lunedì 31 agosto 2026

Castello di Carta - Festival del Libro e dell'Editoria. Marco Perillo «Il pentimento del principe d'Elbeuf» - Colonnese Editore.

Domenica 6 settembre, ore 16:30, il Teatro Summarte di Somma Vesuviana ospita la presentazione del romanzo edito da Colonnese Libri & Altro, dedicato alla riscoperta di Ercolano nel Settecento.

L'ingresso agli eventi del festival è gratuito. Il Teatro Summarte, sede dell'incontro di domenica 6 settembre, si trova in via Roma 15 a Somma Vesuviana (Napoli).

Il giornalista e scrittore Marco Perillo sarà ospite della seconda edizione di Castello di Carta - Festival del Libro e dell'Editoria, in programma il 5 e il 6 settembre al Teatro Summarte di Somma Vesuviana, in via Roma 15. L'incontro con l'autore è fissato per domenica 6 settembre alle 16:30, dedicato alla presentazione del romanzo «Il pentimento del principe d'Elbeuf», pubblicato nel 2025 da Colonnese Editore.

Il libro ricostruisce una vicenda realmente accaduta a Portici nel 1738, quando Emanuele Maurizio di Lorena, principe d'Elbeuf, nobile francese al servizio degli austriaci, fa ritorno nella sua villa sul Miglio d'Oro per recuperare l'ultimo tesoro rimasto nel sottosuolo: una statua raffigurante Calliope, la musa della poesia. Anni prima il principe aveva acquistato quel terreno dopo aver saputo che un contadino, scavando un pozzo, si era imbattuto casualmente in marmi pregiati e statue antiche. Da quel ritrovamento erano partite campagne di scavo private che avevano intercettato, senza che allora se ne avesse piena consapevolezza, i resti di Ercolano, la città sepolta dall'eruzione del Vesuvio del 79 d.C.

Il ritorno del principe, ormai gravato da debiti, si scontra però con un ostacolo politico di primo piano: il giovane sovrano Carlo di Borbone punta a costruire proprio in quell'area la sua nuova reggia, e i piani dei due finiscono per intrecciarsi e confliggere.

Il titolo del romanzo rimanda al conflitto interiore del protagonista, «un uomo diviso tra l'istinto affaristico che lo aveva spinto a vendere o regalare all'estero reperti sottratti al sottosuolo campano e un legame più intimo, quasi affettivo, maturato nei confronti di quella terra e della sua storia», ha spiegato Perillo, ricostruendo il senso della vicenda narrata nel libro.

Il romanzo si muove sul crinale tra romanzo storico e ricostruzione archeologica, restituendo un capitolo poco conosciuto della riscoperta di Ercolano, avvenuta agli inizi del Settecento e considerata tra gli episodi fondativi dell'archeologia moderna in Europa. Le vicende del principe d'Elbeuf, spesso relegate a nota a margine nei manuali di storia dell'arte, diventano nel libro il centro di una narrazione che intreccia ambizione personale, interessi politici e la nascita di una consapevolezza culturale attorno ai reperti dell'antichità.

La seconda edizione di Castello di Carta propone un programma distribuito su due giornate, con incontri, presentazioni editoriali e momenti dedicati al pubblico degli appassionati di lettura. L'appuntamento con Marco Perillo si inserisce nel filone degli incontri dedicati alla narrativa storica e alla riscoperta di vicende legate al territorio vesuviano, tema ricorrente nella produzione dello scrittore napoletano, noto per i suoi lavori di divulgazione storica legati a Napoli e alla sua area metropolitana.

Marco Perillo: il cronista che racconta i misteri di Napoli

Napoletano, classe 1983, Marco Perillo è una delle voci più riconoscibili del giornalismo culturale campano. Redattore de Il Mattino, uno dei quotidiani più autorevoli del Sud Italia, ha costruito nel tempo una doppia identità professionale: quella del giornalista attento alle trasformazioni della città e quella dello scrittore capace di restituire profondità storica e narrativa ai luoghi e alle storie di Napoli.

Il suo percorso letterario prende avvio nel 2014 con Phlegraios, thriller archeologico ambientato nei Campi Flegrei, che anticipa i temi che diventeranno il filo conduttore della sua produzione: il sottosuolo napoletano come scenario di misteri irrisolti, la storia come materia viva da cui estrarre narrazione, il confine sottile tra documento e finzione. Con questo romanzo d'esordio, Perillo definisce un genere che potremmo chiamare archeothriller partenopeo, capace di attrarre tanto il lettore appassionato di storia quanto quello affezionato alla narrativa di genere.

Nel 2020 pubblica Napùl, una raccolta di racconti in cui Napoli diventa protagonista assoluta: non semplice cornice geografica, ma personaggio vivente, contraddittorio e affascinante, osservato attraverso scorci inediti e storie minori che sfuggono alla retorica del folklore.

Per Newton Compton Editori, casa editrice di riferimento per la narrativa storica e di intrattenimento in Italia, Perillo ha firmato una serie di volumi dedicati a storia, curiosità e misteri di Napoli, contribuendo a consolidare un filone editoriale di grande successo popolare che unisce rigore documentario e accessibilità narrativa. Questi titoli hanno raggiunto un pubblico ampio, posizionando l'autore tra i narratori più seguiti del panorama saggistico-narrativo campano.

Oltre all'attività giornalistica e letteraria, Perillo è curatore della guida Il Sogno Reale, progetto editoriale dedicato ai luoghi borbonici del territorio campano, realizzato nell'ambito del "Campania Teatro Festival". Un lavoro che testimonia il suo interesse costante per il patrimonio storico e artistico del Mezzogiorno, in particolare per il periodo borbonico, che torna con forza anche in Il Pentimento del Principe d'Elbeuf.

Con quest'ultimo racconto, pubblicato da Colonnese Editore nel 2025, Perillo approfondisce ulteriormente la sua esplorazione del Settecento napoletano, intrecciando storia dell'archeologia, dinamiche di potere e tensione narrativa in un affresco che anticipa la nascita del sito di Ercolano come patrimonio da tutelare e valorizzare.

domenica 30 agosto 2026

𝗙𝗲𝘀𝘁𝗶𝘃𝗮𝗹 𝗘𝘁𝗵𝗻𝗼𝘀 - 𝗫𝗫𝗫𝗜 𝗘𝗱𝗶𝘇𝗶𝗼𝗻𝗲 | 𝟭𝟮 𝘀𝗲𝘁𝘁𝗲𝗺𝗯𝗿𝗲 - 𝟭𝟬 𝗼𝘁𝘁𝗼𝗯𝗿𝗲

Dal 12 settembre al 10 ottobre Ethnos torna a Napoli e nei comuni vesuviani con un nuovo viaggio tra musiche, culture e storie che attraversano il mondo.
La 31esima edizione del festival porta con sé un mese di concerti, incontri ed esperienze in luoghi straordinari, per ascoltare il presente attraverso le voci e i suoni di tradizioni vicine e lontane.
𝐿𝑎 𝑋𝑋𝑋𝐼 𝑒𝑑𝑖𝑧𝑖𝑜𝑛𝑒 𝑑𝑒𝑙 𝐹𝑒𝑠𝑡𝑖𝑣𝑎𝑙 𝐸𝑡ℎ𝑛𝑜𝑠 𝑒̀ 𝑜𝑟𝑔𝑎𝑛𝑖𝑧𝑧𝑎𝑡𝑎 𝑑𝑎 𝐿𝑎 𝐵𝑎𝑧𝑧𝑎𝑟𝑟𝑎, 𝑐𝑜𝑛 𝑙𝑎 𝑑𝑖𝑟𝑒𝑧𝑖𝑜𝑛𝑒 𝑎𝑟𝑡𝑖𝑠𝑡𝑖𝑐𝑎 𝑑𝑖 𝐺𝑖𝑔𝑖 𝐷𝑖 𝐿𝑢𝑐𝑎, 𝑝𝑟𝑜𝑚𝑜𝑠𝑠𝑎 𝑒 𝑓𝑖𝑛𝑎𝑛𝑧𝑖𝑎𝑡𝑎 𝑑𝑎𝑙𝑙𝑎 𝑅𝑒𝑔𝑖𝑜𝑛𝑒 𝐶𝑎𝑚𝑝𝑎𝑛𝑖𝑎 𝑎𝑡𝑡𝑟𝑎𝑣𝑒𝑟𝑠𝑜 𝑆𝑐𝑎𝑏𝑒𝑐, 𝑐𝑜𝑛 𝑖𝑙 𝑐𝑜𝑛𝑡𝑟𝑖𝑏𝑢𝑡𝑜 𝑑𝑒𝑙 𝑀𝑖𝑛𝑖𝑠𝑡𝑒𝑟𝑜 𝑑𝑒𝑙𝑙𝑎 𝐶𝑢𝑙𝑡𝑢𝑟𝑎, 𝑐𝑜𝑛 𝑖𝑙 𝑝𝑎𝑡𝑟𝑜𝑐𝑖𝑛𝑖𝑜 𝑑𝑒𝑙𝑙𝑎 𝐶𝑖𝑡𝑡𝑎̀ 𝑀𝑒𝑡𝑟𝑜𝑝𝑜𝑙𝑖𝑡𝑎𝑛𝑎 𝑑𝑖 𝑁𝑎𝑝𝑜𝑙𝑖, 𝑐𝑜𝑛 𝑖𝑙 𝑐𝑜𝑓𝑖𝑛𝑎𝑛𝑧𝑖𝑎𝑚𝑒𝑛𝑡𝑜 𝑑𝑒𝑙 𝐶𝑜𝑚𝑢𝑛𝑒 𝑑𝑖 𝑁𝑎𝑝𝑜𝑙𝑖, 𝑆𝑎𝑛 𝐺𝑖𝑜𝑟𝑔𝑖𝑜 𝑎 𝐶𝑟𝑒𝑚𝑎𝑛𝑜, 𝑇𝑜𝑟𝑟𝑒 𝑑𝑒𝑙 𝐺𝑟𝑒𝑐𝑜, 𝑃𝑜𝑟𝑡𝑖𝑐𝑖, 𝐵𝑜𝑠𝑐𝑜𝑡𝑟𝑒𝑐𝑎𝑠𝑒 𝑒 𝑐𝑜𝑛 𝑖𝑙 𝑠𝑜𝑠𝑡𝑒𝑔𝑛𝑜 𝑑𝑖 𝑁𝑢𝑜𝑣𝑜 𝐼𝑚𝑎𝑖𝑒, 𝐼𝑛𝑠𝑡𝑖𝑡𝑢𝑡 𝑅𝑎𝑚𝑜𝑛 𝐿𝑙𝑢𝑙𝑙 𝑒 𝐵𝑎𝑛𝑐𝑎 𝑑𝑖 𝐶𝑟𝑒𝑑𝑖𝑡𝑜 𝑃𝑜𝑝𝑜𝑙𝑎𝑟𝑒.

Museo Multimediale delle Acque Campane | Sant'Anastasia (NA)

Il Museo Multimediale delle Acque Campane riapre al pubblico.
👉Fino al 22 settembre, gli orari saranno i seguenti:
🔘Dal lunedì al venerdì, ore 09.00 – 13.00
🔘Sabato: ore 16.00 – 20.00
🔘Domenica: ore 10.00 – 13.00
👉Per info e prenotazioni: https://www.museoacquecampane.it/biglietti/

Annunciamo la straordinaria chiusura per sabato 1 novembre.
Il museo sarà regolarmente aperto domenica 2 novembre dalle ore 10 alle ore 13.

> RIDERE È UN’ARTE
Da ormai diversi anni l’Associazione Terre di Campania APS, che ha tra i suoi scopi la valorizzazione e la riscoperta delle figure eccellenti della nostra regione, dedica iniziative ed eventi a personaggi di spicco del passato, originari della Campania. Nella ricorrenza dei 100 anni dalla morte di Eduardo Scarpetta, uno dei più grandi autori/attori comici affermatosi agli inizi del 1900, Terre di Campania ha scelto di dedicare al famoso artista l’incontro dal titolo “RIDERE È UN’ARTE, Buonumore e Benessere con Eduardo Scarpetta”. Il convegno si terrà Venerdì 24 ottobre, a partire dalle ore 18:00, presso la sede del Museo Multimediale delle Acque Campane, in via Romani n°3 – Sant’Anastasia (NA). Oggi, il bisogno di sorridere e soprattutto di ridere appare quanto mai impellente. In un momento storico complesso, segnato da vicende internazionali che stanno cambiando il volto del mondo occidentale, la leggerezza e il potere terapeutico di una bella risata, capace di sostenere il tono dell’umore, riequilibrando e attenuando stress e nervosismo, è un elemento sociale da rivalutare. La risata, infatti, rafforza le relazioni sociali e facilita la comunicazione con chi ci circonda, instaurando un clima emotivo di sintonia. Sarà questo il tema centrale dell’incontro che vedrà confrontarsi diversi esperti in tale ambito. Della risata Scarpetta fece il leit motiv della sua vita e della sua drammaturgia, riuscendo ad attirare un pubblico folto che opponeva all’incertezza del primo Novecento la certezza di momenti di spensieratezza grazie alle battute di Felice Sciosciammocca, il suo personaggio /macchietta più famoso, ripreso, mutatis mutandis, anche dal figlio Eduardo de Filippo, avuto da Luisa De Filippo insieme a Titina e Peppino. 
  • Ai saluti di Carmine Esposito, Sindaco del Comune di Sant’Anastasia, e di Simone Ottaiano, direttore del Museo Multimediale delle Acque Campane, 
  • seguiranno gli interventi di: Aldo Bova, Presidente nazionale Forum Sociosanitario; 
  • Nadia di Paola, Professoressa di economia e Gestione delle Imprese presso l’Università degli Studi di Napoli Federico II; 
  • Alessandra Alfieri, Neurochirurga; 
  • Rodolfo Matto, Clown Gelotologo; 
  • Rosaria De Cicco, Attrice. 
A moderare l’evento sarà Maddalena Venuso, giornalista. Sono stati invitati ad intervenire i rappresentanti della Regione Campania. A conclusione seguirà una degustazione di tipicità campane e sarà possibile partecipare al percorso espositivo realizzato da Ilaria Moscato, Curatrice d’Arte. L’iniziativa è realizzata con il contributo della Regione Campania. Giuseppe Ottaiano - 
> Il Museo Multimediale delle Acque Campane, MUMAC, di Sant’Anastasia ospiterà, venerdì 6 giugno 2025, a partire dalle ore 17:30, il Convegno “Una rete per i Musei delle Acque Campane”, voluto dall’Associazione Terre di Campania APS al termine di un progetto che ha visto l’ente impegnarsi in una capillare opera di studio e mappatura dei musei attinenti all’acqua presenti nella nostra regione. Tale lavoro ha posto l’attenzione proprio sui musei campani, e più in generale, luoghi di interesse culturale, naturalistico e storico (acquari, sorgenti alimentanti acquedotti, cisterne, ecc…) in cui la presenza dell’acqua è un elemento preponderante o che presentano un forte legame con essa. In alcuni di essi l’acqua è parte sostanziale della loro offerta culturale, in altri è un elemento complementare che arricchisce i percorsi museali e di visita.
In entrambi i casi, riconoscendo in tali luoghi un importante veicolo di diffusione della conoscenza sulla risorsa idrica campana, nonché un potenziale efficace mezzo di sensibilizzazione nei confronti di essa, e consapevole che le istituzioni museali hanno il fondamentale ruolo di diffondere e accrescere la cultura in maniera globale, l’Associazione Terre di Campania, che già da lungo tempo si occupa, tra le sue varie attività, di realizzare progetti tesi a valorizzare il patrimonio museale campano nel suo complesso, ha voluto dedicare la propria attenzione alla realizzazione di tale iniziativa. La stessa, finanziata dalla Giunta Regione della Campania – Direzione Generale 50.12 “Politiche culturali e il Turismo” – Unità Operativa Dirigenziale 01 “Promozione e Valorizzazione Musei e Biblioteche”. D. D. n°186 del 18/11/2024, è coerente con la Risoluzione UNESCO-IHP n. XXIV-7 (2021), che auspica la creazione di un “inventario mondiale” dei musei dell’acqua in collaborazione con varie istituzioni degli stati membri.

Al convegno interverranno 
  • Maddalena Venuso, Presidente Associazione Terre di Campania APS; 
  • Carmine Esposito Sindaco del Comune di Sant’Anastasia; 
  • Eriberto Eulisse, Direttore della Rete Mondiale UNESCO dei Musei dell’Acqua; 
  • Olga Mangoni, Professore Ordinario di Ecologia – Coordinatore delle Lauree Triennale e Magistrale in Scienze Naturali. Dipartimento di Biologia – UNINA; 
  • Silvia Fabbrocino, DiSTAR Dipartimento di Scienze della Terra, dell’Ambiente e delle Risorse – UNINA INGV Sez. di Napoli – Osservatorio Vesuviano; 
  • Stefania Capaldo Consulente turismo, terme e benessere Vice presidente nazionale di Federalberghi-Terme. 
  • Sono stati invitati ad intervenire, inoltre, Anita Florio, Dirigente UOD 50.12.01 “Promozione e valorizzazione dei musei e delle biblioteche” Regione Campania e i Direttori dei Musei, dei luoghi della cultura campani e delle istituzioni coinvolti nel progetto. Modera l’incontro Vincenzo Sbrizzi, giornalista. L’evento è aperto al pubblico e per l’occasione sarà possibile visitare gratuitamente il Museo Multimediale delle Acque Campane di Sant’Anastasia. Durante l’evento saranno esposte la Mostra fotografica “Mare Nostrum”, realizzata e curata da Guido Villano, e l’Installazione Artistica “I totem dell’acqua” ideata e curata da Giuseppe Ottaiano. - Comunicato Stampa
Il Museo Multimediale delle Acque Campane, creato dall’Associazione Terre di Campania APS, è un innovativo percorso museale, dove l’arte si fonde con il digitale, dedicato alla conoscenza dell’acqua come elemento e preziosa risorsa del nostro territorio. Mappe digitali, contenuti interattivi, opere d’arte, percorsi immersivi e laboratori didattici compongo l’offerta del museo, nato per sensibilizzare alla tutela, attraverso la conoscenza, della nostra primaria fonte di vita. Un viaggio alla scoperta dell’acqua. 
L’acqua è una risorsa indispensabile e preziosa per la vita dell’uomo e di ogni essere vivente. Lungo l’asse della storia, l’acqua è l’architetto del territorio, elemento di trasmissione, di collegamento, di aggregazione e di coesione. Intorno ai fiumi, alle sponde, alle coste, ai bacini d’acqua si sono formati i sistemi di relazioni, i tessuti comunitari e si sono sviluppate le attività lavorative. L’acqua è un bene comune che troppo spesso viene dato per scontato, risorsa fondamentale, talvolta poco saggiamente sprecata, inquinata e non tutelata. Il Museo Multimediale delle Acque Campane nasce dal concreto impegno dell’Associazione Terre di Campania APS per far conoscere, al fine di sensibilizzare alla sua tutela, l’immenso patrimonio idrico presente nella nostra regione, da sempre ricca d’acqua, tanto da donarla ai territori confinanti. Lo strumento scelto per raggiungere questo ambizioso obiettivo è un percorso museale, interattivo e digitale, dedicato alla conoscenza globale dell’elemento acqua e della sua presenza in Campania. L’Associazione ha posto l’attenzione sulla creazione di una mappatura, il più completa possibile, dei fiumi, laghi, sorgenti, cascate, aree marine, fontane, acquedotti e ogni altro luogo o monumento legato all’acqua, presente in Campania. Un lavoro in costante aggiornamento, di cui i primi risultati sono le mappe interattive consultabili nel percorso del museo. Il Museo Multimediale delle Acque Campane è anche il luogo in cui non solo la tecnologia, ma anche l’arte racconta la bellezza e l’importanza dell’acqua. Dell’esposizione museale fa parte, infatti, l’installazione artistica “Gocce d’Acqua” che raccoglie oltre 2000 opere, realizzate di artisti e allievi degli istituti d’arte campani, dedicate al prezioso elemento. Frutto dell’ingegno di Giuseppe Ottaiano, fondatore di Terre di Campania, che con i suoi viaggi e uno spiccato spirito di osservazione continua ad arricchire il bagaglio di conoscenze e contenuti del museo, l’installazione artistica non è mera decorazione, ma visualizzazione di un’esperienza che racconta il valore dell’acqua come elemento e bene indispensabile. La possibilità di partecipare a laboratori a tema scientifico o artistico completa l’offerta del museo. Tecnologia digitale e arte, unite all’esperienza laboratoriale, fanno del Museo Multimediale delle Acque Campane un percorso unico, da vivere per conoscere.

sabato 29 agosto 2026

Somma Vesuviana | Giovedì 3 settembre 2026 | Campo internazionale di volontariato di Legambiente

Giovedì 3 settembre, il Campo internazionale di volontariato di Legambiente, promosso dal Circolo Mimmo Beneventano di Ottaviano, fa tappa a Somma Vesuviana.

Dalle 10.00 alle 12.30, i giovani volontari provenienti da diversi Paesi del mondo saranno impegnati nella pulizia e nella cura del campetto pubblico di Rione Trieste, in una giornata organizzata insieme al Circolo Legambiente di Somma Vesuviana e con la partecipazione degli scout coinvolti dalla Parrocchia Santa Maria di Costantinopoli.

Un’azione concreta sul territorio, ma soprattutto un’occasione di incontro, partecipazione e sensibilizzazione sui temi della cittadinanza attiva, del rispetto degli spazi pubblici e della cura dei beni comuni.

L’iniziativa si svolge in collaborazione con il Comune di Somma Vesuviana e con la Parrocchia Santa Maria di Costantinopoli.

Al termine delle attività, la giornata proseguirà alla scoperta del patrimonio storico e culturale della città con una visita agli scavi della Villa di Augusto, grazie alla collaborazione della Pro Loco.

L’iniziativa rientra nel Campo internazionale di volontariato Legambiente 2026, realizzato con il patrocinio morale e il sostegno dell’Ente Parco Nazionale del Vesuvio, nell’ambito del progetto europeo EYA – European Youth in Action | Policymakers for Climate Justice, cofinanziato dall’Unione Europea.

Prendersi cura di un luogo significa sentirlo un po’ più nostro. Anche quando si arriva da lontano.

3 settembre 2026

Ore 10.00 – 12.30

Campetto pubblico – Rione Trieste, Somma Vesuviana

Ente Parco Nazionale del Vesuvio Legambiente Campania ilMediano.it Michele D’Avino

venerdì 28 agosto 2026

Portici | “Le Regge – La Musica incontra la Storia” | Dal 4 al 6 settembre

Dal 4 al 6 settembre prende il via “Le Regge – La Musica incontra la Storia”, la rassegna che attraverserà la Campania mettendo in dialogo musica, spettacolo dal vivo e patrimonio culturale. Vi sveliamo i primi tre appuntamenti con ospiti d'eccezione: Enrico Rava, Andy Sheppard, Concita De Gregorio ed Erica Mou.
Si parte da un luogo straordinario, la Reggia di Portici, sospesa tra il Vesuvio e il mare. Voluta nel Settecento da Carlo di Borbone e Maria Amalia di Sassonia, oggi ospita il MUSA - Reggia di Portici dell’Università degli Studi di Napoli Federico II.
E non finisce qui: le prossime location saranno svelate presto. Il viaggio è appena cominciato. Resta aggiornato sul programma su https://www.scabec.it/progetti/le-regge
Ingresso gratuito fino a esaurimento posti.
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Il progetto promosso e finanziato dalla Regione Campania attraverso Scabec – Società Campana Beni Culturali, con Fondi di Coesione Italia 21–27, nell’ambito delle azioni di valorizzazione del patrimonio UNESCO e degli Itinerari Culturali della Campania. - Scabec


mercoledì 26 agosto 2026

FRATELLO UNIVERSO riprende il suo cammino: arriva a San Gennarello di Ottaviano

Dopo le tappe di Sant’Anastasia, Napoli, Marigliano e Savignano Irpino, la collettiva d’arte contemporanea ideata da Giuseppe Ottaiano per celebrare gli ottocento anni dalla morte di San Francesco d’Assisi arriva a San Gennarello di Ottaviano.

La mostra sarà ospitata presso la Parrocchia San Gennaro dal 9 al 21 settembre 2026. Il vernissage inaugurale si terrà mercoledì 9 settembre alle ore 19:00.

Ad accogliere la collettiva sarà il parroco don Raffaele Rianna, insieme a una comunità che ha scelto di aprire le proprie porte all’arte, alla bellezza e al messaggio universale di Francesco.

La presenza della collettiva accompagnerà anche i giorni della festa patronale in onore di San Gennaro, che si terrà presso la parrocchia dal 18 al 20 settembre. Un’occasione particolarmente significativa, nella quale arte, fede e comunità si incontreranno attraverso il messaggio di fraternità universale testimoniato da Francesco.

Ogni nuova tappa è un incontro. Ogni comunità attraversata rende questo progetto più vivo. Il cammino di FRATELLO UNIVERSO continua così a unire territori e persone, invitando tutti a riscoprire ciò che profondamente accomuna ogni essere umano. La collettiva propone un percorso artistico e interiore dedicato alla figura di Francesco d’Assisi, presentato non soltanto come memoria del passato, ma come presenza ancora viva, capace di parlare al nostro tempo attraverso i valori della pace, della fraternità, della semplicità, della misericordia, del dialogo con il Creato e dell’incontro con l’altro.

Cuore del progetto sono le grandi sagome di Francesco, reinterpretate da artisti contemporanei attraverso linguaggi, colori, materiali e sensibilità differenti. Ogni opera rappresenta una tappa di un cammino condiviso e restituisce, attraverso l’arte, la forza e l’attualità del messaggio francescano.

Gli artisti interpreti delle sagome di Francesco sono: 

  1. Elio Alfano, 
  2. Silvio Amato, 
  3. Antonio Avello, 
  4. Biagio Cerbone, 
  5. Cristina Cianci, 
  6. Antonio Ciraci, 
  7. Anna Colmayer, 
  8. Gianfranco Coppola, 
  9. Alfredo Cordova, 
  10. Diana D’Ambrosio, 
  11. Francesco Di Meola, 
  12. Mina Di Nardo, 
  13. Carmine Dello Ioio, 
  14. Lucio D.D.T. Art, 
  15. Maria Gagliardi, 
  16. Sara Iuzzino, 
  17. Alessandra Maisto, 
  18. Nunzio Meo, 
  19. Carla Merone, 
  20. Pietro Mingione, 
  21. Ilaria Moscato, 
  22. Enzo Palumbo, 
  23. Nunzia Re, 
  24. Agostino Saviano, 
  25. Padre Michele Spinali, 
  26. Vittorio Vanacore e 
  27. Raffaella Vitiello.

Il percorso comprende anche una sezione dedicata al Tau, segno profondamente legato alla spiritualità francescana. Simbolo di appartenenza, umiltà, conversione e fraternità, il Tau rafforza il messaggio del progetto, invitando tutti a riconoscersi parte di un’unica famiglia umana.

Gli artisti interpreti dei Tau sono: 

  1. Alberto Andolfi, 
  2. Liber Art, 
  3. Patrizia Amodio, 
  4. Pina Candileno, 
  5. Giuseppina Cusano, 
  6. Lina D’Avanzo, 
  7. Carmine Dello Ioio, 
  8. Maria De Riggi, 
  9. Filomena De Risi, 
  10. Speciale Fiorentina, 
  11. Giusy Iodice, 
  12. Maria La Mura, 
  13. Celeste Napolitano, 
  14. Francesca Palumbo, 
  15. Carmen Punto Arte, 
  16. Luciano Romualdo, 
  17. Lucia Rossi, 
  18. Annamaria Ruocco, 
  19. Giovanna Secondulfo, 
  20. Ivana Storto, 
  21. Franco Tirelli, 
  22. Annamaria Vallario, 
  23. Veronica Vecchione e 
  24. l’Associazione Chiamami per Nome.

Ad accogliere idealmente i visitatori all’ingresso della collettiva sarà inoltre l’opera di Maurizio Bifulco dedicata a Francesco.

IL LABORATORIO ARTISTICO CON I BAMBINI

La tappa di San Gennarello sarà arricchita da un momento dedicato alla creatività e alla partecipazione delle nuove generazioni.

  • Venerdì 18 settembre, alle ore 18:00, in apertura dei festeggiamenti patronali, si terrà un laboratorio artistico rivolto ai bambini. Dopo aver conosciuto la storia di Francesco e visitato la collettiva, ogni partecipante sarà invitato a interpretare liberamente una sagoma in cartoncino, ispirandosi alle forme, ai colori e ai linguaggi incontrati lungo il percorso espositivo.

Un’esperienza pensata per avvicinare i più piccoli all’arte e al messaggio francescano, trasformandoli da semplici visitatori in protagonisti attivi del progetto.

La presenza di FRATELLO UNIVERSO nella Parrocchia San Gennaro diventa così un’occasione di incontro, conoscenza e condivisione, capace di coinvolgere l’intera comunità attraverso la bellezza e il linguaggio universale dell’arte.

FRATELLO UNIVERSO non è soltanto una mostra. È un viaggio di arte, pace e fraternità.

La collettiva gode del patrocinio morale del Consiglio Regionale della Campania e del Comitato Nazionale per la celebrazione dell’ottavo centenario della morte di San Francesco d’Assisi.

FRATELLO UNIVERSO – San Gennarello di Ottaviano
Parrocchia San Gennaro
Dall’9 al 21 settembre 2026
Vernissage: mercoledì 9 settembre, ore 19:00
Laboratorio artistico per bambini: venerdì 18 settembre, ore 18:00
Festa patronale in onore di San Gennaro: dal 18 al 20 settembre
Informazioni: www.fratellouniverso.it - Comunicato Stampa

ECSTATIC POMPEII, i misteri di Dionysos Primo appuntamento con “SEMELE. La verità è un fuoco”

28 agosto Oplontis

29 agosto Villa dei Misteri 

con Loredana Piedimonte, Costanza Cutaia e Massimo Cordovani

regia di Rosario Sparno 

www.pompeiesopop.it

E’ il personaggio di Semele, la principessa di Tebe, madre di Dioniso, che apre il ciclo di performance teatrali e visite guidate dal titolo “ECSTATIC POMPEII. I misteri di Dionysos” dal 28 agosto al 26 settembre durante le aperture serali del Parco archeologico di Pompei e nei siti della grande Pompei.

Semele, ingannata da Era chiede a Zeus di rivelarsi nelle sue sembianze e per questo muore bruciata dalla luce e dalle saette del dio.

Chiede a Zeus di mostrarsi nella sua forma reale, non per un capriccio, ma perché la verità, se è tale, deve poter essere vista da tutti - spiega il regista Rosario Sparno - . Ma è proprio qui che si svela il fulcro filosofico del mito: l’essere umano non è fatto per sostenere l’urto della verità assoluta. La morte di Semele diventa così un atto generativo: dal suo ventre strappato nasce Dioniso, il dio straniero, l’indomabile, colui che si spezza e si ricompone. Il sacrificio della madre è l’origine stessa dell’esperienza dionisiaca, di quell’estasi e di quel tremore che da allora abitano i corpi e la memoria degli uomini”.

Interpretata da Loredana Piedimonte, in scena insieme a Costanza Cutaia e al musicista Massimo Cordovani, Semele da così il via alla seconda edizione di Esopop, storie in festival il progetto del Parco Archeologico di Pompei che, attraverso performance teatrali dal vivo, promuove e valorizza i siti culturali dell’area vesuviana.

«Con la seconda edizione di Esopop e con Ecstatic Pompeii – spiega il direttore del Parco Archeologico di Pompei, Gabriel Zuchtriegel – continuiamo a raccontare il patrimonio del territorio vesuviano anche attraverso linguaggi nuovi e contemporanei. Quest’anno partiamo dalla scoperta della Casa del Tiaso nella Regio IX, che ci ha restituito una testimonianza molto importante del culto di Dioniso a Pompei. Da qui nasce l’idea di portare questo racconto anche fuori dalla città antica, coinvolgendo Oplontis, Boscoreale e Stabia. Vogliamo creare un percorso che metta insieme archeologia, teatro e ricerca e che permetta al pubblico di avvicinarsi al mondo di Dioniso e delle Baccanti in modo diretto e coinvolgente. È un modo per far dialogare ciò che arriva dal passato con il nostro modo di guardare e interpretare quel mondo oggi».

Prodotti da Casa del Contemporaneo produzioni teatrali, gli spettacoli - diretti da Rosario Sparno e da Fabio Cocifoglia - hanno una durata di 30 minuti e sono replicati due volte per sera.

II costumi di scena sono parte delle collezioni Sanctamuerte del fiorentino Filippo Giorgi.


ECSTATIC POMPEII, i misteri di Dionysos, seconda edizione del progetto di valorizzazione ESOPOP, storie in festival è promosso dalla Direzione Generale Spettacolo dal Vivo del Ministero della Cultura e dalla Regione Campania tramite Scabec - Società Campana Beni Culturali con fondi campania>artecard.

Prima di ogni replica, una visita accompagnata dagli operatori didattici di Le Nuvole teatro arte scienza illustrerà al pubblico le caratteristiche e la storia dei luoghi.

Biglietti: 7,00 €

in vendita su www.vivaticket.it selezionando Ecstatic Pompeii.

Le immagini del progetto sono state realizzate dal fotografo Simone Florena.

Tutte le info e gli altri appuntamenti in programma su www.pompeiesopop.it


martedì 25 agosto 2026

Il 𝟐𝟒 𝐚𝐠𝐨𝐬𝐭𝐨 𝐝𝐞𝐥 𝟕𝟗 𝐝.𝐂. il Monte Vesuvio eruttava, segnando per sempre la storia del nostro territorio e dell’intera civiltà antica.

Il 𝟐𝟒 𝐚𝐠𝐨𝐬𝐭𝐨 𝐝𝐞𝐥 𝟕𝟗 𝐝.𝐂. il Monte Vesuvio eruttava, segnando per sempre la storia del nostro territorio e dell’intera civiltà antica. Un evento che nei secoli ha continuato a vivere nella memoria collettiva, nell’arte e nella letteratura.

Tra coloro che ne colsero il significato più profondo vi fu 𝐆𝐢𝐚𝐜𝐨𝐦𝐨 𝐋𝐞𝐨𝐩𝐚𝐫𝐝𝐢, che nella primavera del 1836, a Torre del Greco, compose 𝐋𝐚 𝐠𝐢𝐧𝐞𝐬𝐭𝐫𝐚 𝐨 𝐈𝐥 𝐟𝐢𝐨𝐫𝐞 𝐝𝐞𝐥 𝐝𝐞𝐬𝐞𝐫𝐭𝐨, penultima lirica dei Canti, pubblicata postuma nel 1845. Quella che vi proponiamo è una delle tre copie custodite presso la Biblioteca Nazionale di Napoli, trascritta da 𝐀𝐧𝐭𝐨𝐧𝐢𝐨 𝐑𝐚𝐧𝐢𝐞𝐫𝐢 sotto dettatura di Giacomo Leopardi, ormai costretto a rinunciare alla scrittura a causa delle sue gravi condizioni fisiche.
In questi versi, il poeta osserva il 𝐕𝐞𝐬𝐮𝐯𝐢𝐨 come simbolo della forza della natura e della fragile condizione umana, affidando alla ginestra il valore della dignità e della resistenza:
«Qui su l'arida schiena
Del formidabil monte
Sterminator Vesevo,
La qual null'altro allegra arbor nè fiore,
Tuoi cespi solitari intorno spargi,
Odorata ginestra»
𝐋𝐚 𝐥𝐞𝐭𝐭𝐞𝐫𝐚𝐭𝐮𝐫𝐚 𝐜𝐮𝐬𝐭𝐨𝐝𝐢𝐬𝐜𝐞 𝐥𝐚 𝐦𝐞𝐦𝐨𝐫𝐢𝐚 𝐝𝐞𝐢 𝐥𝐮𝐨𝐠𝐡𝐢, 𝐭𝐫𝐚𝐬𝐟𝐨𝐫𝐦𝐚𝐧𝐝𝐨 𝐥𝐚 𝐬𝐭𝐨𝐫𝐢𝐚 𝐢𝐧 𝐫𝐢𝐟𝐥𝐞𝐬𝐬𝐢𝐨𝐧𝐞 𝐮𝐧𝐢𝐯𝐞𝐫𝐬𝐚𝐥𝐞. - Biblioteca Nazionale di Napoli

domenica 23 agosto 2026

Castellammare di Stabia (NA) | Parco archeologico di Pompei - Reggia del Quisisana - Museo Archeologico di Stabia "Libero D'Orsi"

 Museo Archeologico di Stabia

La Reggia di Quisisana, a Castellammare di Stabia, fu costruita nel XIII secolo dai sovrani angioini, ma fu solo con gli interventi condotti da Carlo III di Borbone tra il 1765 e il 1790 che il palazzo assunse l’aspetto attuale. Il complesso, che rispecchiava l’idea del “palazzo di caccia e villeggiatura”, ha una struttura ad elle così da godere da un lato di una splendida vista sul golfo e dall’altro di essere meglio collegato a Castellammare.

Nel periodo seguente anche il parco venne riammodernato e ingrandito sui modelli del giardino all’inglese con grandi viali, scale, fontane e giochi d’acqua che sfruttavano scenograficamente sia la ricca vegetazione delle pendici del Faito che le sorgenti d’acqua. La fama del Palazzo era tale da attrarre moltissimi viaggiatori e personalità straniere a soggiornare nell’area e il suo splendore ci è testimoniato dagli acquerelli e dalle incisioni di Hackert e Dahl nonché dalle vedute della Scuola di Posilippo.

Dopo alcuni decenni di abbandono, il palazzo è stato oggetto all’inizio del 2000 di un grande intervento di restauro terminato nel 2009 e che ha restituito l’antico splendore.

Il sito è di proprietà del Comune di Castellammare di Stabia, che nel 2020 ha concesso il giardino storico e gran parte del Palazzo reale al Parco archeologico di Pompei per i suoi fini istituzionali e perché potesse concorrere alla valorizzazione del complesso immobiliare. 

A partire dal 2020, all’interno della Reggia è ospitato il Museo Archeologico di Stabia, dedicato alla memoria di Libero D’Orsi, dove è possibile ammirare una collezione di opere provenienti dalle ville di età romana del territorio stabiano. 600 i reperti ora esposti, tra affreschi, arredi marmorei, suppellettili in ceramica e bronzo: preziose testimonianze della vita quotidiana, in particolare quella che si svolgeva nelle ville romane d’otium (lussuose residenze finalizzate al riposo, del corpo e dello spirito, dalle attività e dagli affari) e nelle ville rustiche (simili nella concezione alle moderne fattorie), site in posizione panoramica con “vista” sul Golfo di Napoli.

Il Museo archeologico di Stabia si contraddistingue soprattutto per le sue opere pittoriche, rappresentando il secondo museo al mondo, dopo il Museo Archeologico Nazionale di Napoli, ad ospitare la più grande collezione di affreschi di età romana.

Nel 2024 il percorso di visita è stato ampliato con una nuova sezione interamente dedicata al paesaggio, ovvero all’indagine tra l’ambiente e il costruito nel territorio stabiano di età romana. Tutto l’allestimento è stato rivisitato alla luce dell’introduzione delle nuove tecnologie, di apparati multimediali e didattici, che implementano l’accessibilità fisica e culturale delle opere e dei contenuti. Il progetto scientifico è stato curato dal Direttore Generale Gabriel Zuchtriegel e da Maria Rispoli, Direttrice del Museo Archeologico di Stabia. 

IL PERCORSO MULTIMEDIALE  

I 6 dispositivi multimediali lungo il percorso raccontano, attraverso modalità immersive e partecipative, le forti relazioni tra la città antica e quella contemporanea. 

Si racconta di un sito archeologico straordinario, l’antica Stabiae, due volte distrutta e due volte rinata. Conquistata e devastata nel corso della Guerra Sociale dalle truppe di Silla, come punizione per essere passata dalla parte dei ribelli italici, riprende vita come pagus di Nocera e diventa sede di importanti e prestigiose ville marittime, dotate di meravigliosi e lussuosi apparati decorativi. 

Successivamente verrà distrutta dall’eruzione del Vesuvio nel 79 d.C. alla stregua di Pompei ed Ercolano, ma a differenza di queste ultime rinacque già nel 92 d.C. come riporta il poeta Stazio. Stabiae era sede di una statio della flotta misenate e continuerà ad esserlo anche in età post eruzione, come ci dimostrano i reperti rinvenuti sotto la Cattedrale di Castellammare di Stabia. 

Nella prima sala un plastico multimediale entra in relazione con i reperti esposti, raccontando in un lungo arco temporale le trasformazioni del territorio – compreso tra Ercolano, il Vesuvio, Pompei fino a Sorrento sul versante napoletano e Nocera e i Monti Lattari su quello salernitano; e i due diversi momenti di scoperta della città antica di Stabia, la prima in età borbonica (negli anni in cui furono scoperte Pompei ed Ercolano); la seconda ad opera del Preside Libero D’Orsi, negli anni ‘50. 

Quest’ultimo momento, in particolare, viene ripercorso attraverso un diario multimediale con la voce, le foto e gli appunti del Preside D’Orsi. Un libro cartaceo multimediale che i visitatori possono sfogliare virtualmente per scoprire tutti i particolari che hanno fatto la storia e la fortuna degli scavi. 

IL RAPPORTO CON IL PAESAGGIO E CON IL TERRITORIO

Il nuovo concept del museo è fortemente orientato a mettere in risalto le connessioni che l’antica Stabiae seppe creare con le risorse del suo ager (territorio) circostante, corrispondente oggi ai comuni di S. Antonio Abate, Santa Maria La Carità, Gragnano, Casola, Pimonte. Un ricco e variegato territorio che, in epoca romana, fu connotato dall’impianto di interessanti complessi residenziali e produttivi nel rispetto della vocazione di ciascun fondo agricolo. Contesti poco conosciuti dalla comunità che il Museo intende valorizzare e raccontare nella sua specificità. 

Un’ampia sezione è dedicata ai ritrovamenti provenienti da questi complessi, dotati di apparati di importante impegno architettonico e decorativo, dalle stanze di soggiorno, ai triclini e ai cubicula (stanze da letto) fino ad arrivare ai raffinati complessi termali. 

Gli allestimenti evocano le grandi sale affacciate sul Vesuvio e sul golfo stabiano che rappresentano ancora oggi quinte sceniche proiettate sul mare. Nel museo il paesaggio, che era godibile nel 79 d.C., è stato riscostruito fedelmente sul fondo della sala, spogliandolo di tutte le costruzioni contemporanee, e riproponendolo in una proiezione dinamica che cambia nell’arco delle 24 ore della giornata. 

La proiezione diventa la quinta prospettica agli arredi rinvenuti nei peristili e nei giardini delle ville di Varano. Su di essi si affacciavano gli ambienti dedicati al soggiorno e al riposo diurno, all’otium e alla lettura, alla convivialità e all’ospitalità che mantenevano perennemente lo sguardo proiettato sul panorama: Ischia e Capo Miseno, Capri e la penisola sorrentina ma anche le alte e verdi montagne di cui Simmaco elogia la qualità e la salubrità del latte prodotto dagli armenti che qui pascolavano. 

Alle pareti gli affreschi che raffigurano scene marittime e bucoliche, immagini di divinità e del mondo dionisiaco, ritratti e volti, forse appartenuti ai proprietari di casa. Non mancano immagini dell’antico paesaggio stabiano, in cui sono stati riconosciuti luoghi reali del contesto storico del I d.C..

Il ritrovamento del carro interamente conservato con i suoi cavalli, lungo le rampe di Villa Arianna, è testimonianza di una viabilità interna tra il pianoro di Varano e il mare ma è anche segno di una strage, quella dell’eruzione pliniana, che ha distrutto e sepolto l’antica città, che a differenza di Pompei ed Ercolano, rinacque dopo pochi anni dall’eruzione. 

Scomparsa Pompei, Stabiae rappresentava l’unico sbocco per Nocera. Le sue vie, quella per terra e quella mare, l’hanno salvata dall’oblio. La rinascita è raccontata mediante un’installazione multimediale interattiva che fa rivivere l’antica Tabula Peutingeriana, una carta stradale del V d.C. che mostra le città e le strade di tutto il territorio italiano. MiC - Pubblicato il 2020-04-14 17:55:15 / Ultimo aggiornamento 2026-07-03 10:04:20