanno che l'origine del racconto risale all'antico Egitto, dove è narrata la leggenda di Rhodopis, una bellissima e vessata schiava, a cui il dio Horus, sotto l'aspetto di un falco, ruba un sandalo affinchè venga trovato dal faraone. Attraverso Strabone e Erodoto il racconto giunge a Giambattista Basile, che nella sua ricerca filologica per il Pentamerone estrae da queste fonti gli elementi archetipali della novella egizia che, nella sua versione del racconto, diverrà La Gatta Cenerentola.
venerdì 24 luglio
ingresso ore 20.15
anticipa la proiezione
LESSICO NAPOLETANO LO CUNTO DE LI CUNTI
letture da Giambattista Basile
Antonio Torino, Antonio Speranza LA GATTA CENERENTOLA
film
PAPER MOON (Luna di carta)
Peter Bogdanovich, 1973, Stati Uniti, 102 min
V.O. inglese sottotitoli italiano
Dopo avere interpretato Oliver nel dramma strappalacrime Love Story, incontrare il regista Peter Bogdanovich, è probabilmente stata la fortuna più grande per Ryan O'Neal: io regista lo sceglie per l'allampanato protagonista della screwball comedy, la commedia svitata, Ma papà ti manda sola?, affiancandolo a Barbra Streisand, e, successivamente, gli affida il ruolo di Moses in Paper Moon.
Questa commedia vede protagonista Ryan O'Neal - scongiurato il rischio di venire relegato ai soli ruoli sentimentali, quale bel ragazzotto dai capelli rossi -, assieme con la figlia Tatum che, per questa interpretazione, ottenne l'Oscar come miglior attrice non protagonista a soli 9 anni.
Il film racconta di una ragazzina orfana, che a causa di tristi circostanze viene affidata a Moses Pray, un simpatico ma disonesto giovanotto, affinché la accompagni da una zia che può prendersi cura di lei. Intraprendere un viaggio con un piccolo truffatore nel periodo della Grande Depressione si rivela una cosa molto divertente e avventurosa per la piccola protagonista Addie, e Bogdanovich, che si ispira a Frank Capra, costruisce su di lei un film poetico in cui la relazione che si sviluppa tra i due protagonisti, e che va poco a poco crescendo, diviene l'elemento centrale.
Girato in bianco e nero, con la magnifica fotografia di László Kovács, questo road movie si dipana lungo le strade del Midwest, ambientato in piccole città della provincia americana, con la benedizione di Orson Welles che, in via amichevole, offrì a Bogdanovich le sue competenze sia riguardo le eccellenti scelte fotografiche, che per soluzioni di sceneggiatura.
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