lunedì 27 aprile 2026

Archeologia, Pompei: nuovi ritrovamenti nella necropoli di Porta Stabia

Ricostruzione con l’IA, in collaborazione con l’Università di Padova, sulla fuga di un uomo dall’eruzione

Per la prima volta, il Parco Archeologico di Pompei ha utilizzato strumenti di intelligenza artificiale per proporre, in collaborazione con l’Università degli Studi di Padova – Laboratorio Digital Cultural Heritage, una ricostruzione digitale basata sui dati emersi dalle indagini archeologiche condotte dagli archeologi del Ministero della Cultura.

La ricostruzione riguarda un uomo morto durante l’eruzione del Vesuvio, che distrusse la città nel 79 d.C. in meno di 24 ore, ritrovato con un mortaio di terracotta, che sembra essere stato utilizzato come protezione durante la caduta di lapilli e frammenti vulcanici. Il gesto richiama le descrizioni di Plinio il Giovane, testimone oculare, che in una lettera riferisce come le persone in fuga dal vulcano cercassero di difendersi dal materiale eruttivo con oggetti o con cuscini legati sulla testa.

Il rinvenimento è avvenuto durante recenti scavi nell’area della necropoli di Porta Stabia, appena fuori le mura dell’antica Pompei, condotti nell’ambito del completamento dell’indagine sulla tomba a schola di Numerius Agrestinus Equitius Pulcher. Gli archeologi impegnati sul campo hanno portato alla luce i resti di due uomini che tentarono di fuggire verso la costa durante l’eruzione del Vesuvio del 79 d.C. I due individui, morti in momenti diversi dell’eruzione, offrono nuovi elementi per comprendere le dinamiche dell’evento e le condizioni affrontate dagli abitanti nelle vie di fuga.

Uno di loro, più giovane, fu probabilmente travolto da una corrente piroclastica, ovvero una nube ardente di cenere e gas tossici, mentre tentava di allontanarsi dalla città. L’altro, più adulto, morì qualche ora prima sotto una fitta pioggia di lapilli, cercando di proteggersi la testa con un mortaio di terracotta ritrovato accanto al corpo, con evidenti segni di frattura. Inoltre, portava con sé una lucerna in ceramica per orientarsi in condizioni di scarsa visibilità, un piccolo anello in ferro al mignolo sinistro e un gruzzolo di dieci monete in bronzo.

Il modello digitale, che propone una ricostruzione della seconda vittima, è stato generato attraverso una combinazione di software di intelligenza artificiale e tecniche di fotoritocco, con l’obiettivo di restituire un’immagine scientificamente fondata ma accessibile a tutti. La ricostruzione rappresenta un prototipo sperimentale, pensato per rendere i risultati delle ricerche archeologiche maggiormente accessibili a un pubblico di non specialisti.

Pompei è forse il luogo più prestigioso al mondo per la ricerca archeologica – dichiara il Ministro della Cultura, Alessandro Giuli – dove ogni nuova scoperta illumina in modo entusiasmante la trama della vita antica. Le indagini condotte con questi scavi dimostrano che le metodologie innovative, utilizzate con rigore, possono regalarci nuove prospettive storiche. È in questa direzione che il Ministero della Cultura intende proseguire: rafforzare lo studio e la Tutela del nostro patrimonio, sostenendo la ricerca e ampliando la capacità di trasmettere conoscenza in modo sempre più efficace”.

La vastità dei dati archeologici a Pompei e oltre è ormai tale che solo con l’aiuto dell’intelligenza artificiale saremo in grado di tutelarli e valorizzarli adeguatamente – afferma il Direttore Zuchtriegel – Ed è importante che noi archeologi ce ne occupiamo in prima persona, perché altrimenti lo faranno altri al posto nostro che non hanno le basi umanistiche e scientifiche necessarie. Se usata bene, l’IA può contribuire a un rinnovamento degli studi classici, raccontando il mondo classico in maniera più immersiva. Visitare Pompei o imparare il latino, essenzialmente, significa fare un’esperienza profonda, unica e bellissima, e le ricostruzioni ci aiutano a coinvolgere più persone in questa avventura.”

 “Il progetto apre una riflessione più ampia sull’impiego dell’IA in archeologia -  aggiunge il prof. Jacopo Bonetto dell’Università di Padova -  una tecnologia che può contribuire alla produzione di modelli interpretativi e al miglioramento degli strumenti di comunicazione, ma che richiede un uso controllato e metodologicamente fondato, sempre in integrazione con il lavoro degli specialisti.”

Proprio sul tema dell’intelligenza artificiale, a luglio nel Parco Archeologico di Pompei, è in programma l’edizione 2026 di “Orbits — Dialogues with Intelligence. Habitat — Disegnare la società post-AI” che riporta l’etica e la filosofia al centro del dibattito tecnologico, promuovendo un uso consapevole del digitale. Tra i protagonisti, il prof. Luciano Floridi, founding director del Digital Ethics Center a Yale, che ha commentato così la novità:

L'uomo di Pompei fuggiva con un mortaio sul capo, una lucerna in mano, e dieci monete: portava ciò che gli sembrava utile per orientarsi nel buio. Duemila anni dopo, l'IA ci aiuta a ricostruire i suoi ultimi momenti. Il caso parla a tutte le discipline umanistiche. L'IA non sostituisce l'archeologo. Sotto il suo controllo, ne amplia e approfondisce le potenzialità; e rende accessibile a molti ciò che prima era leggibile solo per pochi. Senza l'IA, gran parte del patrimonio rischia di restare inesplorato per chi fa archeologia, e muto per chi la ama. Marguerite Yourcenar, nei taccuini delle «Memorie di Adriano», descriveva il suo «esercizio» come «un piede nell'erudizione, l'altro nella magia»: quella magia che consiste nel trasportarsi col pensiero dentro qualcun altro. È esattamente ciò che l'archeologia fa da sempre: ricostruire scientificamente dal di dentro un mondo scomparso, e permetterci di immaginarlo. L'IA accelera la resa di quella ricostruzione, ma la magia resta umana. Una tecnologia così potente porta con sé rischi reali. L'IA produce ipotesi, non verità. Le ipotesi vanno riviste, discusse, corrette, integrate, approvate. La responsabilità scientifica non si delega. Ma il rischio non è che l'IA sbagli: è che smettiamo di pensare usandola. Le discipline umanistiche ci insegnano proprio questo, a distinguere la ricostruzione dalla fantasia. Pompei, ancora una volta, è il grande laboratorio che ci istruisce.”

Tutti gli approfondimenti sul rinvenimento delle vittime e sulla sperimentazione con l’intelligenza artificiale sono pubblicati sull’articolo di approfondimento dell’E-journal degli scavi di Pompei https://pompeiisites.org/e-journal-degli-scavi-di-pompei/.

Somma Vesuviana | Art Summit – Vesuvio Contemporary Experience and Residency | 2-6 Maggio 2026 1-3 Agosto 2026

Presentazione: sabato 2 Maggio 2026 ore 18:00, Hub-Side, Borgo Casamale, Somma Vesuviana, Napoli
Torna Art Summit – Vesuvio Contemporary Experience and Residency: la IV edizione nel 2026
Art Summit – Vesuvio Contemporary Experience and Residency torna nel 2026 con la sua quarta edizione, confermandosi come una piattaforma di ricerca e produzione artistica che indaga il territorio vesuviano attraverso pratiche contemporanee.
Ideato da Tramandars, il programma invita artisti e curatori nazionali e internazionali a confrontarsi con il complesso Somma – Vesuvio, un contesto unico nel panorama culturale italiano, caratterizzato da una forte stratificazione simbolica, culturale e rituale.
Più che una residenza tradizionale, Art Summit si configura come un processo di ricerca situata che mette in relazione arte contemporanea, tradizioni locali e comunità, promuovendo nuove modalità di lettura e interpretazione del territorio.
L’edizione 2026 introduce una nuova struttura articolata in due momenti di ricerca e ascolto.
Il primo, previsto dal 2 al 6 Maggio, sarà dedicato all’esplorazione del territorio vesuviano come spazio vivo di pratiche e narrazioni.
Il secondo momento si svolgerà nei primi di Agosto, in occasione della Festa delle Lucerne, evento quadriennale di forte valore rituale e comunitario. In questa fase il summit si configura come un’immersione nelle dinamiche collettive del territorio, rileggendo la festa come una forma diffusa di performance partecipativa.
Le due fasi costituiscono un unico percorso di ricerca che porterà allo sviluppo dei progetti di residenza, realizzati nel biennio successivo.
Programma
Il programma include attività sul territorio e visite istituzionali, tra cui:
● partecipazione ai riti locali e alla Festa della Montagna
● visita agli scavi archeologici di Pompei e alla Villa Augustea
● visite a fondazioni e spazi di arte contemporanea a Napoli, tra cui Fondazione Morra Greco, Fondazione Made in Cloister, Fondazione Paul Thorel,Magazzini Fotografici e Galerie Gisela Capitain
● visita al“il Laboratorio” di Vittorio Avella e Antonio Sgambati ed all’Archivio Russo Somma (ARS)
● esplorazione del borgo Casamale partecipazione alla Festa delle Lucerne
Ruoli
Resident Artists
Sono tre gli artisti selezionati per partecipare attivamente al programma di ricerca del summit 2026. Dopo le fasi di scoperta del territorio, sviluppano una proposta progettuale approfondita nel tempo e realizzata nell’ambito del programma di residenza negli anni successivi. Il loro lavoro si configura come un processo situato, in dialogo con il contesto vesuviano, le sue comunità e le sue stratificazioni culturali.
Invited Curators
Curatori invitati a prendere parte al summit: partecipano alle attività di ricerca e contribuiscono al dialogo critico, favorendo la costruzione di un ecosistema basato sulla condivisione di pratiche, metodologie e visioni, in relazione al territorio e agli altri partecipanti.
Fellow Artists
Gli artisti invitati a partecipare al summit, favorendo momenti di scambio, confronto e networking. Non sono inclusi nel programma di residenza, ma contribuiscono attivamente alla costruzione del contesto di ricerca attraverso la loro presenza e il dialogo con gli altri partecipanti.
Resident Curators
I curatori che, in collaborazione con Tramandars, sviluppano e coordinano il programma del summit. Partecipano attivamente alla progettazione e alla conduzione delle attività di ricerca, accompagnando gli artisti durante tutte le fasi del percorso. Il loro ruolo si estende anche oltre il summit, contribuendo alla definizione della programmazione e alla continuità delle progettualità nel tempo.
Artisti e curatori
Resident Artists
Django Burdaeu, Margherita Muriti, collettivo damp
Resident Curators
Dario Benvenuto, Massimiliano Maglione
Invited Curators
Vasco Forconi, Marta Ferrara, Giulia Pollicita
Fellow Artists
Anna Irina Russel, Niccolò De Napoli, Veronica Bisesti, Marta Perroni, Raimondo Coppola, Caterina Di Gaetano, Noemi Sparago e Gabriel Orlwoski (sessione di Agosto )
Invited Press
Maria Vittoria Pinotti
Una piattaforma in evoluzione
I progetti sviluppati durante il summit saranno realizzati nel 2026–2027 attraverso mostre,laboratori, installazioni, talk, incontri e pratiche di attivazione territoriale, in dialogo con il paesaggio e le comunità locali.
Art Summit si configura come un ecosistema di ricerca che connette artisti, curatori, istituzioni e territorio, contribuendo a ridefinire il rapporto tra arte contemporanea e contesto.
Crediti
Organizzato da: Tramandars
In collaborazione con: Vesuvio Adventures
Partner: ARS – Archivio Russo Somma, Fondazione Made in Cloister, Fondazione Morra Greco, Fondazione Paul Thorel, Galerie Gisela Capitain, Magazzini Fotografici.
Presentazione pubblica
Chiunque desideri approfondire il progetto è invitato a partecipare a un momento di presentazione aperta al pubblico, che si terrà il 2 maggio alle ore 18:00 presso Hub-Side, nel borgo Casamale, in via Campane.
L’incontro non è pensato come una conferenza stampa, ma come uno spazio di condivisione e dialogo sul progetto, aperto a tutte e tutti coloro che desiderano avvicinarsi ai processi e alle pratiche che animano Art Summit.
Dopo aperitivo da CANS in via Botteghe. - Tramandars

𝙄𝙣𝙖𝙪𝙜𝙪𝙧𝙖𝙩𝙖 𝙡’𝙊𝙛𝙛𝙞𝙘𝙞𝙣𝙖 𝙙𝙚𝙡𝙡𝙚 𝙀𝙨𝙥𝙚𝙧𝙞𝙚𝙣𝙯𝙚 - 𝘿𝙚𝙨𝙏𝙀𝙀𝙉𝙖𝙯𝙞𝙤𝙣𝙚. 𝙐𝙣𝙤 𝙨𝙥𝙖𝙯𝙞𝙤 𝙢𝙪𝙡𝙩𝙞𝙛𝙪𝙣𝙯𝙞𝙤𝙣𝙖𝙡𝙚 𝙣𝙚𝙡 𝙘𝙪𝙤𝙧𝙚 𝙙𝙚𝙡 𝙥𝙖𝙧𝙘𝙤 𝙋𝙚𝙣𝙣𝙞𝙣𝙞𝙚𝙡𝙡𝙤

Il Centro Sociale “DesTEENazione - Officina delle Esperienze” nasce per offrire spazi dinamici e multiesperienziali rivolti a ragazze e ragazzi dagli 11 ai 21 anni, insieme alle loro famiglie. Un luogo pensato per favorire autonomia, partecipazione attiva e inclusione sociale, con l’obiettivo di contrastare in modo concreto la povertà educativa e la dispersione scolastica.
La struttura ospiterà attività e laboratori creativi, espressivi, sportivi e multimediali, progettati insieme ai giovani. Sono inoltre previsti percorsi personalizzati per il reinserimento formativo, spazi di ascolto, supporto psicologico, attività dedicate allo sviluppo dell’intelligenza emotiva e iniziative di sostegno alla genitorialità. Per i ragazzi fuori dall’obbligo scolastico saranno attivati percorsi di orientamento, tirocini ed esperienze utili a sviluppare competenze e avvicinarsi al mondo del lavoro.
Il Centro si propone come uno spazio aperto, in continua evoluzione, capace di accogliere nuovi linguaggi ed esperienze, secondo una visione ispirata all’urbanistica tattica. Un luogo vivo, che cresce e si trasforma insieme alla comunità.
Situato nel cuore del Quartiere Penniniello, rappresenta un ulteriore passo nel percorso di rigenerazione dell’area, avviato poco più di un anno fa con l’apertura dell’hub commerciale Maximall e destinato a completarsi con il futuro Polo socio-culturale ex Mons. Orlando. - Corrado Cuccurullo Sindaco

giovedì 23 aprile 2026

Vesuvio, sentiero n. 4 “Attraverso la Riserva Tirone”

Riapertura del sentiero n. 4 “Attraverso la Riserva Tirone” 
A partire dal 25 aprile riapre al pubblico il sentiero n. 4 “Attraverso la Riserva Tirone”, con accesso consentito per due giorni a settimana, il sabato e la domenica, dalle ore 9.00 alle ore 16.30.

L’iniziativa è finalizzata a promuovere una fruizione sempre più ampia, diffusa e al contempo controllata del territorio del Parco, in collaborazione con il Reparto Carabinieri Biodiversità di Caserta.

A decorrere dal prossimo fine settimana e fino a nuova disposizione, sarà possibile effettuare escursioni naturalistiche nel tratto compreso tra il cancello di ingresso lato Ercolano e la cosiddetta Casa di Amelia, in prossimità delle casermette forestali. Il percorso, che si sviluppa in pianura per una lunghezza di circa 2,6 km, si presenta di facile percorrenza.

Per garantire un’adeguata gestione dell’apertura e della fruizione del sentiero, l’Ente Parco ha attivato un servizio di presidio e assistenza, avvalendosi anche del supporto delle Guide ufficiali del Parco Nazionale del Vesuvio.

L’accesso al sentiero è gratuito; i visitatori saranno registrati all’ingresso.
È consentito l’accesso con biciclette, nel rispetto della priorità del transito pedonale, delle norme di sicurezza e delle regole di comportamento previste per la pratica della mountain bike in area protetta, fermo restando il divieto di utilizzo in specifici tratti del percorso. È fatto obbligo di non superare il limite di velocità di 20 km/h.

Trattandosi di area ricadente in Riserva integrale (zona A), non è consentito l’accesso ai cani, neanche se condotti al guinzaglio.

È inoltre consentito l’accesso a gruppi accompagnati da guide turistiche e naturalistiche professioniste, ferma restando la presenza del personale incaricato dall’Ente Parco per le attività di presidio. Ente Parco Nazionale del Vesuvio

Il tracciato, ampio e prevalentemente pianeggiante, si sviluppa all'interno della Riserva Forestale Tirone-Alto Vesuvio, che si estende su un'area di circa 1.000 ettari.
Superato il cancello di ingresso ci sì immerge subito in un fitto bosco di pino domestico, frutto delle opere di rimboschimento realizzate dal Corpo Forestale dello Stato per consolidare gli instabili pendii vesuviani.
Sui muretti a secco in pietra lavica che fiancheggiano il sentiero è facile riconoscere l'ombelico di Venere, una pianta erbacea che deve il curioso nome alle peculiari foglie carnose, rotonde e con un incavo centrale. In primavera nel sottobosco fioriscono diverse specie di orchidee selvatiche, tra le più belle sì distinguono Orchis Serapias cordiera, dai fiori rosso cremisi, ed Orchis morio, con fiori variabili dal bianco al viola-purpureo. Il folto sottobosco include la fusaggine e lo smilace insieme ad altre specie tipiche della flora mediterranea come lentisco, mirto, alloro, fillirea, rosmarino. Il leccio, una quercia sempreverde autoctona, sì fa largo spazio tra le pinete della riserva.
Molteplici sono le specie animali che popolano questi boschi: tra i rettili spicca il raro saettane o colubro di Esculapio, un grosso ed innocuo serpente con livrea bruno-giallo lucente. Superato il Piano delle Ginestre il sentiero sale debolmente, fino a raggiungere la località Baracche Forestali, dove la casa della fattucchiera disneyiana Amelia rappresenta la meta ravvicinata. Si procede lungo il sentiero, senza deviare a sinistra, fino a raggiungere il tratto più suggestivo dell'itinerario, che propone l'alternanza continua di spazi ombreggiati e spazi aperti, con ampi scorci sul mare azzurro del Golfo di Napoli e sulle brulle pendici del maestoso Gran Cono. Un affaccio panoramico su un braccio secondario della colata lavica del 1944, rappresenta la meta intermedia. Proseguendo si raggiunge l'antica Strada Matrone (sentiero n.6), da cui si riprende il cammino in senso inverso. Sulla via del ritorno, dopo circa 2,3 Km si perviene ad un bivio e si sale a destra per poter ammirare ancora la colata lavica del '44. Da qui si compie a ritroso un breve tratto, scendendo poi a destra al primo bivio fino a rincontrare le Baracche Forestali e far ritorno al cancello d'ingresso, che rappresenta la meta intermedia. Il sentiero offre anche una piacevole variante, che dalla colata lavica procede fino alla recinzione di un ristorante, cui si diparte un tracciato che, ripercorrendo il vecchio percorso del trenino a cremagliera, risale dolcemente sino all'area dell'ex funicolare; raggiunta la via asfaltata si svolta a sinistra per approdare ad un bel piazzale panoramico con punto ristoro. www.parconazionaledelvesuvio.it
Per informazioni: sentiero4@epnv.it
Vesuvio AIRAV

Portici - PAD (Piano Aree Demaniali)

Si è scritto e si è letto tanto sulla crisi di presenze dei Cittadini sui lidi delle spiagge italiane nella estate scorsa.

Una delle ragioni di questa crisi sembra sia dovuta ai prezzi praticati dai gestori degli stabilimenti balneari, talvolta veramente esagerati in relazione ai servizi offerti.
Ed è su questo punto che la Giunta Regionale su proposta dell’Assessore al Turismo Enzo Maraio e dell’Assessore al Governo del Territorio Enzo Cuomo con la delibera di Giunta Regionale 139 del 16 aprile ha voluto chiedere con forza a tutti i 60 Comuni costieri della Regione Campania di destinare almeno il 30% delle spiagge alla libera fruizione dei Cittadini predisponendo un PAD (Piano Aree Demaniali) nell’ambito di una legge regionale PUAD approvata nella precedente legislatura regionale.
Ai Comuni che hanno in corso le procedure di approvazione dei PAD è stata concessa una breve proroga per la presentazione dei piani, mentre i Comuni che non presenteranno i PAD saranno oggetto di un commissariamento ad acta per redigere il PAD secondo le linee della legge regionale.
Tendere una mano, o meglio offrire un concreto sostegno per consentire l’accesso al mare: la possibilità di scegliere liberamente se usufruire di spiagge libere attrezzate con tutti i servizi necessari (dalle docce , ai servizi igienici, ai lidi dedicati alle persone con disabilità), è un atto di grande civiltà sociale.
Mi complimento e sono molto orgoglioso che la Città di Portici stia predisponendo il PAD prevedendo una percentuale altissima di spiagge libere e grazie al lavoro del Commissario Straordinario Prefetto Enrico Caterino e del Dirigente del settore Ambiente dr. Corrado Auricchio siano già iniziate le attività di sistemazione delle spiagge libere.
Continuare il lavoro di un amministrazione non significa fermarsi ai risultati raggiunti,l a continuità è un concetto dinamico, vuol significare proseguire un percorso, migliorarlo con nuove idee e nuovi servizi nel solco del lavoro già tracciato.  - Enzo Cuomo

mercoledì 22 aprile 2026

Oltre 60 partecipanti al Forum CETS del Vesuvio: avviata la strategia 2027–2031 per un turismo sostenibile basato su rete e collaborazione.

Si è svolto martedì 21 aprile 2026, presso il Palazzo Mediceo di Ottaviano, il Forum CETS del Parco Nazionale del Vesuvio, importante momento di confronto, condivisione e pianificazione dedicato alle politiche di turismo sostenibile del territorio vesuviano. All’incontro hanno preso parte oltre 60 partecipanti tra operatori del settore turistico, associazioni, imprese, enti del terzo settore e stakeholder locali, a conferma del forte interesse che il percorso della Carta Europea del Turismo Sostenibile continua a suscitare nel territorio del Parco.
L’iniziativa ha rappresentato un passaggio strategico per il Parco Nazionale del Vesuvio: da un lato, la presentazione del riepilogo delle attività svolte nel periodo 2021–2026 e dei risultati finora conseguiti; dall’altro, l’avvio del nuovo percorso di definizione della strategia 2027–2031, attraverso un processo aperto e partecipato rivolto a enti, operatori, associazioni e comunità locali.
La CETS – Carta Europea del Turismo Sostenibile, promossa da EUROPARC Federation e Federparchi – Europarc Italia, è uno strumento che accompagna le aree protette nella costruzione di strategie turistiche fondate sull’equilibrio tra tutela del patrimonio naturale e culturale, qualità dell’esperienza dei visitatori, benessere delle comunità locali e sviluppo economico sostenibile. Al centro del percorso vi è il lavoro partenariale tra ente gestore, amministrazioni, imprese, associazioni e cittadini, attraverso un processo condiviso di analisi, programmazione e monitoraggio delle azioni.
Ad aprire i lavori sono stati i saluti istituzionali di Raffaele De Luca, Presidente del Parco Nazionale del Vesuvio, che ha sottolineato l’importanza dello sviluppo di pratiche che possano coniugare sviluppo del territorio, tutela dell’ambiente e dell’area naturale protetta e che abbiano una ricaduta positiva sulle comunità locali. Rossella Barile, Direttrice f.f. e Responsabile CETS del Parco Nazionale del Vesuvio, e Giovanni Romano, Responsabile della Comunicazione e Coordinatore del Forum CETS del Parco Nazionale del Vesuvio hanno sottolineato l’importanza del Forum quale momento di ascolto e co-progettazione di attività in partenariato tra l’Ente Parco e gli attori del territorio, e il ruolo fondamentale che la CETS ha nella costruzione di una vision e una strategia condivisa per lo sviluppo sostenibile del territorio.
Nel corso della sessione plenaria è stata presentata La Strategia CETS del Parco Nazionale del Vesuvio, a cura di Guido Guarino, consulente CETS e referente di OUT – Osservatorio Universitario sul Turismo dell’Università degli Studi di Napoli Federico II. L’intervento ha rappresentato l’occasione per ripercorrere i risultati raggiunti dal Parco nel periodo di applicazione della CETS 2021–2026, evidenziando come il 60% delle azioni previste dal Piano delle Azioni risulti già realizzato o sarà completato entro la fine del 2026, mentre il 10% è stato realizzato parzialmente e il 9% è attualmente in corso di realizzazione, con completamento previsto nel corso della pianificazione 2027–2031.
L’incontro ha inoltre consentito di illustrare le modalità di rinnovo della Carta e di adesione al nuovo percorso di pianificazione strategica per il quinquennio 2027–2031, con l’obiettivo di ampliare il partenariato, definire le nuove linee strategiche e condividere la timeline dei prossimi passaggi previsti. È stato infine anticipato il quadro delle attività che saranno realizzate nei prossimi mesi per accompagnare il nuovo ciclo di programmazione.
Ampio spazio è stato dedicato anche alla presentazione del Marchio di Qualità Ambientale del Parco Nazionale del Vesuvio, con gli interventi di Sebastiano Venneri, Presidente di Vivilitalia, Bartolo Conte, Responsabile Programmazione di Vivilitalia, e Roberto Mazzà, Esperto di Marketing Territoriale di Vivilitalia. Il percorso avviato dal Parco punta alla realizzazione di uno strumento rivolto alle imprese del territorio che scelgono di intraprendere un processo di miglioramento e riduzione dell’impatto ambientale delle proprie attività, con l’obiettivo di valorizzare l’offerta turistica e le filiere agricole e artigianali locali.
La finalità del Marchio è promuovere attività e produzioni del territorio in un’ottica di eco-sostenibilità e di miglioramento graduale delle performance ambientali. Nel corso dell’intervento è stato presentato il lavoro svolto fino ad oggi: dall’analisi strategica del marchio e dal confronto con altre esperienze simili, fino alla definizione dei disciplinari di impresa condivisi con i principali stakeholder territoriali e alle attività di pre-audit che hanno consentito di testare i criteri e preparare il terreno alla successiva fase di certificazione affidata a un soggetto terzo.
A completare il quadro, l’intervento “Qualità Visibile. Il Marchio del Parco come dispositivo di identità e posizionamento territoriale”, a cura di Alessandra Darsena di Magma Inc. Design, ha presentato il concept grafico del Marchio di Qualità Ambientale, sottolineandone il valore non soltanto estetico ma soprattutto strategico. Il marchio è stato illustrato come strumento capace di trasformare il rigore dei disciplinari tecnici in un’identità visiva autorevole, riconoscibile e condivisa, in grado di raccontare all’esterno un impegno collettivo e di rafforzare il posizionamento del Vesuvio come destinazione sostenibile. In questa prospettiva, il marchio diventa il segno visibile di una rete territoriale coesa, capace di unire operatori, imprese e istituzioni in una narrazione comune fondata sulla qualità, sulla cura del territorio e sulla coerenza tra tutela ambientale e competitività.
Nel pomeriggio, la Tavola Rotonda del Forum CETS – verso la strategia 2027–2031 ha favorito un momento di ascolto e dialogo tra i soggetti coinvolti nel percorso. La sessione ha offerto l’opportunità di condividere esperienze, idee e proposte per il prossimo quinquennio, oltre a consentire ai nuovi partecipanti di presentare le proprie realtà, iniziative e possibili contributi al percorso comune.
Il Forum ha confermato così il valore della CETS come spazio di governance partecipata e come strumento concreto per costruire una visione condivisa dello sviluppo sostenibile del territorio vesuviano. Il percorso verso la strategia 2027–2031 entra ora nel vivo, con l’obiettivo di rafforzare ulteriormente la rete territoriale, consolidare i risultati raggiunti e promuovere un modello di turismo capace di coniugare tutela, qualità e sviluppo locale.  - Ente Parco Nazionale del Vesuvio

“Vivi…Amo Sant’Anastasia” | Andrea Sannino in concerto


Un artista capace di richiamare pubblico, di suscitare emozioni e di favorire partecipazione. Il beniamino di tutti, che con i suoi successi fa cantare grandi e piccoli. Sarà Andrea Sannino, tra le voci più amate della scena musicale napoletana contemporanea, a chiudere la seconda edizione di “Vivi…Amo Sant’Anastasia”, con un evento che si preannuncia di grande richiamo e con numeri importanti in termini di presenze.

Il concerto, in programma il 23 aprile 2026 alle ore 21.00 in Piazza Arco, rappresenta la prima tappa del “Via Partenope Summer Tour 2026” e si inserisce nel Cartellone degli eventi metropolitani 2025 – 2026 promosso dalla Città Metropolitana di Napoli e organizzato da Blackstar Srl.

“Si tratta di un appuntamento di assoluto rilievo per la nostra città e noi – dichiara il sindaco Carmine Esposito – siamo orgogliosi di ospitare a Sant’Anastasia la prima tappa del ‘Via Partenope Summer Tour 2026’ di Andrea Sannino, uno degli interpreti più amati del panorama musicale napoletano contemporaneo: un artista sensibile e di grande valore musicale. Per noi è l’ennesima occasione per valorizzare la comunità e rafforzare il legame tra cultura, territorio e cittadini. Questo concerto rappresenta l’ultimo appuntamento della seconda edizione del progetto ‘Vivi…Amo Sant’Anastasia’, inserito nel cartellone degli eventi metropolitani 2025 – 2026, e chiude un percorso ricco di iniziative pensate per coinvolgere pubblici diversi e animare la città in maniera continua e partecipata. Ospitare Andrea Sannino significa accogliere un artista che parla a tutte le generazioni, con una musica che unisce e che rafforza il senso di comunità. È un segnale concreto del lavoro che stiamo portando avanti per rendere Sant’Anastasia sempre più attrattiva, viva e partecipata”.

L’evento rappresenta il momento conclusivo di un percorso individuato dall’amministrazione comunale guidata dal sindaco Esposito con un obiettivo chiaro: proporre una programmazione culturale ampia, accessibile e inclusiva, in grado di intercettare pubblici diversi e di valorizzare allo stesso tempo i luoghi identitari e le tradizioni del territorio. Un cartellone pensato per accompagnare la città in un racconto continuo fatto di cultura, musica, tradizione, inclusione e riscoperta dei luoghi più suggestivi del territorio comunale.

“Il concerto di Sannino rientra in una programmazione definita da tempo – sottolinea l’assessore alla Cultura Veria Giordano – e rappresenta una scelta precisa: offrire occasioni di qualità in momenti dell’anno che favoriscono la partecipazione dei nostri concittadini. Abbiamo scelto di inserire questo appuntamento nel periodo primaverile, particolarmente favorevole per vivere gli spazi pubblici e promuovere iniziative all’aperto capaci di coinvolgere l’intera comunità. Siamo certi che sarà un’occasione di condivisione e di grande partecipazione per tutta la cittadinanza”

domenica 19 aprile 2026

Infopoint di Trecase - Parco Nazionale del Vesuvio

Abbiamo progettato l'Infopoint di Trecase per il Parco Nazionale del Vesuvio, primo punto di accesso al Parco nel versante sud. Uno spazio interpretativo che costruisce una relazione con il territorio prima ancora che la visita cominci. Progettazione, allestimento ed exhibit design integrati: testi narrativi, installazione luminosa con il profilo del vulcano, pannelli braille bilingue, sala immersiva multisensoriale. 


Il territorio come sistema da raccontare, prima ancora che da visitare.

Ottaviano | Martedì 21 aprile 2026 - Forum CETS del Parco Nazionale del Vesuvio

Martedì 21 aprile 2026, presso il Palazzo Mediceo di Ottaviano, si terrà il Forum CETS del Parco Nazionale del Vesuvio, un momento di confronto e pianificazione dedicato al futuro del turismo sostenibile nel territorio.

L’iniziativa rappresenta un passaggio importante per la costruzione della strategia 2027–2031 e per valorizzare i risultati conseguiti dalle attività svolte nel periodo 2021–2026.

Il Forum è uno spazio aperto di ascolto e partecipazione, rivolto a tutti i soggetti del territorio interessati al turismo sostenibile, non solo istituzioni, ma anche operatori turistici, associazioni, imprese, realtà culturali, produttori locali, enti del terzo settore, cittadini e altri stakeholder coinvolti o interessati al percorso della Carta.

Un’occasione concreta per contribuire alla costruzione di una visione condivisa, capace di coniugare tutela ambientale, sviluppo economico e qualità dell’esperienza per chi vive e visita il Vesuvio