mercoledì 26 agosto 2026

ECSTATIC POMPEII, i misteri di Dionysos Primo appuntamento con “SEMELE. La verità è un fuoco”

28 agosto Oplontis

29 agosto Villa dei Misteri 

con Loredana Piedimonte, Costanza Cutaia e Massimo Cordovani

regia di Rosario Sparno 

www.pompeiesopop.it

E’ il personaggio di Semele, la principessa di Tebe, madre di Dioniso, che apre il ciclo di performance teatrali e visite guidate dal titolo “ECSTATIC POMPEII. I misteri di Dionysos” dal 28 agosto al 26 settembre durante le aperture serali del Parco archeologico di Pompei e nei siti della grande Pompei.

Semele, ingannata da Era chiede a Zeus di rivelarsi nelle sue sembianze e per questo muore bruciata dalla luce e dalle saette del dio.

Chiede a Zeus di mostrarsi nella sua forma reale, non per un capriccio, ma perché la verità, se è tale, deve poter essere vista da tutti - spiega il regista Rosario Sparno - . Ma è proprio qui che si svela il fulcro filosofico del mito: l’essere umano non è fatto per sostenere l’urto della verità assoluta. La morte di Semele diventa così un atto generativo: dal suo ventre strappato nasce Dioniso, il dio straniero, l’indomabile, colui che si spezza e si ricompone. Il sacrificio della madre è l’origine stessa dell’esperienza dionisiaca, di quell’estasi e di quel tremore che da allora abitano i corpi e la memoria degli uomini”.

Interpretata da Loredana Piedimonte, in scena insieme a Costanza Cutaia e al musicista Massimo Cordovani, Semele da così il via alla seconda edizione di Esopop, storie in festival il progetto del Parco Archeologico di Pompei che, attraverso performance teatrali dal vivo, promuove e valorizza i siti culturali dell’area vesuviana.

«Con la seconda edizione di Esopop e con Ecstatic Pompeii – spiega il direttore del Parco Archeologico di Pompei, Gabriel Zuchtriegel – continuiamo a raccontare il patrimonio del territorio vesuviano anche attraverso linguaggi nuovi e contemporanei. Quest’anno partiamo dalla scoperta della Casa del Tiaso nella Regio IX, che ci ha restituito una testimonianza molto importante del culto di Dioniso a Pompei. Da qui nasce l’idea di portare questo racconto anche fuori dalla città antica, coinvolgendo Oplontis, Boscoreale e Stabia. Vogliamo creare un percorso che metta insieme archeologia, teatro e ricerca e che permetta al pubblico di avvicinarsi al mondo di Dioniso e delle Baccanti in modo diretto e coinvolgente. È un modo per far dialogare ciò che arriva dal passato con il nostro modo di guardare e interpretare quel mondo oggi».

Prodotti da Casa del Contemporaneo produzioni teatrali, gli spettacoli - diretti da Rosario Sparno e da Fabio Cocifoglia - hanno una durata di 30 minuti e sono replicati due volte per sera.

II costumi di scena sono parte delle collezioni Sanctamuerte del fiorentino Filippo Giorgi.


ECSTATIC POMPEII, i misteri di Dionysos, seconda edizione del progetto di valorizzazione ESOPOP, storie in festival è promosso dalla Direzione Generale Spettacolo dal Vivo del Ministero della Cultura e dalla Regione Campania tramite Scabec - Società Campana Beni Culturali con fondi campania>artecard.

Prima di ogni replica, una visita accompagnata dagli operatori didattici di Le Nuvole teatro arte scienza illustrerà al pubblico le caratteristiche e la storia dei luoghi.

Biglietti: 7,00 €

in vendita su www.vivaticket.it selezionando Ecstatic Pompeii.

Le immagini del progetto sono state realizzate dal fotografo Simone Florena.

Tutte le info e gli altri appuntamenti in programma su www.pompeiesopop.it


martedì 25 agosto 2026

Il 𝟐𝟒 𝐚𝐠𝐨𝐬𝐭𝐨 𝐝𝐞𝐥 𝟕𝟗 𝐝.𝐂. il Monte Vesuvio eruttava, segnando per sempre la storia del nostro territorio e dell’intera civiltà antica.

Il 𝟐𝟒 𝐚𝐠𝐨𝐬𝐭𝐨 𝐝𝐞𝐥 𝟕𝟗 𝐝.𝐂. il Monte Vesuvio eruttava, segnando per sempre la storia del nostro territorio e dell’intera civiltà antica. Un evento che nei secoli ha continuato a vivere nella memoria collettiva, nell’arte e nella letteratura.

Tra coloro che ne colsero il significato più profondo vi fu 𝐆𝐢𝐚𝐜𝐨𝐦𝐨 𝐋𝐞𝐨𝐩𝐚𝐫𝐝𝐢, che nella primavera del 1836, a Torre del Greco, compose 𝐋𝐚 𝐠𝐢𝐧𝐞𝐬𝐭𝐫𝐚 𝐨 𝐈𝐥 𝐟𝐢𝐨𝐫𝐞 𝐝𝐞𝐥 𝐝𝐞𝐬𝐞𝐫𝐭𝐨, penultima lirica dei Canti, pubblicata postuma nel 1845. Quella che vi proponiamo è una delle tre copie custodite presso la Biblioteca Nazionale di Napoli, trascritta da 𝐀𝐧𝐭𝐨𝐧𝐢𝐨 𝐑𝐚𝐧𝐢𝐞𝐫𝐢 sotto dettatura di Giacomo Leopardi, ormai costretto a rinunciare alla scrittura a causa delle sue gravi condizioni fisiche.
In questi versi, il poeta osserva il 𝐕𝐞𝐬𝐮𝐯𝐢𝐨 come simbolo della forza della natura e della fragile condizione umana, affidando alla ginestra il valore della dignità e della resistenza:
«Qui su l'arida schiena
Del formidabil monte
Sterminator Vesevo,
La qual null'altro allegra arbor nè fiore,
Tuoi cespi solitari intorno spargi,
Odorata ginestra»
𝐋𝐚 𝐥𝐞𝐭𝐭𝐞𝐫𝐚𝐭𝐮𝐫𝐚 𝐜𝐮𝐬𝐭𝐨𝐝𝐢𝐬𝐜𝐞 𝐥𝐚 𝐦𝐞𝐦𝐨𝐫𝐢𝐚 𝐝𝐞𝐢 𝐥𝐮𝐨𝐠𝐡𝐢, 𝐭𝐫𝐚𝐬𝐟𝐨𝐫𝐦𝐚𝐧𝐝𝐨 𝐥𝐚 𝐬𝐭𝐨𝐫𝐢𝐚 𝐢𝐧 𝐫𝐢𝐟𝐥𝐞𝐬𝐬𝐢𝐨𝐧𝐞 𝐮𝐧𝐢𝐯𝐞𝐫𝐬𝐚𝐥𝐞. - Biblioteca Nazionale di Napoli

domenica 23 agosto 2026

Castellammare di Stabia (NA) | Parco archeologico di Pompei - Reggia del Quisisana - Museo Archeologico di Stabia "Libero D'Orsi"

 Museo Archeologico di Stabia

La Reggia di Quisisana, a Castellammare di Stabia, fu costruita nel XIII secolo dai sovrani angioini, ma fu solo con gli interventi condotti da Carlo III di Borbone tra il 1765 e il 1790 che il palazzo assunse l’aspetto attuale. Il complesso, che rispecchiava l’idea del “palazzo di caccia e villeggiatura”, ha una struttura ad elle così da godere da un lato di una splendida vista sul golfo e dall’altro di essere meglio collegato a Castellammare.

Nel periodo seguente anche il parco venne riammodernato e ingrandito sui modelli del giardino all’inglese con grandi viali, scale, fontane e giochi d’acqua che sfruttavano scenograficamente sia la ricca vegetazione delle pendici del Faito che le sorgenti d’acqua. La fama del Palazzo era tale da attrarre moltissimi viaggiatori e personalità straniere a soggiornare nell’area e il suo splendore ci è testimoniato dagli acquerelli e dalle incisioni di Hackert e Dahl nonché dalle vedute della Scuola di Posilippo.

Dopo alcuni decenni di abbandono, il palazzo è stato oggetto all’inizio del 2000 di un grande intervento di restauro terminato nel 2009 e che ha restituito l’antico splendore.

Il sito è di proprietà del Comune di Castellammare di Stabia, che nel 2020 ha concesso il giardino storico e gran parte del Palazzo reale al Parco archeologico di Pompei per i suoi fini istituzionali e perché potesse concorrere alla valorizzazione del complesso immobiliare. 

A partire dal 2020, all’interno della Reggia è ospitato il Museo Archeologico di Stabia, dedicato alla memoria di Libero D’Orsi, dove è possibile ammirare una collezione di opere provenienti dalle ville di età romana del territorio stabiano. 600 i reperti ora esposti, tra affreschi, arredi marmorei, suppellettili in ceramica e bronzo: preziose testimonianze della vita quotidiana, in particolare quella che si svolgeva nelle ville romane d’otium (lussuose residenze finalizzate al riposo, del corpo e dello spirito, dalle attività e dagli affari) e nelle ville rustiche (simili nella concezione alle moderne fattorie), site in posizione panoramica con “vista” sul Golfo di Napoli.

Il Museo archeologico di Stabia si contraddistingue soprattutto per le sue opere pittoriche, rappresentando il secondo museo al mondo, dopo il Museo Archeologico Nazionale di Napoli, ad ospitare la più grande collezione di affreschi di età romana.

Nel 2024 il percorso di visita è stato ampliato con una nuova sezione interamente dedicata al paesaggio, ovvero all’indagine tra l’ambiente e il costruito nel territorio stabiano di età romana. Tutto l’allestimento è stato rivisitato alla luce dell’introduzione delle nuove tecnologie, di apparati multimediali e didattici, che implementano l’accessibilità fisica e culturale delle opere e dei contenuti. Il progetto scientifico è stato curato dal Direttore Generale Gabriel Zuchtriegel e da Maria Rispoli, Direttrice del Museo Archeologico di Stabia. 

IL PERCORSO MULTIMEDIALE  

I 6 dispositivi multimediali lungo il percorso raccontano, attraverso modalità immersive e partecipative, le forti relazioni tra la città antica e quella contemporanea. 

Si racconta di un sito archeologico straordinario, l’antica Stabiae, due volte distrutta e due volte rinata. Conquistata e devastata nel corso della Guerra Sociale dalle truppe di Silla, come punizione per essere passata dalla parte dei ribelli italici, riprende vita come pagus di Nocera e diventa sede di importanti e prestigiose ville marittime, dotate di meravigliosi e lussuosi apparati decorativi. 

Successivamente verrà distrutta dall’eruzione del Vesuvio nel 79 d.C. alla stregua di Pompei ed Ercolano, ma a differenza di queste ultime rinacque già nel 92 d.C. come riporta il poeta Stazio. Stabiae era sede di una statio della flotta misenate e continuerà ad esserlo anche in età post eruzione, come ci dimostrano i reperti rinvenuti sotto la Cattedrale di Castellammare di Stabia. 

Nella prima sala un plastico multimediale entra in relazione con i reperti esposti, raccontando in un lungo arco temporale le trasformazioni del territorio – compreso tra Ercolano, il Vesuvio, Pompei fino a Sorrento sul versante napoletano e Nocera e i Monti Lattari su quello salernitano; e i due diversi momenti di scoperta della città antica di Stabia, la prima in età borbonica (negli anni in cui furono scoperte Pompei ed Ercolano); la seconda ad opera del Preside Libero D’Orsi, negli anni ‘50. 

Quest’ultimo momento, in particolare, viene ripercorso attraverso un diario multimediale con la voce, le foto e gli appunti del Preside D’Orsi. Un libro cartaceo multimediale che i visitatori possono sfogliare virtualmente per scoprire tutti i particolari che hanno fatto la storia e la fortuna degli scavi. 

IL RAPPORTO CON IL PAESAGGIO E CON IL TERRITORIO

Il nuovo concept del museo è fortemente orientato a mettere in risalto le connessioni che l’antica Stabiae seppe creare con le risorse del suo ager (territorio) circostante, corrispondente oggi ai comuni di S. Antonio Abate, Santa Maria La Carità, Gragnano, Casola, Pimonte. Un ricco e variegato territorio che, in epoca romana, fu connotato dall’impianto di interessanti complessi residenziali e produttivi nel rispetto della vocazione di ciascun fondo agricolo. Contesti poco conosciuti dalla comunità che il Museo intende valorizzare e raccontare nella sua specificità. 

Un’ampia sezione è dedicata ai ritrovamenti provenienti da questi complessi, dotati di apparati di importante impegno architettonico e decorativo, dalle stanze di soggiorno, ai triclini e ai cubicula (stanze da letto) fino ad arrivare ai raffinati complessi termali. 

Gli allestimenti evocano le grandi sale affacciate sul Vesuvio e sul golfo stabiano che rappresentano ancora oggi quinte sceniche proiettate sul mare. Nel museo il paesaggio, che era godibile nel 79 d.C., è stato riscostruito fedelmente sul fondo della sala, spogliandolo di tutte le costruzioni contemporanee, e riproponendolo in una proiezione dinamica che cambia nell’arco delle 24 ore della giornata. 

La proiezione diventa la quinta prospettica agli arredi rinvenuti nei peristili e nei giardini delle ville di Varano. Su di essi si affacciavano gli ambienti dedicati al soggiorno e al riposo diurno, all’otium e alla lettura, alla convivialità e all’ospitalità che mantenevano perennemente lo sguardo proiettato sul panorama: Ischia e Capo Miseno, Capri e la penisola sorrentina ma anche le alte e verdi montagne di cui Simmaco elogia la qualità e la salubrità del latte prodotto dagli armenti che qui pascolavano. 

Alle pareti gli affreschi che raffigurano scene marittime e bucoliche, immagini di divinità e del mondo dionisiaco, ritratti e volti, forse appartenuti ai proprietari di casa. Non mancano immagini dell’antico paesaggio stabiano, in cui sono stati riconosciuti luoghi reali del contesto storico del I d.C..

Il ritrovamento del carro interamente conservato con i suoi cavalli, lungo le rampe di Villa Arianna, è testimonianza di una viabilità interna tra il pianoro di Varano e il mare ma è anche segno di una strage, quella dell’eruzione pliniana, che ha distrutto e sepolto l’antica città, che a differenza di Pompei ed Ercolano, rinacque dopo pochi anni dall’eruzione. 

Scomparsa Pompei, Stabiae rappresentava l’unico sbocco per Nocera. Le sue vie, quella per terra e quella mare, l’hanno salvata dall’oblio. La rinascita è raccontata mediante un’installazione multimediale interattiva che fa rivivere l’antica Tabula Peutingeriana, una carta stradale del V d.C. che mostra le città e le strade di tutto il territorio italiano. MiC - Pubblicato il 2020-04-14 17:55:15 / Ultimo aggiornamento 2026-07-03 10:04:20

Boscoreale | Parco archeologico di Pompei - Villa Regina

Scoperto nel 1977 il complesso, situato nel Comune di Boscoreale, è una fattoria di piccole dimensioni costruita in età sillana (I secolo a.C.), incentrata su una cella vinaria ospitante 18 dolia interrati per la conservazione del mosto ricavato dall’uva prodotta nel vigneto che circondava la villa e della quale è stato possibile ricostruire l’impianto. La fattoria era infatti dotata di un apposito ambiente per la torchiatura dei grappoli, oltre che di locali adibiti alle attività domestiche, a stalla e deposito.

Della pars urbana l’unico ambiente signorile era il triclinio ornato da pitture di III stile, mentre altre stanze di alloggio erano poste al piano superiore accessibile mediante una scala.

All’epoca dell’eruzione la fattoria doveva essere utilizzata solo durante le lavorazioni agricole, e presenta molte stanze in attesa di essere ripristinate dopo il terremoto del 62 d.C.

Tra gli oggetti ivi rinvenuti si segnalano una piccola erma del dio Bacco, proveniente dal larario del portico, numeroso vasellame da mensa e da cucina, attrezzi agricoli ed alcune lucerne, tra cui una databile al III-IV secolo d.C. che dimostra la frequentazione del sito in epoca posteriore all’eruzione del 79 d.C..


 MiC - Pubblicato il 2020-04-14 17:51:03 / Ultimo aggiornamento 2024-04-23 16:30:59      

sabato 22 agosto 2026

VALLE DEL NATALE 2026: CERCHIAMO I NUOVI ABITANTI DELLA VALLE!

Cerchiamo gli abitanti della Valle.

Per Valle del Natale 2026 cerchiamo persone capaci di trasformarsi nei nuovi abitanti della Valle: volti, voci, talenti e personalità autentiche, forti e riconoscibili.

Non cerchiamo semplicemente animatori e non è necessario avere esperienza nel mondo dello spettacolo: cerchiamo soprattutto persone che abbiano qualcosa di particolare da raccontare e da portare in scena

Chi stiamo cercando

  • La ricerca è aperta a uomini e donne di età differenti, compresi adulti e senior, per interpretare Santa Claus, Mrs Claus, artigiani, musicisti, narratori e personaggi fantastici della Valle.
  • Attori, cantanti, musicisti, performer e danzatori sono i benvenuti, così come chi è alla prima esperienza ma possiede presenza, espressività, una voce particolare, spontaneità o semplicemente un modo di essere che si faccia ricordare.

Santa Claus

  • Cerchiamo uomini adulti con barba bianca naturale, lunga e importante, una presenza credibile e riconoscibile, una voce calda e una naturale capacità di entrare in relazione con bambini e adulti.
  • Esperienze di recitazione, teatro o spettacolo sono apprezzate, ma non indispensabili: ci interessa prima di tutto incontrare la persona giusta.

Mrs Claus

  • Cerchiamo una donna adulta dalla presenza calda, elegante e accogliente, spontanea, comunicativa e con una personalità capace di dare vera identità al personaggio.
  • Non cerchiamo un cliché e non è richiesta esperienza professionale: cerchiamo una personalità che si faccia ricordare.

Gli abitanti della Valle

  • Non cerchiamo un cast in cui tutti si assomigliano.
  • Cerchiamo persone eleganti, buffe, misteriose, poetiche, imponenti, minute, dolcissime o fuori dagli schemi.
  • Potresti essere un Giocattolaio, un Postino, un Cantastorie, un artigiano, un musicista, una creatura del bosco… oppure un personaggio che ancora non abbiamo immaginato.

“A volte basta entrare in una stanza e farci pensare: Tu devi vivere nella Valle.

  • CASTING DAY
  • Sabato 12 settembre 2026
  • Valle dell’Orso – Torre del Greco

In questa prima fase vogliamo solo conoscerti. Non sono richiesti foto, video di presentazione, CV obbligatorio o prove artistiche online.

venerdì 21 agosto 2026

Torre del Greco | Agli ex Marzoli “Voci d’autunno Festival Jazz”

Tornano ad accendersi le luci sul complesso degli ex molini meridionali Marzoli. È ancora una volta l’arte, e più precisamente la musica, a regalare quattro fine settimana di grandi emozioni. Merito dell’edizione 2026 di “Voci d’autunno Jazz Festival”, la rassegna promossa dall’amministrazione comunale guidata dal sindaco Luigi Mennella nell’ambito delle iniziative culturali volte alla valorizzazione e alla promozione del territorio.

È ricco il programma curato dall’ufficio cultura del dirigente Gaetano Camarda, con la direzione artistica di Gennaro Russo: 

  • si parte con un grande nome della musica italiana come Raphael Gualazzi. Il vincitore dell’edizione 2011 della sezione Giovani del Festival di Sanremo (in quell’anno rappresentò anche l’Italia all’Eurovision Song Contest, giungendo secondo, arrivando a guadagnarsi il premio della giuria tecnica), si esibirà con il suo complesso venerdì 4 settembre. 
  • Il giorno seguente sarà la volta di Chanda Rule & Sweet Emma Band. 
  • Altri grandi nomi delle sette note saranno sul palco degli ex Marzoli la settimana successiva: venerdì 11 settembre è atteso “L’imbroglio sul lenzuolo” di Daniele Sepe, con ospite Flavio Boltro. 
  • Ancora un volto noto del Festival di Sanremo di qualche anno fa è invece atteso sabato 12 settembre: si tratta di Sergio Cammariere, terzo all’Ariston nel 2003 (quando ottenne anche il premio delle critica e quello per la migliore composizione musicale con “Tutto quello che un uomo”) e protagonista anche nel 2008 con “L’amore non si spiega”, che a Torre del Greco si esibirà con la sua band.
  • Ray Gelato & The Giants e Vincent Peirani Living Being IV con “Time reflections” saranno invece i protagonisti delle due esibizioni previste il 18 e 19 settembre. 
  • Sapore sanremese anche per il finale dell’edizione 2026 di “Voci d’autunno Jazz Festival” e più precisamente venerdì 25 grazie a Karima (alla kermesse della canzone italiana nel 2009 nelle Nuove proposte) che agli ex molini presenterà “Canta autori”, 
  • mentre la vera e propria chiusura della rassegna sarà affidata alla inconfondibile voce di Athene Wilson, artista che sabato 26 settembre sarà accompagnata dai Luca Giordano Band.

Tutti gli spettacoli sono in programma negli spazi esterni della struttura di via Calastro alle ore 21, con ingresso gratuito e posti a sedere fino al loro esaurimento. Per presentare l’intero cartellone e tutte le curiosità relative alla kermesse, martedì 1 settembre, alle ore 10.30, presso il complesso Stecca degli ex molini meridionali Marzoli si svolgerà una conferenza stampa, alla quale - oltre ai rappresentanti dell’amministrazione comunale e al direttore artistico - interverranno alcuni degli artisti protagonisti dell’ampio cartellone. Comune di Torre del Greco

martedì 18 agosto 2026

GIOVANI, COLTIVATE IL VOSTRO FUTURO. LA TERRA DEL VESUVIO HA BISOGNO DI VOI.

Un'opportunità concreta per i giovani che vogliono investire nella nostra terra, trasformare un'idea in un'impresa e costruire il proprio futuro nell'agricoltura.

La Regione Campania, con il bando SRE01 – Insediamento Giovani Agricoltori, mette a disposizione 30 milioni di euro per sostenere i giovani tra i 18 e i 40 anni (41 non compiuti) che scelgono di insediarsi per la prima volta come titolare di un'azienda agricola.
Terzigno rientra nella Macroarea C, e questo vuol dire che il finanziamento previsto è quello massimo, che è pari a 50.000 euro.
Le domande devono essere presentate telematicamente attraverso il Portale SIAN entro le ore 14:00 del 15 settembre 2026.
Terzigno ha una storia agricola straordinaria, costruita da generazioni di uomini e donne che hanno saputo trasformare la fertilità della terra vesuviana in prodotti di eccellenza.
Oggi dobbiamo fare un passo in più: creare le condizioni perché una nuova generazione torni a credere nell'agricoltura, mettendo insieme tradizione, innovazione, sostenibilità e impresa.
Dal Pomodorino del Piennolo del Vesuvio al fico bianco, dalla vite alla nocciola, dal gelso al miele, dall'olivo alle tante colture orticole: abbiamo un patrimonio agricolo che merita di essere custodito, valorizzato e soprattutto tramandato.
Riprendiamoci il nostro ruolo di agricoltori di eccellenza del Vesuvio. Coltiviamo le nostre radici e costruiamo insieme il futuro di Terzigno.  - Salvatore Carillo Sindaco

giovedì 13 agosto 2026

ERCOLANO NON VA IN VACANZA: IL PARCO ARCHEOLOGICO APERTO ANCHE A FERRAGOSTO

Un luglio da record apre le porte all’estate: +6,8% di visitatori sul 2025, terzo miglior gennaio-luglio di sempre per il Parco

Parco Archeologico di Ercolano  ·  aperto anche sabato 15 agosto  ·  ore 8:30–19:30 (ultimo ingresso 18:00)

Anche quest’anno il Parco Archeologico di Ercolano sarà regolarmente aperto il giorno di Ferragosto, con il consueto orario estivo dalle 8:30 alle 19:30 (ultimo ingresso alle 18:00), offrendo a visitatori e appassionati di storia l’occasione di trascorrere una giornata immersi nel fascino di un’antica città romana perfettamente conservata, sito Patrimonio dell’Umanità UNESCO. Gli ingressi restano quelli abituali, da Corso Resina 187 e da Via dei Papiri Ercolanesi 19. 

Un invito che arriva in un momento particolarmente positivo per il Parco: i dati di affluenza di luglio, appena consolidati, raccontano una crescita netta rispetto agli ultimi anni e confermano Ercolano tra le mete più amate dell’estate campana.

Un luglio da record

A luglio 2026 il Parco Archeologico di Ercolano ha registrato 44.985 visitatori, in crescita del +6,8% rispetto ai 42.110 di luglio 2025 e del +16,9% rispetto ai 38.474 di luglio 2024: il quinto miglior luglio della serie storica del Parco.

«Il Ferragosto al Parco è un’occasione preziosa per vivere la cultura all’aria aperta, in un momento in cui la domanda culturale si rinnova e cresce, come dimostrano i numeri di questi mesi. Vogliamo offrire ai visitatori un’esperienza di visita confortevole e suggestiva, un invito a esplorare con calma i luoghi, le storie e i reperti che raccontano una delle più affascinanti città romane sepolte dall’eruzione del Vesuvio del 79 d.C.»

— Federica Colaiacomo, Direttrice del Parco Archeologico di Ercolano

Dopo l’estate, l’appuntamento de “I Venerdì di Ercolano”

Alla crescita generale del Parco si affianca il grande successo de “I Venerdì di Ercolano”, la rassegna di aperture serali che nella sua nona edizione ha registrato un record, con il sold out di venerdì 7 agosto che si aggiunge a quello già raggiunto nella serata precedente.

Dopo l’ultima serata estiva di venerdì 7 agosto, la rassegna si ferma per la pausa estiva per tornare con un appuntamento speciale sabato 26 settembre, in occasione delle Giornate Europee del Patrimonio: un’occasione in più, a fine mese, per chi vuole scoprire il Parco in una veste insolita, tra performance di teatro, musica e danza nell’area archeologica illuminata.

Informazioni pratiche per Ferragosto

Il Parco è aperto tutti i giorni, Ferragosto compreso, con orario estivo 8:30–19:30 (ultimo ingresso 18:00). Si consiglia l’acquisto online in anticipo per evitare le code in biglietteria, scarpe comode e una protezione solare adeguata per la visita nelle ore centrali della giornata.

Viste le alte temperature di questo periodo, si raccomanda ai visitatori di munirsi di un abbigliamento adeguato, copricapo, ombrellino parasole e una scorta d’acqua per affrontare la visita in sicurezza e nel massimo comfort.

Il prossimo appuntamento: Gli Ozi di Ercole

Prima del ritorno de “I Venerdì di Ercolano” il 26 settembre, il pubblico è atteso dal 10 al 12 settembre per “Gli Ozi di Ercole”, la rassegna di lezioni-spettacolo, reading teatrali e concerti che trasforma l’Antica Spiaggia in un palcoscenico a cielo aperto. L’edizione 2026, dal titolo Amore e guerra, propone tre serate, dalle 20:00 alle 24:00, tra conversazioni, letture sceniche e concerti, con ospiti come Lucia Mascino, Laura Pepe, Ambrogio Sparagna e Raffaello Simeoni, Carmen Gallo, Isabella Ragonese, Silvia Romani, Carlo Boccadoro, Gennaro Carillo, Federica Fracassi e Francesco Di Bella.

Biglietti disponibili su Gli Ozi di Ercole | Amore e guerra | CoopCulture (intero €10,00, ridotto €5,00, abbonamento alle tre serate €15,00)

lunedì 10 agosto 2026

Trecase - 𝗗𝘂𝗲 𝗹𝗶𝗯𝗿𝗶. 𝗗𝘂𝗲 𝗮𝘂𝘁𝗼𝗿𝗶. 𝗗𝘂𝗲 𝗼𝗰𝗰𝗮𝘀𝗶𝗼𝗻𝗶 𝗽𝗲𝗿 𝗳𝗲𝗿𝗺𝗮𝗿𝘀𝗶, 𝗮𝘀𝗰𝗼𝗹𝘁𝗮𝗿𝗲 𝗲 𝗿𝗶𝗳𝗹𝗲𝘁𝘁𝗲𝗿𝗲.

𝗗𝘂𝗲 𝗹𝗶𝗯𝗿𝗶. 𝗗𝘂𝗲 𝗮𝘂𝘁𝗼𝗿𝗶. 𝗗𝘂𝗲 𝗼𝗰𝗰𝗮𝘀𝗶𝗼𝗻𝗶 𝗽𝗲𝗿 𝗳𝗲𝗿𝗺𝗮𝗿𝘀𝗶, 𝗮𝘀𝗰𝗼𝗹𝘁𝗮𝗿𝗲 𝗲 𝗿𝗶𝗳𝗹𝗲𝘁𝘁𝗲𝗿𝗲.

In un tempo in cui tutto corre veloce, scegliere di dedicare una serata a un libro, a un #dialogo e al #confronto è un piccolo gesto che ha un #grande #valore.

Con #BiEsseAssociazione, il mese di settembre si arricchisce di due appuntamenti che porteranno nel cuore della nostra comunità storie, esperienze e punti di vista diversi.


✅ 17 settembre – ore 18:30 #Gino #Rivieccio presenterà il suo libro "𝗖𝗵𝗲 𝗶𝗼 𝘀𝗮𝗽𝗽𝗶𝗮, 𝗻𝗼𝗻 𝘀𝗼", dialogando con #Vincenzo #Tortora, in una serata che unirà ironia, riflessione e racconti di vita.

✅ 21 settembre – ore 18:30, in occasione della Giornata Internazionale della Pace 2026, #Marina #Castellano presenterà "𝗩𝗼𝗿𝗿𝗲𝗶 𝘃𝗲𝗱𝗲𝗿𝗲 𝗶 𝗯𝗮𝗺𝗯𝗶𝗻𝗶 𝗴𝗶𝗼𝗰𝗮𝗿𝗲" , dialogando con #Gabriella #Pepe.

Un incontro di grande intensità che porterà ai partecipanti la testimonianza di chi ha vissuto da vicino gli scenari della guerra, ricordandoci quanto siano preziosi la pace, la solidarietà e la dignità umana.

La #cultura ha la capacità di farci sorridere, emozionare e riflettere.

Vi aspettiamo per vivere insieme due serate che sapranno lasciare qualcosa dentro ciascuno di noi. Perché una comunità cresce anche attraverso le idee, le storie e il coraggio di confrontarsi. 

Fernanda Pucillo Trecase Cultura In Rete

XXVI EDIZIONE DEL PREMIO MASSIMO TROISI: PUBBLICATI I BANDI DI CONCORSO

La Città di San Giorgio a Cremano informa che, con Determinazione Dirigenziale RCG n. 1496/2026, sono stati approvati i bandi di concorso della XXVI edizione del Premio Massimo Troisi.

L’iniziativa prevede le seguenti sezioni:
🎭 Miglior attore comico
📝 Migliore scrittura comica – opera edita
📖 Migliore scrittura comica – racconto inedito
🎬 Miglior cortometraggio comico

Il Premio Massimo Troisi rappresenta un importante appuntamento dedicato alla valorizzazione del talento artistico e della comicità, nel ricordo dell’indimenticabile artista sangiorgese.