lunedì 9 febbraio 2026

Sant’Anastasia - Madonna dell’Arco | Stabat Mater, una mostra dedicata alla passione e morte di Cristo “con gli occhi di Maria”

Da martedì 10 febbraio, alle 17:30, la comunità dei Domenicani del Santuario Mariano di Madonna dell’Arco, in Sant’Anastasia, apre il cammino quaresimale presentando Stabat Mater, una mostra dedicata alla passione e morte di Cristo “con gli occhi di Maria”.

Una connotazione tutta mariana, dunque, per la Mostra che resterà visitabile fino alla Settimana Santa, e che prevede l’esposizione di manufatti lignei datati al XVIII e XIX secolo, di pregevole fattura e appartenenti al patrimonio storico-artistico del Santuario. Accanto a questi, opere di artisti contemporanei che hanno interpretato la Croce di Cristo nell’ambito della collettiva d’arte “Collocazione Provvisoria” curata da Giuseppe Ottaiano per Terre di Campania APS, oltre ad alcune riproduzioni fotografiche di opere d’arte presenti in prestigiosi Musei Nazionali, selezionate da Giacomo Ambrosino di Artrove ETS.

Una mostra polisemica, nella quale il legame semantico della Croce viene riletto grazie alla presenza di Maria, Madre del Redentore, che ai piedi di ogni Croce resta e resiste, offrendo presenza e vicinanza a chi soffre e prospettando, con la forza silenziosa dell’Amore, un Oltre di Speranza e di Vita. Icona perenne di compassione, Maria conduce il visitatore attraverso l’itinerario artistico, aiutandolo ad immergersi nel mistero umano e divino della sofferenza, senza chiudere gli occhi di fronte al dolore del mondo.

La Mostra è collocata nella “Sala delle esposizioni”, presso il Laboratorio Culturale Campania Bellezza del Creato, nei locali situati al piano terra del Plesso del Pellegrino.

Orari di apertura: sabato e domenica dalle 10:00 alle 13:00 e dalle 17:00 alle 19:00

È possibile prenotare una visita guidata anche in altri giorni e orari della settimana, scrivendo a  info@santuariomadonnadellarco.it                   

La mostra Stabat Mater è particolarmente indicata per le classi di catechismo di bambini e adolescenti, ai quali saranno messe a disposizione aule didattiche e catechisti esperti sull’argomento.

Il Mistero di Maria nell’Arte

In occasione dell’inaugurazione della Mostra d’Arte Stabat Mater, alle 17:30, sarà presentato il volume di Giuseppe M. Damigella O.P.: Il Mistero di Maria nell’Arte.

L’opera, pubblicata da Editrice Velar, racconta le molteplici interpretazioni del volto della Vergine ad opera di artisti eccellenti. L’autore, anch’egli artista oltre che teologo, traccia, attraverso i secoli del Cristianesimo, un racconto esperto che ci restituisce i tanti volti di Maria, tutti compresi in un unico dono di Grazia.

Nota sull’autore

“Padre Giuseppe M. Damigella conduce una ricerca artistica che nasce da un dialogo continuo tra esperienza spirituale, riflessione teologica e pratica pittorica, intrecciate con grande coerenza e profondità. Ne deriva una pittura autentica e personale, capace di trasmettere con chiarezza una visione interiore matura e consapevole. Le opere si offrono come spazi di meditazione, in cui sensibilità artistica e ricerca spirituale si incontrano con equilibrio e sincerità.

Il colore occupa un ruolo centrale nel suo lavoro ed è utilizzato con notevole libertà e sicurezza espressiva. Lontano da ogni funzione decorativa, diventa uno strumento simbolico di grande forza comunicativa, capace di generare luce, movimento e intensità emotiva. Le cromie, ricche e vibranti, sembrano nascere dall’interno della tela, restituendo una pittura vitale, luminosa e profondamente coinvolgente.

Il segno pittorico, fluido e spontaneo, rivela una mano esperta e una piena padronanza del linguaggio visivo. Senza mai risultare rigido o forzato, accompagna lo sguardo con naturalezza, invitando alla contemplazione e a un rapporto diretto e silenzioso con l’opera. La pittura si trasforma così in uno spazio di passaggio e di incontro, in cui il visibile si apre a una dimensione più profonda e il sacro si manifesta in una forma umana, accessibile e intensa.

Le composizioni mostrano un felice equilibrio tra movimento e ordine, tra libertà espressiva e attenzione alla struttura. Questa capacità di tenere insieme emozione e rigore dà vita a uno stile riconoscibile e coerente, che coinvolge lo spettatore non solo sul piano estetico, ma anche su quello interiore, offrendo un’esperienza di riflessione lenta, autentica e duratura”.

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