Due incendi in rapida successione hanno colpito il Parco Archeologico Naturalistico di Longola, a Poggiomarino, distruggendo le strutture in legno, gli spazi didattici, le aree di accoglienza e i giochi dei bambini. Una ferita profonda per un presidio di cultura che da anni rappresenta un punto di riferimento per le comunità del territorio vesuviano.
La risposta, però, non si è fatta attendere. Oltre 50 associazioni hanno già aderito all’appello lanciato da Terramare 3000 APS, e il numero continua a crescere: a loro si affiancano istituzioni, studiosi, artisti, archeologi. Un fronte comune che rifiuta di accettare che le speranze riposte in quel luogo vadano in fumo insieme al legno bruciato.
Domenica 5 luglio alle 17.30, direttamente nel parco di Longola, istituzioni e associazioni si riuniranno per un appuntamento aperto a tutti: l’evento finale dell’Archeofestival, il tour alla scoperta dei tesori storici e culturali della Campania promosso proprio da Terramare 3000.
L’obiettivo è duplice: manifestare solidarietà concreta e avviare una riflessione collettiva sulla rinascita del parco, con la progettazione condivisa dei prossimi passi.
Parallelamente, Terramare 3000 ha lanciato l’appello “Una frase per Longola”, rivolto ad artisti, giornalisti, scrittori, studiosi, amministratori e a chiunque abbia a cuore la cultura come bene comune. L’iniziativa raccoglie messaggi di solidarietà (una frase, un pensiero, una riflessione) che confluiranno in una mostra pubblica allestita durante le iniziative di rilancio del sito.
Le parole, come le pietre, resistono. «Le fiamme possono bruciare il legno, non la memoria», ricorda Linda Solino, presidente di Terramare 3000. È possibile inviare il proprio contributo sul sito www.archeofestival.it, dove l’appello è già consultabile.
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