lunedì 3 maggio 2021

COSA CAMBIA IN 15 GIORNI?

COSA CAMBIA IN 15 GIORNI?
Da ottobre un continuo rinviare...
Ci hanno detto Natale chiusi in casa e poi...
a Pasqua, nulla è cambiato!
Continuiamo ad osservare "numeri" preoccupanti, spesso in crescita, che - da ottobre - non sono certo #ascrivibili al nostro operato o a nostra negligenza, considerato che le nostre attività sono ferme a causa di normative che attendono un #protocollo - tra l'altro -ampiamente anticipato dai media.
Riferimento successivo, l'arrivo della #primavera... ma, si perdoni la puntualizzazione, detta stagione è cominciata lo scorso 21 marzo!
Intanto, "qualificate" dichiarazioni indicano possibili nuovi scenari.
Le anticipazioni riferiscono le stesse regole del 2020, ma - nel contempo - precisano che la nuova "ripresa" dovrebbe aver vita dal prossimo #giugno, giorno 1.
Ci è #spontaneamente sorta la domanda: #perché?
È ormai prassi quasi quotidiana #annullare gli eventi, rimborsando quanto versato dai clienti a titolo di acconto, o aggiornando le date dallo scorso anno, definendo di volta in volta a 15 giorni il termine ultimo per #confermare ogni appuntamento successivo.
Ci preme, poi, evidenziare che, per parte dei contratti, la #data della stipula risale all'anno 2019, rimodulata nel 2020 e nuovamente oggi, nel 2021:
ne discende che anche il più #flemmatico - o determinato - dei clienti è fortemente tentato di #rinunciare al matrimonio, al #battesimo (di questo passo lo abbineranno alla prima #comunione), all'anniversario di una qualsivoglia #ricorrenza familiare.
La nostra richiesta è che sia data concretezza alle parole "Sarà il lavoro a portare fuori il Paese da questa emergenza" del #Presidente Sergio Mattarella, #anticipando la possibile riapertura al prossimo 15 maggio.
COSA CAMBIA IN 15 GIORNI?
Ogni giorno consumiamo risorse per le nostre Aziende.
Le aree destinate al verde richiedono la giusta #manutenzione, figlia della magnifica primavera che rappresenta, da sempre, la bellezza della Campania, del Sud, dell'Italia tutta.
Spesso gli invitati #programmano un evento in virtù di permessi concordati con i datori di lavoro: #differire ancora, significherebbe annullare anche la data 2021 dal diario di donne e uomini che, pazientemente, attendono di partecipare al "racconto" di una Nazione che guarda ad una nuova #stagione.
Alla luce dello standard raggiunto nel fine settimana appena trascorso, a tutto il 15 maggio p.v., il numero delle persone vaccinate, conterà altri 7.500.000 - settemilionicinquecentomila - (15x500.000) soggetti.
Considerati i numeri espressi, fa d'uopo evidenziare che il 15 maggio appare una data #appropriata.
Consegniamo ben volentieri, "il turno" di giugno, data 1, ad altre, possibili, nuove scelte.
COSA CAMBIA IN 15 GIORNI?
Il domani sarà la somma di tante buone scelte e - perdonateci - dopo 8 mesi, 15 giorni sono per noi, un "tempo" ancora #troppo lungo.

sabato 3 aprile 2021

#Metteteci alla prova. #Ristoranti, #Cinema, #Teatri, #Palestre.

 

#Metteteci alla prova

Da ottobre 2020, 6 mesi che al primo soffio di "vento" si decide di negare al pubblico ogni opportunità definita "non necessaria".
#Ristoranti, #Cinema, #Teatri, #Palestre.
"Limitare gli spostamenti", la frase simbolo.
Siamo sicuri che lasciando più tempo a casa i cittadini la diffusione del virus si "limiti"?
Siamo sicuri che il comportamento "naturalmente libero" tra le mura domestiche sia meno pericoloso di quello regolato da protocolli e restrizioni imposte a #Ristoranti, #Cinema, #Teatri, #Palestre?
Siamo sicuri che elargire - a debito - ristori o sostegni sia la strada giusta?
Siamo sicuri che il "coraggio" e, se concesso, "la follia" di coloro che tenacemente resistono ben sapendo che la riapertura significa costi certi e entrate limitate, meriti un diniego costante?

Proviamo a ragionare "insieme". 
Riaprire con percentuali diverse, a prescindere dalle zone di riferimento.
Come per altre attività, definite necessarie, si renda possibile a TUTTI la quotidianità, non trascurando che tra immunizzati - doppia dose - guariti dal Covid19 e coloro che rispettano rigorosamente le regole, il numero di quanti hanno diritto a vivere una "normalità regolamentata" è prossimo al 20% della popolazione maggiorenne che vive in Italia.

E, perdonateci... non raccontiamo di una Nazione che "riparte" lasciando "partire" i nostri concittadini per l'estero negando, per converso, anche una semplice pizza a pranzo in un qualsivoglia magnifico tratto della nostra Amata Terra.
#Metteteci alla prova
Riaprire a prescindere dalla colorazione dell'area, differenziando per alcune attività il numero di ingressi consentiti.



martedì 5 gennaio 2021

L'osservatorio vesuviano di Ercolano

L'osservatorio vesuviano di Ercolano 
La sede storica dell'Osservatorio Vesuviano è un elegante edificio realizzato in severo ordine neodorico, su progetto dell'architetto Gaetano Fazzini (1806-1878); i lavori di costruzione impegnarono le maestranze dal 1841 fino al 1848, anno in cui venne consegnata definitivamente la sede al direttore Macedonio Melloni, anche se l'inaugurazione dell'Osservatorio Vesuviano era già avvenuta nel 1845, in occasione del VII Congresso degli Scienziati a Napoli.Ubicata sul Colle del Salvatore, a 608 m s.l.m. è raggiungibile, con una breve deviazione, dalla strada che conduce al cratere del Vesuvio da Ercolano. La palazzina si erge su tre piani. La facciata volge a mezzogiorno e sfrutta due livelli con ingressi autonomi e corrispondenti in verticale, dei quali quello al piano nobile diventa il vero ingresso monumentale, con un pronao delimitato da un colonnato, al quale si accede tramite una scala in pietrarsa raccordata a due rampe laterali. Sulla facciata principale, due dischi in marmo portano incise le scale di una meridiana e i mesi di un calendario. Al centro, una lapide rettangolare ricorda la fondazione dell'Osservatorio per volontà del re Ferdinando II.
Ampie e panoramiche terrazze, destinate anche alle osservazioni esterne, sono ricavate sia al primo, sia al secondo piano. Al primo piano, un'elegante sala a pianta ottagonale, perciò detta Sala Ottagona, era destinata a ospitare il busto in marmo di Ferdinando II, realizzato per l'occasione da Tito Angelini (1804-1878).
Al secondo piano dell'edificio storico dell'Osservatorio Vesuviano si trova la Gran Sala - oggi Salone Palmieri - ornata con sei edicole inquadrate da lesene con capitelli e timpani decorati con cornici e iscrizioni in gesso.
Le decorazioni del soffitto furono affidate a Gennaro Maldarelli (1795-1858). Dei nove dipinti originari, solo i cinque centrali sono giunti fino a noi, fortunatamente recuperati dopo un delicato intervento di restauro recentemente condotto.
Su due pareti vi sono inoltre due iscrizioni in latino, di cui si riporta la traduzione a cura del dott. di Antonio Nazzaro, ex ricercatore dell'Osservatorio Vesuviano oggi in pensione.
L'Osservatorio Vesuviano è il più antico osservatorio vulcanologico del mondo, fondato dal re delle due Sicilie Ferdinando II di Borbone. Alla sua fondazione, che risale al 1841, la sede era situata alle pendici del Vesuvio.Fonte: Osservatorio Vesuviano - Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia.
L'Osservatorio Vesuviano fu inaugurato nel 1845 durante il VII Congresso degli Scienziati Italiani, tenutosi a Napoli. Il primo direttore fu il fisico parmense Macedonio Melloni, a cui seguì Luigi Palmieri, inventore del primo sismografo elettromagnetico (1856).
Tra i successivi direttori si ricordano Giuseppe Mercalli, Raffaele Matteucci, Giuseppe Imbò, Paolo Gasparini Giuseppe Luongo, Lucia Civetta, Giovanni Macedonio, Marcello Martini.Oggi nel vecchio sito si trovano il museo e la biblioteca storica, mentre i laboratori ed il Centro di Sorveglianza si trovano a Fuorigrotta (Napoli). 
L'osservatorio è stato costruito a due chilometri di distanza dal cratere del Vesuvio, in un periodo storico di entusiasmo per la scienza in generale e per gli studi sul magnetismo terrestre in particolare. La storia dell'Osservatorio da allora ad oggi ha alternato momenti di splendore a periodi di declino.
Dopo cinque secoli di quiete, la devastante eruzione del 1631 portò il Vesuvio ad uno stato quasi continuo di attività che indusse già alla fine del XVII secolo alla richiesta di un monitoraggio continuo dei fenomeni per prevederne il comportamento, istanza che venne addirittura promossa dal re Carlo di Borbone. Nel 1767 Giovanni Maria della Torre eseguì attenti studi di declinazioni magnetica e nella prima metà dell'Ottocento il Vesuvio era il sito vulcanico più analizzato al mondo, capace di attirare scienziati da tutto il mondo, tra i quali Charles Babbage, interessato a verificare le sue teorie sulla conduzione del calore
Le accademie scientifiche agli inizi dell'Ottocento chiesero ai vari governi la costruzione di un centro dove poter risiedere e Ferdinando II di Borbone, coadiuvato dal Ministro Nicola Santangelo, esaudì la richiesta, entrambi erano sostenitori dello sviluppo della scienza e della tecnica. Al fisico Macedonio Melloni venne assegnato, nel 1839 l'incarico di fondare l'Osservatorio meteorologico. Fu proprio quest'ultimo ad acquistare gli apparecchi magnetici e meteorologici per il sito prescelto, la Collina del Salvatore che rispondeva ai tre requisiti richiesti da Melloni: "libertà di orizzonte, vicinanza delle nubi, lontananza dalle terre circostanti".
Il 16 marzo 1848 l'Osservatorio fu finalmente consegnato a Melloni il quale, però a causa delle sue idee liberali, dopo i moti del '48 venne sollevato dall'incarico. L'interessamento del geofisico Luigi Palmieri risollevò le sorti dell'Osservatorio che nel 1856 fu completato con la costruzione di una torretta meteorologica. Palmieri realizzò il primo sismografo elettromagnetico della storia con il quale verificò la corrispondenza fra processi vulcanici e sismici. Nel 1862 Palmieri preparò un programma di ricerca costituito da una rete di stazioni di rilevamento di diversi parametri utile per poter in qualche modo anticipare l'attività vulcanica; da quel momento nasce un metodo moderno di indagine. Non mancarono i momenti drammatici per l'Osservatorio e i suoi ospiti, dato che nel 1872 venne circondato da un'ondata di lava e rimase isolato per qualche giorno.
Il successore di Palmieri alla guida del centro fu il geologo Raffaele Matteucci, che occupò le prime pagine dei giornali per un'aspra polemica con Matilde Serao frutto di un equivoco sulle reali intenzioni di Matteucci manifestate durante l'ennesima eruzione.[3] La direzione del centro, peraltro notevolmente in stato di abbandono fu rilevata da Giuseppe Mercalli che tentò di risollevarne lo Stato ma la sua tragica morte interruppe il suo lavoro. Durante la guerra gli Alleati requisirono il centro; dal 1983, durante un culmine del bradisismo flegreo, la sede operativa fu spostata in un edificio pubblico a Napoli, sulla collina di Posillipo. Oggi, la sede operativa di ricerca e sorveglianza è a Napoli, in Via Diocleziano 328, mentre la sede storica sul Vesuvio ospita un Museo vulcanologico nel quale si possono ammirare, tra l'altro, gli antichi strumenti meteorologici e geofisici ideati dagli illustri scienziati che vi hanno lavorato per oltre 150 anni. Fonte: wikipedia


martedì 8 dicembre 2020

STASI GROUP - ABIO - Associazione per il Bambino in Ospedale, NAPOLI. Panettoni Artigianali made in Italy STASI FOOD

ABIO NAPOLI, Associazione per il Bambino in Ospedale ODV, https://www.abionapoli.org, è stata fondata da Nicola Giuliano il 27 febbraio 2000 per promuovere l'umanizzazione dell’ospedale.
I volontari ABIO si occupano di sostenere e accogliere, presso i reparti pediatrici di 11 ospedali di Napoli e provincia, bambini e famiglie, al fine di attenuare i fattori di rischio di trauma psicologico derivanti dall'ingresso in una struttura ospedaliera.
ABIO NAPOLI conta al suo interno circa 500 volontari attivi.
Gli obiettivi dell’Associazione:
- ridurre al minimo il potenziale rischio di trauma psicologico che ogni ricovero presenta, collaborando con le diverse figure operanti in ospedale per attuare, ciascuno nel proprio ruolo, una strategia di attiva promozione del benessere del bambino;
- attivare il servizio ABIO nel maggior numero di reparti pediatrici della città, per far sì che ogni bambino e ogni famiglia possano contare sul sostegno qualificato dei suoi volontari;
- promuovere interventi ludici e di sostegno, per facilitare una permanenza serena all'interno del contesto ospedaliero;
- sviluppare tra operatori ed opinione pubblica una crescente attenzione alle indicazioni previste dalla Carta dei Diritti dei Bambini e degli Adolescenti in Ospedale.
Confermando una scelta da sempre espressa come volontà di essere parte attiva e di "offrire" in prima persona, al di là del proprio lavoro, STASI GROUP s.r.l., per il NATALE 2020, definisce a favore di ABIO - Associazione per il Bambino in Ospedale, NAPOLI parte della vendita dei Panettoni Artigianali made in Italy STASI FOOD realizzati per le imminenti festività.
Ognuno potrà contribuire, prenotando la fornitura desiderata attraverso il link https://www.stasifood.it, a rendere ancora più ampio l'abbraccio che tutti noi vogliamo dare "ai bambini che vivono un momento difficile".
STASI GROUP s.r.l., la direzione, i collaboratori, le donne e gli uomini che credono nella costruzione di un domani condiviso.



mercoledì 28 ottobre 2020

Restiamo in #contatto – nel rispetto del distanziamento richiesto

 

In questi mesi, più volte ci siamo attivati per offrire a tutti, clienti e amici, uno standard di sicurezza e competenza al passo con le mutate esigenze sanitarie.

Ancora una volta,  restiamo a disposizione,   
nel pieno rispetto del DPCM 24.10.2020   
tutti i giorni ivi compresa la domenica fino alle ore 18,00
per "coltivare" i Vostri e i  Nostri sogni, 
riferiti a quel domani che sin da subito, 
ci vede pronti con volontà e immutata passione.
 
Riscalderemo questo inverno offrendo idee innovative; 
restiamo in #contatto – nel rispetto del distanziamento richiesto.
Quanto prima, unendo le forze si riuscirà ad isolare il nemico invisibile.
Grazie.

#TuttipiùResponsabili

LAVIAMOCI LE MANI

INDOSSIAMO LA MASCHERINA

MANTENIAMO LA DISTANZA

DIMMI: #LoFacciamoInsieme



martedì 13 ottobre 2020

Il nostro GRAZIE, aspettando il nuovo Tempo.

 
Il nostro GRAZIE, aspettando il nuovo Tempo.

Ai clienti
ai collaboratori
alle nostre famiglie, 
ai dipendenti, 
ai nostri Sindaci, 
a tutto il mondo che affianca la parola oggi dichiarata pericolosa "festeggiare".

Dal mese di marzo a rimodellare gli spazi verdi, 
sanificare nel rispetto di tutte le regole ricevute, 
concordare nuove date, 
ascoltare, ci si perdoni, le emozioni di quanti hanno scelto di "festeggiare" come inno al Vivere, pronti a generare quel domani che si chiama Famiglia.

Solo a metà luglio, qualche prima occasione di eventi realizzati.
Il costante aggiornamento tra esigenze personali e storie quotidiane.

Provate Voi a rispondere ad occhi che sognano un futuro e perdono il lavoro.
Provate Voi a convincere una coppia a scegliere quella "Normalità" che viviamo utilizzando la mascherina.
Provate Voi a gestire la misurazione della temperatura, a differenziare gli orari di ingresso a controllare che gli ospiti rispettassero le regole anti covid19.

Provate a spiegare ai ruoli più umili di questo settore, che si considera possibile controllare le persone presso le proprie abitazioni, e si decide di non consentire la presenza superiore alle 30 persone in aree che nascono per consentirne 300.

Noi, da sempre, proviamo a trasmettere la parola "Prudenza" 
abbiamo a cuore la Vita, 
richiamiamo i nostri clienti se sbagliano, 
diversamente dalle abitazioni private, siamo facilmente controllabili,
in ogni caso, pronti a offrire un caffè.

Come sempre, vorremmo offrire soluzioni, 
l'emergenza si combatte lavorando e trasmettendo il valore delle buone scelte.

Appena sarà chiaro che ogni gesto di Vita può essere esempio concreto, riprenderemo con maggior vigore e passione 
ciò che in questi giorni siamo costretti a gestire con numeri imposti.

Noi restiamo convinti che si vince "Insieme"
Appena possibile, 
si dia fiducia alla filiera del wedding, con regole precise.
Grazie.



venerdì 2 ottobre 2020

COVID-19, NUOVO PROTOCOLLO PER IL COMPARTO MATRIMONI. Comunicato Stampa

#AreaVesuvio
02/10/2020 - Si è svolta oggi a Palazzo Santa Lucia, convocata dal Presidente Vincenzo De Luca, una riunione con l'Unità di Crisi e i rappresentanti del comparto wedding, i quali hanno segnalato la grave crisi del settore, e al termine della quale è stato annunciato un nuovo protocollo di sicurezza, in relazione alle cerimonie, che sarà più rigoroso e nel contempo darà la possibilità di svolgere le stesse nel mese di ottobre compatibilmente con la situazione epidemiologica della Campania.
Dopo l'emanazione dell'ordinanza n.74 e il relativo chiarimento, un numero considerevole di cerimonie di nozze si stanno spostando fuori Campania con possibili conseguenze non solo sul piano economico ma anche sanitario, relativo alla mobilità e alla carenza di controlli. Inoltre sul piano sociale, è stato segnalato il rischio per gli stagionali rispetto al conseguimento degli ammortizzatori sociali. Alla luce di questo, l'Unità di Crisi ha deciso di consentire con forme di controllo più rigorose rispetto al precedente protocollo, l'organizzazione delle cerimonie di matrimonio senza dare al momento alcuna scadenza, se non quella di un esame periodico, ogni 15 giorni con i rappresentanti del comparto, della situazione epidemiologica. Nella giornata di domani sarà emanata una ordinanza ad hoc, nella quale verrà disposto, tra l'altro, che per ogni cerimonia, gli organizzatori dovranno fornire obbligatoriamente le generalità di due responsabili, uno per le cucine, uno per le sale. Ogni cerimonia dovrà inoltre essere segnalata in anticipo all'Unità di Crisi, che a sua volta informerà le forze dell'ordine per poter effettuare controlli sull'osservanza dei protocolli già esistenti. 

A margine della riunione, con un forte richiamo al senso di responsabilità di tutti, si è discusso anche degli assembramenti notturni. I luoghi di aggregazione della movida, in tutta la regione, saranno ancor di più monitorati in questo fine settimana prima di ulteriori drastiche decisioni.

mercoledì 30 settembre 2020

Regione CAMPANIA: Ordinanza n. 75 del 29/09/2020 - Chiarimento n. 34 del 29/09/2020

Ordinanza n. 75 del 29/09/2020 - Chiarimento n. 34 del 29/09/2020 

Ecco nel dettaglio i contenuti puntuali del chiarimento:

1. La disposizione di cui al punto 2. dell'Ordinanza n. 75 del 29.09.2020 ("Con decorrenza dal 1° ottobre 2020, lo svolgimento di feste e di ricevimenti è consentito esclusivamente nel limite massimo di n.20 partecipanti per ciascun evento e nell'osservanza delle ulteriori misure di cui ai Protocolli di cui al punto 1.1"") a feste e ricevimenti, anche di matrimoni, svolti in locali pubblici o aperti al pubblico e in luoghi privati. Le norme precauzionali di cui ai Protocolli di settore richiamati al punto 1.1. della medesima ordinanza dovranno essere comunque osservate.

2. Con esclusivo riferimento alle feste e ricevimenti già organizzati ed in programma fino al 4 ottobre 2020, fermo restando l'obbligo di osservanza delle misure precauzionali sopra citate, l'indicato limite numerico non opera ove l'evento si svolga in forma statica (con soli posti a sedere preassegnati), con esclusione di buffet. La composizione dei singoli tavoli dovrà prevedere la partecipazione di soli congiunti.

3. Il limite numerico di n.20 partecipanti previsto dall'Ordinanza non si applica alle celebrazioni religiose, per le quali sono dettate apposite disposizioni per lo svolgimento in sicurezza nel Protocollo allegato al DPCM 7 agosto 2020.

4. Il citato limite massimo di n.20 partecipanti è riferito allo svolgimento di singole feste o ricevimenti e non costituisce limitazione ai "coperti" degli esercizi di ristorazione destinati all'utenza ordinaria, che non presenta rischi di assembramenti e di multipla e prolungata interazione personale tipica degli eventi con partecipazione di invitati.

5. Lo svolgimento di congressi, tipicamente in forma statica, non rientra nelle previsioni di sospensione di cui al punto 1.4. dell'Ordinanza.




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giovedì 25 giugno 2020

Guida di Repubblica ai sapori e ai piaceri del Parco del Vesuvio

Ci sarà stata una ragione perché Poppea e Augusto assieme a tantissimi dignitari dell’impero scelsero quel paradiso per la forza attrattiva dei luoghi e per il fascino irresistibile della natura. Le stesse suggestioni hanno portato da queste parti i Borbone, che si sono innamorati del Gran Cono tanto da far partire da qui la Napoli-Portici, la prima ferrovia d’Italia. E Giacomo Leopardi che tra quelle pietre nere scrisse le pagine immortali della Ginestra guardando quei fiori che nascevano sul versante del cratere. Ma la forza e l’energia misteriosa di quei territori si può trovare anche nei vini che sanno di antico, nell’odore delle albicocche e nel sapore del pomodorino del piennolo, nel miele, nelle prugne, nella pasta artigianale. Nei colori delle feste popolari, nella biodiversità delle orchidee, nei cammini e nei sentieri, ascoltando leggende, misteri e suggestioni e lasciandosi incantare dalla voce di chi vive di vulcano. Perché da queste parti il Vesuvio è il patriarca. Da venerare, senza paura, e da amare.
Giuseppe Cerasa
É un affascinante racconto che si snoda tra ricordi e fotografie straordinarie l’intervista al maestro Mimmo Jodice che apre la nuova Guida di Repubblica dedicata ai sapori e ai piaceri del Parco del Vesuvio, il territorio di 18 comuni che circondano uno dei simboli dell’Italia nel mondo, che per la prima volta viene raccontato con uno sguardo inedito. In primis quello di testimonial d’eccezione della sezione degli Itinerari d’autore, che svelano il loro rapporto con il vulcano e con il resto del Parco, da Roberto De Simone ad Enzo Avitabile, da Cristina Donadio a Marcello Colasurdo, da Maria Pace Ottieri a Marino Niola, fino ad Enzo Decaro e Paolo Fresu, intervistati per comporre un mosaico di testimonianze e racconti unico.
Nel capitolo Il Parco invece, personalità ed esperti del mondo dell’università, della scienza e della ricerca esplorano ogni aspetto scientifico del territorio, dalle scoperte mineralogiche agli studi di vucanologia, dalle ricostruzioni storiche alle analisi delle ricchissime fauna e flora che fanno del Parco del Vesuvio un contesto naturalistico unico, «uno dei parchi più belli al mondo – scrive il direttore delle Guide di Repubblica, Giuseppe Cerasa, nella sua introduzione al volume - da scoprire ascoltando leggende, misteri e suggestioni e lasciandosi incantare dalla voce di chi vive di vulcano, di chi ha scoperto i segreti del vulcano, prima degli altri e più degli altri. Di chi è innamorato del vulcano. Perché da queste parti il Vesuvio è il patriarca. Da venerare, senza paura, e da amare. Per sempre». Il presidente dell’Ente Parco, Agostino Casillo, nella sua presentazione invece spiega: «La tutela di questo incredibile ecosistema è il frutto della continua ricerca di equilibrio fra la conservazione della biodiversità e lo sviluppo delle comunità locali, la gestione del rapporto tra uomo e biosfera diventa la sfida decisiva da vincere».

E se la sezione Feste e Festival racconta le principali rassegne e manifestazioni religiose, sportive, musicali e gastronomiche che ogni anno animano il Parco (nella speranza che presto le programmazioni tornino alla normalità, dopo l’emergenza sanitaria), il capitolo dei Mestieri del Parco racconta tradizioni artigianali che rendono celebre nel mondo questo enclave territoriale, come le lavorazioni della pietra lavica, del corallo e del rame.
Tra i capitoli più ricchi di suggestioni spicca poi quello degli Itinerari del Gusto, che ripercorrono articolo per articolo le eccellenze agricole del territorio, dai celebri pomodori del piennolo alle albicocche, passando per prugne, miele e pasta artigianale. Allo stesso modo, la sezione dei Produttori di Vino segnala e racconta le aziende vitivinicole più rappresentative, eredi di una tradizione che l’archeologia racconta ebbe inizio già all’epoca degli antichi Romani.
Centinaia infine sono i consigli del dove mangiare, dove comprare e dove dormire, con tutti gli indirizzi e le descrizioni dei più importanti tra ristoranti, trattorie, botteghe del gusto, pizzerie, b&b, hotel e dimore di charme, intervallati da passeggiate alla scoperta dei 18 centri abitati dei comuni del Parco e ai confini del Parco. Articolo completo:
Anno edizione: 2020
In commercio dal: 18 giugno 2020
Pagine: ill. , Brossura
EAN: 9788883718700

venerdì 19 giugno 2020

Museo Matt di Terzigno: Il salone della Villa 6.

Il Museo Matt di Terzigno riapre dopo la chiusura forzata, ampliando l’offerta di vista con un nuovo prestigioso allestimento, grazie alla collaborazione con il Parco del Vesuvio e con i reperti del Parco Archeologico di Pompei. Il salone della Villa 6 di Terzigno, con un ciclo figurativo (megalografie) di grande suggestione, è per la prima volta fruibile al pubblico al piano superiore del Matt.
I raffinati affreschi della Villa 6 per la prima volta in mostra al Museo archeologico di Terzigno
L’ ambiente, probabilmente usato con funzione di triclinio con affaccio sul portico, era una delle più belle e raffinate sala della villa.
Al taglio del nastro e alla conferenza stampa di presentazione, il sindaco di Terzigno, Francesco Ranieri, l’assessore alla Cultura, Genny Falciano, il direttore generale del Parco archeologico di Pompei, Massimo Osanna, il direttore generale del Grande progetto Pompei, Mauro Cipolletta, il presidente del Parco nazionale del Vesuvio, Agostino. La Villa 6 viene considerata la più importante tra quelle ritrovate a Terzigno. Fu scoperta nell’area della Cava Ranieri dove sorgerà il Parco Archeologico naturalistico Geologico, ed è ubicata tra la Villa 1 e la Villa 2, che furono esplorate con diverse campagne di scavo a partire dal 1993 e l’ultima nel 2011. Le ville furono scoperte nella Cava Ranieri e vennero asportati gli affreschi durante lo scavo. Nell'area rimasero le strutture che in seguito furono interrate perchè la Cava divenne una discarica poi bonificata.
Fonte: https://napoli.repubblica.it
#ViViVesuvio #CulturaArteSaporiTurismo
Il Museo MATT è pronto ad accogliere in totale sicurezza i visitatori
Sabato dalle 17 alle 20 e Domenica dalle 10 alle 13.
Ingresso gratuito.