Dal 18 giugno al 12 luglio 2026 al Teatro Grande del Sito di Pompei
Quattro titoli a firma di autorevoli nomi della scena come
- Theodoros Terzopoulos (Le Baccanti di Euripide),
- Emio Greco, Pieter C. Scholten, Roberto Zappalà (L.A.V.A.),
- Filippo Dini (Alcesti di Euripide),
- Àlex Ollé (I Persiani di Eschilo)
Undici “sere d’estate” in uno dei luoghi più belli al mondo che nel corso di questi anni si è proposto come “Grande palcoscenico contemporaneo internazionale”
Nell’affollata conferenza stampa di mercoledì 1 aprile al Ridotto del Teatro Mercadante è stato presentato il programma della nona edizione della rassegna estiva promossa dal Teatro di Napoli-Teatro Nazionale con il Parco Archeologico di Pompei, “POMPEII THEATRUM MUNDI”.
Tra i maggiori e più seguiti appuntamenti dell’estate italiana dei festival – che con questa edizione si avvia al suo decennale – il programma della manifestazione è stato illustrato dal direttore artistico Roberto Andò, dal direttore generale del Parco Gabriel Zuchtriegel e dal direttore generale Mimmo Basso, preceduti dagli interventi del Presidente Luciano Cannito e dai saluti del Sindaco di Napoli Gaetano Manfredi e dell’Assessore alla Cultura della Regione Campania Ninni Cutaia.
A sottolineare il valore simbolico e culturale della rassegna è il Presidente del Teatro di Napoli – Teatro Nazionale, Luciano Cannito: «Anche quest’anno è un’emozione speciale immaginare il sipario ideale alzarsi davanti l’enorme platea del Teatro Grande di Pompei. In questo luogo straordinario, dentro il sito archeologico più famoso del mondo, il teatro non è un’ambientazione: è una vocazione che si riaccende».
Sul senso del progetto, giunto al nono anno di attività, il direttore artistico del Teatro Nazionale Roberto Andò dichiara: «In un annus horribilis come quello che stiamo vivendo, in cui si espande l’orrore della guerra e il potere mostra il volto osceno di tiranni disposti a sacrificare migliaia di vittime umane per realizzare assurdi disegni di dominio, tornare a sedere sulle pietre di Pompei per ritrovare storie antiche in modo nuovo, significa ancora una volta delegare all’arte del teatro un mandato essenziale: circoscrivere uno spazio e un tempo in cui restare umani».
«La novità di quest'anno – scrive nelle sue note all’edizione il direttore del Parco Gabriel Zuchtriegel – è che diamo la possibilità al pubblico degli spettacoli di essere anche esploratori di una parte dell'area archeologica di Pompei: in occasione delle serate di teatro apriamo il cosiddetto Foro triangolare, in prossimità del Teatro grande, dove si svolge Theatrum Mundi e dove era ubicato uno dei più antichi santuari della città antica, ovvero quello di Atena».
- Ad aprire la rassegna, giovedì 18 giugno alle 21.00, con repliche venerdì 19 e sabato 20, sempre alle ore 21.00, sarà la prima nazionale dello spettacolo Le Baccanti di Euripide a firma del regista greco Theodoros Terzopoulos, una produzione Emilia Romagna Teatro ERT/Teatro Nazionale, Teatro di Roma–Teatro Nazionale, Attis Theatre Company.
Il Maestro greco Theodoros Terzopoulos porta in scena per la settima volta il testo di Euripide. «Baccanti – dichiara il regista – è una tragedia emblematica per la mia visione teatrale. È di estrema importanza proporre Baccanti in questo momento, laddove Dioniso incarna l’archetipo del rifugiato, partito da Tmolos tremila anni fa, ha viaggiato nelle zone di guerra del Medio Oriente, per finire, oggi, nel mar Mediterraneo, sulle coste di Creta o Lampedusa».
In scena, nei rispettivi ruoli di Dioniso e di Agave l’attore Roberto Latini e l’attrice Alvia Reale. Con loro Enzo Vetrano è Cadmo, Stefano Randisi è Tiresia, Marco Cacciola è Penteo, Paolo Musio il Corifeo, Gemma Carbone la Corifea, Giulio Germano Cervi il Primo Messaggero, Rocco Ancarola il Secondo Messaggero, accompagnati dal Coro composto da dodici tra attrici e attori.
- Il secondo spettacolo in programma venerdì 26 e sabato 27 giugno alle ore 21.00, segna il ritorno a Napoli dei coreografi Emio Greco e Pieter C. Scholten che con Roberto Zappalà, firmano L.A.V.A., una creazione in anteprima nazionale, qui in versione site-specific unica, su produzione di ICK Dans Amsterdam e Scenario Pubblico| Compagnia Zappalà Danza, in co-produzione con il Teatro Stabile di Catania e in collaborazione con Meervaart Theater Amsterdam, Julidans Festival, Teatro di Napoli – Teatro Nazionale.
La creazione si sviluppa in dialogo diretto con il paesaggio storico, dove l’incontro tra due universi coreografici – quelli di Greco/Scholten e di Zappalà – acquista un’ulteriore intensità fisica. «L.A.V.A. – scrivono gli autori nelle note – traccia un sottile parallelismo tra le forze geologiche e gli impulsi umani. Il titolo evoca inoltre un ciclo: lotta, avversione, vuoto, astrazione – una traiettoria che conduce dalla pressione e dal conflitto verso la trasformazione».
- Il terzo spettacolo del programma rinnova la storica collaborazione tra la rassegna e l’INDA / Istituto Nazionale del Dramma Antico di Siracusa, che lo produce insieme al Teatro Stabile del Veneto. Si tratta dell’Alcesti di Euripide, in scena venerdì 3, sabato 4 e domenica 5 luglio con inizio alle ore 20.00, nella messa in scena diretta da Filippo Dini, anche interprete dello spettacolo nel ruolo di Ferete.
In scena, oltre Filippo Dini, gli attori Alessio Del Mastro (Apollo), Giulio Della Monica (Thanatos), Sandra Toffolatti (Ancella), Deniz Ozdogan (Alcesti), Aldo Ottobrino (Admeto), Denis Fasolo (Eracle), Bruno Ricci (Servo).
Nelle note di regia, Filippo Dini, dichiara: «Accostarsi ad Alcesti di Euripide fa paura, perché significa accostarsi alla Morte. Ad una morte inaccettabile, forse la più inaccettabile di tutte: la morte di una vittima sacrificale».
- Lo spettacolo conclusivo di Pompeii Theatrum Mundi 2026 sarà I Persiani di Eschilo, in scena venerdì 10, sabato 11 e domenica 12 luglio con inizio alle ore 20.00, con la regia di Àlex Ollé, una delle voci del celebre gruppo catalano La Fura dels Baus.
Lo spettacolo, prodotto da INDA / Istituto Nazionale del Dramma Antico di Siracusa, vede in scena Anna Bonaiuto (nel ruolo di Atossa), Giuseppe Sartori (in quello del Messaggero), Alessio Boni (in quello dello Spettro di Dario), Massimo Nicolini (in quello di Serse), accompagnati da un Coro composto da tredici attrici e attori. Per il 66enne regista spagnolo: «I Persiani racconta lo smarrimento di un popolo e dei suoi governanti di fronte a una sconfitta brutale e inaspettata. È la tragedia di chi deve fare i conti con il presente e immaginare una sopravvivenza futura dopo aver commesso l’errore fatale di credersi invincibile».
Per il nono anno consecutivo il Teatro Grande di Pompei si trasforma ancora una volta in un palcoscenico internazionale, presentando spettacoli che invitano alla riflessione su temi di grande attualità e sensibili come la guerra, l’emigrazione, il pianeta, i conflitti, attraverso riletture dei grandi classici del teatro e di creazioni contemporanee di forte impatto artistico e scenico.
I crediti artistici e tecnici completi dei quattro spettacoli in programma sono riportati nelle singole schede presenti in cartella stampa.
Info su ingressi, navette, agevolazioni: sul sito del Teatro di Napoli: teatrodinapoli.it > Pompeii Theatrum Mundi 2026