mercoledì 15 luglio 2026

Comune di Boscotrecase - 𝗗𝗲𝗳𝗶𝗻𝗶𝘇𝗶𝗼𝗻𝗲 𝗔𝗴𝗲𝘃𝗼𝗹𝗮𝘁𝗮 𝟮𝟬𝟮𝟲 𝗱𝗲𝗹𝗹𝗲 𝗘𝗻𝘁𝗿𝗮𝘁𝗲 𝗖𝗼𝗺𝘂𝗻𝗮𝗹𝗶


𝗗𝗲𝗳𝗶𝗻𝗶𝘇𝗶𝗼𝗻𝗲 𝗔𝗴𝗲𝘃𝗼𝗹𝗮𝘁𝗮 𝟮𝟬𝟮𝟲 𝗱𝗲𝗹𝗹𝗲 𝗘𝗻𝘁𝗿𝗮𝘁𝗲 𝗖𝗼𝗺𝘂𝗻𝗮𝗹𝗶

È attiva la procedura per aderire alla 𝗗𝗲𝗳𝗶𝗻𝗶𝘇𝗶𝗼𝗻𝗲 𝗔𝗴𝗲𝘃𝗼𝗹𝗮𝘁𝗮 𝟮𝟬𝟮𝟲, che consente di regolarizzare la propria posizione beneficiando dell'azzeramento di sanzioni e interessi, nei casi previsti dalla normativa.

 Le domande possono essere presentate 𝟭𝟲 𝗴𝗶𝘂𝗴𝗻𝗼 𝗮𝗹 𝟯𝟭 𝗮𝗴𝗼𝘀𝘁𝗼 𝟮𝟬𝟮𝟲.

 Tutte le informazioni, i requisiti e le modalità di adesione sono disponibili nella locandina allegata. Comune di Boscotrecase - Pagina Istituzionale

𝘗𝘦𝘳 𝘲𝘶𝘢𝘭𝘴𝘪𝘢𝘴𝘪 𝘪𝘯𝘧𝘰𝘳𝘮𝘢𝘻𝘪𝘰𝘯𝘦 𝘦̀ 𝘱𝘰𝘴𝘴𝘪𝘣𝘪𝘭𝘦 𝘳𝘪𝘷𝘰𝘭𝘨𝘦𝘳𝘴𝘪 𝘢𝘨𝘭𝘪 𝘶𝘧𝘧𝘪𝘤𝘪 𝘪𝘯𝘥𝘪𝘤𝘢𝘵𝘪 𝘯𝘦𝘭𝘭𝘢 𝘭𝘰𝘤𝘢𝘯𝘥𝘪𝘯𝘢. Pietro Carotenuto - Antonio Pollioso - Assessore Comunale di Boscotrecase è

martedì 14 luglio 2026

Albicocca Vesuviana IGP: il 16 luglio la riunione di pubblico accertamento

Il percorso per il riconoscimento dell’Indicazione Geografica Protetta «Albicocca Vesuviana» entra in una nuova fase.

Il Ministero dell’Agricoltura, della Sovranità alimentare e delle Foreste ha ricevuto l’istanza presentata dal Comitato promotore per la registrazione della denominazione «Albicocca Vesuviana» come IGP, ai sensi del Regolamento (UE) 2024/1143 e del decreto 14 ottobre 2013.

A seguito dell’istruttoria ministeriale e del parere favorevole espresso dalla Regione Campania, è stata predisposta una proposta di disciplinare di produzione, che sarà illustrata nel corso della riunione di pubblico accertamento.

L’incontro si terrà giovedì 16 luglio alle ore 17:30, presso il Dipartimento di Agraria dell’Università degli Studi di Napoli Federico II, nella sede della Reggia di Portici, in via Università 100, Portici.

La riunione ha lo scopo di consentire al Ministero di verificare che la disciplina proposta risponda ai metodi leali e costanti previsti dalla normativa europea in materia di indicazioni geografiche.

All’incontro sono invitati i Comuni interessati, le organizzazioni professionali e di categoria, i produttori e gli operatori economici coinvolti nel territorio individuato come zona di produzione. Durante la riunione sarà data lettura del disciplinare e i partecipanti potranno presentare eventuali osservazioni ritenute ricevibili.

Il Comitato promotore dovrà assicurare la massima diffusione dell’iniziativa sull’intero territorio interessato, predisporre il foglio firme e mettere a disposizione dei partecipanti una copia del disciplinare di produzione.

La riunione sarà condotta, in rappresentanza del Ministero, dal dott. Armando Morelli e dalla dott.ssa Beatrice Bernabei, funzionari dell’Ufficio PQA I, incaricati di accertare la regolarità della convocazione, acquisire le osservazioni e procedere alla verbalizzazione dell’incontro.

Il riconoscimento dell’IGP rappresenterebbe un importante strumento di tutela, valorizzazione e promozione dell’Albicocca Vesuviana, prodotto strettamente legato alla storia agricola, alla biodiversità e all’identità del territorio vesuviano. Ente Parco Nazionale del Vesuvio

Borgo Casamale, due appuntamenti dedicati ai più piccoli inseriti nel programma della Festa delle Lucerne

La lettura diventa esperienza, gioco e scoperta con i due appuntamenti dedicati ai più piccoli inseriti nel programma della Festa delle Lucerne di Borgo Casamale.

Il primo incontro si terrà sabato 2 agosto, alle ore 10, con la lettura ad alta voce dell’albo illustrato “Il mondo è plurale” di Claudio Gobbetti, illustrato da Arianna Alessi. A guidare i bambini sarà Imma Malva, libraia e insegnante di Cartolibromania, che attraverso la storia accompagnerà i partecipanti in una riflessione sui temi della diversità, dell’identità, del rispetto e dell’inclusione. L’iniziativa si concluderà con un laboratorio creativo.

Il secondo appuntamento è previsto per martedì 4 agosto, sempre alle ore 10, con “Alfonsina corre” di Joan Negrescolor, dedicato alla figura di Alfonsina Strada, pioniera del ciclismo femminile e prima donna a gareggiare al Giro d’Italia nel 1924. La lettura sarà curata dalla giornalista e scrittrice Sonia Sodano, presidente dell’associazione Cultura a Colori, seguita da un laboratorio creativo ispirato alla storia della celebre ciclista.

Le attività sono promosse grazie alla collaborazione tra Cartolibromania, Cultura a Colori e Sassi Editore, con l’obiettivo di offrire ai bambini un’occasione di crescita attraverso la lettura condivisa e la creatività, all’interno di uno degli appuntamenti più attesi dell’estate sommese.



Cava Ranieri, a Pompei la presentazione del volume dedicato alla riscoperta del sito

La tutela del territorio passa anche attraverso la conoscenza della sua storia e la valorizzazione del patrimonio culturale.

Si è svolta lunedì 13 luglio 2026, presso l’Auditorium degli Scavi di Pompei, la presentazione del volume “Cava Ranieri. Dall’abbandono alla riscoperta”, scritto dal giornalista e storico Francesco Servino.

Il libro ricostruisce il percorso di recupero e valorizzazione di Cava Ranieri, uno dei siti archeologici più significativi del territorio vesuviano, riportando l’attenzione sul valore storico e culturale dell’area e sull’impegno che ne ha consentito la riscoperta.

All’incontro ha partecipato anche il Presidente dell’Ente Parco Nazionale del Vesuvio, Raffaele De Luca, insieme ai rappresentanti delle istituzioni coinvolte nella tutela e nella valorizzazione del patrimonio culturale locale.

La presentazione ha rappresentato un’importante occasione di confronto sul ruolo della memoria storica, della ricerca e dell’impegno civico nella salvaguardia dei luoghi che raccontano l’identità del territorio vesuviano.

Conoscere, tutelare e valorizzare siti come Cava Ranieri significa rafforzare il legame tra comunità, storia e paesaggio, promuovendo una maggiore consapevolezza del patrimonio culturale e ambientale che caratterizza l’area del Vesuvio.

domenica 12 luglio 2026

Simona Molinari e Kairos Trio | San Sebastiano al Vesuvio 14 luglio 2026

VESUVIOSUONABENE 2026 - ARENA SAN SEBASTIANO SERE D’ESTATE

Parco Urbano Via Panoramica S.Sebastiano al Vesuvio

MARTEDI 14 LUGLIO ore 21.15

SIMONA MOLINARI

KAIROS TRIO 

Simona Molinari arriva a San Sebastiano al Vesuvio per una delle serate più attese dell’estate . Un mix raffinato di brani senza tempo e nuove interpretazioni. Da “Egocentrica” a “La Felicità”, passando per “Mr Paganini” di Ella Fitzgerald, “La storia” di De Gregori, “Caruso” di Lucio Dalla, e Mercedes Sosa (vincitrice della Targa Tenco per l’album Hasta siempre Mercedes).

Un concerto che prende per mano lo spettatore e lo accompagna, attraverso la musica, dentro i tempi densi della vita: l’innamoramento, la passione, gli inganni, il disincanto, l’amore. Sul palco con lei, il pianista Claudio Filippini e Nicola Di Camillo al basso elettrico,Fabio Colella batteria .

Il concerto prende il nome dalla parola greca che indica “il momento giusto” ed esplora i diversi tempi densi della vita di una donna: dall’innamoramento alla passione, fino al disincanto e all’amore maturo.

Biglietti in vendita su ;

www.vivaticket.itwww.azzurroservice.net

Link per acquisto on line

https://www.azzurroservice.net/biglietti/somona-molinari-kairos-trio-/

Oppure presso il botteghino del Parco Urbano a San Sebastiano al Vesuvio

venerdì 10 luglio 2026

Mostra multimediale “Balnea Daciae. Le terme romane della Dacia” – Terme del Foro di Pompei dal 6 luglio al 30 settembre 2026

Dal 6 luglio al 30 settembre 2026, la sezione maschile delle Terme del Foro del sito archeologico di Pompei, ospita la mostra multimediale “Balnea Daciae. Le terme romane della Dacia”. L'iniziativa è promossa dall’Ambasciata di Romania in Italia in collaborazione con il Museo Nazionale di Storia della Romania e con il Parco Archeologico di Pompei.
La mostra rientra nel più ampio programma dell'Anno Culturale Romania-Italia 2026, che si avvale dell'Alto Patronato del Presidente della Romania Nicușor Dan, del Presidente della Repubblica Italiana Sergio Mattarella, ed è stato indetto con il sostegno del Ministero della Cultura e del Ministero degli Affari Esteri Romeni.
Il percorso espositivo, curato dall’archeologo Ovidiu Țentea, si propone di indagare i profondi legami culturali che univano il mondo romano alla Provincia della Dacia, territorio corrispondente alla Romania odierna.
Il fulcro della narrazione è individuato nelle terme pubbliche, intese non solo come luoghi deputati alla cura del corpo, ma come veri e propri centri della vita sociale dell'epoca. In questi spazi, l'architettura, le soluzioni tecnologiche e le consuetudini quotidiane convergevano nella definizione di un'identità culturale condivisa, i cui esempi meglio conservati sono tuttora visibili proprio a Pompei.
Attraverso l'ausilio esclusivo di supporti multimediali, le ricerche archeologiche e le ricostruzioni digitali della mostra evidenziano, in luogo iconico quali le Terme del Foro di Pompei, come la cultura termale abbia agito da connettore sociale per le comunità Romane, ripercorrendo la circolazione di idee e stili di vita in una provincia distante oltre mille chilometri da Roma.
Il progetto scientifico, inoltre, raccoglie i risultati delle indagini condotte nell'ambito del programma Cultech, coordinato dall'Università Tecnica di Cluj-Napoca, e si avvale della collaborazione del Museo Distrettuale di Vâlcea e del Museo Distrettuale di Storia e Archeologia di Prahova, sottolineando così l'importanza dei partenariati interdisciplinari nella valorizzazione del patrimonio storico.
«La mostra “Balnea Daciae. Le Terme Romane della Dacia” – dichiara l’Ambasciatrice di Romania in Italia, Gabriela Dancău – rappresenta una significativa testimonianza del dialogo culturale tra la Romania e l'Italia e della comune eredità della civiltà romana. Il fatto che questa esposizione sia ospitata a Pompei, uno dei luoghi più emblematici del mondo romano, nell'ambito dell'Anno Culturale Romania-Italia, le conferisce un valore simbolico particolare. Attraverso il racconto della cultura delle terme, la mostra mette in luce i profondi legami storici tra la Dacia romana e la penisola italiana, riaffermando il ruolo della cultura come ponte tra i nostri Paesi e come strumento di dialogo, cooperazione e valorizzazione del patrimonio europeo condiviso».
«Ospitare la mostra “Balnea Daciae” nella sezione maschile delle Terme del Foro – aggiunge il Direttore del Parco, Gabriel Zuchtriegel – rappresenta una straordinaria opportunità per riflettere sull’universalità e sulla forza capillare della cultura romana. Le terme non erano semplici edifici, ma il vero cuore pulsante della vita sociale, e trovarne una narrazione così dettagliata legata a una provincia complessa e affascinante come la Dacia, a oltre mille chilometri di distanza da Roma, è straordinario. Questo progetto multimediale dimostra come l'architettura e le consuetudini quotidiane di Pompei fossero in realtà un modello condiviso in tutto l'Impero. Siamo orgogliosi di accogliere questa iniziativa nell'ambito dell'Anno Culturale Romania-Italia 2026, un sodalizio che celebra le nostre radici comuni e che, grazie alla tecnologia e a importanti collaborazioni internazionali e interdisciplinari, restituisce al pubblico la modernità e il valore del nostro patrimonio europeo condiviso».
Il percorso espositivo multimediale è stato inaugurato il 6 luglio 2026 presso la sezione maschile delle Terme del Foro e sarà visitabile ogni giorno fino al 30 settembre 2026 dalle ore 9:00 alle 19:00 (ultimo ingresso ore 17:30). Accesso alla mostra incluso nel biglietto d’ingresso al Parco Archeologico.

Nuova data per il concerto “È mio padre – Morricone dirige Morricone” nell’Anfiteatro di Pompei

Dopo il rinvio a causa del maltempo della serata in programma per giovedì 25 giugno scorso, fissata la nuova data del concerto-evento a favore di Fondazione Città della Speranza “È Mio Padre – Morricone Dirige Morricone”: mercoledì 29 luglio all’Anfiteatro degli Scavi di Pompei. I biglietti già emessi sono validi per la nuova data.

È Mio Padre – Morricone Dirige Morriconeè il progetto sinfonico dedicato all’eredità artistica di Ennio Morricone che prende vita sui palcoscenici attraverso una prospettiva unica: quella dei suoi figli. A guidare l’Orchestra Filarmonica del Teatro di Modena è il M° Andrea Morricone, con la partecipazione di Marco Morricone, voce narrante. Un progetto che riporta la musica di Ennio Morricone alla sua origine più profonda, intrecciando esecuzione, racconto e immagini in una forma essenziale, evocativa e diretta. Accompagnano l’Orchestra il Coro da Camera Ricercare Ensemble, la soprano Vittoriana De Amicis, il baritono Alessio Quaresima Escobar e la pianista Cecilia Grillo.

Mercoledì 29 luglio (ore 21.30) l’Anfiteatro degli Scavi di Pompei accoglierà questo evento unico, anche per le sue finalità. Il progetto che unisce indissolubilmente bellezza e solidarietà, sarà dedicato alla Fondazione Città della Speranza, dal 1994 impegnata nella ricerca sulle malattie oncoematologiche e malattie rare pediatriche.

A sei anni dalla scomparsa, avvenuta il 6 luglio 2020, la figura di Ennio Morricone continua a imporsi come una delle più alte espressioni della musica del Novecento. Autore di oltre 470 colonne sonore per cinema e televisione, vincitore di due Premi Oscar, tre Grammy Awards, Morricone ha cambiato per sempre il rapporto tra immagine e suono, lasciando un catalogo che attraversa generi, linguaggi e generazioni.

È mio padre” riporta questa eredità sulla scena nella sua dimensione più autentica. Andrea Morricone ha scelto alcune tra le partiture più celebri e le affida all’ascolto così come sono state scritte con il risultato di un suono che conserva intatta la scrittura del Maestro, nella sua precisione e nella sua forza evocativa.

Accanto alla musica, Marco Morricone, voce narrante, accompagna il pubblico raccontando episodi e frammenti tratti dal libro Ennio Morricone, il genio, l’uomo, il padre, pubblicato da Sperling & Kupfer nel 2024, restituendo un ritratto costruito tra memoria personale e storia artistica.

Fondazione Città della Speranza Ente Filantropico dal 1994 sostiene la ricerca sulle malattie oncoematologiche e malattie rare pediatriche. Da allora, grazie alle donazioni ricevute, ha realizzato alcune importanti strutture ospedaliere e l'Istituto di Ricerca Pediatrica Città della Speranza di Padova. Qui, oltre 200 ricercatori IRP ai quali si aggiungono altri 150 ricercatori esterni, ogni giorno si impegnano su progetti innovativi per trovare nuove ed efficienti cure contro queste patologie. Tra questi progetti, la Diagnostica Avanzata grazie alla quale vengono riprocessati tutti i campioni inviati dai nosocomi del territorio nazionale per giungere ad una terapia ancor più mirata ed efficiente e garantire a più bambini il diritto al Futuro. Attualmente Fondazione sta realizzando un importante ampliamento del Centro di Ricerca di Padova – la Seconda Torre - nel quale troverà posto una Officina Farmaceutica di nuova concezione dedicata, tra gli altri, allo studio delle cellule CAR T.

Il concerto è promosso da Fondazione Città della Speranza in collaborazione con Parco Archeologico di Pompei, Città di Pompei, DuePunti Eventi, Black Star Entertainments e Imarts. Il tour è organizzato da IMARTS – International Music and Arts. Media partner del Tour Radio Capital.

I biglietti sono disponibili in prevendita nei circuiti Ticketone e Vivaticket. I biglietti già emessi rimangono validi per la nuova data. Il ricavato va a sostegno della ricerca sulle malattie oncoematologiche pediatriche di Fondazione Città della Speranza. Chi non potesse partecipare può richiedere il rimborso al circuito di riferimento entro e non oltre il 6 luglio. 

Biglietti:
poltronissima premium € 86+diritto di prevendita
poltronissima platinum € 78+diritto di prevendita
poltronissima gold e cavea numerata platinum € 69+diritto di prevendita
poltronissima e cavea numerata gold € 60+diritto di prevendita
poltrona € 52+diritto di prevendita

Vip Pack € 186+diritto di prevendita
Biglietto in Poltronissima Premium
Entrata dedicata
Aperitivo a buffet prima dello show in luogo esclusivo
Gadget

Per informazioni:

A ERCOLANO TORNA ALLA LUCE, DOPO QUASI TRENT’ANNI DI SILENZIO, LA CASA DEL MOBILIO CARBONIZZATO

C’è una casa, a Ercolano, che per quasi trent’anni ha custodito in silenzio i suoi segreti, chiusa agli occhi dei visitatori ma viva nella memoria di chi lavora ogni giorno alla tutela di questo straordinario sito UNESCO. Da giovedì 9 luglio 2026 quel silenzio si interrompe: la Casa del Mobilio Carbonizzato riapre al pubblico, restituendo a Ercolano uno dei suoi ambienti più intimi e toccanti. Ma il racconto è appena all’inizio: questa riapertura è solo il primo capitolo di una nuova stagione di scoperte. Il countdown per l’autunno 2026 è già partito, quando altre straordinarie domus del Parco Archeologico torneranno a raccontarsi al pubblico, in un susseguirsi di riaperture che promette di riscrivere ancora una volta la mappa dell’antica Ercolano.

Il nome di questa domus racconta già una storia che emoziona: deve la sua identità al ritrovamento di un tavolino e di un letto con alta spalliera, che conservavano ancora tracce di tessuto e i resti della rete di corda a cui erano agganciate le doghe in legno. Oggetti di vita quotidiana, sorpresi dall’eruzione e custoditi dal tempo, riportati alla luce tra il 1932 e il 1933 durante la grande stagione di scavi condotta da Amedeo Maiuri, il grande archeologo che più di ogni altro ha restituito al mondo il volto dell’antica Ercolano.

Varcare la soglia di questa casa, costruita in età repubblicana, significa attraversare un impianto domestico che si è conservato con straordinaria coerenza: gli ambienti si dispongono intorno all’atrio e al giardino sul fondo, dove un piccolo larario a forma di tempietto accoglieva le devozioni della famiglia. Al piano superiore, un loggiato con colonne si affacciava sull’atrio già dalla prima fase costruttiva della casa, mentre le pareti, decorate in IV Stile, raccontano i segni di più fasi di vita e di rinnovamento dell’abitazione.

Tra gli ambienti più preziosi, il triclinio a destra dell’ingresso conserva un pavimento a mosaico con un raffinato emblema marmoreo e decorazioni con nature morte; il tablino custodisce a sua volta un mosaico con inserto marmoreo e tracce dell’antico soffitto affrescato. E proprio sul fondo della casa, nel cosiddetto oecus Cyzicenus, aperto da una grande finestra sul giardino, vennero ritrovati gli arredi carbonizzati che hanno dato il nome a questa domus: un tavolino e un letto, testimoni silenziosi di una vita interrotta in un attimo, quasi duemila anni fa.

«Riportare alla luce e restituire alla città la Casa del Mobilio Carbonizzato, dopo quasi trent’anni di chiusura, è un traguardo che ci riguarda nel profondo. Non parliamo soltanto del recupero di uno spazio architettonico, ma della restituzione di una storia umana fatta di gesti quotidiani – un letto, un tavolino – che l’eruzione ha congelato nel tempo e che oggi, grazie a un lungo e paziente lavoro di restauro, possiamo finalmente raccontare di nuovo. È il segno tangibile di una strategia di tutela che guarda lontano, fondata sulla cura quotidiana e sulla pianificazione a lungo termine del nostro patrimonio.» Federica Colaiacomo, Direttrice del Parco Archeologico di Ercolano

Un restauro lungo e paziente

La riapertura della Casa del Mobilio Carbonizzato è il frutto di un percorso di restauro avviato più di 10 anni fa, quando furono eseguite le prime opere urgenti di ricostruzione delle coperture e di messa in sicurezza delle superfici decorate, nell’ambito del partenariato pubblico-privato tra il Parco Archeologico di Ercolano e il Packard Humanities Institute (PHI), che opera attraverso l’Istituto Packard per i Beni Culturali (IPBC), attivo a Ercolano da venticinque anni.

L’architetto PHI-IPBC Rossella Di Lauro racconta “Gli interventi più recenti rappresentano la prosecuzione naturale delle prime opere. In questa fase, abbiamo dato priorità a criticità rimaste irrisolte, come la ricostruzione di alcuni solai lignei, la sostituzione di architravi compromessi, il consolidamento e restauro completo delle colonne che affacciano nell’atrio collocate al primo piano sopra la copertura del tablino. Quest’ultimo intervento, in particolare, è stato realizzato grazie ad accurati rilievi tridimensionali e a delicate operazioni di smontaggio e rimontaggio controllato, in stretta sinergia con i conservatori-restauratori. Gli architravi-teche in ferro, che presentano eccezionali porzioni di legno carbonizzato, sono stati sostituiti da nuove strutture in legno opportunamente lavorate con soluzioni innovative, in modo da continuare a svolgere la funzione di teche protettive; infatti, all’interno di queste sono stati ricollocati i frammenti carbonizzati accuratamente restaurati; questa specifica tipologia di intervento è stata pensata per facilitare il monitoraggio e la manutenzione futura dei preziosi reperti lignei.”

L’intervento si inserisce nel più ampio progetto “Restauro conservativo delle strutture e delle superfici decorate delle domus più importanti di Ercolano”, che prevede la riapertura di sei tra le più importanti domus del sito, frutto della programmazione congiunta tra il Parco Archeologico di Ercolano e le fondazioni Packard, sviluppato dal partner privato e attuato sotto il coordinamento scientifico e tecnico del Parco. Un approccio fondato sulla manutenzione programmata e sulla conservazione a scala urbana, che ha già permesso, nel marzo 2025, la riapertura della Casa del Colonnato Tuscanico e della Casa del Sacello di Legno.

Oggi la domus restituisce piena leggibilità ai propri apparati decorativi: dipinti murali, soffitti decorati e pavimentazioni a lungo compromessi dalla vegetazione infestante sono stati messi in sicurezza, stabilizzati e, dove possibile, sottoposti a interventi di pulitura e ritocco pittorico. Un traguardo importante per Ercolano, dove per anni le priorità sono state concentrate sulla riduzione del rischio: oggi, raggiunta una maggiore stabilità conservativa, è stato possibile dedicarsi anche al recupero estetico di diverse decorazioni, restituendo al pubblico qualità artistica e valore storico.

La riapertura dell’atrio e degli ambienti che lo circondano è un primo, fondamentale passo verso la piena fruizione della domus: i prossimi interventi riguarderanno il giardino-hortus e il restauro del larario, in continuità con una gestione del patrimonio che punta sulla pianificazione per fasi e sulla cura quotidiana di uno dei siti archeologici più straordinari al mondo.

La storia della Casa del Mobilio Carbonizzato non si esaurisce tra le sue mura: i legni carbonizzati che hanno dato il nome alla domus sono oggi esposti al pubblico al piano ammezzato dell’Antiquarium di Ercolano, insieme ad altri reperti che custodiscono, ciascuno, una storia e un vissuto propri. Tra questi, anche un tavolino proveniente proprio da questa casa. I visitatori sono dunque invitati a proseguire il proprio percorso in Antiquarium, per completare la conoscenza della domus e chiudere il cerchio di un’esperienza di visita che attraversa l’intero Parco Archeologico di Ercolano.

Campagna AIB 2026: il Parco Nazionale del Vesuvio sperimenta un sistema GIS mobile per la tutela del Vesuvio

 Il Parco Nazionale del Vesuvio continua a investire nell'innovazione tecnologica per rafforzare le attività di prevenzione e contrasto agli incendi boschivi. Nell'ambito della Campagna Antincendio Boschivo (AIB) 2026, l'Ente Parco ha infatti sviluppato, attraverso il proprio personale tecnico, un avanzato sistema GIS mobile destinato a supportare le attività di vigilanza, sorveglianza e controllo del territorio svolte dal Reparto Carabinieri Parco Nazionale del Vesuvio e dai Reparti Carabinieri Forestali.

Il progetto si basa sull'applicazione QField, sviluppata sulla piattaforma open source QGIS, e integrata con un geodatabase territoriale realizzato appositamente per il Parco. Grazie a questo sistema, gli operatori possono consultare direttamente sul campo informazioni geografiche e ambientali strategiche, migliorando le attività di prevenzione, monitoraggio e gestione delle emergenze.

Attraverso dispositivi mobili è possibile geolocalizzare la propria posizione, raccogliere osservazioni georeferenziate, aggiornare le informazioni durante le attività operative e sincronizzare i dati in tempo reale oppure successivamente, garantendo una gestione più efficiente delle informazioni e una maggiore conoscenza del contesto territoriale.

La piattaforma consente inoltre di consultare numerosi livelli informativi, tra cui la perimetrazione del Parco Nazionale del Vesuvio, le aree di tutela e la zonizzazione, i principali vincoli ambientali, le Zone Speciali di Conservazione (ZSC), le Zone di Protezione Speciale (ZPS), i tematismi geologici e le informazioni relative al rischio idraulico e da frana.

Particolarmente importante è l'integrazione della Carta Topografica d'Italia dell'Istituto Geografico Militare in scala 1:25.000, arricchita dalla cartografia OpenStreetMap, da un layer dedicato alla toponomastica e da immagini satellitari, strumenti che consentono agli operatori una lettura dettagliata del territorio, della viabilità, delle infrastrutture e delle aree boscate, facilitando la pianificazione e la gestione degli interventi.

Il sistema è attualmente in fase di sperimentazione operativa da parte del personale tecnico dell'Ente Parco e degli operatori del Reparto Carabinieri Parco, che ne stanno verificando sul campo funzionalità, affidabilità ed efficacia.

La piattaforma è stata progettata per essere scalabile e interoperabile e sarà progressivamente estesa anche ai Vigili del Fuoco, in particolare alle squadre impegnate nei presìdi AIB di Ercolano e Terzigno, contribuendo a rafforzare il coordinamento tra tutte le istituzioni coinvolte nelle attività di prevenzione e lotta agli incendi boschivi.

L'integrazione tra tecnologie GIS, sistemi mobili e operatività sul territorio rappresenta un ulteriore passo avanti verso una gestione sempre più moderna, condivisa e orientata all'utilizzo dei dati, confermando l'impegno del Parco Nazionale del Vesuvio nel promuovere soluzioni innovative al servizio della tutela ambientale.

Il Presidente dell'Ente Parco Nazionale del Vesuvio, Raffaele De Luca, ha dichiarato: «La prevenzione rappresenta la prima e più efficace forma di tutela del nostro patrimonio naturale. Investire in tecnologie innovative significa mettere gli operatori nelle condizioni di conoscere il territorio in maniera sempre più puntuale, migliorare il coordinamento tra le istituzioni e rendere più tempestivi ed efficaci gli interventi. Questo progetto testimonia la capacità dell'Ente Parco di sviluppare soluzioni concrete attraverso le competenze del proprio personale tecnico e di metterle a disposizione di tutti i soggetti impegnati quotidianamente nella difesa del Vesuvio. La salvaguardia del Parco passa anche dall'innovazione, dalla condivisione delle informazioni e dal lavoro di squadra tra tutte le amministrazioni coinvolte.»

Questa iniziativa conferma la volontà del Parco Nazionale del Vesuvio di investire in strumenti tecnologici evoluti e nella collaborazione tra istituzioni, con l'obiettivo di rendere sempre più efficaci le attività di prevenzione, tutela e gestione del territorio, a beneficio dell'ambiente e della sicurezza dell'intera area protetta

giovedì 9 luglio 2026

“Damme nu vento ca pozza navigare”, un omaggio al grande Roberto De Simone | Villa delle Ginestre -Torre del Greco

Dopo un avvio salutato da un entusiasmo straordinario e dagli applausi riservati ai protagonisti delle prime serate, da Peppe Servillo con gli Avion Travel e la Nuova Orchestra Scarlatti a Patrizia Cirulli, fino al coinvolgente concerto di Serena Rossi il Festival delle Ville Vesuviane, diretto artisticamente da Bruno Tabacchini e promosso dalla Fondazione Ente Ville Vesuviane, si prepara a vivere uno degli appuntamenti più intensi e carichi di significato dell’edizione 2026.

Venerdì 10 luglio, alle ore 21, Villa delle Ginestre di Torre del Greco accoglierà “Damme nu vento ca pozza navigare”, un omaggio al grande Roberto De Simone che assume un valore ancora più profondo nell’anno in cui la sua immortale “Gatta Cenerentola” celebra il cinquantesimo anniversario. Sarà molto più di un concerto: un viaggio nella memoria artistica di uno dei più grandi protagonisti della cultura napoletana contemporanea, capace di restituire al pubblico la forza di un patrimonio che continua a parlare al presente.

A raccogliere il testimone del Maestro saranno Renata Fusco, Lello Giulivo, Gianni Lamagna, Antonella Morea, Anna Spagnuolo e Patrizia Spinosi, accompagnati dai musicisti Michele Bonè (chitarra), Gianluca Falasca (violino), Fabio Soriano (flauti), Leonardo Massa (violoncello) e Paolo Propoli (chitarre). Insieme ripercorreranno le rotte tracciate da De Simone, lasciandosi guidare da quelle antiche “carte di navigazione” che ancora oggi continuano a indicare nuovi orizzonti artistici.

«Riportare la sua lezione in giro per il mondo come un tempo – raccontano gli artisti, rivolgendo un pensiero di gratitudine al maestro Alessandro De Simone – significa rivivere gli anni trascorsi al suo fianco, dalla fine degli anni Settanta ai primi Duemila, tra studio, ricerca, prove interminabili e centinaia di repliche. Un’esperienza umana e professionale che non si dimentica. La sua scomparsa ci ha ricompattati, restituendoci il piacere di ritrovare quelle musiche, l’intreccio delle voci, la forza del “discanto” e la sorprendente attualità dei suoi testi. Riprendere oggi quei repertori, dopo quasi trent’anni, è una tempesta di emozioni».

Un appuntamento destinato a trasformarsi in un intenso abbraccio collettivo alla memoria di Roberto De Simone, artista che ha saputo restituire dignità e respiro universale alla tradizione musicale e teatrale partenopea. Nella cornice dell’affascinante Villa delle Ginestre, il Festival delle Ville Vesuviane conferma così la propria vocazione: custodire la memoria, celebrarne i protagonisti e far sì che il loro lascito continui a vivere attraverso la forza senza tempo della musica e del teatro. Comunicato Stampa