martedì 20 ottobre 2026

La villa “di Cicerone” a Pompei

Nuove tecnologie per risolvere il giallo degli scavi settecenteschi
Si ipotizza che fosse più grande e più sontuosa delle altre ville fuori le porte di Pompei, come quella dei Misteri e quella di Diomede.
Affreschi e mosaici provenienti dalla villa “di Cicerone” sono tra le più celebri opere esposte al Museo Archeologico Nazionale di Napoli. Eppure la villa, la cui attribuzione a Cicerone è priva di fondamento, è quasi totalmente dimenticata.
Fu scavata a partire dal 1748, ovvero dall’inizio ufficiale delle esplorazioni sistematiche di Pompei. Lo scavo proseguì con interruzioni fino al 1779. Tra i visitatori più illustri, c’è anche Johann Winckelmann, il fondatore moderno della storia dell’arte antica, che la vide nel 1764. Lo studioso rimase colpito soprattutto dagli affreschi di alcune danzatrici, “fluidi come un pensiero e belle come se fossero state realizzate per mano delle Grazie”.
Il motivo dell’oblio di questa eccezionale villa sta nel fatto che fu esplorata attraverso un sistema di crateri, vale a dire grandi fosse, trincee e gallerie, tipico dei primi scavi promossi dalla corte Borbonica a Pompei. A seguito dello scavo e portati via mosaici, affreschi e reperti ritenuti particolarmente pregevoli, la villa fu interrata.
Iniziò così il suo oblio. Oggi ne rimane una collina verde nel Parco Archeologico di Pompei, coperta da frutteti e vigneti che rientrano del progetto “Azienda agricola Pompei”. Diversamente da altri scavi settecenteschi, come quelli riscontrati nella casa del Tiaso, indagata nuovamente nel 2023-2025, lo scavo nella villa cd. di Cicerone è stato documentato tramite diari e planimetrie.
«È l’unica possibilità che ci rimane – spiega il direttore di Pompei, Gabriel Zuchtriegel – di capire fino in fondo il metodo di scavo dei Borbone, confrontando la documentazione dell’epoca con quanto lasciato sul posto. Per questo si tratta di una riserva archeologica unica. Comprendere la villa di Cicerone significa risolvere un giallo che riguarda quasi tutta la città antica di Pompei: troviamo le tracce delle prime esplorazioni un po’ ovunque, ma quasi mai abbiamo notizie storiche che ci aiutano a capire meglio cosa esattamente sia successo e quando. Qui, invece, abbiamo una documentazione abbastanza dettagliata».
Un primo passo per una migliore conoscenza della villa e della sua storia settecentesca è stato fatto grazie a un progetto diretto da Ivo van der Graaff (University of New Hampshire) e John Clarke (University of Texas at Austin), che ha previsto una serie di indagini geofisiche non-invasive.
Grazie a questa tecnologia, si può “vedere” ciò che c’è nel sottosuolo senza scavare. In un primo rapporto preliminare, pubblicato sull’E-Journal degli Scavi di Pompei https://pompeiisites.org/e-journal-degli-scavi-di-pompei, i ricercatori concludono che i resti architettonici della villa scavata e interrata sono notevolmente più estesi di quanto ipotizzato in passato.
«C’è, dunque, ancora tanto da indagare e da capire: sarà da valutare quali potrebbero essere i prossimi passi, tenendo conto del delicato equilibrio tra scavo e tutela del patrimonio immenso di Pompei» ha concluso il Direttore del Parco.

Ultimi appuntamenti con le visite guidate al cantiere delle Terme Suburbane di Ercolano: restano otto sabati

Dal 24 ottobre al 12 dicembre 2026 gli ultimi turni settimanali del sabato alla scoperta del cantiere di restauro del complesso termale meglio conservato del mondo romano. Le date già svolte hanno registrato il tutto esaurito: si consiglia di prenotare in anticipo.

Si avviano verso la conclusione le visite accompagnate al cantiere di restauro delle Terme Suburbane del Parco Archeologico di Ercolano, tra gli edifici più affascinanti e meglio conservati dell’antica città. Dopo il sold out registrato per gli appuntamenti precedenti, che conferma il forte interesse del pubblico, restano disponibili gli ultimi otto sabati del ciclo, dal 24 ottobre al 12 dicembre 2026: un’opportunità esclusiva per conoscere da vicino sia gli ambienti sia le attività di conservazione in corso, in attesa del completamento dei lavori. Le visite si svolgono ogni sabato attraverso un sistema di accessi contingentati che garantisce una fruizione approfondita e in totale sicurezza: i gruppi di visitatori, muniti di caschetto protettivo, sono composti da un massimo di 15 partecipanti e accompagnati dal personale del Parco, con materiali di approfondimento accessibili tramite QR Code.

«Questo nuovo ciclo di visite al cantiere delle Terme Suburbane rappresenta un’importante occasione per avvicinare il pubblico a uno spazio straordinario, ancora oggetto di un intenso lavoro di restauro, ricco di testimonianze sulla vita privata e sociale dell’antica Ercolano. Accompagnare i visitatori alla scoperta di questi ambienti, in attesa della loro riapertura permanente, significa offrire un’esperienza di conoscenza autentica e partecipata, fondata sul rispetto e sulla tutela di un patrimonio unico al mondo»,

dichiara Federica Colaiacomo, Direttrice del Parco Archeologico di Ercolano.

Le Terme Suburbane: il complesso termale meglio conservato del mondo romano

Individuato nel 1940 e scavato solo parzialmente fino al 1948 — a causa della guerra e della presenza delle acque di falda — l’edificio fu portato interamente alla luce tra il 1957 e il 1958, con lo scavo del fronte a mare completato nel 1973. Il nucleo originario risale probabilmente all’età augustea; dopo il terremoto del 62 d.C. il complesso fu ampliato con la grande sala del cosiddetto “Samovar”, dotata di un raro sistema di riscaldamento a induzione dell’acqua.

Incastonate tra l’antico arenile e le mura cittadine, ai piedi delle lussuose domus affacciate sul mare, le Terme furono concepite in origine come bagno privato della famiglia dei Nonii Balbi e in seguito aperte alla comunità. Il percorso di visita attraversa il Frigidarium, riccamente decorato con marmi e affreschi; la Sala dei Guerrieri (Tepidarium), con le celebri figure in stucco di sette guerrieri; il Calidarium, con il suo elegante labrum in marmo cipollino rovesciato dalla violenza dell’eruzione del 79 d.C.; e il Grande Calidarium con natatio, la piscina riscaldata “a samovar” dalla volta decorata a stucchi strigilati. Pavimenti marmorei policromi, stucchi e pitture di altissima qualità e porte lignee originali, eccezionalmente conservate, rendono questo ambiente un unicum nel panorama archeologico.

Rimaste chiuse al pubblico per oltre vent’anni, le Terme Suburbane sono oggi visitabili nell’ambito del cantiere di restauro reso possibile dal programma di conservazione sviluppato nell’ambito del partenariato pubblico-privato con il Packard Humanities Institute, attivo a Ercolano dal 2001, e proseguito dal 2010 con l’Herculaneum Conservation Project. Il complesso contribuisce agli Outstanding Universal Values che hanno portato Ercolano, insieme a Pompei e Oplontis, a essere iscritta nella Lista del Patrimonio Mondiale UNESCO, ed è integrato nell’app Ercolano Digitale, che offre contenuti multimediali e percorsi personalizzati di visita.

Calendario e turni di visita

Ottobre: sabato 24 e 31 ottobre 2026

Novembre: sabato 7, 14, 21 e 28 novembre 2026

Dicembre: sabato 5 e 12 dicembre 2026 (ultima data del ciclo)

Mattina: 9:30 (visita in italiano) · 10:30 (visita in inglese) · 11:30 (visita in italiano)

Pomeriggio: 14:30 (visita in italiano) · 15:30 (visita in inglese)

I gruppi, di massimo 15 partecipanti, si incontrano al punto di raccolta presso la Terrazza di Marco Nonio Balbo. La visita ha una durata di circa un’ora.

Biglietti e prenotazioni

Le prenotazioni sono aperte: i biglietti sono in vendita online e in biglietteria. Considerato il tutto esaurito registrato nelle date precedenti e il numero limitato di posti per turno, si consiglia di prenotare con anticipo.

Biglietto integrato (Parco archeologico + Terme Suburbane): 21,00 euro

Cittadini UE ed extra-UE (in reciprocità) di età compresa tra 18 e 25 anni: biglietto integrato promozionale a 7,00 euro

Gratuità per i minori di 18 anni (i minori di 12 devono essere accompagnati da un adulto) e per i soggetti esenti a norma di legge

Prenotazioni online e in biglietteria tramite CoopCulture e i canali ufficiali del Parco Archeologico di Ercolano.

lunedì 19 ottobre 2026

Torre del Greco - La Notte delle Radici 2026

Torre del Greco si prepara ad accogliere la terza edizione de “La Notte delle Radici”, il festival dedicato alle voci, ai ritmi e alle memorie del Sud, in programma dal 17 ottobre al 14 novembre 2026 presso l’Auditorium SS. Trinità, in largo dell’Annunciazione.

La manifestazione propone un percorso culturale attraverso la musica, il teatro e le tradizioni popolari, valorizzando il patrimonio identitario del territorio e la ricchezza delle espressioni artistiche del Mezzogiorno.

La direzione artistica è affidata a Vincenzo Nocerino. Il festival è realizzato con il supporto di partner e realtà del territorio, nell’ambito delle iniziative culturali che contribuiscono alla valorizzazione di Torre del Greco.

Il programma degli appuntamenti

Sabato 17 ottobre 2026 – ore 19.00

Il festival si apre con il Forum dei Giovani TDG – More Poetry Festival. Alle ore 20.30, spazio alla musica con Michele Buonocore e Deborah Sacco, con la partecipazione di Matteo Mauriello al basso, per lo spettacolo Racconti vesuviani.

Sabato 24 ottobre 2026 – ore 19.00

La seconda serata propone l’incontro tra musica e tradizione con Emanuele Lombardo, in Semplicemente torrese, con Nicola Norma alla chitarra. Alle ore 20.30, Fabrizio Mandara presenta La canzone umoristica napoletana, un viaggio tra ironia e cultura musicale partenopea.

Sabato 7 novembre 2026 – ore 19.00

La terza serata vede protagonista Enzo Tammariello con Fili di storia, un percorso tra antichi strumenti e tipici suoni della tradizione. Alle ore 20.30, Lalla Esposito e Massimo Masiello portano in scena Sfogliatelle ed altre storie d’amore, con Antonio Ottaviano al pianoforte.

Sabato 14 novembre 2026 – ore 19.00

La rassegna si conclude con il Collettivo Sì Me Metu, con Fuori memoria, uno sfogo di memoria. Alle ore 20.30, Fabiana Martone e Luigi Esposito propongono Musicizi: risate e canzoni, tra musica, comicità e canzone d’autore.

Visite guidate e ingresso gratuito

Tutti gli appuntamenti si svolgeranno presso l’Auditorium SS. Trinità, in largo dell’Annunciazione a Torre del Greco.

L’ingresso agli spettacoli è gratuito. Prima di ogni appuntamento, dalle ore 18.00 alle ore 20.00, saranno organizzate visite guidate gratuite, per offrire al pubblico un’occasione di approfondimento culturale e di scoperta del patrimonio cittadino.

Con la terza edizione de La Notte delle Radici, Torre del Greco rinnova il proprio impegno nella promozione della cultura e delle tradizioni locali, attraverso un programma che mette in dialogo generazioni, linguaggi artistici e memoria collettiva. Comune di Torre del Greco

Ottaviano | Palazzo Mediceo - “Mercatini al Castello”

Porta le tue creazioni, i tuoi prodotti artigianali o le tue specialità enogastronomiche nella magia del Natale al Castello Mediceo di Ottaviano!
28 e 29 novembre | Dal 4 al 13 dicembre 2026
Un’occasione speciale per far conoscere i tuoi prodotti in una cornice ricca di fascino e atmosfera natalizia.  Contattaci per partecipare come espositore! - Pro Loco Ottaviano

Dopo il grande successo delle passate edizioni, organizzate fino al 2019, la Pro Loco Ottaviano è pronta a riaccendere la magia del Natale e a riportare, dal 28 novembre al 13 dicembre, i “Mercatini al Castello” nella suggestiva cornice del Palazzo Mediceo di Ottaviano.

Un appuntamento che non vuole essere soltanto una manifestazione natalizia, ma un vero e proprio viaggio nel cuore dell’identità di un territorio, dove natura, cultura, arte, tradizione e spiritualità si incontrano e si intrecciano per raccontare l’anima più autentica di quella che fu l’antica “Universitas Octajani”.

Dopo aver conquistato una straordinaria notorietà anche oltre i confini regionali, la manifestazione torna con l’ambizione di restituire a Ottaviano un appuntamento capace di emozionare, coinvolgere e attrarre visitatori. Le precedenti edizioni hanno infatti ottenuto importanti riconoscimenti a livello nazionale, culminati nel Premio “Italive 2015” nella categoria “Mercatini di Natale”, quale miglior mercatino d’Italia, e hanno fatto registrare, nell’ultima edizione, oltre 60.000 presenze.

La Pro Loco Ottaviano si prepara così ad accogliere nuovamente migliaia di visitatori, trasformando il paese in un luogo nel quale la magia del Natale possa essere vissuta, respirata e condivisa. Strade, piazze e luoghi simbolo saranno avvolti da un’atmosfera calda, gioiosa e luminosa, capace di accompagnare grandi e piccoli nel clima dell’Avvento.

Sarà un’occasione per riscoprire e valorizzare i prodotti tipici locali, l’artigianato, gli antichi mestieri e le tradizioni che rappresentano il patrimonio più autentico della comunità, offrendo al tempo stesso una straordinaria occasione di promozione dell’immagine di Ottaviano, del suo territorio e dello storico Palazzo Mediceo.

Ad accompagnare i visitatori lungo questo percorso sarà disponibile una caratteristica navetta, che attraverserà le principali strade cittadine conducendo il pubblico verso il Castello. Qui, ad attenderli, ci sarà un’atmosfera da fiaba: giochi di luce, scenografie innevate e luminarie artistiche accompagneranno l’ingresso in un luogo capace, per l’occasione, di trasformarsi e regalare emozioni.

Come nelle passate edizioni, l’antica scuderia sarà interamente dedicata alla valorizzazione delle eccellenze enogastronomiche, con la presenza di prodotti e sapori capaci di raccontare la ricchezza e la varietà della tradizione del territorio.

Saranno inoltre allestite tre aree dedicate al ristoro, pensate per accogliere i visitatori e offrire loro la possibilità di fermarsi, assaporare le specialità proposte e vivere pienamente l’esperienza dei Mercatini al Castello.

Un ritorno atteso, dunque, che vuole trasformare ancora una volta il Natale in un’occasione di incontro, appartenenza, promozione e valorizzazione del territorio, restituendo a Ottaviano quella magica atmosfera che negli anni ha saputo conquistare il cuore di migliaia di visitatori.

Un percorso nel quale artigianato, creatività, tradizione, prodotti tipici e idee regalo si incontreranno nella magica atmosfera del Natale, dando vita a un’esperienza capace di valorizzare le persone, le loro passioni e le eccellenze del territorio.
CERCHIAMO CHI HA QUALCOSA DA RACCONTARE.
Un prodotto.
Un talento.
Una tradizione.
Un’idea.
Perché ogni espositore non porterà semplicemente qualcosa da vendere ma una storia da condividere.
MANIFESTAZIONE DI INTERESSE
Il presente avviso è finalizzato alla raccolta delle candidature degli espositori interessati a partecipare ai “Mercatini al Castello 2026”, nell’ambito della proposta progettuale che la Pro Loco Ottaviano sottoporrà all’Amministrazione Comunale.
Le candidature saranno valutate dalla Pro Loco Ottaviano in relazione alla tipologia e qualità dei prodotti, alla coerenza con l’iniziativa, alla varietà dell’offerta e agli spazi disponibili. Mercatini al Castello di Ottaviano

domenica 18 ottobre 2026

Parco Archeologico di Ercolano, riapre al pubblico la Bottega di Priapo.

Al Parco Archeologico di Ercolano proseguono gli interventi di manutenzione straordinaria programmata e diffusa su tutto il sito. Grazie a queste operazioni, a pochi mesi dall’apertura del percorso del Calchidicum, torna accessibile al pubblico la Bottega di Priapo, insieme al quartiere abitativo collegato: un’area di enorme interesse archeologico rimasta preclusa alla visita per diversi anni.

Gli interventi nell’area della taberna e del quartiere abitativo hanno riguardato la sostituzione di architravi in legno, in putrelle d’acciaio o in cemento armato in cattive condizioni o non più idonei a svolgere la loro funzione strutturale. Gli elementi fatiscenti sono stati rimossi e sostituiti con travi in massello di azobé, a cui sono seguiti interventi strutturali sulle murature antiche.

“Restituire alla collettività la Bottega di Priapo significa riaprire uno degli spazi in cui meglio si legge la vita quotidiana di Ercolano antica: un luogo dove si mangiava, si beveva, si incontravano persone e si trascorreva la notte”, dichiara la direttrice del Parco Archeologico di Ercolano, Colaiacomo. “Dopo anni di chiusura, grazie a un lavoro di manutenzione costante e diffuso, torniamo a mettere a disposizione dei visitatori un’area di straordinario interesse, in piena sicurezza.”

Una bottega che racconta la vita quotidiana

Scoperta nel corso della grande stagione di scavi diretta da Amedeo Maiuri, la bottega deve il nome alla raffigurazione di Priapo, dio della fertilità e della prosperità, dipinto sulla parete alle spalle del bancone con il suo grande fallo rivolto verso l’ingresso. Così come ci è stata restituita dal fango dell’eruzione del 79 d.C., offre uno spaccato sulla vita quotidiana degli antichi ercolanesi.

Il piccolo bancone serviva per vendere i cibi preparati nella cucina, mentre una piccola cisterna permetteva probabilmente di mantenere fresco il vino. Un’altra stanza, con panche in pietra lungo le pareti, era lo spazio semplice in cui sedersi e consumare un pasto. Sul soppalco erano conservate le provviste: un’anfora conteneva vino cretese, altre custodivano oltre quindici chili di favino, un legume molto diffuso nell’alimentazione delle città vesuviane.

Ma la bottega nascondeva anche uno spazio più riservato. Attraverso un passaggio dietro il bancone si entrava in un ambiente di deposito, con pentole, stoviglie e altre provviste, da cui si accedeva a una vera e propria sala da pranzo, con pareti decorate da affreschi a fondo bianco e riquadri rossi che inquadrano quadretti con nature morte. Una piccola finestra collegava la sala direttamente al bancone: da lì passavano i piatti appena preparati, un dettaglio semplice ma capace di far immaginare perfettamente la scena.

Un luogo d’accoglienza

Accanto alla bottega si trova un edificio direttamente collegato ai suoi ambienti, organizzato su due piani e suddiviso in numerose piccole stanze. Gli archeologi ipotizzano che non fosse una semplice casa privata, ma un vero luogo d’accoglienza: la Bottega di Priapo non era soltanto una piccola locanda, ma un posto dove l’avventore poteva bere qualcosa, mangiare un piatto caldo, sedersi nella sala da pranzo a discutere delle vicende private e pubbliche del tempo e fermarsi per la notte dopo un viaggio più o meno lungo.

“La manutenzione straordinaria è una priorità per il Parco”, aggiunge la direttrice Colaiacomo. “È un impegno continuo, reso possibile dal lavoro dei nostri funzionari e dei professionisti e delle imprese che ci affiancano, per consegnare al pubblico, un tassello alla volta, un sito sempre più fruibile.”

La manutenzione straordinaria del sito si è avvalsa dei fondi della legge n. 190 del 23 dicembre 2014, annualità 2025-2027, e ha visto coinvolti funzionari del Parco, professionisti esterni e imprese specializzate nel settore.

sabato 17 ottobre 2026

Vesuvio, svolta per le guide del Gran Cono: firmato l’accordo, si apre una nuova fase

Il lavoro di mediazione dell’Ente Parco, avviato nel 2025, porta alla sottoscrizione dell’intesa e all’impegno per un’organizzazione unitaria delle guide.

Una svolta per il servizio di accompagnamento al Gran Cono del Vesuvio. Il percorso di concertazione condotto dall’Ente Parco Nazionale del Vesuvio, in sinergia con l’Avvocatura dello Stato e con il supporto della Prefettura di Napoli, ha portato oggi alla sottoscrizione dell’accordo transitorio e all’impegno delle due organizzazioni delle guide a costituire un raggruppamento unitario.

Un risultato che assicura la continuità del servizio e apre una nuova fase di collaborazione tra i professionisti, mettendo a frutto l’esperienza delle guide storiche e le competenze di quelle di più recente abilitazione.

L’accordo è stato sottoscritto presso l’Infopoint di Trecase dal Presidente dell’Ente Parco, Raffaele De Luca, e da Angelo Balzano, legale rappresentante dell’Associazione Presidio Guide Vulcanologiche Campane. Disciplina l’accompagnamento dei visitatori sul sentiero n. 5 “Il Gran Cono”, per esigenze di sicurezza e incolumità, con il nuovo assetto operativo a partire dal 16 ottobre.

Nel corso dell’incontro, l’associazione e il Presidio Permanente Vulcano Vesuvio Società Cooperativa hanno inoltre confermato l’impegno a costituire entro il 30 ottobre un Raggruppamento Temporaneo di Imprese, con il quale sottoscrivere un identico accordo ponte.

La firma rappresenta una tappa decisiva di un lavoro avviato nel 2025 per affrontare le complessità legate all’ingresso di nuove guide abilitate e alla conseguente riorganizzazione del servizio. L’Ente Parco ha mantenuto aperto il confronto, affrontando le questioni amministrative e organizzative e avvicinando posizioni inizialmente divergenti, fino a costruire le condizioni per un percorso condiviso.

Il valore dell’intesa risiede nella possibilità di tradurre questa transizione in un’opportunità di rinnovamento: ampliare le professionalità disponibili, favorirne la collaborazione e rafforzare l’organizzazione dell’accompagnamento, nell’interesse dei visitatori e della tutela dell’area protetta. 

«Questo accordo segna una svolta per il Vesuvio ed è il risultato di un lavoro iniziato nel 2025, che ha richiesto tenacia, mediazione e una forte assunzione di responsabilità da parte dell’Ente Parco. – dichiara il Presidente Raffaele De Luca – Abbiamo affrontato una fase complessa, cercando soluzioni e mantenendo vivo il dialogo anche nei momenti più delicati. Oggi questo impegno si traduce in un risultato concreto: continuità del servizio e un percorso comune nel quale far incontrare l’esperienza delle guide storiche e le competenze dei nuovi professionisti.

Una più ampia disponibilità di guide, sostenuta da un’organizzazione efficace, può dare nuovo impulso alla qualità dell’accoglienza, al presidio dei percorsi e all’attenzione alla sicurezza. È una prospettiva importante per il Gran Cono, la cui fruizione richiede competenza e rispetto per un ambiente naturale straordinario e fragile.

L’impegno a costituire il raggruppamento unitario dovrà ora trovare attuazione nei tempi concordati. Continueremo a seguire questo percorso con la stessa determinazione. Ringrazio l’Avvocatura dello Stato per il supporto che ci ha assicurato nelle diverse fasi del confronto, la Prefettura di Napoli per il sostegno, i funzionari dell’Ente per il lavoro svolto e i rappresentanti delle guide per la disponibilità e gli impegni assunti».

L’accordo, approvato dal Consiglio direttivo con deliberazione n. 5 del 12 ottobre 2026, resterà in vigore fino alla conclusione della procedura di gara e all’individuazione del soggetto affidatario. Dal 16 ottobre cessa l’operatività della precedente convenzione del 2014, con un ordinato passaggio di consegne volto a garantire la continuità delle attività. 

Ente Parco Nazionale del Vesuvio
Il Responsabile della Comunicazione e Promozione
dott. Giovanni Romano

giovedì 15 ottobre 2026

Torre del Greco - Villa Macrina | Torre in Fiaba

Per tre domeniche Villa Macrina diventa un parco incantato per coinvolgere i bambini ma anche i loro genitori. Il merito è di Torre in Fiaba, rassegna promossa dall’amministrazione comunale guidata dal sindaco Luigi Mennella e dall’ufficio Cultura dell’ente e che rientra nel progetto “Le stagioni della Campania dal mare al Vesuvio” (che vede il Comune di Torre del Greco capofila, con la partecipazione anche di Ercolano e Trecase, nell’ambito dell’avviso regionale finanziato con il fondo di rotazione ex leve 183/87, rimpinguato con le risorse Fsc 2021-2027). 

Al centro della mattinata, i laboratori artistici e musicali: spazi in cui sperimentare, creare e trasformare emozioni e fantasia in qualcosa di concreto, attraverso carta, colori, suoni e storie.

Domenica 11 ottobre Torre in Fiaba torna con L’incanto delle parole, un nuovo appuntamento pensato per far vivere ai più piccoli un’esperienza creativa in prima persona.

L’obiettivo, infatti, è quello di coinvolgere i partecipanti (tutte le iniziative sono gratuite, fino ad esaurimento de’ posti disponibili, che sono 25 per ognuno dei tre laboratori e circa 200 per lo spettacolo finale previsti in ogni singola data) in un percorso che spazia dalla musica al teatro toccando tanti altri aspetti artistici, consentendo loro in questo modo di vivere il fascino delle favole e del racconto attraverso diverse esperienze creative e integrate.

  • Si parte il 4 ottobre, quando la giornata sarà dedicata al tema “Di maschere e racconti”. 
  • Alle 10.30 sono programmati i tre laboratori a cura de La fabbrica del divertimento: “Mezza faccia-Il silent book una storia di linee e forme”, laboratorio artistico con Carmela Caldara e Saverio Francesco Galdo (consigliato dai 4 anni in su); “Il gigante sputafuoco e la dolce sirena-Viaggio di suoni, danze, miti e leggende”, concerto interattivo nato da un’idea di Paolo Del Giudice (consigliato dai 3 anni in su); “Giù la maschera! Tanto so chi sei-Letture sonore interattive”, che vede la partecipazione anche de ‘A Sunagliera (consigliato dai 3 anni in su). 
  • A seguire, dalle 11.30, sarà la volta di “Uno, roie, roie e ‘mmiezo, tre… pulicine- Un teatro di guarattelle a dimensione umana”, spettacolo de Il teatro del baule con la regia di Simona Di Maio e Sebastiano Coticelli (consigliato dai tre anni in su).

Le età consigliate sono ovviamente da ritenersi indicative: come spiegano gli stessi promotori della rassegna, “Le fiabe, l’arte, la musica e il teatro non hanno età”. 

Detto dell’ingresso libero fino ad esaurimento posti, va infine sottolineato che, per venire incontro alle esigenze dell’utenza, nelle tre domeniche della rassegna (le altre due sono programmate per l’11 e per il 18 ottobre) sarà disponibile in forma gratuita l’area parcheggio presente presso l’istituto comprensivo Angioletti di via Giovanni XXIII.

Una Scuola di Archeologia per giovani ricercatori

Rinasce nel cuore della città antica il sogno di Giuseppe Fiorelli, considerato uno dei più illuminati direttori degli Scavi: fare di Pompei un grande laboratorio di formazione e ricerca sul campo. A oltre 150 anni dalla sua intuizione, il Parco Archeologico di Pompei rilancia quella visione con “La Scuola di Pompei”, un progetto sviluppato in sinergia con gli Atenei italiani per offrire a giovani studiosi un’esperienza di alta formazione direttamente nel contesto archeologico pompeiano.

Nel 1866 Fiorelli fondò a Pompei la prima “Scuola di Archeologia”, poi nota come “Scuola di Pompei”, con l’ambizione di trasformare il sito in un luogo privilegiato per la formazione sul campo dei giovani archeologi. L’esperienza ebbe tuttavia vita breve a causa della scarsità di risorse, strutture e allievi, restando nella storia dell’archeologia italiana come una grande opportunità incompiuta. L’archeologo e Sovrintendente di Pompei dal 1977 al 1982, Fausto Zevi, la definì un’«eccezionale occasione» formativa, accompagnata dall’«amara […] certezza di una grande occasione perduta».

Quell’esperienza si inseriva nel clima dell’archeologia europea dell’Ottocento, segnato dalla nascita di grandi istituti di ricerca nei principali centri del mondo classico. Una medesima aspirazione avrebbe condotto, nel 1909, alla fondazione della Scuola Archeologica Italiana di Atene, divenuta nel tempo un importante centro internazionale di ricerca e formazione.

Oggi il progetto del Parco per la realizzazione di un campus nell’area di San Paolino consente di riprendere e attualizzare l’intuizione di Fiorelli. Biblioteca, foresteria, deposito-laboratorio e spazi dedicati alla ricerca e alle mostre temporanee formeranno il nucleo di una nuova Scuola di Pompei, pensata come luogo permanente di alta formazione e ricerca archeologica.

Non si tratta, dunque, semplicemente di recuperare un progetto del passato, ma di portare a compimento in chiave contemporanea un’intuizione rimasta incompiuta: fare di Pompei non soltanto un luogo da studiare, ma un luogo dove si impara a studiare l’archeologia.

«La nostra Scuola di Archeologia non è in concorrenza con quelle di dottorato o di specializzazione, come lo era 150 anni la Scuola di Fiorelli, ma è ad esse strettamente complementare: proponiamo un’esperienza diretta sul campo per applicare la teoria alla realtà della città antica. Con questo programma vogliamo consolidare il ruolo di Pompei come riferimento internazionale per la ricerca e la formazione, offrendo ai giovani un’opportunità straordinaria: lavorare a stretto contatto con il patrimonio archeologico, i dati della ricerca, i cantieri e le professionalità che operano quotidianamente nel Parco», dichiara il direttore del Parco Archeologico di Pompei, Gabriel Zuchtriegel.

I corsisti saranno coinvolti anche nelle attività di valorizzazione del Parco, compresa l’ideazione di mostre temporanee, trasformando così l’esperienza formativa in un percorso che va dallo studio dei reperti alla restituzione dei risultati al pubblico.

Per il primo anno di attività, il programma formativo sarà dedicato al tema “Gli animali di Pompei”, argomento di ricerca che costituirà anche il nucleo della prossima esposizione del Parco Archeologico.

Saranno messi a disposizione 6 tirocini curriculari destinati agli iscritti a corsi di specializzazione o dottorato presso università italiane nelle discipline di Archeologia, Restauro, Museologia, Storia, Filologia classica, Biologia, Archeozoologia, Storia dell’Arte e settori affini.

Il tirocinio si svolgerà in presenza presso il Parco Archeologico di Pompei, indicativamente tra marzo e aprile 2027, per un impegno complessivo di 150 ore, da completare nell’arco di due mesi. Le attività saranno precedute da un incontro preparatorio di tre giorni.

Ai partecipanti potrà essere offerta, su richiesta, ospitalità presso la foresteria del Parco. Al termine del percorso formativo sarà inoltre corrisposta a ciascun candidato un’indennità di 700 euro.

Per consultare il bando clicca qui.

Le candidature dovranno essere presentate entro il 22 novembre 2026 tramite PEC all’indirizzo pa-pompei@pec.cultura.gov.it, indicando nell’oggetto:

Prima di presentare la domanda, gli interessati dovranno verificare con il proprio Ateneo la compatibilità del tirocinio con il piano di studi. Requisiti, documentazione richiesta e criteri di selezione sono indicati nell’avviso integrale.

Le richieste dovranno pervenire entro i 15 giorni antecedenti la scadenza prevista per la presentazione delle candidature.

domenica 11 ottobre 2026

Torre del Greco - Circolo Nautico | Presentazione del libro Carmela di Stefania Spisto

Al Circolo Nautico Torre del Greco si terrà la presentazione del libro Carmela in una serata all’insegna della cultura, mercoledì 14 ottobre alle ore 17.30. Sarà presente l’autrice Stefania Spisto.

Dal 1936 al 1943, a Boscoreale, tra vicoli assolati e muri imbiancati a calce, si snoda la vita di Carmela, una ragazza che diventa donna sotto il peso del fascismo e delle sue ombre. Intorno a lei il mondo cambia, la guerra avanza, i sogni si stringono. Ma il suo cuore resiste, si ostina ad amare, a credere, a scegliere. Mentre le parole vengono vietate e la libertà nascosta, Carmela impara a guardare in faccia la paura senza piegarsi. È la voce di chi non urla ma resta, di chi non fugge ma lotta in silenzio. È questa la storia alla base di Carmela, il libro scritto da Stefania Spisto. 

Nata a Napoli nel 1979, all’Annunziata nel quartiere Forcella, oggi l’autrice risiede proprio a Boscoreale, dove affondano le radici della sua famiglia e dove si è nutrito il suo amore per la terra d’origine. Sarà lei la protagonista di una serata organizzata al Circolo Nautico Torre del Greco mercoledì 14 ottobre, con inizio fissato alle ore 17.30 (ingresso libero).

Con l’autrice, che è insegnante alla scuola primaria e presidente de “Il Quaderno Edizioni” dal 2011, saranno presenti anche la professoressa Elena Bianco e la dottoressa Maria Rosaria Monsurrò. 

Il sottotitolo del volume è “Amore e memoria a Boscoreale 1936-1943”. 

“Ricordare il proprio vissuto, ricordare la terra d’origine” evidenzia Stefania Spisto, che non nasconde di avere quale aspirazione quella di avvicinare sempre più persone alla letteratura, intesa come strumento di consapevolezza, riscatto e libertà. Carmela è il suo primo romanzo.

Ercolano, la città antica si racconta spazio per spazio: online il Catasto Urbano del Parco Archeologico di Ercolano

Il Parco Archeologico di Ercolano mette a disposizione del pubblico il Catasto Urbano della città antica. È un sistema di catalogazione e rappresentazione che permette di leggere il sito archeologico attraverso la sua organizzazione spaziale: dagli isolati e dai complessi architettonici fino agli spazi destinati alle diverse attività e ai singoli ambienti. Si tratta di una piattaforma digitale aperta e interattiva, nata per la tutela e la manutenzione del sito e oggi al servizio di tutti per una conoscenza condivisa del patrimonio.

Il Catasto nasce da un lungo lavoro di studio, revisione e aggiornamento avviato nel 2006. Si è sviluppato nell’ambito della collaborazione, ormai più che ventennale, tra il Parco Archeologico di Ercolano e il Packard Humanities Institute, attraverso il suo braccio operativo in Italia, l’Istituto Packard per i Beni Culturali.

«Il Catasto Urbano rende accessibile a tutti una conoscenza nata per la tutela e la manutenzione del sito. Pubblicare i dati in formato aperto significa condividere il patrimonio con studiosi, professionisti e cittadini, nel solco della trasparenza già avviata con Ercolano Digitale. È un ulteriore passo verso un Parco sempre più aperto e vicino alle persone», dichiara Federica Colaiacomo, Direttrice del Parco Archeologico di Ercolano.

Il risultato è una mappa interattiva della struttura urbana di Ercolano, costruita con migliaia di elementi georeferenziati e organizzata in quattro livelli di lettura collegati tra loro:

  • Blocchi Edilizi, corrispondenti agli isolati;
  • Unità Catastali, che individuano complessi di edifici e spazi riferibili alla stessa proprietà o allo stesso corpo di fabbrica;
  • Unità Funzionali, che riuniscono ambienti legati a una specifica funzione;
  • Ambienti, cioè i singoli spazi.

La piattaforma comprende l’area scavata dell’antica città, la Villa dei Papiri e il Teatro Antico. Offre diversi strumenti per esplorare il patrimonio:

  • una mappa WebGIS interattiva, con accesso a foto storiche e immagini degli apparati decorativi del sito;
  • un gruppo di layer dedicato alla cartografia storica;
  • dati testuali e cronologie degli scavi del Novecento;
  • statistiche numeriche sulla consistenza del patrimonio archeologico e architettonico;
  • una guida alla consultazione, un glossario dei termini architettonici e urbanistici e una bibliografia di base;
  • un’edizione del Catasto in formato PDF.

Il portale utilizza la stessa grafica del sito istituzionale del Parco ed è pensato per un pubblico ampio, oltre che per gli addetti ai lavori.

Particolarmente significativa è l’accessibilità dei dati. Le informazioni sono pubblicate come Open Data e possono essere consultate e interrogate con strumenti e standard digitali aperti, attraverso API e geoservizi WMS e WFS. Con questi strumenti ciascuno può costruire la propria mappa di Ercolano, nel solco della tradizione di trasparenza e condivisione già avviata con Ercolano Digitale. Questo approccio garantisce anche il costante aggiornamento, alla luce dei nuovi dati che emergeranno negli anni a venire.

«La pubblicazione online del Catasto Urbano è un ulteriore tassello del lavoro congiunto, ormai pluriventennale, tra il Parco ed il Packard Humanities Institute in una prospettiva condivisa di potenziamento delle risorse fondamentali per una gestione organica e dinamica del Sito archeologico», dichiara l’arch. Jane Thompson, manager del partenariato pubblico-privato per conto delle fondazioni Packard.

Tecnologia e conoscenza si incontrano così in un progetto che rende più leggibile la complessità urbana di Ercolano e trasforma anni di studio e documentazione in un patrimonio digitale condiviso. Esplorare il Catasto significa entrare nella città antica con uno sguardo nuovo: non soltanto visitare i suoi monumenti, ma comprenderne la struttura, le funzioni e le relazioni tra gli spazi.

Un’infrastruttura digitale che non ha eguali: nessun altro Parco o soprintendenza ha online tutti insieme reperti, modelli 3D, nuvole di punti, mappa interattiva, foto storiche e apparati decorativi, statistiche. E a breve arriverà anche il portale dedicato alla manutenzione.

Il Catasto Urbano è liberamente consultabile online: https://sigerc.herculaneum.org/catasto/