martedรฌ 25 agosto 2026

Il ๐Ÿ๐Ÿ’ ๐š๐ ๐จ๐ฌ๐ญ๐จ ๐๐ž๐ฅ ๐Ÿ•๐Ÿ— ๐.๐‚. il Monte Vesuvio eruttava, segnando per sempre la storia del nostro territorio e dell’intera civiltร  antica.

Il ๐Ÿ๐Ÿ’ ๐š๐ ๐จ๐ฌ๐ญ๐จ ๐๐ž๐ฅ ๐Ÿ•๐Ÿ— ๐.๐‚. il Monte Vesuvio eruttava, segnando per sempre la storia del nostro territorio e dell’intera civiltร  antica. Un evento che nei secoli ha continuato a vivere nella memoria collettiva, nell’arte e nella letteratura.

Tra coloro che ne colsero il significato piรน profondo vi fu ๐†๐ข๐š๐œ๐จ๐ฆ๐จ ๐‹๐ž๐จ๐ฉ๐š๐ซ๐๐ข, che nella primavera del 1836, a Torre del Greco, compose ๐‹๐š ๐ ๐ข๐ง๐ž๐ฌ๐ญ๐ซ๐š ๐จ ๐ˆ๐ฅ ๐Ÿ๐ข๐จ๐ซ๐ž ๐๐ž๐ฅ ๐๐ž๐ฌ๐ž๐ซ๐ญ๐จ, penultima lirica dei Canti, pubblicata postuma nel 1845. Quella che vi proponiamo รจ una delle tre copie custodite presso la Biblioteca Nazionale di Napoli, trascritta da ๐€๐ง๐ญ๐จ๐ง๐ข๐จ ๐‘๐š๐ง๐ข๐ž๐ซ๐ข sotto dettatura di Giacomo Leopardi, ormai costretto a rinunciare alla scrittura a causa delle sue gravi condizioni fisiche.
In questi versi, il poeta osserva il ๐•๐ž๐ฌ๐ฎ๐ฏ๐ข๐จ come simbolo della forza della natura e della fragile condizione umana, affidando alla ginestra il valore della dignitร  e della resistenza:
«Qui su l'arida schiena
Del formidabil monte
Sterminator Vesevo,
La qual null'altro allegra arbor nรจ fiore,
Tuoi cespi solitari intorno spargi,
Odorata ginestra»
๐‹๐š ๐ฅ๐ž๐ญ๐ญ๐ž๐ซ๐š๐ญ๐ฎ๐ซ๐š ๐œ๐ฎ๐ฌ๐ญ๐จ๐๐ข๐ฌ๐œ๐ž ๐ฅ๐š ๐ฆ๐ž๐ฆ๐จ๐ซ๐ข๐š ๐๐ž๐ข ๐ฅ๐ฎ๐จ๐ ๐ก๐ข, ๐ญ๐ซ๐š๐ฌ๐Ÿ๐จ๐ซ๐ฆ๐š๐ง๐๐จ ๐ฅ๐š ๐ฌ๐ญ๐จ๐ซ๐ข๐š ๐ข๐ง ๐ซ๐ข๐Ÿ๐ฅ๐ž๐ฌ๐ฌ๐ข๐จ๐ง๐ž ๐ฎ๐ง๐ข๐ฏ๐ž๐ซ๐ฌ๐š๐ฅ๐ž. - Biblioteca Nazionale di Napoli

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