ViViVesuvio
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venerdì 10 luglio 2026
Mostra multimediale “Balnea Daciae. Le terme romane della Dacia” – Terme del Foro di Pompei dal 6 luglio al 30 settembre 2026
Nuova data per il concerto “È mio padre – Morricone dirige Morricone” nell’Anfiteatro di Pompei
Dopo il rinvio a causa del maltempo della serata in programma per giovedì 25 giugno scorso, fissata la nuova data del concerto-evento a favore di Fondazione Città della Speranza “È Mio Padre – Morricone Dirige Morricone”: mercoledì 29 luglio all’Anfiteatro degli Scavi di Pompei. I biglietti già emessi sono validi per la nuova data.
“È Mio Padre – Morricone Dirige Morricone” è il progetto sinfonico dedicato all’eredità artistica di Ennio Morricone che prende vita sui palcoscenici attraverso una prospettiva unica: quella dei suoi figli. A guidare l’Orchestra Filarmonica del Teatro di Modena è il M° Andrea Morricone, con la partecipazione di Marco Morricone, voce narrante. Un progetto che riporta la musica di Ennio Morricone alla sua origine più profonda, intrecciando esecuzione, racconto e immagini in una forma essenziale, evocativa e diretta. Accompagnano l’Orchestra il Coro da Camera Ricercare Ensemble, la soprano Vittoriana De Amicis, il baritono Alessio Quaresima Escobar e la pianista Cecilia Grillo.
Mercoledì 29 luglio (ore 21.30) l’Anfiteatro degli Scavi di Pompei accoglierà questo evento unico, anche per le sue finalità. Il progetto che unisce indissolubilmente bellezza e solidarietà, sarà dedicato alla Fondazione Città della Speranza, dal 1994 impegnata nella ricerca sulle malattie oncoematologiche e malattie rare pediatriche.
A sei anni dalla scomparsa, avvenuta il 6 luglio 2020, la figura di Ennio Morricone continua a imporsi come una delle più alte espressioni della musica del Novecento. Autore di oltre 470 colonne sonore per cinema e televisione, vincitore di due Premi Oscar, tre Grammy Awards, Morricone ha cambiato per sempre il rapporto tra immagine e suono, lasciando un catalogo che attraversa generi, linguaggi e generazioni.
“È mio padre” riporta questa eredità sulla scena nella sua dimensione più autentica. Andrea Morricone ha scelto alcune tra le partiture più celebri e le affida all’ascolto così come sono state scritte con il risultato di un suono che conserva intatta la scrittura del Maestro, nella sua precisione e nella sua forza evocativa.
Accanto alla musica, Marco Morricone, voce narrante, accompagna il pubblico raccontando episodi e frammenti tratti dal libro “Ennio Morricone, il genio, l’uomo, il padre”, pubblicato da Sperling & Kupfer nel 2024, restituendo un ritratto costruito tra memoria personale e storia artistica.
Fondazione Città della Speranza Ente Filantropico dal 1994 sostiene la ricerca sulle malattie oncoematologiche e malattie rare pediatriche. Da allora, grazie alle donazioni ricevute, ha realizzato alcune importanti strutture ospedaliere e l'Istituto di Ricerca Pediatrica Città della Speranza di Padova. Qui, oltre 200 ricercatori IRP ai quali si aggiungono altri 150 ricercatori esterni, ogni giorno si impegnano su progetti innovativi per trovare nuove ed efficienti cure contro queste patologie. Tra questi progetti, la Diagnostica Avanzata grazie alla quale vengono riprocessati tutti i campioni inviati dai nosocomi del territorio nazionale per giungere ad una terapia ancor più mirata ed efficiente e garantire a più bambini il diritto al Futuro. Attualmente Fondazione sta realizzando un importante ampliamento del Centro di Ricerca di Padova – la Seconda Torre - nel quale troverà posto una Officina Farmaceutica di nuova concezione dedicata, tra gli altri, allo studio delle cellule CAR T.
Il concerto è promosso da Fondazione Città della Speranza in collaborazione con Parco Archeologico di Pompei, Città di Pompei, DuePunti Eventi, Black Star Entertainments e Imarts. Il tour è organizzato da IMARTS – International Music and Arts. Media partner del Tour Radio Capital.
I biglietti sono disponibili in prevendita nei circuiti Ticketone e Vivaticket. I biglietti già emessi rimangono validi per la nuova data. Il ricavato va a sostegno della ricerca sulle malattie oncoematologiche pediatriche di Fondazione Città della Speranza. Chi non potesse partecipare può richiedere il rimborso al circuito di riferimento entro e non oltre il 6 luglio.
A ERCOLANO TORNA ALLA LUCE, DOPO QUASI TRENT’ANNI DI SILENZIO, LA CASA DEL MOBILIO CARBONIZZATO
C’è una casa, a Ercolano, che per quasi trent’anni ha custodito in silenzio i suoi segreti, chiusa agli occhi dei visitatori ma viva nella memoria di chi lavora ogni giorno alla tutela di questo straordinario sito UNESCO. Da giovedì 9 luglio 2026 quel silenzio si interrompe: la Casa del Mobilio Carbonizzato riapre al pubblico, restituendo a Ercolano uno dei suoi ambienti più intimi e toccanti. Ma il racconto è appena all’inizio: questa riapertura è solo il primo capitolo di una nuova stagione di scoperte. Il countdown per l’autunno 2026 è già partito, quando altre straordinarie domus del Parco Archeologico torneranno a raccontarsi al pubblico, in un susseguirsi di riaperture che promette di riscrivere ancora una volta la mappa dell’antica Ercolano.
Il nome di questa domus racconta già una storia che emoziona: deve la sua identità al ritrovamento di un tavolino e di un letto con alta spalliera, che conservavano ancora tracce di tessuto e i resti della rete di corda a cui erano agganciate le doghe in legno. Oggetti di vita quotidiana, sorpresi dall’eruzione e custoditi dal tempo, riportati alla luce tra il 1932 e il 1933 durante la grande stagione di scavi condotta da Amedeo Maiuri, il grande archeologo che più di ogni altro ha restituito al mondo il volto dell’antica Ercolano.
Varcare la soglia di questa casa, costruita in età repubblicana, significa attraversare un impianto domestico che si è conservato con straordinaria coerenza: gli ambienti si dispongono intorno all’atrio e al giardino sul fondo, dove un piccolo larario a forma di tempietto accoglieva le devozioni della famiglia. Al piano superiore, un loggiato con colonne si affacciava sull’atrio già dalla prima fase costruttiva della casa, mentre le pareti, decorate in IV Stile, raccontano i segni di più fasi di vita e di rinnovamento dell’abitazione.
Tra gli ambienti più preziosi, il triclinio a destra dell’ingresso conserva un pavimento a mosaico con un raffinato emblema marmoreo e decorazioni con nature morte; il tablino custodisce a sua volta un mosaico con inserto marmoreo e tracce dell’antico soffitto affrescato. E proprio sul fondo della casa, nel cosiddetto oecus Cyzicenus, aperto da una grande finestra sul giardino, vennero ritrovati gli arredi carbonizzati che hanno dato il nome a questa domus: un tavolino e un letto, testimoni silenziosi di una vita interrotta in un attimo, quasi duemila anni fa.
«Riportare alla luce e restituire alla città la Casa del Mobilio Carbonizzato, dopo quasi trent’anni di chiusura, è un traguardo che ci riguarda nel profondo. Non parliamo soltanto del recupero di uno spazio architettonico, ma della restituzione di una storia umana fatta di gesti quotidiani – un letto, un tavolino – che l’eruzione ha congelato nel tempo e che oggi, grazie a un lungo e paziente lavoro di restauro, possiamo finalmente raccontare di nuovo. È il segno tangibile di una strategia di tutela che guarda lontano, fondata sulla cura quotidiana e sulla pianificazione a lungo termine del nostro patrimonio.» Federica Colaiacomo, Direttrice del Parco Archeologico di Ercolano
Un restauro lungo e paziente
La riapertura della Casa del Mobilio Carbonizzato è il frutto di un percorso di restauro avviato più di 10 anni fa, quando furono eseguite le prime opere urgenti di ricostruzione delle coperture e di messa in sicurezza delle superfici decorate, nell’ambito del partenariato pubblico-privato tra il Parco Archeologico di Ercolano e il Packard Humanities Institute (PHI), che opera attraverso l’Istituto Packard per i Beni Culturali (IPBC), attivo a Ercolano da venticinque anni.
L’architetto PHI-IPBC Rossella Di Lauro racconta “Gli interventi più recenti rappresentano la prosecuzione naturale delle prime opere. In questa fase, abbiamo dato priorità a criticità rimaste irrisolte, come la ricostruzione di alcuni solai lignei, la sostituzione di architravi compromessi, il consolidamento e restauro completo delle colonne che affacciano nell’atrio collocate al primo piano sopra la copertura del tablino. Quest’ultimo intervento, in particolare, è stato realizzato grazie ad accurati rilievi tridimensionali e a delicate operazioni di smontaggio e rimontaggio controllato, in stretta sinergia con i conservatori-restauratori. Gli architravi-teche in ferro, che presentano eccezionali porzioni di legno carbonizzato, sono stati sostituiti da nuove strutture in legno opportunamente lavorate con soluzioni innovative, in modo da continuare a svolgere la funzione di teche protettive; infatti, all’interno di queste sono stati ricollocati i frammenti carbonizzati accuratamente restaurati; questa specifica tipologia di intervento è stata pensata per facilitare il monitoraggio e la manutenzione futura dei preziosi reperti lignei.”
L’intervento si inserisce nel più ampio progetto “Restauro conservativo delle strutture e delle superfici decorate delle domus più importanti di Ercolano”, che prevede la riapertura di sei tra le più importanti domus del sito, frutto della programmazione congiunta tra il Parco Archeologico di Ercolano e le fondazioni Packard, sviluppato dal partner privato e attuato sotto il coordinamento scientifico e tecnico del Parco. Un approccio fondato sulla manutenzione programmata e sulla conservazione a scala urbana, che ha già permesso, nel marzo 2025, la riapertura della Casa del Colonnato Tuscanico e della Casa del Sacello di Legno.
Oggi la domus restituisce piena leggibilità ai propri apparati decorativi: dipinti murali, soffitti decorati e pavimentazioni a lungo compromessi dalla vegetazione infestante sono stati messi in sicurezza, stabilizzati e, dove possibile, sottoposti a interventi di pulitura e ritocco pittorico. Un traguardo importante per Ercolano, dove per anni le priorità sono state concentrate sulla riduzione del rischio: oggi, raggiunta una maggiore stabilità conservativa, è stato possibile dedicarsi anche al recupero estetico di diverse decorazioni, restituendo al pubblico qualità artistica e valore storico.
La riapertura dell’atrio e degli ambienti che lo circondano è un primo, fondamentale passo verso la piena fruizione della domus: i prossimi interventi riguarderanno il giardino-hortus e il restauro del larario, in continuità con una gestione del patrimonio che punta sulla pianificazione per fasi e sulla cura quotidiana di uno dei siti archeologici più straordinari al mondo.
La storia della Casa del Mobilio Carbonizzato non si esaurisce tra le sue mura: i legni carbonizzati che hanno dato il nome alla domus sono oggi esposti al pubblico al piano ammezzato dell’Antiquarium di Ercolano, insieme ad altri reperti che custodiscono, ciascuno, una storia e un vissuto propri. Tra questi, anche un tavolino proveniente proprio da questa casa. I visitatori sono dunque invitati a proseguire il proprio percorso in Antiquarium, per completare la conoscenza della domus e chiudere il cerchio di un’esperienza di visita che attraversa l’intero Parco Archeologico di Ercolano.
Campagna AIB 2026: il Parco Nazionale del Vesuvio sperimenta un sistema GIS mobile per la tutela del Vesuvio
Il Parco Nazionale del Vesuvio continua a investire nell'innovazione tecnologica per rafforzare le attività di prevenzione e contrasto agli incendi boschivi. Nell'ambito della Campagna Antincendio Boschivo (AIB) 2026, l'Ente Parco ha infatti sviluppato, attraverso il proprio personale tecnico, un avanzato sistema GIS mobile destinato a supportare le attività di vigilanza, sorveglianza e controllo del territorio svolte dal Reparto Carabinieri Parco Nazionale del Vesuvio e dai Reparti Carabinieri Forestali.
Il progetto si basa sull'applicazione QField, sviluppata sulla piattaforma open source QGIS, e integrata con un geodatabase territoriale realizzato appositamente per il Parco. Grazie a questo sistema, gli operatori possono consultare direttamente sul campo informazioni geografiche e ambientali strategiche, migliorando le attività di prevenzione, monitoraggio e gestione delle emergenze.
Attraverso dispositivi mobili è possibile geolocalizzare la propria posizione, raccogliere osservazioni georeferenziate, aggiornare le informazioni durante le attività operative e sincronizzare i dati in tempo reale oppure successivamente, garantendo una gestione più efficiente delle informazioni e una maggiore conoscenza del contesto territoriale.
La piattaforma consente inoltre di consultare numerosi livelli informativi, tra cui la perimetrazione del Parco Nazionale del Vesuvio, le aree di tutela e la zonizzazione, i principali vincoli ambientali, le Zone Speciali di Conservazione (ZSC), le Zone di Protezione Speciale (ZPS), i tematismi geologici e le informazioni relative al rischio idraulico e da frana.
Particolarmente importante è l'integrazione della Carta Topografica d'Italia dell'Istituto Geografico Militare in scala 1:25.000, arricchita dalla cartografia OpenStreetMap, da un layer dedicato alla toponomastica e da immagini satellitari, strumenti che consentono agli operatori una lettura dettagliata del territorio, della viabilità, delle infrastrutture e delle aree boscate, facilitando la pianificazione e la gestione degli interventi.
Il sistema è attualmente in fase di sperimentazione operativa da parte del personale tecnico dell'Ente Parco e degli operatori del Reparto Carabinieri Parco, che ne stanno verificando sul campo funzionalità, affidabilità ed efficacia.
La piattaforma è stata progettata per essere scalabile e interoperabile e sarà progressivamente estesa anche ai Vigili del Fuoco, in particolare alle squadre impegnate nei presìdi AIB di Ercolano e Terzigno, contribuendo a rafforzare il coordinamento tra tutte le istituzioni coinvolte nelle attività di prevenzione e lotta agli incendi boschivi.
L'integrazione tra tecnologie GIS, sistemi mobili e operatività sul territorio rappresenta un ulteriore passo avanti verso una gestione sempre più moderna, condivisa e orientata all'utilizzo dei dati, confermando l'impegno del Parco Nazionale del Vesuvio nel promuovere soluzioni innovative al servizio della tutela ambientale.
Il Presidente dell'Ente Parco Nazionale del Vesuvio, Raffaele De Luca, ha dichiarato: «La prevenzione rappresenta la prima e più efficace forma di tutela del nostro patrimonio naturale. Investire in tecnologie innovative significa mettere gli operatori nelle condizioni di conoscere il territorio in maniera sempre più puntuale, migliorare il coordinamento tra le istituzioni e rendere più tempestivi ed efficaci gli interventi. Questo progetto testimonia la capacità dell'Ente Parco di sviluppare soluzioni concrete attraverso le competenze del proprio personale tecnico e di metterle a disposizione di tutti i soggetti impegnati quotidianamente nella difesa del Vesuvio. La salvaguardia del Parco passa anche dall'innovazione, dalla condivisione delle informazioni e dal lavoro di squadra tra tutte le amministrazioni coinvolte.»
Questa iniziativa conferma la volontà del Parco Nazionale del Vesuvio di investire in strumenti tecnologici evoluti e nella collaborazione tra istituzioni, con l'obiettivo di rendere sempre più efficaci le attività di prevenzione, tutela e gestione del territorio, a beneficio dell'ambiente e della sicurezza dell'intera area protetta
giovedì 9 luglio 2026
“Damme nu vento ca pozza navigare”, un omaggio al grande Roberto De Simone | Villa delle Ginestre -Torre del Greco
Dopo un avvio salutato da un entusiasmo straordinario e dagli applausi riservati ai protagonisti delle prime serate, da Peppe Servillo con gli Avion Travel e la Nuova Orchestra Scarlatti a Patrizia Cirulli, fino al coinvolgente concerto di Serena Rossi il Festival delle Ville Vesuviane, diretto artisticamente da Bruno Tabacchini e promosso dalla Fondazione Ente Ville Vesuviane, si prepara a vivere uno degli appuntamenti più intensi e carichi di significato dell’edizione 2026.
Venerdì 10 luglio, alle ore 21, Villa delle Ginestre di Torre del Greco accoglierà “Damme nu vento ca pozza navigare”, un omaggio al grande Roberto De Simone che assume un valore ancora più profondo nell’anno in cui la sua immortale “Gatta Cenerentola” celebra il cinquantesimo anniversario. Sarà molto più di un concerto: un viaggio nella memoria artistica di uno dei più grandi protagonisti della cultura napoletana contemporanea, capace di restituire al pubblico la forza di un patrimonio che continua a parlare al presente.
A raccogliere il testimone del Maestro saranno Renata Fusco, Lello Giulivo, Gianni Lamagna, Antonella Morea, Anna Spagnuolo e Patrizia Spinosi, accompagnati dai musicisti Michele Bonè (chitarra), Gianluca Falasca (violino), Fabio Soriano (flauti), Leonardo Massa (violoncello) e Paolo Propoli (chitarre). Insieme ripercorreranno le rotte tracciate da De Simone, lasciandosi guidare da quelle antiche “carte di navigazione” che ancora oggi continuano a indicare nuovi orizzonti artistici.
«Riportare la sua lezione in giro per il mondo come un tempo – raccontano gli artisti, rivolgendo un pensiero di gratitudine al maestro Alessandro De Simone – significa rivivere gli anni trascorsi al suo fianco, dalla fine degli anni Settanta ai primi Duemila, tra studio, ricerca, prove interminabili e centinaia di repliche. Un’esperienza umana e professionale che non si dimentica. La sua scomparsa ci ha ricompattati, restituendoci il piacere di ritrovare quelle musiche, l’intreccio delle voci, la forza del “discanto” e la sorprendente attualità dei suoi testi. Riprendere oggi quei repertori, dopo quasi trent’anni, è una tempesta di emozioni».
Un appuntamento destinato a trasformarsi in un intenso abbraccio collettivo alla memoria di Roberto De Simone, artista che ha saputo restituire dignità e respiro universale alla tradizione musicale e teatrale partenopea. Nella cornice dell’affascinante Villa delle Ginestre, il Festival delle Ville Vesuviane conferma così la propria vocazione: custodire la memoria, celebrarne i protagonisti e far sì che il loro lascito continui a vivere attraverso la forza senza tempo della musica e del teatro. Comunicato Stampa
“Purgatorio ai piedi del Vesuvio”. Dramma in prosa e musica, firmato da Giovanni D’Angelo | Chiostro di Santa Maria del Pozzo
Per il sostegno alla nuova edizione del Palio cittadino, il progetto “Cultura e Culturae” presenta “Purgatorio ai piedi del Vesuvio”: il capolavoro di Federico De Roberto rivive in prosa e musica al Chiostro di Santa Maria del Pozzo.
Nella suggestiva cornice del Chiostro di Santa Maria del Pozzo, sabato 11 luglio prossimo, a partire dalle ore 20:00, andrà in scena lo spettacolo teatrale “Purgatorio ai piedi del Vesuvio”. Il dramma in prosa e musica, firmato da Giovanni D’Angelo, vanta la direzione artistica della prof.ssa Josi Auriemma per la sezione teatro.
L’opera è liberamente tratta e ispirata alla celebre novella verista “Il Rosario” di Federico De Roberto. L’originale autore catanese, figlio di un ufficiale borbonico e di una nobildonna di origini napoletane, riversò nel testo la complessa ombra possessiva della figura materna — una vera e propria madre padrona —, che rivive fedelmente nel personaggio della Baronessa.
La vicenda si svolge nei primi anni del XX secolo e ricalca essenzialmente la trama originale: una madre-patriarcale e vedova, legata a una nobiltà in decadenza, respinge tutto ciò che può minacciare la compattezza del suo potere aristocratico. Vestita rigorosamente di nero e con le chiavi appese alla cintura, incarna una vera “madre ferale”, trasformando l’habitat del dramma in una prigione di morte. Il riflesso della sua autorità è devastante per la famiglia: tre figlie segregate in attesa di un matrimonio di nobile lignaggio, un’altra adottata esclusivamente per convenienza e non per amore ed infine una figlia rinnegata e considerata rea di tradimento verso la casata per aver sposato un ragioniere di umili origini.
Vivendo ai piedi del Vesuvio, la famiglia subisce un retaggio culturale che la Baronessa piega rigidamente alle esigenze della propria casata, strumentalizzando persino la recita del Santo Rosario.
Il Cast e i Musicisti:
Cast artistico: Peppe Parisi, Paola Matafora, Simonetta D’Angelo, Chiara Cozzolino, Valeria Cozzolino.
Musiche dal vivo: Franco Paolo Perreca al clarinetto e Giovanni D’Angelo alla chitarra.
Un evento nell’evento: la visita alla Chiesa Ipogea
Al termine della rappresentazione, la serata proseguirà all’insegna della scoperta del patrimonio storico locale. Alle ore 21:30 si terrà infatti un’esclusiva visita guidata alla suggestiva Chiesa Ipogea del complesso, condotta dal prof. Emanuele Coppola, che accompagnerà i presenti in un viaggio a ritroso nel tempo tra i segreti e la memoria del territorio.
La serata sarà presieduta dalla Sindaca di Somma Vesuviana Silva Svanera con i saluti iniziali e un messaggio e per la XXXIV edizione del Palio.
Il titolo scelto per guidare la XXXIV edizione della kermesse, “Apriti cielo: riti, giochi e meraviglie”, costituisce – come affermato da Giuseppe Auriemma Presidente e fondatore del Palio nel 1991, un manifesto concettuale che orienta la produzione artistica, la ricerca storica e la programmazione delle attività laboratoriali.
Il brand culturale Culture&Culturae rappresenta la sintesi teorica e operativa della missione evolutiva del Palio. La struttura semantica del brand si articola su una precisa polarità concettuale:la Cultura (al singolare): esprime l’ancoraggio irriducibile alle specificità storiche, monumentali e performative di Somma Vesuviana, quali l’architettura aragonese del Casamale, la tradizione enogastronomica del vino Catalanesca e i repertori dei canti sul tamburo. Le Culturae (al plurale): incarnano l’apertura all’alterità, la cooperazione interculturale e l’aspirazione a un mondo unito e pacificato, traducendo la particolarità locale in un codice universale di fratellanza.
Comitato Palio di Somma Vesuviana - Presidente Dott. Giuseppe Auriemma - Il Palio di Somma Vesuviana - Josi Auriemma -
mercoledì 8 luglio 2026
Torre del Greco | Cineforum 3.0 all’auditorium della Santissima Trinità
- Prenderà il via giovedì 9 luglio, con la prima proiezione fissata alle ore 20.30, nell’auditorium del complesso della Santissima Trinità di via Circumvallazione, il Cineforum 3.0, nuovo momento di promozione culturale proposto dall’amministrazione comunale guidata dal sindaco Luigi Mennella, grazie al lavoro portato avanti in sinergia tra l’assessore alle politiche giovanili ed il Forum dei Giovani. L’ingresso è libero ma è necessaria la prenotazione attraverso la piattaforma EventBrite, il cui link è disponibile sui canali social del Forum.
- Il primo appuntamento è con “I cento passi”, film che racconta la storia di Peppino Impastato, giovane giornalista e attivista siciliano che ha dedicato la propria vita alla lotta contro la mafia.
- A seguire, sempre alle ore 20.30, il 24 luglio sarà la volta di Encanto;
- il 4 settembre “Pokemon-Detective Pikachu”;
- il 18 settembre “La forma dell’acqua”;
- il 9 ottobre “Patch Adams”;
- il 23 ottobre Elvis;
- il 6 novembre Hitchcock;
- il 20 novembre Blade Runner;
- l’11 dicembre Bohemian Raphsody;
- il 18 dicembre “Nightmare-Before Christmas”.
martedì 7 luglio 2026
Pompei | Il sindaco Giuseppe Tortora ha ufficializzato le deleghe
lunedì 6 luglio 2026
TorRidendo, due serate all’insegna della comicità a piazza Santa Croce
Dodici distinte esibizioni di altrettanti artisti comici, due serate all’insegna del divertimento con ingresso libero, tre volti noti al grande pubblico chiamati a coordinare le diverse performance: sono alcuni dei numeri di TorRidendo, la rassegna legata alla comicità che l’amministrazione comunale guidata dal sindaco Luigi Mennella ha deciso di proporre domenica 12 e lunedì 13 luglio, in una location dal grande fascino come piazza Santa Croce.
Il programma predisposto dall’ufficio Cultura dell’ente è ricco e di sicuro impatto, grazie anche al coordinamento artistico di Antonio D’Ausilio, conosciuto per le sue indiscusse capacità artistiche e che nell’occasione avrà il ruolo di conduttore delle due serate (in entrambi i casi l’inizio è fissato per le ore 21, con ingresso libero e, per quanto riguarda le sedute, fino ad esaurimento dei posti disponibili). Con lui, a presentare i vari artisti che si alterneranno sul palcoscenico allestito di fronte alla basilica di Torre del Greco, ci saranno Imma Pirone e Antonio Colursi, la prima attrice della fiction Rai “Un posto al sole”, il secondo comico molto apprezzato per le sue gag.
La vera parte del leone la faranno gli artisti chiamati a far divertire il pubblico, sei per ognuna delle due serate in programma.
- Si parte domenica 12 luglio con Lello Musella, Nando Varriale, Pasquale Palma, Gabriele Cirilli, gli Arteteca e Ciro Ceruti;
- lunedì 13 sarà invece la volta di Gino Fastidio, Enzo e Sal, Giovanni Esposito, Giobbe Covatta, Francesco Paolantoni e Simone Schettino.
𝐆𝐢𝐮𝐬𝐞𝐩𝐩𝐞 𝐌𝐚𝐧𝐳𝐨 𝐩𝐫𝐞𝐬𝐞𝐧𝐭𝐚 𝐚 𝐕𝐢𝐥𝐥𝐚 𝐁𝐫𝐮𝐧𝐨: “𝐋’𝐢𝐧𝐜𝐚𝐧𝐭𝐞𝐬𝐢𝐦𝐨 𝐝𝐞𝐢 𝐠𝐚𝐭𝐭𝐢”
𝑈𝑛 𝑑𝑖𝑏𝑎𝑡𝑡𝑖𝑡𝑜 𝑡𝑟𝑎 𝑙𝑒𝑡𝑡𝑒𝑟𝑎𝑡𝑢𝑟𝑎, 𝑔𝑖𝑢𝑠𝑡𝑖𝑧𝑖𝑎 𝑒 𝑖𝑛𝑓𝑜𝑟𝑚𝑎𝑧𝑖𝑜𝑛𝑒 𝑐𝑜𝑛 𝑚𝑎𝑔𝑖𝑠𝑡𝑟𝑎𝑡𝑢𝑟𝑎 𝑒 𝑠𝑡𝑎𝑚𝑝𝑎
“L’incantesimo dei gatti”, il nuovo avvincente romanzo del giornalista Giuseppe Manzo, pubblicato dalla Giannini Editore nella collana Romanzi dai Cinque Continenti, sarà presentato venerdì 10 luglio alle ore 18,30, presso la Biblioteca Sacerdote Giovanni Alagi di Villa Bruno, via Cavalli di Bronzo nr 20, San Giorgio a Cremano.
- Dopo i saluti del sindaco Michele Carbone,
- dialogheranno con l’autore:
- il sostituto procuratore della DDA Giuseppe Visone e
- la giornalista Mary Liguori.
- Modera Giorgio Carcatella, già consigliere provinciale di Napoli.
“L’incantesimo dei gatti” è un romanzo che rappresenta il primo volume di una trilogia narrativa che mescola suspense, introspezione e rinascita. Ermanno, giornalista idealista e direttore del quotidiano Il Sole del Mezzogiorno, scopre improvvisamente che la sua vita è una trappola. Tradito da chi gli è più vicino e braccato da poteri criminali e politici, è costretto a fuggire da Napoli e rifugiarsi in una baita tra le montagne dell’Abruzzo. In un vortice di agguati, menzogne e vendette, Ermanno intraprende una fuga che diventa una discesa dentro se stesso: scopre che i veri nemici non sono solo fuori, ma anche nella rete invisibile delle relazioni quotidiane. Sarà in mezzo alla natura, tra pastori senza tempo e due gattini che diventeranno simbolo di libertà e rinascita, che troverà una nuova visione della vita e per la prima volta, l’amore. Un romanzo intenso, che parla di paura e riscatto, di coraggio e consapevolezza, in un’Italia contemporanea dove il potere corrompe e la verità può costare la vita.
Giuseppe Manzo (Napoli, 1979) è giornalista professionista e autore di sette libri. Communication Manager di Legacoopsociali, conduce e scrive per il Giornale Radio Sociale ed è docente di comunicazione al Master Sociocom dell’Università di Roma Tor Vergata. Ha collaborato con Corriere della Sera, Rainews e Rsi Radiotelevisione Svizzera; ha partecipato al Festival Internazionale del Giornalismo di Perugia e ha curato documentari con le voci di Erri De Luca e Fiorella Mannoia. Ha pubblica- to, tra gli altri: Scripta – Diario clandestino di un cronista precario (Cento Autori, 2011), Chi comanda Napoli (Castelvecchi, 2012), Le mani nella città (Round Robin, 2013), Senza traccia (Castelvecchi, 2013), L’invisibile (Round Robin, 2015), Parole di una nuova alba (2021), La settimana santa (Giammarino, 2023). Vincitore del Premio Marco Rossi (2014) e del Premio Calcata 4.0 (2019).







