venerdì 6 novembre 2026

Pompei | Cerimonia consegna Premio Giornalistico Nazionale "Carmine Alboretti"

L’Associazione Giornalisti Vesuviani promuove la quarta edizione del Premio Giornalistico Nazionale “Carmine Alboretti”, riconoscimento dedicato alla memoria del giornalista, saggista e vaticanista campano scomparso nel 2020, figura autorevole del panorama giornalistico nazionale e profondamente legata al territorio.

La cerimonia di premiazione si terrà sabato

14 novembre 2026, alle ore 9:00, presso l’Aula consiliare del Comune di Pompei.

Il premio sarà conferito a Maria Pia Ammirati, direttrice Rai Fiction, vesuviana doc. Un elemento, questo, particolarmente significativo per un riconoscimento che, nel solco dell’impegno professionale e umano che ha caratterizzato l’attività di Carmine Alboretti, nasce proprio con l’obiettivo di valorizzare le eccellenze del territorio vesuviano, capaci di affermarsi su scala nazionale senza perdere il legame con le proprie radici culturali e sociali.

Nel corso degli anni il riconoscimento si è affermato come appuntamento di riferimento per il giornalismo campano e nazionale.

Anche per questa quarta edizione il premio si inserisce in un contesto di formazione e aggiornamento professionale. La cerimonia si svolgerà infatti nell’ambito di un corso formativo dedicato al tema: “Cronaca, fiction e realtà: i confini deontologici tra diritto di informazione e tutela della privacy”

Al corso, moderato dalla giornalista Mary Liguori, interverranno Chiara Biggi, consigliera dell’Ordine dei Giornalisti della Campania; il giornalista Leandro Del Gaudio; Salvatore Barbuto, presidente della Camera Penale di Torre Annunziata; Michele Riggi, avvocato penalista del Foro di Torre Annunziata. Interverrà anche Nunzio Fragliasso, Procuratore capo della Repubblica presso il Tribunale di Torre Annunziata.

Le conclusioni saranno affidate a Maria Pia Ammirati.

Previsti inoltre i saluti del presidente dell’Associazione Giornalisti Vesuviani Antonio d’Errico e della presidente onoraria dell’Associazione Maria Carotenuto, moglie di Carmine Alboretti, mentre i lavori della giornata saranno condotti dalla giornalista Gabriella Bellini, componente del direttivo dell’Associazione Giornalisti Vesuviani.

Il Premio “Carmine Alboretti” si conferma così come spazio di memoria attiva e laboratorio di futuro per il giornalismo, capace di tenere insieme radici territoriali e visione nazionale.  - Associazione Giornalisti Vesuviani - Carmine Alboretti

giovedì 5 novembre 2026

Cremano Film Festival 2026

L’ultimo atto della IV Edizione. La notte in cui il cinema incorona i suoi protagonisti.
L’8 novembre, a Villa Bruno, il sipario del Cremano Film Festival si alza per la serata finale.
Ospiti d’eccezione Nello Mascia, Luigi Zeno e il maestro scultore Lello Esposito. A condurre la serata Fabiola Cimminella.
Dalle 17:00 sarà aperta Casa Massimo Troisi, per cominciare la serata dove il maestro del cinema di questa città ha lasciato le sue impronte.
Una sera così non si ripete!
📍 Villa Bruno, San Giorgio a Cremano
🗓️ 8 novembre, ore 18:00
🎟️ Prenotazione obbligatoria: eventi@e-cremano.it
ll Cremano Film Festival prosegue il suo percorso con le proiezioni gratuite delle opere prime nella Fonderia Righetti, in Villa Bruno, con la partecipazione in sala di interpreti dei cast, per condividere storie, esperienze e momenti di confronto. 
Il Festival, che si inserisce nel percorso culturale del Premio Massimo Troisi, valorizzandone lo spirito e rafforzando la vocazione di San Giorgio a Cremano come città del cinema, crea nuove opportunità di partecipazione, offrendo a tutti la possibilità di assistere gratuitamente a 5 film che sono i seguenti:
  • 24 OTTOBRE, ORE 20.00 – La salita, di Massimiliano Gallo. In sala Maria Bolignano tra le protagoniste del film.
  • 25 OTTOBRE, ORE 20.30 – Da cosa nasce cosa, di Gino Rivieccio
  • 5 NOVEMBRE, ORE 20.00 – Strike – Figlio di un'era sbagliata, di Gabriele Berti
  • 6 NOVEMBRE, ORE 20.00 – Notte fonda, di Giuseppe Miale di Mauro
  • 7 NOVEMBRE, ORE 20.00 – Avemmaria, di Fortunato Cerlino Ogni proiezione sarà preceduta dalla visione di un cortometraggio finalista.
  • L'8 novembre si terrà la serata di premiazione del corto vincitore.
𝙏𝙪𝙩𝙩𝙚 𝙡𝙚 𝙥𝙧𝙤𝙞𝙚𝙯𝙞𝙤𝙣𝙞 𝙨𝙤𝙣𝙤 𝙜𝙧𝙖𝙩𝙪𝙞𝙩𝙚, 𝙘𝙤𝙣 𝙥𝙧𝙚𝙣𝙤𝙩𝙖𝙯𝙞𝙤𝙣𝙚 𝙤𝙗𝙗𝙡𝙞𝙜𝙖𝙩𝙤𝙧𝙞𝙖 𝙨𝙘𝙧𝙞𝙫𝙚𝙣𝙙𝙤 𝙖 𝙚𝙫𝙚𝙣𝙩𝙞@𝙚-𝙘𝙧𝙚𝙢𝙖𝙣𝙤.𝙞𝙩. - Michele Carbone - Sindaco di San Giorgio a Cremano

È aperto il bando per il Concorso Cortometraggi del Cremano Film Festival 2026!

Il cinema incontra l’Intelligenza Artificiale e San Giorgio a Cremano diventa laboratorio del cinema di domani. È questa la grande novità della 4° edizione del Cremano Film Festival, la manifestazione cinematografica che dal 18 settembre all’8 novembre 2026 porterà nella città di Massimo Troisi proiezioni di opere prime e cortometraggi, incontri con grandi protagonisti del cinema, masterclass e percorsi di formazione dedicati soprattutto alle nuove generazioni.

Diretto da Massimo De Matteo, il Festival rinnova il proprio legame con la tradizione cinematografica della città, ma compie quest’anno un deciso passo verso il futuro: per la prima volta il programma dedica infatti un ruolo centrale al rapporto tra cinema tradizionale e Intelligenza Artificiale, riflettendo sulle opportunità creative offerte dalle nuove tecnologie, le trasformazioni nel lavoro audiovisivo e le questioni etiche che accompagnano questa rivoluzione.

Il tutto a partire da una parola chiave: empatia. Non soltanto un tema cinematografico, ma una vera lente attraverso cui leggere la società contemporanea e il rapporto con l’altro. Il Cremano Film Festival è finanziato con fondi messi a disposizione dalla Regione Campania, con la Legge regionale n. 6 del 30 luglio 2026, relativa all’Assestamento del Bilancio di previsione finanziario per il triennio 2026-2028 e variazione di Bilancio.

Il Festival vuole interrogarsi su come cambierà il modo di scrivere, girare, montare e produrre un film e, soprattutto, su quale spazio resterà alla sensibilità e alla creatività umana. È proprio per questo che l’IA sarà affrontata attraverso masterclass “Live Action vs A.I.?” rivolta ai giovani fra i 18 e i 40 anni e una quota di partecipanti sarà riservata agli studenti delle scuole superiori. 

La masterclass è gratuita previa prenotazione ed è finanziata dalla L.R. 14/2002 relativa al Premio Massimo Troisi. Si articolerà in tre incontri, dal 26 al 28 ottobre e i partecipanti diventeranno protagonisti di un percorso che attraverserà tutti i passaggi della creazione cinematografica.

  • Il 26 ottobre, con il laboratorio curato da Federico Luglio, regista produttore e fondatore di AI Movie Awards – AIMA, gli studenti lavoreranno alla creazione audiovisiva attraverso l’Intelligenza Artificiale, partecipando a un vero hackathon creativo.
  • Il 27 ottobre, grazie alla collaborazione con Pigrecoemme, scuola napoletana di cinema diretta da Rosario Gallone, i ragazzi entreranno invece in un vero set cinematografico e realizzeranno un breve film attraverso le tecniche tradizionali.
  • Il 28 ottobre sarà il momento del confronto: un panel metterà faccia a faccia cinema tradizionale e cinema realizzato con l’IA. La stessa giornata ospiterà la premiazione dei migliori cortometraggi delle due sezioni del concorso, tradizionale e IA.

A decidere, questa volta, saranno proprio gli studenti, chiamati a esprimere il proprio voto. Un modo concreto per trasformare il pubblico più giovane da semplice spettatore a autore, osservatore critico e protagonista del dibattito sul futuro dell’audiovisivo.

IL 18 SETTEMBRE GRAN GALA’ DI APERTURA NEL LUOGO SIMBOLO DI “RICOMINCIO DA TRE”

Il sipario sulla quarta edizione si alzerà venerdì 18 settembre 2026, nel suggestivo cortile settecentesco di Villa Vannucchi, luogo particolarmente significativo per la storia cinematografica della città, legato alla prima scena di Ricomincio da tre di Massimo Troisi. Qui sarà apposta una targa ricordo di quella scena iconica dell’opera prima di Troisi, mentre Lello Arena, dal vivo, rievocherà quel momento.

Con lui anche il gruppo di amici di Massimo: Patrizio Rispo, Carmine Faraco e Peppe Borrelli. Momento centrale della serata sarà poi il Premio alla Carriera al Maestro Mariano Rigillo, che sarà consegnato dall’attore Massimiliano Gallo. Sarà presentata anche la madrina ormai consolidata del Festival, Nunzia Schiano e saranno presenti attori, registi, sceneggiatori e produttori. Ad accompagnare la serata le musiche dal vivo del pianista Giuseppe Ganzerli e del violinista Vincenzo Bilo. La conduzione sarà affidata al giornalista Enzo Agliardi e a Roberta “Proxy” Ricci, mentre la regia sarà curata da Gianni Parisi.

DAL 24 OTTOBRE ALL’8 NOVEMBRE, PROIEZIONI GRATUITE DI CINQUE OPERE PRIME, IN VILLA BRUNO.

  • 24 ottobre ore 20.30 – Avemmaria, di Fortunato Cerlino;
  • 25 ottobre ore 20.30 – Da cosa nasce cosa, di Gino Rivieccio;
  • 5 novembre ore 20.30 – Strike – Figlio di un’era sbagliata, di Gabriele Berti;
  • 6 novembre ore 20.30 – Notte fonda, di Giuseppe Miale di Mauro;
  • 7 novembre ore 20.30 – La Salita, di Massimiliano Gallo;

Saranno presenti in sala attori, registi e produttori delle opere in rassegna.

L’8 NOVEMBRE ALLE ORE 20.30 IN VILLA VANNUCCHI, SERATA CONCLUSIVA DEL CREMANO FILM FESTIVAL CON LE PREMIAZIONI DEI CORTI IN CONCORSO.

“San Giorgio a Cremano ha costruito una parte importante della propria identità intorno al cinema – dichiara il Sindaco di San Giorgio a Cremano, Michele Carbone – Oggi abbiamo il dovere di custodire questa memoria, ma anche di guardare avanti. Il Cremano Film Festival rappresenta proprio questo: la capacità di trasformare la nostra storia in un’opportunità per il futuro. Portare l’Intelligenza Artificiale dentro il Festival e coinvolgere direttamente i giovani significa offrire loro gli strumenti per comprendere una trasformazione che riguarderà profondamente il futuro professionale e culturale”.

«Questa edizione rappresenta un’evoluzione importante del progetto – afferma il Vicesindaco e Assessore alla Cultura Pietro De Martino – Abbiamo voluto costruire un Festival capace di tenere insieme la grande tradizione cinematografica della nostra città, la valorizzazione dei talenti e una riflessione concreta sulle trasformazioni che stanno attraversando il mondo dell’audiovisivo. L’attenzione ai giovani e all’Intelligenza Artificiale è una scelta precisa: vogliamo che San Giorgio a Cremano sia un luogo nel quale si produce cultura, si fa formazione e si costruiscono nuove opportunità».

«Il cinema è sempre stato tecnologia, innovazione e capacità di interpretare il proprio tempo – spiega il direttore artistico Massimo De Matteo – Oggi l’Intelligenza Artificiale rappresenta una trasformazione che non possiamo ignorare. Il nostro compito non è stabilire se sia buona o cattiva, ma capire come può essere utilizzata, quali opportunità offre e quali interrogativi pone. Per questo abbiamo voluto che fossero soprattutto i ragazzi a confrontarsi con essa. Il Festival diventa così un laboratorio nel quale tradizione e innovazione non si combattono, ma dialogano». Tra le collaborazioni del Festival figurano Giffoni Film Festival, Procida Film Festival, Fantasy Day, College of Charleston. Sponsor tecnico: Pepsi.

Collaborazioni: Giffoni Film Festival, College of Charleston, Fantasy Day, Procida Film Festival. Sponsor tecnico PEPSI
Sostegno: finanziato con fondi messi a disposizione dalla Regione Campania (Legge regionale n. 6 del 30 luglio 2026) - Cremano Film Festival  

Programma – IV Edizione del Cremano Film Festival

San Giorgio a Cremano: Laboratorio del cinema di domani

Di seguito il calendario completo degli eventi:

L’Inaugurazione (Evento di apertura)

Data: Venerdì 18 settembre

Luogo: Cortile settecentesco di Villa Vannucchi

Dettagli: La rassegna si è aperta nel luogo simbolo della celebre prima scena di Ricomincio da tre. La serata, condotta da Enzo Agliardi e Roberta “Proxy” Ricci con la regia di Gianni Parisi, ha visto lo svelamento di una targa ricordo e un commosso omaggio a Fiorenza Marcheggiani (l’indimenticabile Marta della pellicola), rievocata da Lello Arena assieme a Patrizio Rispo, Carmine Faraco e Peppe Borrelli.

Riconoscimenti speciali: Consegna del Premio alla Carriera al Maestro Mariano Rigillo (conferito da Massimiliano Gallo) e presentazione della madrina ufficiale Nunzia Schiano. Accompagnamento musicale dal vivo di Giuseppe Ganzerli (pianoforte) e Vincenzo Bilo (violino).

Masterclass gratuite: “Live Action vs A.I.?”

Un focus speciale sul confronto tra i metodi di ripresa classici e l’Intelligenza Artificiale. Gli incontri sono rivolti ai giovani tra i 18 e i 40 anni e agli studenti delle scuole superiori.

26 Ottobre: Hackathon creativo curato da Federico Luglio (regista e fondatore di AI Movie Awards – AIMA), dedicato interamente alla creazione audiovisiva tramite l’IA.

27 Ottobre: Esperienza diretta sul campo all’interno di un vero set cinematografico con tecniche tradizionali. Realizzato in collaborazione con la scuola napoletana Pigrecoemme, diretta da Rosario Gallone.

28 Ottobre: Panel di confronto diretto tra cinema tradizionale e Intelligenza Artificiale. A seguire, premiazione dei cortometraggi in concorso, votati direttamente dagli studenti.

Rassegna Cinematografica: Proiezioni gratuite

Luogo: Villa Bruno | Orario: 20:30

Una rassegna imperdibile di opere prime proiettate alla presenza diretta di registi, attori e produttori. Inoltre, come lo scorso anno, saranno proiettati i cortometraggi finalisti al concorso prima di ogni opera:

Data Film Regista

  • 24 Ottobre Avemmaria Fortunato Cerlino
  • 25 Ottobre Da cosa nasce cosa Gino Rivieccio
  • 5 Novembre Strike – Figlio di un’era sbagliata Gabriele Berti
  • 6 Novembre Notte fonda Giuseppe Miale di Mauro
  • 7 Novembre La Salita Massimiliano Gallo
La Serata Finale e le Premiazioni
  • Data: Domenica 8 novembre
  • Orario: 20:30
  • Luogo: Villa Vannucchi

  • Ciak, si impasta! Molino Scoppettuolo va al cinema.
    Fieri di essere sponsor ufficiale della IV Edizione del Cremano Film Festival. Quando la passione per le nostre tradizioni si unisce all'amore per il grande schermo, nascono sempre grandi capolavori. Vi aspettiamo a San Giorgio a Cremano per vivere insieme le grandi emozioni del cinema d'autore!   Dal 18 Settembre all'8 Novembre 2026 San Giorgio a Cremano

Ercolano, dopo il restauro riaprono al pubblico la Casa dell’Atrio a Mosaico e la Casa a Graticcio

Dopo decenni di chiusura, la Casa dell’Atrio a Mosaico e la Casa a Graticcio tornano accessibili al pubblico ed entrano nel percorso di visita del Parco Archeologico di Ercolano. Due dimore molto diverse tra loro, ma entrambe straordinarie per tecniche costruttive e ricchezza di reperti e decorazioni, che segnano una nuova tappa del Progetto Domus.

Per chi visita, le novità sono concrete. Le due case aprono una finestra sul modo di abitare una città romana di duemila anni fa.

Da una parte, la Casa dell’Atrio a Mosaico, un’ampia e sfarzosa dimora affacciata sul mare, in cui gli effetti catastrofici dell’eruzione del ’79 d.C. sono ben visibili non solo nei numerosi elementi in legno carbonizzato rinvenuti, ma soprattutto nel suggestivo pavimento dell’atrio, che mostra i segni del peso del materiale vulcanico che per quasi due millenni ne ha nascosto la bellezza. Si potrà passeggiare lungo il giardino e ammirare gli ambienti restaurati che vi si affacciano, ricchi di preziosi intonaci e controsoffitti finemente decorati. Dallo splendido salone monumentale, l’Oecus Aegyptius, si vedrà il grande atrio con il maestoso e suggestivo mosaico pavimentale da cui la casa prende il nome.

Dall’altra, la Casa a Graticcio, è invece un edificio più modesto, una sorta di piccolo “condominio”, con bottega al piano terra e alloggi al primo piano che conservano ancora intatto il loro arredo. Inoltre, offre scorci inaspettati e del tutto nuovi; si tratta della prima casa in cui il pubblico potrà accedere ad un primo piano ed ammirare dall’alto il percorso lungo il cardo IV, l’antica strada di età imperiale che in antico conduceva al mare.

«La riapertura della Casa dell’Atrio a Mosaico e della Casa a Graticcio – dichiara il Direttore generale Musei Luca Mercuri – rappresenta un risultato importante per Ercolano e un esempio concreto delle politiche di valorizzazione, fruizione e accessibilità che la Direzione generale Musei ha strutturato e promosso negli ultimi anni su scala nazionale.

Il Parco archeologico di Ercolano si conferma un modello di buone pratiche, capace di coniugare l’attenzione alla manutenzione e alla conservazione programmata del patrimonio con il progressivo ampliamento delle opportunità di visita e di conoscenza. La lunga e proficua collaborazione con il Packard Humanities Institute dimostra inoltre il valore di una cooperazione tra pubblico e privato fondata sulla condivisione degli obiettivi e sulla continuità degli interventi.

È proprio questa capacità di integrare conservazione, ricerca e accessibilità, attraverso una progettualità di lungo periodo, a rendere l’esperienza di Ercolano particolarmente significativa per l’intero sistema museale nazionale».

«Restituire al pubblico due case rimaste chiuse per decenni significa aprire le porte a luoghi straordinari per architettura, decorazioni e stato di conservazione. Ma significa anche mostrare un modo di lavorare: con il Progetto Domus consideriamo le dimore come parti di un unico patrimonio da conservare e mantenere nel tempo.

La riapertura non chiude il lavoro, è una tappa di un percorso continuo di cura e tutela, che portiamo avanti con il Packard Humanities Institute, grazie ad un partenariato pubblico-privato attivo a Ercolano da oltre venticinque anni», dichiara Federica Colaiacomo, Direttrice del Parco Archeologico di Ercolano.

Con queste due riaperture il programma dedicato a sei tra le dimore più importanti del sito compie un ulteriore passo avanti. Avviato per recuperare edifici che nel corso degli anni avevano accumulato numerose criticità, tra coperture deteriorate, esposizione agli agenti atmosferici e fragilità delle strutture antiche, il programma ha già consentito di restituire al pubblico la Casa del Colonnato Tuscanico e la Casa del Sacello di Legno, riaperte nel marzo 2025, e la Casa del Mobilio Carbonizzato, tornata accessibile nel luglio 2026.

L’arch. Jane Thompson, incaricata della gestione della collaborazione pubblico-privata per conto delle fondazioni Packard dal suo esordio nel 2001, dichiara: «Si è trattato di affrontare una grande sfida conservativa, un lavoro lungo, meticoloso e molto complesso, perché qui ad Ercolano da tempo si è scelto di misurarsi non solo con la materia antica, ma anche con i restauri realizzati all’epoca dello scavo a cielo aperto condotto da Amedeo Maiuri, di cui celebreremo il centenario l’anno prossimo».

Questa scelta ha permesso di affrontare via via le situazioni più critiche e, allo stesso tempo, di creare le condizioni per una manutenzione continua degli edifici già recuperati. Raggiunte le condizioni di sicurezza e conservazione necessarie per la riapertura, il lavoro continuerà sugli apparati decorativi e sugli arredi che richiedono ulteriori interventi. Altre attività già inserite nella programmazione del Parco permetteranno di completare progressivamente il recupero delle case e di ampliare nel tempo gli spazi visitabili.

Il Progetto Domus conferma così l’impegno del Parco per una conservazione che non si esaurisce nel singolo intervento, ma prosegue con manutenzione, monitoraggio e nuove fasi di lavoro. Restituire al pubblico luoghi rimasti a lungo chiusi significa ampliare l’esperienza di visita e garantire che la riapertura sia parte di un percorso continuo di cura e tutela.

Alla presentazione hanno fatto gli onori di casa la Direttrice Federica Colaiacomo e i rappresentanti del Packard Humanities Institute e del suo braccio operativo in Italia l’Istituto Packard per i Beni Culturali.

Scheda Casa Atrio a mosaico

Scheda Casa a Graticco

Scheda Progetto Domus

TERME SUBURBANE · VISITE AL CANTIERE OGNI SABATO DI NOVEMBRE

Sabato 7, 14, 21 e 28 novembre 2026 – prenotazioni aperte

Terme Suburbane di Ercolano: a novembre quattro sabati per scoprire il cantiere di restauro 

Proseguono a novembre le visite guidate al cantiere di restauro delle Terme Suburbane del Parco Archeologico di Ercolano, il complesso termale meglio conservato del mondo romano. Appuntamento ogni sabato, il 7, 14, 21 e 28 novembre 2026, per conoscere da vicino gli ambienti e le attività di conservazione in corso, in attesa della riapertura permanente del monumento.

Il ciclo si avvia verso la conclusione: dopo novembre restano soltanto gli ultimi due sabati, il 5 e il 12 dicembre. Le date già svolte hanno registrato il tutto esaurito, per questo si consiglia di prenotare in anticipo.

Come si visita. Gruppi contingentati di massimo 15 partecipanti, accompagnati dal personale del Parco e muniti di caschetto protettivo, con materiali di approfondimento accessibili tramite QR Code. La visita dura circa un’ora e il punto di raccolta è la Terrazza di Marco Nonio Balbo.

Turni del sabato. Mattina: 9:30 (italiano), 10:30 (inglese), 11:30 (italiano). Pomeriggio: 14:30 (italiano), 15:30 (inglese).

Biglietti. Biglietto integrato (Parco archeologico + Terme Suburbane) 21,00 euro; cittadini UE ed extra-UE (in reciprocità) tra 18 e 25 anni 7,00 euro; gratuito per i minori di 18 anni (i minori di 12 accompagnati da un adulto) e per i soggetti esenti a norma di legge. Prenotazioni online e in biglietteria tramite CoopCulture e i canali ufficiali del Parco.

martedì 3 novembre 2026

Comune di Torre del Greco - “Io leggo perché” dal 7 al 15 novembre

“𝐈𝐎 𝐋𝐄𝐆𝐆𝐎 𝐏𝐄𝐑𝐂𝐇𝐄'. 𝐃𝐎𝐍𝐈𝐀𝐌𝐎 𝐔𝐍 𝐋𝐈𝐁𝐑𝐎 𝐀𝐋𝐋𝐄 𝐒𝐂𝐔𝐎𝐋𝐄": 𝐝𝐚𝐥 𝟕 𝐚𝐥 𝟏𝟓 𝐧𝐨𝐯𝐞𝐦𝐛𝐫𝐞, 𝐩𝐞𝐫 𝐨𝐠𝐧𝐢 𝐥𝐢𝐛𝐫𝐨 𝐚𝐜𝐪𝐮𝐢𝐬𝐭𝐚𝐭𝐨 𝐩𝐫𝐞𝐬𝐬𝐨 𝐥𝐞 𝐥𝐢𝐛𝐫𝐞𝐫𝐢𝐞 𝐚𝐝𝐞𝐫𝐞𝐧𝐭𝐢 𝐚𝐥𝐥'𝐢𝐧𝐢𝐳𝐢𝐚𝐭𝐢𝐯𝐚, 𝐢𝐥 𝐂𝐨𝐦𝐮𝐧𝐞 𝐬𝐢 𝐢𝐦𝐩𝐞𝐠𝐧𝐚 𝐚 𝐝𝐨𝐧𝐚𝐫𝐞 𝐚𝐥𝐥𝐞 𝐬𝐜𝐮𝐨𝐥𝐞 𝐮𝐧 𝐬𝐞𝐜𝐨𝐧𝐝𝐨 𝐥𝐢𝐛𝐫𝐨 𝐬𝐜𝐞𝐥𝐭𝐨 𝐝𝐢𝐫𝐞𝐭𝐭𝐚𝐦𝐞𝐧𝐭𝐞 𝐝𝐚𝐠𝐥𝐢 𝐬𝐭𝐮𝐝𝐞𝐧𝐭𝐢

Attuare sul territorio cittadino politiche di diffusione del libro e della lettura, coinvolgendo in primis il mondo delle scuole, rendendo protagonisti i ragazzi e le famiglie con il proposito di concretizzare la rete creata con la sottoscrizione del patto delle lettura e portare avanti le finalità del patto educativo. Sono i propositi che hanno spinto l’amministrazione comunale ad aderire, anche per quest’anno, all’iniziativa nazionale “Io leggo perché. Doniamo un libro alle scuole”, che celebra la sua undicesima edizione.

I concetti sono contenuti in una lettera che l’assessore alla pubblica istruzione Mariateresa Sorrentino e il dirigente Gaetano Camarda hanno inviato ai dirigenti scolastici delle scuole cittadine di ogni ordine e grado, attraverso la quale si informa come “dal 7 al 15 novembre, il Comune di Torre del Greco, per ogni libro acquistato dagli studenti presso le librerie aderenti, si impegna a donare alle scuole cittadine un secondo libro scelto direttamente dai medesimi studenti, fino a concorrenza delle risorse finanziarie stanziate”.

Nell’apposito capitolo di bilancio, da ciò che si legge nella delibera approvata a inizio ottobre dalla giunta di Torre del Greco, sono stanziati 10mila euro. Le librerie torresi accreditate per l’edizione 2026, così come si può evincere dal sito www.ioleggoperche.it sono Alfabeta Bookstore, Digital Group, Le meraviglie di Alice, Controcorrente, Duemme e Tuttoscuola.

venerdì 30 ottobre 2026

Torre Annunziata | Cinema Teatro Nexus - Campania Host to Host

Si è chiuso al Cinema Teatro Nexus di Torre Annunziata, nella Sala Nike, il progetto Campania Host to Host, promosso da F.I.T.A. Campania con F.I.T.A. Napoli e F.I.T.A. Salerno, in collaborazione con l’associazione Naïf. 

  • Dopo la presentazione del progetto hanno portato i saluti istituzionali 
  • Vincenzo Ascione, presidente di F.I.T.A. Campania, 
  • la referente del progetto, Silvia Iovene, del Liceo Artistico Statale «Giorgio de Chirico» 
  • la referente del progetto, Imma Di Maio,
  • la dirigente scolastica Agata Esposito dell’I.I.S. «G. Marconi», e 
  • il consigliere regionale Ciro Buonaiuto. 

Il progetto, dedicato all’educazione digitale tra generazioni, ha coinvolto oltre 100 studenti di otto classi delle due scuole e ne coinvolgerà altrettanti quest’anno. Nell’anno scolastico 2025/2026 ogni classe ha realizzato un video di valorizzazione del territorio con il coinvolgimento di un’associazione locale, tra cui Savoia, Legambiente, A.I.A., Archeoclub, Pro Loco Oplonti Marina del Sole, Eirene e la Fondazione Don Bosco. Le associazioni sono entrate nei video in modi diversi: come soggetto del racconto, come collaboratrici o incontrando i ragazzi per ragionare con loro sul lavoro.

Il valore del percorso sta soprattutto nel metodo. Le associazioni, i formatori e i tutor hanno accompagnato il lavoro senza sostituirsi ai ragazzi, che hanno dovuto dividersi i compiti, prendere decisioni insieme e acquisire le competenze necessarie per progettare, girare e montare i video. L’obiettivo non era un risultato perfetto, il focus del progetto è piuttosto l’esperienza di portare a termine in gruppo un progetto concreto, con una scadenza e un pubblico, e acquisire gli strumenti per raccontare – e dunque conoscere – il proprio territorio.

Gli otto video sono stati proiettati in sala e presentati da piccoli gruppi di studenti per ogni classe, insieme ai rappresentanti delle associazioni. Sono intervenuti, tra gli altri, Lucio D’Avino, presidente del settore giovanile e della scuola calcio del Savoia insieme al giocatore Dani Muñoz, Elisa Esposito per l’Archeoclub, Gianluca Mertino, Michele Esposito e Matto De Nicola per l’associazione A.I.A. e Rino Balzano per la Fondazione Don Bosco.

«La manifestazione di oggi ha permesso ai ragazzi di presentare il lavoro che essi stessi hanno realizzato sin dall’ideazione e fino alla produzione e realizzazione.

Questi corti non sono solo opere audiovisive ma ci fanno conoscere la forza e la capacità che questi ragazzi, quando stimolati, sanno mettere in campo.

A loro, auguro di aprire gli orizzonti e non fermarsi a quello che li circonda e mettere passione in tutto ciò che amano fare, dallo sport alle discipline artistiche, non devono porsi limiti, solo questo può rendere la loro vita un capolavoro»

-Vincenzo Ascione, Presidente di F.I.T.A. Campania.

Pompei e FAO insieme per i giovani. L’antica città diventa una “scuola di sostenibilità”

Studenti guidati tra vigneti e acquedotti per scoprire come le tecniche del passato possono aiutare il pianeta e trasformare l'agricoltura di domani

L’Organizzazione delle Nazioni Unite per l’Alimentazione e l’Agricoltura (FAO), in collaborazione con il Parco Archeologico di Pompei, ha lanciato "Pompei sostenibile - Junior" un’edizione speciale per i giovani dell’itinerario educativo introdotto nel 2025. Attraverso visite guidate condotte da esperti della FAO e del Parco, gli studenti delle scuole locali hanno esplorato come le lezioni del passato possano ispirare scelte più sostenibili per il futuro.

Il 28 e il 29 ottobre, sulla scia del successo riscosso dal lancio dell’iniziativa lo scorso anno, gli studenti delle scuole medie e superiori hanno esplorato la città antica attraverso una prospettiva orientata al futuro.

Le visite hanno mostrato le iniziative di sostenibilità presenti in tutto il sito archeologico, introducendo al tempo stesso il lavoro della FAO volto a trasformare i sistemi agroalimentari. L’evento ha inoltre celebrato la collaborazione in corso tra la FAO e il Parco Archeologico, mettendo in luce il loro impegno comune a favore della sostenibilità, dell’educazione e del patrimonio culturale, e dimostrando come le conoscenze tradizionali e l’innovazione, sia del passato che del presente, possano contribuire a plasmare un futuro più sostenibile.

Imparare dal passato

Le visite guidate hanno permesso agli studenti di esplorare i legami tra il vasto patrimonio archeologico di Pompei e alcune delle sfide più urgenti che dobbiamo affrontare oggi in tema di sostenibilità.

L’itinerario ha dato modo ai partecipanti di riflettere sulle dimensioni ambientali, sociali ed economiche della sostenibilità, mostrando come una gestione responsabile del territorio, dell’acqua e delle risorse naturali abbia contribuito alla prosperità e al benessere dell’antica Pompei e come possa essere determinante ancora oggi.

Questi temi sono stati collegati al lavoro della FAO finalizzato a migliorare la sicurezza alimentare e la nutrizione, promuovendo la gestione sostenibile delle risorse naturali.

Lungo il percorso, gli studenti hanno visitato antiche case, giardini, vigneti e terme. Ogni sito è stato scelto non solo per il suo valore storico e culturale, ma anche per il punto di vista che offre su tematiche attuali come una dieta sana, la gestione delle risorse idriche, la biodiversità, la resilienza climatica, i sistemi alimentari, l'innovazione e l'inclusione sociale.

Come ha sottolineato Clara Velez Fraga, Responsabile della Divisione Outreach e Promozione della FAO «Pompei è un luogo dove la storia incontra un territorio vivo, dove il patrimonio culturale convive con l’agricoltura, le tradizioni alimentari, il paesaggio e le comunità che lo abitano».

Collegando il patrimonio archeologico alle sfide di oggi, l’esperienza ha messo in luce l’importanza di una gestione responsabile delle risorse e la resilienza delle comunità nel corso del tempo.

Patrimonio, agricoltura e sostenibilità

Particolare attenzione è stata data ai sistemi agroalimentari sostenibili, un pilastro del mandato della FAO nel raggiungere la sicurezza alimentare per tutti. Esplorando orti, alberi da frutto, colture, vigneti e antichi sistemi idrici, gli studenti hanno scoperto come la gestione del cibo, dell’acqua e delle risorse naturali abbia plasmato la vita a Pompei.

Durante del percorso, hanno affrontato tematiche che trovano riscontro in diversi Obiettivi di Sviluppo Sostenibile, tra cui “Fame zero” (SDG 2), “Istruzione di qualità” (SDG 4), “Acqua pulita e servizi igienico-sanitari” (SDG 6), “Consumo e produzione responsabili” (SDG 12), “Azione per il clima” (SDG 13) e “Vita sulla terra” (SDG 15).

L’itinerario ha collegato il patrimonio di Pompei al lavoro della FAO, mostrando come le conoscenze tradizionali, le pratiche sostenibili e l’innovazione possano contribuire alla creazione di comunità resilienti ed ecosistemi sani.

Gli studenti hanno inoltre avuto modo di conoscere l’impegno più ampio del Parco Archeologico di Pompei in materia di sostenibilità e coinvolgimento della comunità. Iniziative come “Sogno di Volare”, che coinvolge gli studenti delle scuole secondarie locali attraverso il teatro e la partecipazione culturale, dimostrano come il patrimonio possa fungere da piattaforma per l’educazione, l’inclusione e la cittadinanza attiva.

Più che una semplice visita a un sito archeologico, l’iniziativa ha invogliato i giovani a riflettere sui legami indissolubili tra cibo, acqua, cultura e benessere, nonché sul ruolo che possono avere nel delineare il futuro.

«Pompei non è soltanto una straordinaria testimonianza del passato – dice il direttore del Parco Archeologico di Pompei, Gabriel Zuchtriegel – ma un modello vivo e attuale da cui ripartire per costruire il nostro futuro. Attraverso la collaborazione con la FAO e il progetto “Pompei Sostenibile”, vogliamo mostrare come l'antica città custodisca risposte sorprendentemente moderne alle sfide ambientali di oggi. Riscoprire le tecniche agricole degli antichi romani, la loro capacità di gestione delle risorse idriche e il profondo rispetto per i ritmi della terra significa riappropriarsi di una cultura dell'armonia con la natura. Trasmettere questo patrimonio alle nuove generazioni vuol dire insegnare ai più giovani che la tutela dell'ambiente e la sicurezza alimentare affondano le radici nella nostra storia: custodire il passato è il primo passo per coltivare un futuro sostenibile».

Da Pompei al FAO MuNe a Roma

Nel primo anniversario di FAO MuNe, il Museo e Rete per l’Alimentazione e l’Agricoltura, “Pompei Sostenibile” incarna la visione del museo come struttura diffusa che va oltre i confini di un singolo luogo.

Attraverso partnership con istituzioni quali il Parco Archeologico di Pompei, FAO MuNe mette in relazione luoghi, persone e conoscenze, creando ponti tra il patrimonio culturale e il dibattito contemporaneo su alimentazione, agricoltura e sostenibilità. Il collegamento tra Pompei e FAO MuNe a Roma dimostra come la cultura, la storia e l’innovazione possano coinvolgere le nuove generazioni nella comprensione delle sfide globali attuali.

Grazie a questa collaborazione, la FAO e il Parco Archeologico rafforzano il valore educativo del patrimonio culturale come ponte tra passato e presente. Il progetto mette in luce come le conoscenze tradizionali, l’esperienza vissuta e l’innovazione possano contribuire ad alimentare il dibattito su alimentazione, agricoltura e sostenibilità, dimostrando al contempo il potere dei musei e dei siti del patrimonio culturale come spazi di apprendimento, dialogo e riflessione.

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giovedì 29 ottobre 2026

“Donne & Biosfera: storie da raccontare”, Concorso fotografico internazionale

Ci sono storie di donne che ogni giorno contribuiscono alla tutela della biodiversità, alla salvaguardia dell'ambiente e alla crescita delle comunità, storie che meritano di essere raccontate.
Nasce “Donne & Biosfera: storie da raccontare”, il concorso fotografico internazionale promosso dalle Riserve della Biosfera MAB UNESCO dell'Appennino Tosco-Emiliano, del Po Grande e del Delta del Po, con il sostegno della Regione Emilia-Romagna.
Tre categorie per raccontare attraverso la fotografia il legame tra donne, natura e sostenibilità:
L'acqua è Donna - La vita, l'acqua e la fragilità degli ecosistemi.
La società è Donna - Le comunità, le tradizioni e la memoria dei territori.
La professione è Donna - Il lavoro, la ricerca e l'impegno per l'ambiente.
Il concorso è aperto gratuitamente a fotografi professionisti e appassionati di tutto il mondo, con la possibilità di raccontare anche territori e realtà al di fuori delle Riserve promotrici.
La scadenza del concorso è fissata il 20 gennaio 2027, in palio ci sono oltre 5.000 € di premi.
Ogni fotografia può dare voce a una storia. La prossima potrebbe essere la tua!
Regolamento e candidature: www.mabphoto.it

Un'iniziativa promossa dalle Riserve della Biosfera MAB UNESCO Appennino Tosco-Emiliano, Po Grande e Delta del Po, con il contributo della Regione Emilia-Romagna - Settore Aree Protette, Foreste e Sviluppo Zone Montane. - Ente Parco Nazionale del Vesuvio

Parco Archeologico di Pompei - L’armadio di una donna che non tornò più

La scoperta in una casa di medie dimensioni, in soppalco due topi

La memoria di una vita, racchiusa in un armadio che non fu mai più riaperto e che ora è tornato alla luce a Pompei grazie al lavoro degli archeologi. L’armadio, perfettamente ricostruibile grazie ai dati di scavo, si trovava nell’area centrale della città sepolta dal Vesuvio, nella casa IX 11, 7 o di Cornelius Maximus, sull’affollatissima – allora come oggi – via dell’Abbondanza.
Sembra di essere davanti a un racconto, che rievoca la vita di una donna di Pompei, prima della distruzione del sito nel 79 d.C. Un ritratto in cui c’è la bellezza, le abitudini personali, ma anche l’attività commerciale: utensili per truccarsi (pinzetta, stemperatoio), un balsamario in vetro, un bruciaprofumi per riempire la casa di belle fragranze, una lucerna bronzea, a fianco a pesi di piombo, verosimilmente usati per un’attività commerciale di vendita e sistemati in una cassettina lignea di cui restano labili tracce.
Inoltre, vasi e pentole di bronzo, di vetro e di ceramica: oggetti di uso quotidiano, ma forse anche carichi di ricordi, come nel caso di un boccalino raffinato decorato con scaglie di pigna. Un alto valore di memoria aveva sicuramente la collana composta da almeno ventiquattro oggetti miniaturistici di faïence, osso, pasta vitrea e cristallo di rocca, tutti con foro di sospensione e rappresentanti divinità (si riconoscono Bes e Mercurio), piedi e mani, pigne e grappoli.
In passato a volte ritenuti oggetti “magici” per fatture e filtri, in realtà si tratta dei cosiddetti crepundia, letteralmente “sonagli”: collane con amuleti che si davano ai bambini per proteggerli, ma anche per sentirli quando si muovevano. Capitava che anche le persone adulte li conservassero, spesso in cassettine o, come in questo caso, in sacchetti di stoffa all’interno di armadi, evidentemente quali ricordi di un’infanzia di cui talvolta restava poco altro: il mondo romano era contraddistinto da un’elevata mobilità geografica a tutti i livelli, dagli schiavi ai ricchi commercianti, così che molte persone si trovavano a vivere lontano da parenti e genitori e dai luoghi dell’infanzia.
Un altro segreto custodito dall’armadio ritrovato negli scavi consiste in un piccolo tesoretto di monete: sono 38, tutte in bronzo, conservate in una “cistella”, un piccolo contenitore realizzato in materiale vegetale con la tecnica d’intreccio, di cui sono stati analizzati i resti recuperati durante lo scavo. La presenza delle monete, in particolare, lascia supporre che la proprietaria o i proprietari non abbiano avuto il tempo per recuperare gli oggetti di valore, economico o emotivo.
Se erano in città nel momento della catastrofe, avranno tentato la fuga; così se sono riusciti a scappare, non saranno più tornati sul posto a scavare nel sottosuolo per i propri averi, come altri di cui recenti scavi hanno rivelato le tracce. Ma forse, appunto, non ce l’hanno fatta, e potrebbero far parte di coloro che, come ricorda lo storico Tacito, morirono senza erede e i cui beni sarebbero stati utilizzati per la rifondazione di Pompei, che poi non è mai avvenuta. Sono domande destinate a rimanere aperte.
«Pompei non è soltanto un luogo di grandi opere d’arte: è anche un luogo in cui gli oggetti più comuni restituiscono la dimensione umana del passato. Il valore di questa scoperta sta nella possibilità di leggere insieme le diverse tracce di una vita: le abitudini personali, il lavoro, i ricordi. Non possiamo ricostruire con certezza l’identità di chi abitava la casa, ma questi frammenti ci avvicinano alla sua quotidianità», dichiara il direttore del Parco Archeologico, Gabriel Zuchtriegel.
Intanto, lo scavo ha potuto chiarire alcuni aspetti della casa in cui si trovava l’armadio. La facciata della dimora, attribuita dubitativamente a un personaggio di nome Cornelius Maximus in base al rinvenimento di iscrizioni ora non più visibili, era già stata scavata nel 1912. Solo ora, però, è avvenuta l’indagine di una parte degli ambienti retrostanti, nell’ambito del grande progetto di restauro e accessibilità dell’adiacente Insula dei Casti Amanti.
Anche se la conoscenza della casa rimane parziale, ci sono alcuni dati di grande interesse: da un lato, le raffinate pitture parietali di IV stile dell’ambiente con l’armadio, attribuibili alla bottega di Via di Castricio, denotano un certo tenore di vita, in linea con la posizione centrale della casa, che affaccia su una delle arterie principali della città antica.
Dall’altro lato, nel momento dell’eruzione, erano comunque in corso dei lavori vari che dovevano incidere non poco sulla vivibilità. A questo si aggiunge la scoperta di almeno due scheletri di topi, trovati all’interno di un’anfora su un soppalco. In base alle analisi del laboratorio del Parco, appartenevano verosimilmente al genere Apodemus sylvaticus, noto anche come “topo selvatico”.
Topi di questo genere vivono normalmente in ambienti naturali e giardini, da dove invadono spesso attici e luoghi di stoccaggio di abitazioni umane alla ricerca di cibo. I due individui trovati a Pompei erano non completamente maturi, come indicato dal grado di sviluppo degli scheletri – 117 frammenti minuscoli – dei roditori. La scoperta si aggiunge ad attestazioni della presenza di roditori in altri contesti vesuviani, come per esempio nei quartieri servili della villa suburbana di Civita Giuliana o nelle fogne di Ercolano, e restituisce l’immagine di una società urbana che combatteva anche con ospiti non graditi.
Per ulteriori approfondimenti consultare l’e-journal del Parco Archeologico di Pompei: https://pompeiisites.org/e-journal-degli-scavi-di-pompei/

mercoledì 28 ottobre 2026

Boscotrecase | Corso pomeridiano di 1° livello per Sommelier

Corso di 1° livello per Sommelier pomeridiano a Boscotrecase NA presso Villa Vittoria, dal 2 dicembre 2026. Quattordici lezioni settimanali di circa due ore, tutte a partire dalle 15,00 ed una visita in cantina.
Parcheggio gratuito dedicato.
Costo totale del corso €590,00 (€500,00 corso €90,00 quota associativa annua) pagamento in acconto o saldo con carta di credito o bonifico bancario per l’iscrizione seguire il seguente link:
https://myais.aisitalia.it/corsi/R15NA22026LV1114
Informazioni tel/whatsapp 328.703.3333
Ecco il programma:
02 12 26 1 - LA FIGURA DEL SOMMELIER
09 12 26 2 – VITICOLTURA
16 12 26 3 – ENOLOGIA: LA PRODUZIONE DEL VINO
23 12 26 4 – ENOLOGIA: I COMPONENTI DEL VINO
13 01 27 5 – TECNICA DELLA DEGUSTAZIONE: ESAME VISIVO
20 01 27 6 – TECNICA DELLA DEGUSTAZIONE – ESAME OLFATTIVO
27 01 27 7 – TECNICA DELLA DEGUSTAZIONE – ESAME GUSTATIVO
03 02 27 8 - SPUMANTI
10 02 27 9 – VINI PASSITI, VENDEMMIA TARDIVA, MUFFATI, ICEWEIN, LIQUOROSI, AROMATIZZATI
17 02 27 10 – LEGISLAZIONE E ENOGRAFIA NAZIONALE
24 02 27 11 – BIRRA E DISTILLATI DA CEREALI
03 03 27 12 – ALTRI DISTILLATI
10 03 27 13 – LE FUNZIONI DEL SOMMELIER
16 01 27 14 - VISITA A UNA AZIENDA VITIVINICOLA
17 03 27 15 – APPROFONDIMENTO SULLA DEGUSTAZIONE E AUTOVALUTAZIONE
Sede del corso Villa Vittoria Via Cifelli 44, 80042 Boscotrecase Na
Orario del corso 15,00
TEST ON LINE 11 3 27 ore 19,30 e 12 3 27 ore 09,30 - 
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