domenica 8 marzo 2026

Il cold case del mosaico con la coppia di amanti restituito a Pompei, un tempo dono di un Capitano della Wehrmacht a un cittadino tedesco, si rivela provenire da una villa romana delle Marche.

 Ricerche approfondite avviate dal Parco con l’Università del Sannio ricollocano pezzi di storia.

I dettagli della vicenda nello studio pubblicato sull’ E-journal di Pompei

I ritrovamenti di reperti, i loro passaggi imprevedibili nel tempo e nelle vicende storiche, diventano alle volte oggetto di vere e proprie indagini investigative, che grazie allo studio e alla ricerca di professionisti dell’archeologia e del restauro conducono alla verità e alla loro giusta collocazione storica. È così il caso del mosaico con scena erotica che era stato trafugato da un capitano della Wehrmacht durante la Seconda guerra mondiale, stando alla ricostruzione del Nucleo Tutela Patrimonio Culturale dell’Arma dei Carabinieri, e poi consegnato nel mese di luglio 2025 al Parco archeologico di Pompei.
Il mosaico proveniva in realtà da una villa romana nelle Marche, come confermato dai successivi studi avviati dal Parco assieme all’Università del Sannio.
La vicenda ha origine dal dono a un cittadino tedesco, da parte di un capitano, suo amico, che lo portò in Germania dopo esserne venuto in possesso durante la sua attività come addetto alla catena dei rifornimenti militari in Italia nel 1943/44. Gli eredi hanno poi deciso di restituirlo allo Stato italiano.
In mancanza di dati sulla provenienza del mosaico, il Ministero della Cultura aveva deciso di assegnarlo al Parco archeologico di Pompei, considerando che mosaici simili per tecnica e stile sono noti dall’area vesuviana. Una ricerca approfondita avviata dal Parco ha poi portato a un risultato inatteso: il mosaico non c’entra con Pompei. Le analisi archeometriche eseguite in collaborazione con il Dipartimento di Scienze e Tecnologie dell’Università del Sannio suggeriscono che si tratti di una produzione laziale che veniva commercializzata a livello sovraregionale. Ma non solo: un incontro fortunato, in occasione della presentazione del 2025, con Giulia D’Angelo, archeologa di origine marchigiane e co-autrice del contributo pubblicato oggi sull’ E-journal di Pompei, ha condotto alla vera origine del mosaico: proviene da una villa romana di Rocca di Morro, frazione del Comune di Folignano nelle Marche, dove è attestato già alla fine del Settecento.
La ricostruzione della vicenda di questo mosaico dimostra come la tutela del patrimonio culturale non si esaurisca nel recupero materiale dell’opera, ma prosegue con lo studio rigoroso, la verifica scientifica e la restituzione della verità storica. Il lavoro congiunto del Nucleo Tutela Patrimonio Culturale dei Carabinieri, dei funzionari del Ministero della Cultura, del Parco archeologico di Pompei e delle Università coinvolte ha consentito di ricollocare correttamente il mosaico nel suo contesto originario, una villa romana nelle Marche. Ogni bene trafugato e riportato in Italia rappresenta un frammento della nostra identità che torna alla collettività”, dichiara il Ministro della Cultura, Alessandro Giuli.
«Questa vicenda restituisce a Folignano un frammento prezioso della propria memoria e rafforza il legame profondo tra la nostra comunità e la sua storia più antica – afferma il sindaco di Folignano, Matteo Terrani. Il fatto che l’opera provenga da una villa romana di Rocca di Morro dà nuovo valore a un luogo simbolico che è parte fondamentale della nostra identità. Come amministrazione stiamo lavorando, insieme ad appassionati e volontari, per promuovere iniziative di valorizzazione del sito. Nelle prossime settimane ci recheremo a Pompei per poter visionare il mosaico e incontrare il direttore del Parco archeologico Gabriel Zuchtriegel, che ringrazio per la disponibilità e la professionalità, con l’obiettivo di avviare un dialogo costruttivo e nuove prospettive di collaborazione».
La memoria del manufatto riemerge, tra l’altro, nella produzione del pittore e archeologo ascolano Giulio Gabrielli (1832- 1910) che lo riproduce in un taccuino manoscritto (ca. 1868), oggi conservato nella Biblioteca Comunale di Ascoli Piceno. A corredo dello schizzo, l’autore fornisce annotazioni sul soggetto e sulla località di rinvenimento. Egli interpreta la scena come quella di un uomo “che offre colla d[estra] una borsa di danaro… ad una bella donna che mezza ignuda gli sta davanti”, proponendo come titolo Il congedo di un’etera e riportando che il reperto “venisse trovato in un podere della famiglia Malaspina a Rocca di Morro”.
Nelle more di valutare, insieme alla comunità e agli enti locali del territorio di provenienza future iniziative di valorizzazione (per esempio tramite una mostra)- aggiunge il sindaco di Ascoli Piceno, Marco Fioravanti - i risultati delle ricerche sono presentati nell’e-journal degli scavi di Pompei pubblicato oggi con la soddisfazione che grazie al lavoro interdisciplinare di Carabinieri, funzionari del Ministero della Cultura, archeologi e archeologhe nonché ricercatori e ricercatrici specializzati nell’archeometria, si è riusciti a ricostruire una vicenda travagliata con un lieto fine”.
Grande lavoro di squadra, ricostruire la storia è team work e questo è un esempio di come la dedizione, la professionalità e la passione portano a scoperte inattese non solo a Pompei, ma anche in siti meno noti ma non meno importanti per comprendere e valorizzare il patrimonio classico in tutta la penisola - dichiara il Direttore del Parco archeologico di Pompei, Gabriel Zuchtriegel - Grazie alle ultime ricerche emerge una produzione specializzata laziale che esporta mosaici preziosi, realizzati presumibilmente in notevoli quantità, in territori come le Marche, Campania e Puglia; una scoperta di grande interesse non solo per la storia dell’arte romana, ma anche per la storia economica del mondo romano.”
Al seguente link https://pompeiisites.org/e-journal-degli-scavi-di-pompei/ l’articolo di approfondimento dell’E-journal, oggi pubblicato, a cura di Giulia D’Angelo (Sapienza Università di Roma, Dipartimento di Scienze dell’Antichità), Celestino Grifa (Università del Sannio, Dipartimento di Scienze e Tecnologie; SHerIL,Samnium Heritage Innovation Lab.), Simona Boscia, Andrea Lepore, Chiara Germinario, Mariano Mercurio (Dipartimento di Scienze e Tecnologie, Università del Sannio), Gianluca Frija (Università di Ferrara, Dipartimento di Fisica e Scienze della Terra), Alessandro Russo, Gabriel Zuchtriegel (Parco Archeologico di Pompei

sabato 7 marzo 2026

Parco Nazionale del Vesuvio, ogni sentiero qui ha qualcosa da dire, basta chiedere!

Percorrere i sentieri del Vesuvio spesso solleva nuove domande:

Quale pianta sta crescendo lungo il sentiero?

Quanto è lontano il prossimo punto di vista?

Che storia contiene questo paesaggio?

La natura invita alla curiosità. Ora puoi seguirlo.

Con il sig. Plinio, assistente digitale del Parco Nazionale del Vesuvio, puoi fare domande mentre cammini e scoprire di più sul luogo che ti circonda, in tempo reale.

Perché ogni sentiero qui ha qualcosa da dire, basta chiedere!   - Ente Parco Nazionale del Vesuvio

venerdì 6 marzo 2026

𝐏𝐑𝐎𝐂𝐋𝐀𝐌𝐀𝐓𝐈 𝟏𝟑 𝐀𝐌𝐁𝐀𝐒𝐂𝐈𝐀𝐓𝐎𝐑𝐈 𝐃𝐄𝐋 𝐂𝐎𝐑𝐀𝐋𝐋𝐎

Tredici ragazzi sono stati proclamati #Ambasciatori del #Corallo al termine del progetto #SulleAlidellAirone, iniziativa dedicata ad adulti con autismo ad alto funzionamento e finanziata dalla #RegioneCampania.

Il progetto, coordinato dalla #CooperativaSocialeLeonardo, ha sperimentato percorsi innovativi tra laboratori, tecnologie immersive e attività nel metaverso. Tra le esperienze più significative, il #laboratorio di #lavorazione del #corallo realizzato grazie alla collaborazione dell’azienda #EnzoLiverino1894, eccellenza storica del territorio.

I partecipanti hanno realizzato manufatti poi esposti al #CircoloNautico di #TorredelGreco e hanno approfondito la storia e il valore culturale del corallo, diventando così veri promotori della tradizione cittadina.

Durante la cerimonia nell’aula consiliare di Palazzo Baronale sono stati consegnati gli attestati ai nuovi Ambasciatori del Corallo:

  • Michele Amato, Francesco Ambrosio, Luigi Di Criscito, Fabrizio Esposito, 
  • Michele Fusari, Alessandro Fusco, Alessandro Gatto, Maria Liberti, 
  • Dario Madonna, Paolo Muro, Pasquale Scafa, Tommaso Vitiello ed Eva Zeno.  Comune di Torre del Greco

mercoledì 4 marzo 2026

Donna Brigida Merone: Il Vesuvio si Racconta tra Pizza, Cucina e Vini Vulcanici

Il Vesuvio, con la sua terra fertile e la sua storia millenaria, è più di un semplice vulcano: è un'identità. Questa essenza agricola e produttiva del territorio campano trova la sua più recente e autentica espressione nel progetto gastronomico "Donna Brigida Merone", un'iniziativa che eleva la pizza e la cucina vesuviana a veri e propri strumenti narrativi di un patrimonio inestimabile. A guidare questa visione è l'imprenditore Giuseppe Maiello, artefice di un format che mira a valorizzare in modo sistematico le eccellenze generate dal suolo vulcanico.

Il Gusto del Vesuvio nel Piatto

La filosofia di fondo è cristallina: mettere in risalto ingredienti rari e biodiversi che germogliano sulle pendici del vulcano, emblema della napoletanità. Protagonista indiscusso è il pomodorino del piennolo del Vesuvio DOP, affiancato da un paniere di prodotti emblematici: miele, olive nere vesuviane, origano selvatico, conserve artigianali, frutta, formaggi, carni e latticini, tutti frutto del lavoro di piccoli produttori locali. La ricerca delle materie prime non è un dettaglio, ma il cuore pulsante del progetto. Donna Brigida collabora strettamente con artigiani e aziende agricole che custodiscono saperi antichi e colture intrinsecamente legate alla peculiare composizione minerale del suolo vulcanico, costruendo una filiera consapevole che celebra la generosità della terra vesuviana, dal campo alla tavola.

Tradizione Partenopea e Memoria Gastronomica

Il menù è un omaggio sentito alla tradizione napoletana. Il percorso gustativo si apre con una selezione di fritture: crocchè, montanarine, arancini (sublime quello nero al riso Venere al ragù di manzo al Piennolo) e frittatine, un prologo croccante ai sapori che verranno. In cucina, lo chef porta in tavola piatti che narrano la quotidianità campana: polpette al sugo, salsiccia e friarielli, spaghetti con il Piennolo, pasta e patate, baccalà arrecanato. Ricette semplici, intrise di identità, che ritrovano una nuova profondità grazie alla qualità eccezionale delle materie prime impiegate.

La Pizza: Un Manifesto del Territorio

Al banco e davanti al forno, il pizzaiolo Luca Dario si dedica alla creazione di diverse tipologie di impasto. La carta propone circa trenta varianti, dalle classiche alle creative, dalle stagionali alle pizze bianche, con un'ampia sezione dedicata alle proposte senza glutine. Molte delle pizze sono concepite come una diretta espressione del territorio vesuviano, trasformando ogni morso in un viaggio sensoriale tra i sapori del vulcano.

Calici Vulcanici: Il Perfetto Abbinamento

L'esperienza si completa nel bicchiere con una carta dei vini interamente dedicata alle produzioni vesuviane. Una selezione rigorosa di etichette che provengono esclusivamente da questo peculiare territorio, offrendo un abbinamento armonioso e autentico, come hanno dimostrato i vini di Cantine Olivella e Casa Setaro a una recente conviviale letteraria di Malvarosa editore.

Un Progetto Intriso di Identità e Memoria

Il nome stesso, "Donna Brigida", è un tributo alla madre di Giuseppe Maiello, racchiudendo l'idea di una cucina che affonda le radici nella memoria, nell'autenticità e nei valori familiari. Il progetto si configura come un vero e proprio itinerario gastronomico intorno al Vesuvio, con la nobile missione di salvaguardare ingredienti, ricette e produzioni che rischiano altrimenti di essere dimenticate. Sedersi in una delle curate e confortevoli sale di Donna Brigida significa immergersi in una narrazione coerente, dove ogni elemento – dalla pizza al calice – contribuisce a restituire il carattere unico e inconfondibile della terra vesuviana. Attualmente, le pizzerie Donna Brigida Merone sono presenti a Cercola, Ercolano e Palma di Maiorca.

"Calici & Spicchi": L'Atlante che Celebra Pizza e Vino nel Mondo

Un ulteriore tassello nell'universo gastronomico vesuviano è stato aggiunto il 16 febbraio 2026, con la presentazione agli operatori dell'informazione del secondo volume di "Calici & Spicchi – Atlante della pizza e del vino". L'opera, firmata dalla giornalista e sommelier wine expert enogastronomica Antonella Amodio e arricchita dalla prefazione di Luciano Pignataro, si conferma un punto di riferimento nel settore.

Dopo il successo del primo volume, focalizzato sulle pizzerie campane, questa nuova edizione espande lo sguardo a un panorama nazionale e internazionale. Il libro esplora 101 pizzerie distribuite lungo l'intera penisola italiana, dall'Alto Adige alla Sicilia, e include una sezione estera che attraversa oltre 20 paesi. L'obiettivo è raccontare, anche attraverso la pizza, un viaggio affascinante tra sapori, storie e culture diverse.

Ogni realtà presentata è accompagnata da una selezione accurata di vini italiani, scelti per armonizzarsi con pizze che spesso esaltano ingredienti locali e la biodiversità, anche in contesti internazionali. Un omaggio tangibile al patrimonio enogastronomico italiano, dove la pizza funge da veicolo straordinario di narrazione e il vino si rivela il compagno ideale per esaltarne ogni sfumatura di sapore.

Tradotto anche in inglese, il volume si propone non solo come guida agli indirizzi imperdibili, ma anche come ricettario per replicare a casa le pizze più originali e, aspetto non meno importante, come manuale pratico per apprendere l'arte dell'abbinamento tra pizza e vino con semplicità e consapevolezza. Una sezione inedita dedicata alla carta dei vini in pizzeria offre, inoltre, spunti preziosi per operatori del settore e appassionati, fornendo esempi concreti e indicazioni applicabili.

Il primo volume di "Calici & Spicchi", accolto con entusiasmo da pubblico e addetti ai lavori, ha collezionato oltre 200 presentazioni ufficiali e più di 100 menzioni su testate specializzate e generaliste. Con questa seconda pubblicazione, "Calici & Spicchi" consolida la sua posizione di riferimento imprescindibile per chi ama la pizza, il vino e le storie avvincenti che li uniscono, in Italia e nel mondo. - Donna Brigida Merone - Pizza e Cucina Vesuviana - Comunicati Stampa

lunedì 2 marzo 2026

Comune di Ottaviano | Avviso pubblico per la raccolta delle adesioni alla proposta di patto di destinazione della D. M. O. denominata VESUVIO

Avviso pubblico per la raccolta delle adesioni alla proposta di patto di destinazione della D. M. O. denominata "VESUVIO

“La festa della Montagna e la devozione a Mamma Schiavona” . Sabato 7 Marzo convegno al PLUMA - Somma Vesuviana

Dopo l’emozionante apertura con le note di Vincenzo Costanzo al Summarte, il viaggio alla scoperta delle nostre radici continua.

Secondo appuntamento seminariale del ciclo dedicato alla Festa della Montagna e alla profonda devozione per Mamma Schiavona.

Un percorso che portiamo avanti con passione insieme all’associazione Tutela dei Riti del Monte Somma per valorizzare l’identità e la storia del nostro territorio.

QUANDO: Sabato 7 Marzo

ORE: 18:00

DOVE: PLUMA – via Santa Maria a Castello, Somma Vesuviana

Sarà un momento di confronto unico con ospiti d’eccezione, concluso dall’intervento del Prof. Paolo Apolito, uno dei massimi esperti di antropologia culturale.

Interverranno:

  • Il Commissario Prefettizio (Saluti)
  • Gerardo Iovino (Presiede – Ass. Tutela dei Riti del Monte Somma)
  • Luigi Iovino (Conduce – Giornalista e Scrittore)
  • Don Francesco Feola (Rettore Santuario Castello)
  • Giuseppe Capasso (Ass. Tutela dei Riti del Monte Somma – Paranza della Traversa)

Torre Annunziata | 𝘿.𝙈.𝙊. 𝙑𝙚𝙨𝙪𝙫𝙞𝙤, 𝙖𝙫𝙫𝙞𝙨𝙤 𝙥𝙪𝙗𝙗𝙡𝙞𝙘𝙤 𝙥𝙚𝙧 𝙡𝙖 𝙧𝙖𝙘𝙘𝙤𝙡𝙩𝙖𝙙𝙞 𝙖𝙙𝙚𝙨𝙞𝙤𝙣𝙞

Il Comitato Promotore della costituenda DMO, denominata “D.M.O. VESUVIO”, intende raccogliere candidature da parte di soggetti pubblici, privati e del terzo settore ad aderire alla proposta di Patto di destinazione della DMO.
A tal fine, si rimanda all'allegato Avviso Pubblico.
Le istanze dovranno pervenire, sulla scorta dei modelli allegati, a mezzo pec all'indirizzo protocollo@pec.comune.torreannunziata.na.it entro e non oltre le ore 12:00 del 09.03.2026.
Eventuali chiarimenti potranno essere richiesti all'indirizzo mail: cultura@pec.comune.torreannunziata.na.it  

sabato 28 febbraio 2026

Pompei celebra i bambini nati o adottati nel 2018 con la messa a dimora di nuovi alberi al Parco del Bambino

Si è svolta presso il Parco del Bambino di via Aldo Moro, la cerimonia dedicata alla messa a dimora degli alberi in onore dei bambini nati o dei minori adottati nel 2018. L’iniziativa, che dà attuazione alla Legge Regionale 28 dicembre 1992, n. 14, conferma l’impegno del territorio pompeiano nella promozione di una cultura ambientale radicata e partecipata.

Alla manifestazione hanno preso parte numerosi bambini del 2018 accompagnati dalle loro famiglie. A presiedere l’evento è stato l’assessore Luigi Lo Sapio, figlio del compianto sindaco Carmine Lo Sapio, la cui recente scomparsa ha profondamente colpito la comunità. Presenti, per l’amministrazione comunale, anche l’assessore Catello Raimo e l’assessore al Verde Pubblico Vincenzo Mazzetti.

La giornata è stata promossa dalla Regione Campania attraverso la Direzione Ambiente e Foreste, guidata dalla dottoressa Rosa Caterina Marmo, assente per inderogabili impegni istituzionali. A rappresentarla è intervenuto il dottor Salvatore Apuzzo, funzionario della Direzione e principale coordinatore dell’organizzazione dell’evento, affiancato dalla dottoressa Mariagrazia Matrone e dal dottor Giuliano Colombo.

Gli alberi messi a dimora sono esemplari di leccio, specie autoctona particolarmente adatta alle caratteristiche ambientali del territorio. Le operazioni di piantumazione sono state eseguite dagli operai idraulico‑forestali del vivaio regionale “Improsta” di Eboli.

La nuova area verde ha ricevuto la benedizione di don Giuseppe Ruggiero, parroco della Parrocchia di San Giuseppe. Alla cerimonia hanno assistito anche i Carabinieri Forestali del Nucleo di Castellammare di Stabia, a testimonianza della costante attenzione delle istituzioni alla tutela del patrimonio naturale.

L’iniziativa conferma il valore simbolico e ambientale della piantumazione di un albero per ogni nuovo nato, un gesto che in Campania è diventato tradizione consolidata e strumento concreto di salvaguardia del territorio. -  Comune di Pompei

martedì 24 febbraio 2026

Pompei | Andrea Sannino “ABBRACCIAME – Sogni che si tengono per mano”

Giovedì 26 febbraio 2026 prende vita “ABBRACCIAME – Sogni che si tengono per mano”, un evento culturale e formativo che unisce musica, parole ed emozioni in un’esperienza di condivisione e ispirazione dedicata ai giovani del territorio.

Protagonista dell’incontro è Andrea Sannino, artista e autore del libro “Prima di Abbracciame”, la cui celebre canzone “Abbracciame” è diventata negli anni un simbolo di vicinanza, resilienza e forza dei legami umani.

La mattinata sarà articolata in due momenti distinti.

  • Alle ore 10.30, all’interno del Parco Archeologico di Pompei, nell’area riservata della Parvula Domus, si terrà il primo incontro con l’artista Andrea Sannino insieme ai ragazzi della Cooperativa Sociale “Il Tulipano”.

Seguirà una breve visita agli Scavi, durante la quale saranno proprio i ragazzi de “Il Tulipano” a fare da guida all’artista, in un simbolico scambio di esperienze e ruoli che valorizza inclusione, partecipazione e crescita condivisa.

  • Successivamente, intorno alle ore 11.30, Andrea Sannino sarà accompagnato presso il Museo Temporaneo d’Impresa di Pompei,  dove sarà accolto dagli studenti del Liceo Statale “E. Pascal”, della Scuola Secondaria di I grado “Amedeo Maiuri” e della Scuola Secondaria di I grado “Matteo Della Corte”.

Qui si terrà il secondo momento dell’iniziativa: la testimonianza dell’artista, il dialogo con i ragazzi e i saluti conclusivi.

Attraverso la sua testimonianza, la musica e il dialogo diretto con i ragazzi, Sannino accompagnerà i partecipanti in un percorso emotivo che invita a non mollare, a credere nei propri sogni e a riconoscere nell’abbraccio un gesto capace di generare fiducia, speranza e futuro.

L’iniziativa, che vede il patrocinio morale del Comune di Pompei e sostenuta dall’Assessore alle Politiche Sociali Vincenzo Mazzetti, coinvolge i ragazzi della Cooperativa Sociale “Il Tulipano” presieduta da Giovanni Minucci, gli studenti del Liceo Statale “E. Pascal”, della Scuola Secondaria di I grado “Amedeo Maiuri” e della Scuola Secondaria di I grado “Matteo Della Corte” in un momento di incontro che promuove inclusione, ascolto e valorizzazione delle differenze come risorsa per la crescita personale e collettiva.

In un luogo che racconta la storia del tempo, della fragilità e della rinascita, “ABBRACCIAME – Sogni che si tengono per mano” si propone come un’esperienza educativa e culturale capace di lasciare un segno profondo, rafforzando il dialogo tra generazioni e offrendo ai giovani uno spazio autentico di confronto, espressione e ispirazione.

Un abbraccio che diventa voce.

Una canzone che diventa promessa.

Un sogno che, tenuto per mano, può diventare futuro.

sabato 21 febbraio 2026

Volwer Lab, al via le interviste in diretta

Volwer Lab entra nel vivo. Il progetto finanziato nell’ambito del Next Generation Eu (PNRR M5C3 – Investimento 1.3 – Interventi socio-educativi strutturati per combattere la povertà educativa nel Mezzogiorno a sostegno del Terzo Settore), su bando del Dipartimento per la Coesione Territoriale, inizia la sua fase più accattivante: i 160 alunni degli istituti superiori di Torre Annunziata coinvolti, che in questi primi mesi hanno lavorato su temi, storie e tecniche giornalistiche, siederanno davanti alle telecamere della webtv Volwer (nei nuovi studi a Boscoreale, Napoli) per approfondire tematiche sociali, d’attualità, culturali e scientifiche. Lo faranno nelle oltre trenta interviste che si terranno di pomeriggio in diretta da febbraio ad inizio maggio sul sito della webtv e sui canali social. Gli alunni delle scuole oplontine si ritroveranno a parlare con autori di libri e di podcast, artisti, professionisti della comunicazione e dello sport, docenti impegnati su materie d’attualità, esperti nell’uso dell’intelligenza artificiale, figure delle istituzioni e della magistratura, personaggi di rilievo nel mondo della ristorazione e dell’accoglienza.


Il progetto è stato pensato per i giovani come un luogo di apprendimento più stimolante delle classiche lezioni scolastiche e per arginare fenomeni di isolamento dei ragazzi che sempre più spesso si rifugiano nella realtà virtuale, perdendo ogni interesse nelle tradizionali attività didattiche. Alle alunne e agli alunni è stato proposto un uso consapevole di internet, lavorando insieme ad esperti del settore per potenziare le loro capacità di accedere e selezionare le informazioni e sviluppare digital skils spendibili nei successivi percorsi formativi e/o lavorativi.

Un partenariato articolato tra Ets e scuole ha sostenuto e sta portando avanti Volwer Lab. Ne fanno parte l’associazione capofila Eiraionos Aps, il Caffè Letterario – Nuove Voci, Destinazione Italia srl, il liceo Pitagora-Croce, il liceo Giorgio De Chirico, l’istituto Graziani-Cesaro-Vesevus e l’Istituto Superiore Marconi. «È una formula di apprendimento che portiamo avanti da qualche anno con risultati molto positivi. I ragazzi si impegnano anche perché coinvolti in prima persona durante le interviste». Ha detto il giornalista Raffaele Perrotta, coordinatore di progetto e direttore di Volwer Tv, aggiungendo: «Un plauso va alle scuole che sono sempre disponibili ad accogliere progetti per potenziare le conoscenze degli alunni».